parto a roma

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Curry
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Re: parto a roma

Messaggio da Curry » mar mar 25, 2008 11:20 am

E comunque, se una donna vuol tenersi l'epidurale come possibilità per star più serena, vuol dire che ancora non ha le idee ben chiare sul parto attivo.
A me l'idea di avere un ago nella schiena terrorizzava moooooolto più dei dolori del parto, per quanto forti alemno sono assolutamente naturali. Quindi, mai pensato all'epidurale.
Però... io ho partorito due volte, in ospedale, facendo IN TUTTO 7 ore di travaglio. Per la mia prima figlia mi sono svegliata nel letto di casa mia alle 00.30 e l'avevo in braccio alle 3.50. Per il secondo, il sabato mattina ho visto che avevo espulso il "tappo mucoso" o cervicale (come si chiama? non mi ricordo) ma non avevo dolori, quindi mi sono fatta una giornata normalissima. Mi sono svegliata alle 4 del mattino, sono andata in ospedale e avevo mio figlio in braccio alle 7.15 della domenica.
Mi chiedo: se avessi fatto, come tante, travagli di 12, 18, 20 ore, come avrei reagito? Se arrivi sfiancata, rischi di crollare. Poi lo so che col parto naturale non capita, riesci anche a riposarti... ma lo so perchè ho due figli! Col primo, col cavolo che sapevo 'ste cose, per quanto mi fossi informata, non avrei mai potuto comprenderlo a fondo.
Quindi, nonostante mi sento di sconsigliare l'epidurale, capisco che possa essere un'eventualità. Esattamente come il cesareo: mai, a parte vera necessità.

Per quanto riguarda il sentirsi coccolata, io mi sono trovata bene in ospedale, anche se non conoscevo le ostetriche, perchè sono state discrete, e hanno permesso che le coccole arrivassero da mio marito. L'ostetrica è stata una presenza rassicurante ma non ingombrante. Addirittura, quando è nato Cristiano ricordo che pensavo "adesso questo cade a terra" perchè hanno lasciato che facessi tutto da sola, stando dicretamente sulla soglia della porta.

Ah, io ho partorito sulla classica sedia, nonostante in sala ci fossero sgabello, corda, poltrone... insomma, tutto quello che volevo e che mi hanno anche consigliato. Ma io mi sono trovata bene lì.
Tanto per dire che ognuno fa in modo diverso
Ciao
Curry

saralla
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Re: parto a roma

Messaggio da saralla » mar mar 25, 2008 12:35 pm

ciao sole, rispetto a questa tua affermazione "E comunque, se una donna vuol tenersi l'epidurale come possibilità per star più serena, vuol dire che ancora non ha le idee ben chiare sul parto attivo." vorrei riportarti la mia esperienza. Il mio primo parto è stato bellissimo, naturale, consapevole, preparato da riflessioni, letture, tra cui quelle da te citate e molte altre della stessa liena, e da un bellissimo corso di yoga e uno di preparazione alla nascita alla Lunanuova di Milano, associazione di ostetriche pioniere del parto naturale, fautrici del parto in casa .Ebbene l'ostetrica, meravigliosa, che ha tenuto il corso, ci ha consigliato di fare la visita per l'epidurale, perchè, per quanto lei sia contraria a farla in linea di principio, nella sua esperienza a volte si è rivelata risolutiva per sbloccare situazioni difficili ed evitare cesarei, come ogni altro mezzo va usato SOLO se e quando serve, ma PUO' capitare che serva!
Io ho fatto la visita per richiedere eventualmente l'epidurale, avevo quindi la possibilità di richiederla, ma non l'ho fatto, durante il parto non mi è mai neanche venuta in mente, neanche per un secondo. ...sara

Curry
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Re: parto a roma

Messaggio da Curry » mar mar 25, 2008 2:59 pm

durante il parto non mi è mai neanche venuta in mente, neanche per un secondo
Ammetto che a me è capitato!
Io non ho mai fatto visite per l'epidurale, addirittura ho scelto un ospedale dove non si fa. Ma al primo momento del primo parto, mentre mio marito andava a prendere l'auto, ho pensato "adesso gli dico di cambiare ospedale ed andare da quello con l'epidurale!" :mrgreen:
Secondo parto, già in ospedale, a mio marito "Se dovessi impazzire e decidessi per un terzo, e ti dicessi di nuovo 'non voglio l'epidurale' insultami"
Attacchi di panico puro... poi è passato tutto immediatamente...
è che nessuno ti dice che non è la pancia che fa male... è che ti si spacca la schiena in due...
comunque, per chi stesse leggendo e non ha ancora provato: è un'esperienza impagabile, dolore compreso.

