1 sasso nello stagno

Forum dedicato alle tecniche di costruzione con materiali naturali.

Moderatore: michele ricci

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cal.ce
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1 sasso nello stagno

Messaggio da cal.ce » lun mar 03, 2008 4:46 pm

:D Per quanto novizio nello scrivervi, sono ormai circa 3 anni che vi seguo, e con molta attenzione. Sbrodolerò un po’, e di questo mi scuso, ma l’argomento che mi interessa non è facilmente sintetizzabile.
Come la grande maggioranza di voi, ho attraversato la mia fase di innamoramento per il legno, di cui ormai credo di conoscere aspetti positivi e negativi, come anche delle tipologie costruttive che lo vedono protagonista.
Circa 1 anno fa si è però accesa una piccola lampadina (a led, of course), che ha illuminato un blocchetto di materiale di colore chiaro, con cui un amico (buon bricoleur) si era rifatto una casetta precedentemente, ahilui, andata in fiamme.
Poiché sono curioso come una bertuccia, ho avuto piacere di conoscere meglio questo blocchetto e, avrete capito, è scoccato un nuovo amore.
“Lui” si chiama comunemente “calcestruzzo cellulare”; per i più tecnici e/o curiosi del forum non è assolutamente un nome nuovo, anzi, sia il materiale che la relativa tecnologia hanno ormai decine e decine di anni di uso alle spalle.
Ai meno tecnici, almeno quelli che continuano a leggere dopo aver visto la parola “calcestruzzo”, dico che si tratta di un materiale a base di sabbia quarzifera, cemento, calce e acqua che, mediante un certo processo, finisce per inglobare al suo interno una miriade di bolle d’aria.
Si tratta quindi di un materiale da fonti certamente non rinnovabili.
Viene prodotto sotto forma di blocchi di vari spessori, in lastre di diversa lunghezza e in pezzi per usi particolari e nel complesso permette di costruire, volendo, una unità abitativa soltanto con sé stesso.
Caratteristiche positive:
1. ottimo termoisolamento: blocco spesso cm. 25, K=0,41; cm. 36,5, K=0,28;
2. ottimo isolamento acustico;
3. autoportante, entro certi limiti di altezza;
4. resistenza al fuoco classe 0: non brucia e trasmette poco calore in caso di incendio;
5. buona inerzia termica e ideale sfasamento termico: migliore confort;
6. permeabilità al vapore acqueo: migliore confort;
7. tipologia costruttiva antisismica, anche perché poco pesante;
8. tipologia costruttiva monomateriale: abbattimento dei ponti termici; annullamento di sandwich di più materiali dalle caratteristiche e dal comportamento complessivo non ben chiari e non costanti nel tempo;
9. velocità e facilità di posa;
10. costi complessivi potenzialmente più bassi, e di molto, rispetto a qualunque altra tipologia (nel caso del progetto da me ipotizzato -30%);
11. adatto perfino all’autocostruzione.
12. gli scarti e il fine ciclo non comportano il minimo problema ambientale;
13. ovviamente le precedenti affermazioni sono supportabili da precisi dati tecnici;

Caratteristiche negative:
1. non ne conosco e di queste vorrei che mi parlaste, nel caso ne abbiate voglia;
2. ha un processo di produzione industriale, quindi assorbe energia, per quanto in misura inferiore rispetto ai laterizi; del resto se vogliamo essere pistini, anche il legno ha delle problematiche non indifferenti in termini di commercio mondiale e di sua (del legno) salvaguardia;
3. certamente non è “vivo” come lo è il legno, ma nessuno vieta di usare il legno per i pavimenti, travi a vista, anche portanti, per i solai, perline per i rivestimenti e quant’altro, del resto lo uso con molto piacere anch’io;
4. pseudo addetti mi hanno parlato di probabili crepe e/o cavillamenti nel tempo; ho quindi verificato controllando “per caso” alcune realizzazioni in Francia e Germania vecchie ormai di circa 30 anni e non ho verificato nulla di ciò;
5. è poco o nulla utilizzato in Italia, a differenza di altri paesi, e questo mi lascia abbastanza perplesso, o meglio sospettoso, sullo stato della nostra sanità mentale.

