mammace ha scritto:quando vedi che le cose non vanno, come fai a mettere a rischio la salute del bambino? per me è stato orribile vedere quel battito precipitare e perdersi.
A volte un battito "si perde" solo perché è la macchina che non lo legge più. Altrimenti come si spiega che poi la situazione rientra da sola?
A volte tutti questi apparecchi non fanno altro che crear panico e confusione. Alcuni credono che non si possa partorire senza aver un monitoraggio continuo del cuore del bambino...Ma guardate che è normale che il bambino si stanchi...sta facendo un lavoro anche lui! Sta venendo al mondo...e con grande fatica!!! Ma è predisposto per quella fatica...sarebbe anomalo piuttosto il contrario, cioè non rilevare alcuna variazione nei suoi battiti, vorrebbe dire che non sta facendo niente, che non collabora a uscire
Per quanto riguarda la mia ostetrica...al primo parto avrebbe voluto portarmici eccome all'ospedale...Dal momento che il mio travaglio era così lungo, a un certo punto non ha fatto che ripetere altro. Lei non era abituata a parti in casa (in Liguria non è affatto semplice trovare un'ostetrica che ti assista a casa), la sua esperienza era comunque offuscata dall'abitudine di vedere un parto come un fatto clinico.
Io mi sono imposta - e non per sciocca ostinazione, ma perché ho voluto seguire il mio corpo e il mio istinto. Sentivo che la mia bimba stava bene, anche se non aveva ancora voglia di uscire, che tutto era nella norma e che, per quanto mi sentissi stremata, da qualche parte in me c'era ancora una riserva d'energia. E poi sapevo benissimo che così com'ero (dilatata da 3 ore senza il minimo accenno della testolina a scendere), in ospedale lo avrebbero interpretato come segno infausto e se mi andava bene, mi avrebbero somministrato dell'ossitocina, se no...cesareo. Ero consapevole del fatto che se a un certo punto c'è un "blocco", un motivo ci deve essere e che deve esistere un modo non invasivo per sbloccare la situazione.
Ripeto, l'ostetrica stessa non era abituata a una situazione del genere: in ospedale sarebbero intervenuti e non avendo lei una formazione da ostetrica a domicilio, non riusciva a comprendere la possibilità di non intervento. Quindi, per un po' mi ha "stressata" con le minacce d'ospedale e con visite continue (fastidiosissime) per riuscire a capire dov'era la testolina di carmen e perché non veniva avanti. La situazione si è sbloccata quando il mio compagno finalmente si è arrabbiato e ha mandato tutti fuori (purtroppo altro errore che ho commesso la prima volta è stato di aver ammesso troppo pubblico: mia madre, un'amica e poi altre 2 ostetriche accorse in supporto alla prima): siamo rimasti per una mezz'ora io e lui da soli a cercar di riprendere il ritmo dell'onda delle contrazioni, a cercar di recuperare la concentrazione che era stata molto disturbata... E alla fine, Carmen è nata, con sole due spinte, date nella posizione per me ideale (accovacciata) con lui che mi sorreggeva per le ascelle e le ostetriche che semplicemente "assistevano" allo spettacolo. Perché la testolina di Carmen non scendeva? Carmen è nata con il pugnetto davanti alla testa...non è una posizione canonica eppure si può nascere naturalmente lo stesso...Tra l'altro senza lasciar segno (non mi ha assolutamente lacerata, non ho avuto alcun punto).
Ripeto: non ho il minimo dubbio che una situazione del genere non sarebbe stata tollerata in ospedale e che di certo sarebbero intervenuti, adducendo come causa la "posizione anomala" della bimba.
Credo che in ospedale, se rientri in certi parametri stabiliti, possa andar tutto bene....se appena appena esci da questi parametri, ti considerano un caso a rischio e giustificano il loro interventismo.
Altra cosa: non dimentichiamoci che certi interventi sì che sono degli atti di violenza per il bambino: l'ossitocina sintetica provoca delle fortissime e innaturali contrazioni dell'utero, al bambino è come se si dicesse: ora ti caccio via a calci nel popò! E il cesareo non è affato un modo dolce di venir al mondo: strappato di punto in bianco dal grembo materno e fiondato nella luce, in un ambiente asettico e estraneo, agguantato da mani sconosciute. Quindi veramente andrebbe fatto in casi estremissimi e non per la sola remota possibilità che il bimbo soffra nel canale del parto: è di lì che deve passare secondo Madre Natura, perciò - faticoso o no che sia - sarà ben passando di lì che soffre di meno! Invece - ne abbiamo già parlato - in Italia si abusa parecchio di questa pratica. Cosa volete che vi dica un medico, se non: Signora, non si poteva fare altrimenti! Può mai dirvi: Sicuramente avrebbe potuto partorire in un altro modo, ma a me faceva più comodo così???
Per questo insisto a dire che è la donna che prima di tutto deve prender coscienza di se stessa e fidarsi in primis di se stessa, del proprio istinto, delle sensazioni che le invia il suo corpo.
Aggiungo che l'ostetrica che ci ha assistito la prima volta è una persona stupenda che, nonostante l'esperienza trentennale, ha deciso di rimettersi in gioco e di rivedere le sue convinzioni sul parto. E' lei che ci ha "assistito" anche la seconda volta, insieme ad un'altra, mantenendo questa volta la massima discrezione e lasciando che io e il mio compagno vivessimo il travaglio in silenzio e in intimità, dando solo pochi consigli, quando necessari, e sapendo aspettare, rispettando i miei tempi...e persino commovendosi vedendo la bimba uscire veramente da sola, ruotando la testolina e disincastrando le spalle, per atterrare direttamente nelle mie mani...
Qui non si vuol fare una gara a chi è più brava a partorire...assolutamente no, solo fornire stralci di esperienze diverse, in maniera tale che una donna possa farsi una propria opinione e sapere che esistono possibilità diverse, per poi decidere qual è quella per lei più consona.
ciao a tutte
sole