Elisa B.
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Re: parto a roma

Messaggio da Elisa B. » mar mar 25, 2008 3:32 pm

Per chi deve ancora partorire.
Leggete i racconti dei parti altrui cercando solo ciò di cui voi e il vostro bambino avete bisogno: informazioni, esperienza, conforto. Ma non lasciatevi spaventare dall'idea del dolore. Ascoltate la vostra voce di mamma (il vostro piccolo è già lì, anche se ancora non l'avete preso in braccio, lo nutrite tutti i giorni, lo portate con voi, dormite con lui... siete già mamme a tutti gli effetti). Se seguite questa voce, se riuscite a non permettere che interventi estranei turbino l'energia del vostro istinto, sono sicura che non c'è dolore che possa ferirvi. E, vi assicuro l'ho provato, non ve ne rimarrà alcun ricordo spaventoso: sarete pronte a rifarlo. E poi i parti e la percezione del dolore sono tutti diversi. Vi assicuro che conosco mamme che dicono di non aver sofferto o addirittura, beate loro!, di aver provato piacere.
Una delle cose vere e giuste che mi aveva detto la mia ostetrica è che il parto è un'esperienza difficile che va affrontata con coraggio e determinazione, perché dopo, dal momento immediatamente successivo, cominciano nuove sfide, e aver superato la prima ti dà la forza per affrontarle con decisione.
Cercate di avere a disposizione tutto quello che vi serve per essere più serene, perché così non dovrete pensarci più e potrete concentrarvi su voi stesse. Accettate quello che vi succederà senza opporre resistenza: è un cambiamento fisico portentoso, ma, ve lo ricordo, fisiologico. Siete state fatte per esserne capaci.
E un grande in bocca al lupo a tutte. Vi abbraccio,
Elisa

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kamala
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Re: parto a roma

Messaggio da kamala » mer mar 26, 2008 4:28 pm

ciao ti dò un po' di informazioni,
io ho partorito al santa famiglia in prati dove fanno rooming in e allattamento a richiesta (del bambino)
l'epidurale è a pagamento e il cordone sempre a pagamento, ma molto costoso lo prelevano per il tuo bambino e non per donarlo cmq bisogna chiederlo tempo prima, sono collegati con una navetta al bambin gesù. nonostante questo non mi sono trovata bene anche perchè fanno l'episiotomia a tutte ed anche le belle manovrine per velocizzare il tutto, secondo me fanno anche le iniezioni di ossitocina, anche se a me non l'hanno fatta perchè sono arrivata lì molto dilatata essendomi fatta il travaglio a casa.


so anche io che il fabia mater è una buona struttura per esperienza di una amica (che è anche utente del forum e magari ti risponderà) dove pare ci siano ottime ostetriche.

per il prelievo del cordone mi ero informata presso il sito dell' ADISCO:
le strutture sono Policlinico Umberto I
• Ospedale Sandro Pertini
• Ospedale S. Pietro - Fatebenefratelli
• Ospedale S. Eugenio
• Casa di Cura Villa Pia
• Policlinico A. Gemelli
ma non so come stanno messi riguardo rooming in etc.