Per finire, o quasi, credo che se si parla esclusivamente di bio-edilizia in senso stretto, il mio amato bene è out, ma si corre il rischio di ragionare di un sottoinsieme di una nicchia che ha un’incidenza quasi nulla sull’insieme del bene casa.
Se invece si considera, come qualcuno ha già ipotizzato nel forum, il materiale costruttivo come uno, per quanto importante, dei componenti di una unità abitativa che nel suo complesso vada quanto più possibile nella direzione che tutti noi auspichiamo, allora il mio amato bene potrebbe avere una sua dignità, consentendo per es. con il 30% di risparmio sull’involucro di fare scelte qualificanti e di alta dignità su altri aspetti.
Concludo riandando alla parola “potenzialmente” utilizzata precedentemente, per chiarire che tale termine si traduce in “praticamente”, se si ha voglia di spendersi un po’; ma tutto ciò rimanda ad un complesso discorso, che al momento non è il caso di iniziare, su tutta la filiera produttiva in edilizia, anche riguardo alle case in legno, che genera attualmente un mercato del tutto drogato… e noi paghiamo!
p.s. giurin giuretto: non vendo, né ho intenzione di vendere quantità commerciali del mio amato bene. :oops:

Emc
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da Emc » lun mar 03, 2008 5:11 pm

Gasbeton...... :lol:
Ultima modifica di Emc il lun mar 03, 2008 5:36 pm, modificato 1 volta in totale.

luigi
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da luigi » lun mar 03, 2008 5:33 pm

... più che un sasso ... mi sembra un mattone! :D

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poiurto2004
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da poiurto2004 » lun mar 03, 2008 10:41 pm

ytong?

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fermacell
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da fermacell » mar mar 04, 2008 8:27 am

Un conto è il risparmio energetico e un altro è la bio-ecocompatibilità.
Se questo tipo di mattone può avere un indice di isolamento termico superiore a tanti mattoni che si utilizzano nell'edilizia convenzionale niente da dire; è un fatto positivo.
Purtroppo la sua struttura chimica è a base di cemento e di silicati di calce e il collante che si usa per la messa in opera dei mattoni fra di loro contiene - oltre a cemento e calce - resine sintetiche e additivi speciali.
Mi dispiace, ma se il prodotto ha queste caratteristiche chimiche, preferisco il mio caro e vecchio legno.
Hai ragione tu quando ti riferisci al commercio "mondiale" del legno a fini speculativi: le deforestazioni sono una grave ferita all'ecosistema. E tutti noi dovremo sentirci maggiormente impegnati per la tutela del legno: richiedendo il certificato FSC per poter riconoscere se il legno proviene da boschi controllati e gestiti secondo criteri di sostenibilità. E la certificazione è lo strumento per realizzare questo obiettivo. Queste informazioni sulla identità/provenienza del legno, ci aiuta anche a conoscere la localizzazione della sua crescita che deve essere il più vicino possibile al luogo dove verrà lavorato per farlo diventare una casa,o altro. Ma questo è un altro discorso.
Ciao!

carletto
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da carletto » mar mar 04, 2008 5:13 pm

cal.ce ha scritto:
Caratteristiche negative:
1. non ne conosco e di queste vorrei che mi parlaste, nel caso ne abbiate voglia;

Eccoti accontentato: :wink:

http://tinyurl.com/yvagfe

ciao

cal.ce
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da cal.ce » mer mar 05, 2008 11:28 am

Ovvi i sospetti, ovvia l’ironia… ma tant’è… per il mio amato bene sopporto questo e altro! :evil:
In attesa, anche, di ulteriori opinioni negative, possibilmente di tipo tecnico, rispondo con piacere a Fermy (se posso usare un nick del nick) anche se, almeno per adesso, vorrei evitare di addentrarci troppo in discorsi edil-filosofico-esistenziali che presumo essere moooolto complessi.
Fermy dice il vero nell’accennare alla presenza di componenti di sintesi nel collante dei mattoni, che avevo sinceramente trascurato.
Ma se vado a sfrucugliare e faccio 2 semplici conti trovo che tutto il collante incide per un valore fra 2 e 4 millesimi per mc di muratura; se poi presumo (non ho purtroppo dati certi) in un abbondantissimo 10% le componenti (non nocive) di sintesi del collante stesso, questi alla fine incidono per un valore fra 2 e 4 decimillesimi in volume e, credo, altrettanto in peso.
Ribalto adesso il discorso sul legno:
1. siamo sicuri che i fissaggi dei vari componenti delle nostra casa in legno siano fatti esclusivamente con caviglie di legno?
2. qualora, come credo, siano invece fatti con particolari in ferro (mat. non rinnovabile), siamo sicuri che non abbiano subito trattamenti, per es. di tipo galvanico?
3. se vengono effettuati degli incollaggi, dovendo escludere l’uso dell’acqua e farina di nostra tenera memoria, siamo sicuri della bio-eco-compatibilità dei relativi collanti (v. collanti a base fenolica e similari)?
4. siamo sicuri che non usiamo isolanti di sintesi?
5. possiamo essere veramente sicuri circa la provenienza e la sostenibilità nel prelievo del legno di casa nostra?
6. etc. etc….

