Come la grande maggioranza di voi, ho attraversato la mia fase di innamoramento per il legno, di cui ormai credo di conoscere aspetti positivi e negativi, come anche delle tipologie costruttive che lo vedono protagonista.
Circa 1 anno fa si è però accesa una piccola lampadina (a led, of course), che ha illuminato un blocchetto di materiale di colore chiaro, con cui un amico (buon bricoleur) si era rifatto una casetta precedentemente, ahilui, andata in fiamme.
Poiché sono curioso come una bertuccia, ho avuto piacere di conoscere meglio questo blocchetto e, avrete capito, è scoccato un nuovo amore.
“Lui” si chiama comunemente “calcestruzzo cellulare”; per i più tecnici e/o curiosi del forum non è assolutamente un nome nuovo, anzi, sia il materiale che la relativa tecnologia hanno ormai decine e decine di anni di uso alle spalle.
Ai meno tecnici, almeno quelli che continuano a leggere dopo aver visto la parola “calcestruzzo”, dico che si tratta di un materiale a base di sabbia quarzifera, cemento, calce e acqua che, mediante un certo processo, finisce per inglobare al suo interno una miriade di bolle d’aria.
Si tratta quindi di un materiale da fonti certamente non rinnovabili.
Viene prodotto sotto forma di blocchi di vari spessori, in lastre di diversa lunghezza e in pezzi per usi particolari e nel complesso permette di costruire, volendo, una unità abitativa soltanto con sé stesso.
Caratteristiche positive:
1. ottimo termoisolamento: blocco spesso cm. 25, K=0,41; cm. 36,5, K=0,28;
2. ottimo isolamento acustico;
3. autoportante, entro certi limiti di altezza;
4. resistenza al fuoco classe 0: non brucia e trasmette poco calore in caso di incendio;
5. buona inerzia termica e ideale sfasamento termico: migliore confort;
6. permeabilità al vapore acqueo: migliore confort;
7. tipologia costruttiva antisismica, anche perché poco pesante;
8. tipologia costruttiva monomateriale: abbattimento dei ponti termici; annullamento di sandwich di più materiali dalle caratteristiche e dal comportamento complessivo non ben chiari e non costanti nel tempo;
9. velocità e facilità di posa;
10. costi complessivi potenzialmente più bassi, e di molto, rispetto a qualunque altra tipologia (nel caso del progetto da me ipotizzato -30%);
11. adatto perfino all’autocostruzione.
12. gli scarti e il fine ciclo non comportano il minimo problema ambientale;
13. ovviamente le precedenti affermazioni sono supportabili da precisi dati tecnici;
Caratteristiche negative:
1. non ne conosco e di queste vorrei che mi parlaste, nel caso ne abbiate voglia;
2. ha un processo di produzione industriale, quindi assorbe energia, per quanto in misura inferiore rispetto ai laterizi; del resto se vogliamo essere pistini, anche il legno ha delle problematiche non indifferenti in termini di commercio mondiale e di sua (del legno) salvaguardia;
3. certamente non è “vivo” come lo è il legno, ma nessuno vieta di usare il legno per i pavimenti, travi a vista, anche portanti, per i solai, perline per i rivestimenti e quant’altro, del resto lo uso con molto piacere anch’io;
4. pseudo addetti mi hanno parlato di probabili crepe e/o cavillamenti nel tempo; ho quindi verificato controllando “per caso” alcune realizzazioni in Francia e Germania vecchie ormai di circa 30 anni e non ho verificato nulla di ciò;
5. è poco o nulla utilizzato in Italia, a differenza di altri paesi, e questo mi lascia abbastanza perplesso, o meglio sospettoso, sullo stato della nostra sanità mentale.
Per finire, o quasi, credo che se si parla esclusivamente di bio-edilizia in senso stretto, il mio amato bene è out, ma si corre il rischio di ragionare di un sottoinsieme di una nicchia che ha un’incidenza quasi nulla sull’insieme del bene casa.
Se invece si considera, come qualcuno ha già ipotizzato nel forum, il materiale costruttivo come uno, per quanto importante, dei componenti di una unità abitativa che nel suo complesso vada quanto più possibile nella direzione che tutti noi auspichiamo, allora il mio amato bene potrebbe avere una sua dignità, consentendo per es. con il 30% di risparmio sull’involucro di fare scelte qualificanti e di alta dignità su altri aspetti.
Concludo riandando alla parola “potenzialmente” utilizzata precedentemente, per chiarire che tale termine si traduce in “praticamente”, se si ha voglia di spendersi un po’; ma tutto ciò rimanda ad un complesso discorso, che al momento non è il caso di iniziare, su tutta la filiera produttiva in edilizia, anche riguardo alle case in legno, che genera attualmente un mercato del tutto drogato… e noi paghiamo!
p.s. giurin giuretto: non vendo, né ho intenzione di vendere quantità commerciali del mio amato bene.