in bocca al lupo fai la tua scelta seguendo le tue esigenze :D

mammace
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Re: parto a roma

Messaggio da mammace » dom mar 30, 2008 3:03 pm

saralla ha scritto:ciao sole, rispetto a questa tua affermazione "E comunque, se una donna vuol tenersi l'epidurale come possibilità per star più serena, vuol dire che ancora non ha le idee ben chiare sul parto attivo." vorrei riportarti la mia esperienza. Il mio primo parto è stato bellissimo, naturale, consapevole, preparato da riflessioni, letture, tra cui quelle da te citate e molte altre della stessa liena, e da un bellissimo corso di yoga e uno di preparazione alla nascita alla Lunanuova di Milano, associazione di ostetriche pioniere del parto naturale, fautrici del parto in casa .Ebbene l'ostetrica, meravigliosa, che ha tenuto il corso, ci ha consigliato di fare la visita per l'epidurale, perchè, per quanto lei sia contraria a farla in linea di principio, nella sua esperienza a volte si è rivelata risolutiva per sbloccare situazioni difficili ed evitare cesarei, come ogni altro mezzo va usato SOLO se e quando serve, ma PUO' capitare che serva!
Io ho fatto la visita per richiedere eventualmente l'epidurale, avevo quindi la possibilità di richiederla, ma non l'ho fatto, durante il parto non mi è mai neanche venuta in mente, neanche per un secondo. ...sara
quoto perchè a me è andata così. mi sono informata tanto ed ho scelto una struttura dove poter contare su un aiuto medico se necessario compresa l'eoidurale, garantendo cmq il rispetto del parto fisiologico e sostenendo il parto naturale.
il mio travaglio si è preannunciato subito complicato e via fantasie di partorire accovacciata. bisogna sempre contemplare la possibilità che un parto non vada come si desideri o che si presentino improvvise complicazioni, questo sia che si decida di partorire a casa che in H.
l'epidurale quindi l'ho accettata di buon grado (e ringrazio il cielo che in quella struttura ci fosse un'esperienza ventennale su questa tecnica) e mi ha evitato il cesareo migliorando la situazione in cui ci trovavamo io ed il mio bimbo.
cmq con l'epidurale mica si rimane con un ago impiatato nella schiena eh! serve solo inizialmente per inserire una cannula dove poi immettere l'analgesico.
se partorirò una seconda volta tenterò nuovamente un parto naturale e senza epidurale, ma il mio primo parto è stato tutt'altro che passivo e sicuramente le scelte che ho fatto sono state prese e sostenute dallo staff medico (gine e ostetrica) con maturità.
la mia epidurale è durata 2 ore (togliendomi il dolore della contrazione ma nè sensibilità nè sensazioni di discesa e di pressione al coccige e della contrazione stessa), dopo di chè ho continuato senza analgesico per tutta la fine della dilatazione e le spinte sino all'espulsione.

saralla
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Re: parto a roma

Messaggio da saralla » dom mar 30, 2008 5:25 pm

[bisogna sempre contemplare la possibilità che un parto non vada come si desideri o che si presentino improvvise complicazioni, questo sia che si decida di partorire a casa che in H.
.[/quote]

a mia volta ti quoto! :lol: Purtroppo può capitare, gli imprevisti possono essere tanti, a me non è successo nulla, per fortuna, ma ho diverse amiche che volevano partorire in casa e che sono dovute andare con l'ostetrica all'ospedale, o hanno dovuto rinunciare in partenza, o dopo lunghi travagli a casa con l'ostetrica hanno dovuto subire il cesareo...ed erano tutte donne super consapevoli, seguite da ostetriche della lunanuova o della casa di maternità....secondo me il rischio di certi atteggiamenti "oltranzisti" e di fatto giudicanti (così mi è sembrata l'affermazione "E comunque, se una donna vuol tenersi l'epidurale come possibilità per star più serena, vuol dire che ancora non ha le idee ben chiare sul parto attivo." , magari l'ho interpretata male), è che poi la donna, oltre alla dolorosa delusione di aver partorito nel modo opposto a quello che aveva sognato, desiderato, preparato con cura, amore, impegno, si senta anche in colpa, inadeguata...e nel mondo diciamo così"alternativo", nel quale mi ci metto anche io eh! purtroppo ho spesso riscontrato un atteggiamento di questo tipo rispetto a chi è ricorso all'epidurale o al cesareo...e ho visto quanto faccia male subirselo, tante amiche mi hanno detto di sentirsi quasi mamme di serie b dopo queste disavventure...(lo stesso ho visto rispetto all'allattamento, che a volte non decolla....) anche perchè dopo il parto siamo tutte sottosopra, sensibili, soprattutto se è il primo bimbo spesso impreparate alllo splendido e terribile marasma che ci investe da tutti i punti di viusta, fisico, emotivo, mentale, affettivo.... Personalmente la prima volta è andato tutto bene, ma la ritengo, oltre che frutto sicuramente delle mie scelte e della mia preparazione, anche una gran fortuna!!!! :mrgreen:

