barbara3 ha scritto:Ciao Fabrizio,
ti chiedo ancora una volta chiarimenti su qualcosa che dovrebbe in realtà essere assodato da tempo ma che a quanto pare non così non è.
Tu hai sempre affermato che il cosmetico è diverso dal farmaco perchè non deve penetrare oltre l'epidermide, in altri termini non deve entrare in circolo.
Io però, leggendo la 713, non trovo da nessuna parte un riferimento alla capacità di penetrazione del preparato cosmetico.
L'unico punto che può avvicinarsi a quello che dici tu è all'inizio, nella definizione, che dice:
si intendono per prodotti cosmetici le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano.
Il fatto che però un prodotto io lo metta su un braccio, non implica che la sua azione resti superficiale.
Ci sono quindi altre specifiche da qualche altra parte, in qualche altra legge?
Oppure come tutte le leggi è soggetta ad interpretazione, e la tua è quella della non-penetrabilità?
Mettiamola così: domani mi faccio le analisi del sangue e ci trovo una molecola che deriva sicuramente dalla crema che sto usando. Se faccio causa alla casa cosmetica vinco o perdo?

Mi sa che come al solito il mercato e la ricerca sono andati molto più veloci della normativa... che si è ritrovata in fuorigioco. La realtà attuale è che moltissimi prodotti venduti come "cosmetici" non rispecchiano la definizione data da Fabrizio (e che anche io conosco) o ci fanno sopra il surf, cavalcando l'onda dell'interpretazione della norma. Non ho grandi competenze in materia legale/normativa, ma andando a memoria ricordo bene che nel Proserpio (che non fa legge, ma probabilmente ne cita una) la definizione è simile a quella citata da Fabrizio. Vado a memoria, ma credo che nel testo sia presente una frase del genere: "L'attività eutrofica e integrativa dei cosmetici deve infatti svolgersi solo a livello degli strati esterni dell'epidermide e non dovrebbe comprendere il derma. Questo tessuto non dovrebbe mai essere raggiunto dai prodotti cosmetici in quanto essendo fortemente irrorato dal sangue non deve essere raggiunto da sostanze che potrebbero entrare nel circolo ematico".
Inoltreil passaggio: ""
per prodotti cosmetici si intendono sostanze e preparazioni diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni), oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l'aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato ." può essere intepretato sostenendo che se dico che si applica sull'esterno devo dimostrare che non si applica sull'interno, ovvero che non permea fino al derma e resta sull'epidermide.
Nella realtà pero' al banco cosmesi abbiamo un mix di ingredienti che vanno ad agire anche nel derma (tutti i prodotti che agiscono sul microcircolo capillare ad esempio) o che hanno un'azione antiedematosa o che agiscono su problemi non di vera pertinenza cosmetica (una dermatite atopica ad es., che sarebbe di pertinenza dermatologica o un problema di seborrea). Insomma, esiste uno sconfinamento che si traduce in una situazione ibrida, resa ancora più "grigia" dall'esistenza dei cosmeceutici, ad esempio. Forse puo' essere utile leggere questo:
http://www.dica33.it/argomenti/dermatol ... smesi1.asp e questo
http://www.benessere.com/bellezza/arg00 ... eutici.htm
Vado di parafrasi, per cui non prendere queste righe come verità giuridica, ma attualmente si dovrebbero distinguere il concetto di prodotto farmaceutico dermatologico e quello di cosmetico dermofunzionale. Si tratta di prodotti caratterizzati da un diverso luogo d'azione e da una differente incisività (il primo più concentrato ed efficace, da usare in casi di patologia conclamata il secondo più diluito e meno attivo da usare nelle condizioni borderline). Non mi pare pero' che esista una normativa che li regolamenti (ma potrei sbagliarmi), cosi' come non esiste per i nutraceutici ed è spesso confusa anche quella che si occupa di integratori alimentari e prodotti erboristici.
Insomma, rileggendo mi pare solo di aver reso ancora più torbide le acque
