un progetto di ristrutturazione, presentato da un architetto che si avvale di un geometra, dev’essere “ordinato” o “autorizzato” dal cliente per iscritto? I professionisti hanno un “tariffario” cui si devono attenere?
Il fatto. Dopo aver ereditato una casa, ho contattato numerose persone, fra cui un architetto (che conosco da trent’anni, e che ha già lavorato per mio fratello). Dopo avergli illustrato i lavori che ho deciso di fare, gli ho esposto l’idea-mansarda. A voce, ma anche attraverso una mail, gli ho detto: “E’ tecnicamente possibile realizzare una mansarda? E quanto costa? Quando avremo tutta la documentazione ci vediamo per decidere”.
Le planimetrie si è offerto di reperirle lui in Comune, e lo ha fatto avvalendosi di una mia delega per chiedere la documentazione. Io ho reperito altri documenti al catasto e nelle vecchie carte di casa, e glieli ho lasciati a casa sua.
Poi gli ho telefonato e duramente (incredibile!) mi ha vietato di telefonargli ancora, dicendomi che io devo soltanto aspettare che lui, con l’aiuto di un geometra, prepari un progetto.
Ma io non ho mai chiesto un progetto. Ho chiesto soltanto un parere sulla fattibilità dell’eventuale mansarda. Oltretutto, mai mi farò fare un qualunque progetto "in bianco", senza mie indicazioni.
Stante il “divieto” di telefonargli, cosa posso fare? Giuridicamente sono vincolato ad accettare (…e pagare) un suo progetto? Sento odor di fregatura.
Un grande grazie a chi mi risponde