sole75
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Re: parto a roma

Messaggio da sole75 » lun mar 31, 2008 11:08 pm

Sì, è vero, la mia affermazione ""E comunque, se una donna vuol tenersi l'epidurale come possibilità per star più serena, vuol dire che ancora non ha le idee ben chiare sul parto attivo."può suonare "oltranzista" e "giudicante", come dice saralla. Mi dispiace e ne chiedo scusa. Non era mia intenzione giudicare...né mi piace apparire come estremista o integralista.
Dopo aver letto le vostre testimonianze, capisco un po' meglio che cosa possa significare l'epidurale e che a volte possa salvare la situazione.
Tuttavia credo che spesso in ospedale si danno per "difficili" travagli che difficili non sono, magari sono lunghi, hanno bisogno di un qualche intervento da parte dell'ostetrica (che può essere il suggerire posizioni diverse alla partoriente, ecc); spesso capita in ospedale che una situazione del tutto fisiologica, venga considerata critica e quindi necessaria di intervento medico. Credo che non tutte le strutture rispettino la fisiologia del travaglio e del parto e che a volte si tenda a far abuso dei mezzi medici, quali l'epidurale, o l'uso di ossitocina per accelerare le contrazioni, per finire col cesareo.
Il travaglio per la mia prima bimba è durato più di 19 ore. A dispetto di tutto quello che avevo letto, non si è presentato con contrazioni "secondo manuale" prima più diradate, poi sempre più intense e vicine (com'è successo poi effettivamente con la seconda bimba), ma a un certo punto il dolore è stato praticamente costante e molto intenso, dietro la schiena. Ero in casa, ero stremata, più di una volta ho detto al mio compagno: Non ce la faccio più, non ce la farò mai, non nascerà. Mi sa che muoio...Tutte frasi che sono del tutto naturali in questa fase, come sarebbe naturale anche urlare se uno ne ha volgia...e persino cantare.
Sono certa che se fossi stata in ospedale, queste mie manifestazioni di dolore non sarebbero state interpretate per "naturali e fisiologiche". E il punto è questo: nella nostra società, non si è più abituati al dolore, soprattutto non si è più abituati a vederlo il dolore. Il problema è soprattutto di chi assiste: il travaglio di una partoriente è un' esperienza totalmente trascinante, travolgente, l'immagine di dolore che evoca la donna, non è sopportabile, si finisce davvero per pensare che sta morendo di dolore, che così non ce la può fare e che ha bisogno di un anestetico se non si strema troppo e poi non ce la fa a spingere. Il problema è che non si tiene conto di quelle magiche "endorfine" che si sprigionano nel nostro corpo proprio per renderci più sopportabile il dolore, creando una continua alternanza tra picco di dolore cui corrisponde il picco di piacere delle endorfine. Se noi il dolore lo anestetizziamo, le endorfine non funzioneranno più, e quindi ci saranno solo contrazioni (per quanto non più così dolorose) e spossatezza. E' questo che bisognerebbe vincere: la paura del dolore. Uno dei libri più belli che ho letto si intitola "Il dolore del Parto" di Verena Schmid (un'ostetrica che dal 79 assiste ai aprti in casa): qui è spiegato come agiscono scientificamente i meccanismi di compensazione del dolore (il dolore come stimolatore endocrino) e come l'ambiente esterno può influire su questi meccanismi. L'ambiente ideale è un ambiente intimo, raccolto, ovattato, dove la donna si senta protetta e con se stessa, dove si senta come nel grembo della terra, possibilmente al buio, senza distrazioni e interferenze dall'esterno (luci, suoni, voci, cellulari, richiami; monitoraggi, indicazioni). La donna deve esser lasciata il più possibile in pace.
Anche la costante paura di "sofferenza del bambino" cui si appellano i medici è spesso esasperata e abusata: il bambino è ancora legato a voi dal cordone ombelicale, da cui riceve il nutrimento e l'ossigeno. NON respira ancora, quindi NON può soffocare!!!! Più il vostro parto è fisiologico e meno il bambino soffre. Più state sole con voi stesse e più sentite lui.
Aggiungo questa che è una nota del tutto personale: molte volte mi son sentita dire "Che coraggio hai avuto a partorire in casa!". Io credo che ci voglia molto più coraggio per partorire in ospedale, e davvero lo dico senza sarcasmo. La casa è il posto più naturale in assoluto, l'unico posto in cui io possa sentirmi a mio agio, libera di poter agire come mi sento e come voglio. Il posto in cui più di tutti sono "padrona"...e la donna in questo momento cruciale della sua vita, DEVE poter essere padrona. In ospedale non comando io...e già solo per questo è il posto meno indicato.
E comunque TUTTE le MAMME sono MAMME di serie A++++++ :wink: :P
baci a tutte
sole
Ultima modifica di sole75 il lun mar 31, 2008 11:20 pm, modificato 1 volta in totale.

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elena.legnani
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Parto a roma

Messaggio da elena.legnani » mar apr 01, 2008 8:36 am

sole75 ha scritto: Tuttavia credo che spesso in ospedale si danno per "difficili" travagli che difficili non sono, magari sono lunghi, hanno bisogno di un qualche intervento da parte dell'ostetrica (che può essere il suggerire posizioni diverse alla partoriente, ecc); spesso capita in ospedale che una situazione del tutto fisiologica, venga considerata critica e quindi necessaria di intervento medico. Credo che non tutte le strutture rispettino la fisiologia del travaglio e del parto e che a volte si tenda a far abuso dei mezzi medici, quali l'epidurale, o l'uso di ossitocina per accelerare le contrazioni, per finire col cesareo.
Il travaglio per la mia prima bimba è durato più di 19 ore. A dispetto di tutto quello che avevo letto, non si è presentato con contrazioni "secondo manuale" prima più diradate, poi sempre più intense e vicine (com'è successo poi effettivamente con la seconda bimba), ma a un certo punto il dolore è stato praticamente costante e molto intenso, dietro la schiena. Ero in casa, ero stremata, più di una volta ho detto al mio compagno: Non ce la faccio più, non ce la farò mai, non nascerà. Mi sa che muoio...Tutte frasi che sono del tutto naturali in questa fase, come sarebbe naturale anche urlare se uno ne ha volgia...e persino cantare.
Sono certa che se fossi stata in ospedale, queste mie manifestazioni di dolore non sarebbero state interpretate per "naturali e fisiologiche". E il punto è questo: nella nostra società, non si è più abituati al dolore, soprattutto non si è più abituati a vederlo il dolore. Il problema è soprattutto di chi assiste: il travaglio di una partoriente è un' esperienza totalmente trascinante, travolgente, l'immagine di dolore che evoca la donna, non è sopportabile, si finisce davvero per pensare che sta morendo di dolore, che così non ce la può fare e che ha bisogno di un anestetico se non si strema troppo e poi non ce la fa a spingere. Il problema è che non si tiene conto di quelle magiche "endorfine" che si sprigionano nel nostro corpo proprio per renderci più sopportabile il dolore, creando una continua alternanza tra picco di dolore cui corrisponde il picco di piacere delle endorfine. Se noi il dolore lo anestetizziamo, le endorfine non funzioneranno più, e quindi ci saranno solo contrazioni (per quanto non più così dolorose) e spossatezza. E' questo che bisognerebbe vincere: la paura del dolore. Uno dei libri più belli che ho letto si intitola "Il dolore del Parto" di Verena Schmid (un'ostetrica che dal 79 assiste ai aprti in casa): qui è spiegato come agiscono scientificamente i meccanismi di compensazione del dolore (il dolore come stimolatore endocrino) e come l'ambiente esterno può influire su questi meccanismi. L'ambiente ideale è un ambiente intimo, raccolto, ovattato, dove la donna si senta protetta e con se stessa, dove si senta come nel grembo della terra, possibilmente al buio, senza distrazioni e interferenze dall'esterno (luci, suoni, voci, cellulari, richiami; monitoraggi, indicazioni). La donna deve esser lasciata il più possibile in pace.
Anche la costante paura di "sofferenza del bambino" cui si appellano i medici è spesso esasperata e abusata: il bambino è ancora legato a voi dal cordone ombelicale, da cui riceve il nutrimento e l'ossigeno. NON respira ancora, quindi NON può soffocare!!!! Più il vostro parto è fisiologico e meno il bambino soffre. Più state sole con voi stesse e più sentite lui.
Aggiungo questa che è una nota del tutto personale: molte volte mi son sentita dire "Che coraggio hai avuto a partorire in casa!". Io credo che ci voglia molto più coraggio per partorire in ospedale, e davvero lo dico senza sarcasmo. La casa è il posto più naturale in assoluto, l'unico posto in cui io possa sentirmi a mio agio, libera di poter agire come mi sento e come voglio. Il posto in cui più di tutti sono "padrona"...e la donna in questo momento cruciale della sua vita, DEVE poter essere padrona. In ospedale non comando io...e già solo per questo è il posto meno indicato.
E comunque TUTTE le MAMME sono MAMME di serie A++++++ :wink: :P
baci a tutte
sole
Grazie sole per queste parole, ti quoto in pieno riassumono tutto il mio pensiero circa il parto. Il mio è stato così, a casa, nella penombra, nel silenzio, solo incoraggiata e coccolata.
Effettivamente nessuno può negare l'eccesso di "interventismo" medico, il dove fare sempre necessariamente qualcosa se il parto non va come da manuale, non si spiegherebbe sennò l'esagerato numero di tagli cesarei in Italia:

"In alcune regioni del meridione si supera il 45%
Italia prima in Europa per i parti cesarei
Aumento dal 29,9% nel 2000 al 35,2% nel 2005, in Olanda fermo al 13,5.
Botta e risposta tra medici e donne
MILANO - Il cesareo? Amato delle donne italiane. Che replicano: sono i medici che ce lo impongono. L'annosa diatriba trova nuovi motivi di preoccupazione dai dati appena resi noti dall'Istat, che indicano il nostro come il Paese con il più alto numero di parti con taglio cesareo dell'Unione europea: la percentuale è infatti pari al 36,9% nel 2003, oltre il doppio della quota massima del 15% raccomandata dall'Oms. Il ricorso al cesareo è però sceso al 35,2% nel 2004-2005, comunque in forte crescita rispetto al 29,9% nel 1999-2000. Un lieve calo dunque negli ultimi due anni, che però non si sente nelle regioni del sud Italia: Campania regina con oltre il 60% di operazioni. Qualche confronto: Stati Uniti e Canada hanno percentuali di cesarei nettamente più basse (rispettivamente 27,5% e 21,2%), mentre i paesi dove si registra il minore ricorso a tale intervento sono Olanda e Danimarca (13,5%), Belgio (15,9%) e Finlandia (16,2%). Meno cesarei rispetto all'Italia, poi, anche in Germania (24,8%), Spagna (23,5%), Gran Bretagna (21,7%) e Francia (18,8%). "

da: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cron ... areo.shtml

Semplicemente si va avanti per routine, a volte per pararsi da eventuali possibili problemi, forse perchè ogni intervento in più viene rimborsato vattelapesca con che soldi insomma qualcosa dietro ci sarà tutto questo non è di certo giustificato "sulla carta".
Come si spiegherebbe l'Olanda con un 13,5% del tutto nella norma, la nazione dove le donne partoriscono prevalentemente in casa e in case-comuntà, vie di mezzo tra casa propria e una piccola clinica.

Vi dico anche questa: purtroppo sono reduce da un'aborto spontaneo, anche in questo caso ho dovuto lottare come un leone e subire una serie di pressioni psicologiche non indifferenti da parte di tutto il personale medico: a partire dagli ecografisti, dalla mia ginecologa, dal ginecologo dell'ospedale e perfino dal mio Medico di base. Esiste solo il raschiamento.
E pure di corsa, manco il tempo di informarsi, riflettere un momento! Per fortuna ho potuto parlare con l'ostetrica che mi aveva seguito il parto in casa, così ho firmato per non farlo e ho aspettato il triste evolversi degli eventi a casa mia, secondo i tempi del mio corpo, seguita da lei per qualsiasi dubbio o necessità.

Questo è solo per dire che, a mio avviso, ben vengano i Medici, ma che vengano SOLO se serve e NON quando tutto sta procedendo nella maniera ottimale, vita o morte che sia.

saralla
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Re: parto a roma

Messaggio da saralla » mar apr 01, 2008 3:11 pm

ciao sole e ciao a tutte, condivido quello dici sul dolore, per fortuna l'ho sperimentato per un tempo molto più limitato delle tue 19 ore, però, anche grazie a tutto un mio percorso partito anni prima per altre cose e altre vie sono riuscita a "incanalarlo" e a farlo diventare un'onda che piano piano ha permesso alla mia bimba di venire fuori dolcemente...l'idea dell'onda mi ha accompagnato per tutto il travaglio e per la fase espulsiva, a volte era una mareggiata violenta, a volte una marea, a volte un regolare infrangersi, in ogni caso sono riuscita (anzi siamo riusciti, io , mio marito e la bimba) a restare sempre al suo interno, nonostante gli sbatacchiamenti e a volte la paura di affogare...sicuramente un intervento esterno avrebbe rotto questa armonia, per quanto dinamica, agitata e confusa, e sono felice di aver incontrato un ostetrica che ha immediatamente colto la situazione e che è si è praticamente resa invisibile fino al momento finale...sara

Curry
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Re: parto a roma

Messaggio da Curry » mar apr 01, 2008 3:25 pm

Non ce la faccio più, non ce la farò mai, non nascerà. Mi sa che muoio...Tutte frasi che sono del tutto naturali in questa fase, come sarebbe naturale anche urlare se uno ne ha volgia...e persino cantare.
Sono certa che se fossi stata in ospedale, queste mie manifestazioni di dolore non sarebbero state interpretate per "naturali e fisiologiche"
Va bene che l'ospedale non è casa propria, però non è neanche una prigione :mrgreen:

Io in ospedale continuavo a ripetere "basta basta voglia andare via" (non dall'ospedale, dalla situazione... come se si potesse!) e nessuno ha detto nulla. Anzi, nei pochi momeni di lucidità (neanche io ho mai avuto contrazioni diradate nel tempo, al massimo 15-20 secondi ma raramente) mi veniva da scusarmi di quelle sciocchezze e l'ostetrica mi diceva "ma figurati, qui succede di tutto vai tranquilla come se non ci fosse nessuno".
Non credo di aver trovato un ospedale eccezionale. Da quello che mi dicono, praticamente tutte le persone che conoscono hanno avuto un'esperienza così.
Anzi, qualcuna si è anche lamentata che ci hanno provato per troppo tempo prima di intervenire (osstocina, epidurale o anche cesareo) :?:

Non è che io spinga per l'ospedale invece che a casa, per carità, ognuno scelga come vuole. Solo non è detto che l'ospedale per forza sia terribile, ecco.

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elena.legnani
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Re: parto a roma

Messaggio da elena.legnani » mar apr 01, 2008 5:02 pm

Curry ha scritto:
Non è che io spinga per l'ospedale invece che a casa, per carità, ognuno scelga come vuole. Solo non è detto che l'ospedale per forza sia terribile, ecco.
Ce lo si augura! E' che non riesco a trovare donne che abbiano partorito in ospedale tra le mie conoscenti e che mi dicano tutte le cose che stiamo dicendo qui. O hanno avuto un cesareo o la cosa è stata traumatizzante o raccontano di dolori indicibili, comunque qualche "manovra" alla fine viene sempre praticata, l'unica che non l'ha subita di mia conoscenza poi le hanno fatto un raschiamento dopo ma anche qui, ne abbiamo riparlato proprio pochi giorni fa, non è stata chiara l'utilità (l'ostetrica diceva che non era da fare ma il ginecologo ha voluto farlo, considerando che la mia amica ha partorito in un'ospedale noto per i tanti cesarei la faccenda sinceramente mi ha posto qualche dubbio) etc...

Quindi regolarmente mi trovo una mosca fuori dall'acqua quando dico che per me è stata l'esperienza più bella, naturale e completa delal mia vita e che il dolore ha un suo senso di esistere ed è certamente sotto la propria soglia di sopportazione. Io avevo tutta la situazione "dalla mia" e il mio corpo ha lavorato al meglio, non so quanto sarei riuscita a mettere in pratica in una struttura ospedaliera sinceramente..

Insomma, speriamo che con il tempo l'atteggiamento possa sempre più migliorare no?

saralla
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Re: parto a roma

Messaggio da saralla » mar apr 01, 2008 5:25 pm

Non è che io spinga per l'ospedale invece che a casa, per carità, ognuno scelga come vuole. Solo non è detto che l'ospedale per forza sia terribile, ecco.[/quote]

quoto! io ad esempio ero in ospedale, mi sono dimenticata di dirlo...stavolta (fra un mesetto...) mi piacerebbe provare a casa, ...solo che costa troppo... :cry: e in Lombardia non è rimborsabile. sara

flores
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Re: parto a roma

Messaggio da flores » mar apr 01, 2008 5:27 pm

allora io mi ero preparata bene, coso di yoga, libri sul parto attivo , corso alle terme etc etc , scelgo un ospedale dove incentivano il parto attivo e le ostetriche sono brave e pazienti. l'epidurale te la fanno solo se il ginecologo decide che devi proprio per evitare manovre più complesse e cesareo.

bene al controllo del termine c'e' poco liquido amniotico e devo fare l'induzione, mi dicono che non è urgente e potrebbero volerci anche 2 giorni ma mi ricoverano e iniziano con la prima applicazione di porstaglandine. dopopoche ore partono le contrazioni a meno di 2 minuti sono le 2300 alle 330 mi portano in sala parto , chiamo il mio compagno e meno male che c'e' l'ostetrica che mi accoglie con estrema gentilezza e mi guida , mi aiuta ... ebbene chiedo : ma non si può avere qualcosa per il dolore? io muoio .
ero terrorizzata non sentivo altro che dolore, non mi aspettavo una cosa del genere ero pronta a 20 ore di travaglio progressivo non a questa mazzata. ho urlato tantissimo nemmeno ssapevo di avere tutto questo fiato.alle 535 nasce Emma , sono felice ma anche dispiaciuta per non essere riuscita a stare in contatto con la mia bimba durante il parto ,, ero davvero stanchissima e mi scuso con l'ostetrica per avere urlato. lei carinissima mi dice: " ma scherzi? è normale con un travaglio così !".

se ripenso a come raccontavo le cose i primi giorni sembrava un fallimento adesso penso che sia andata bene e che comunque ho avuto un buon parto in un buon ospedale, ma al prossimo figlio col cavolo che mi faccio fare un'induzione....
2 settimane prima del termine inizio a pulire le piastrelle con lo spazzolino da denti o a tagliare l'erba del giardino con le forbici delle unghie!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

sole75
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Re: Parto a roma

Messaggio da sole75 » mar apr 01, 2008 5:29 pm

elena.legnani ha scritto: Per fortuna ho potuto parlare con l'ostetrica che mi aveva seguito il parto in casa, così ho firmato per non farlo e ho aspettato il triste evolversi degli eventi a casa mia, secondo i tempi del mio corpo, seguita da lei per qualsiasi dubbio o necessità.

Questo è solo per dire che, a mio avviso, ben vengano i Medici, ma che vengano SOLO se serve e NON quando tutto sta procedendo nella maniera ottimale, vita o morte che sia.
Cara Elena,
la tua deve esser stata un'esperienza ancor più intensa e consapevole, proprio in quanto maturata nel dolore. E' a mio avviso espressione di grande saggezza e Amore riuscire a rispettare e seguire i ritmi del proprio corpo, non solo nella Vita, ma anche nella Morte.
Grazie per aver voluto condividere con noi anche questa tua esperienza più dolorosa.
ciao
sole

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