Se potessimo rispondere di si a queste, e volendo ad altre, domande, saremmo già ad un buon punto.
Ma se dovessimo chiederci anche:
1. come facciamo gli impianti tecnici? Non mi risulta che ne esistano di bio-tutto.
2. come facciamo la copertura? e la faldaleria? e la canna del camino? e le vernici esterne/interne? e, perfino, i rubinetti e i sanitari…
3. siamo sicuri di non subire manifestazioni di ambientalisti (e di tecnici comunali) incazzatissimi se volessimo costruirci la nostra casa di legno che so… in piena Padania o nelle colline toscane o in prossimità di un trullo come di un dammuso?
4. ….

Alla fine della fiera, credo che tutti noi alla fine, e saggiamente, accettiamo una serie di compromessi nei confronti dell’”ideale”, al contrario andremmo tutti in paranoia ancora prima di iniziare. E’ vero, il mio amato bene ha un piccolo difetto di nascita: del resto tale é anche lo strabismo di Venere, ma non per questo lapidiamo (pardon “mattoniamo”) Venere, anzi…

Ripeto, Fermy, il mio discorso è indirizzato non tanto, e non solo, al singolo componente del bene casa, ma al suo complesso, alla sostenibilità energetica del ciclo produttivo e del ciclo di vita, al benessere abitativo, che ovviamente non è solo K termico, e ultimo (o primo a seconda dei casi) alla sostenibilità economica del “farsi la casa”. Teniamo conto che non tutti hanno la possibilità di farsi la casetta unifamiliare in legno col giardino intorno, costo min., ben che vada, neuri 250.000 tutto compreso (nanetti esclusi).
Cosa facciamo degli altri? Li mandiamo nel cemento armato più cassa vuota/piena? Ce ne freghiamo? Personalmente, per indole e per scelta politica, non amo fare la nicchia della nicchia. Ecco perché metto in discussione con voi me ed il mio amato bene.

Ancora a Fermy, riguardo al certificato FSC sulla sostenibilità della provenienza del legname: concordo perfettamente in teoria ma ho qualche perplessità in pratica.
Tali certificati mi ricordano, purtroppo tristemente, i certificati dei prodotti agricoli da agricoltura biologica di cui non pochi amici agricoltori realmente biologici mi hanno a lungo parlato: sembra, e voglio limitarmi al sembra, che non poche di queste certificazioni non valgano la carta e l’inchiostro con cui sono fatte. E poiché il commercio mondiale del legname è un business non da poco e i paesi produttori spesso rappresentano l’anello debole della catena produttiva, siamo veramente sicuri che…?

A carletto risponderò con piacere al prossimo giro, perché il lavoro urge e non guadagno ancora abbastanza con il commercio dell’AAC. :wink: :wink:


p.s. Att. Spegnete il camino prima di uscire di casa…!!!
:D

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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da carletto » mer mar 05, 2008 12:21 pm

cal.ce ha scritto: A carletto risponderò con piacere al prossimo giro, perché il lavoro urge e non guadagno ancora abbastanza con il commercio dell’AAC. :wink: :wink:


p.s. Att. Spegnete il camino prima di uscire di casa…!!!
:D
No nessuna risposta a me. Avevi solo chiesto se c'erano in giro pareri negativi e ho trovato questo. Per il resto..non so altro :wink:
ciao

p.s.: non spengo mai il camino perchè tanto è "chiuso" :mrgreen:

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fermacell
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da fermacell » mer mar 05, 2008 4:02 pm

Ciao cal.ce!
Certamente, se a te piace di più, puoi chiamarmi così.
Se vai a vedere le mie varie elucubrazioni mentali ti potrai accorgere che non sono un calvinista della bio-ecoediliza; mi sono confrontato diverse volte, e tanti amici del forum ne hanno avuto più di un'occasione, sul concetto che per me la bio-ecoedilizia non è un totem, un qualcosa che si realizza solo se vengono rispettati senza se e senza ma tutti i canoni della bio-ecocompatibilità. Continuo a dire che la bio-ecoedilizia è un commino a tante tappe (non ne conosciamo nè il numero nè quale sarà la tappa finale) e ogni tappa ha la sua dignità e valore anche perchè ci si arriva (se ci pensi un attimo) con fatica e rinunciando a cose più accessibili e più gratificanti.
Concordo con te sul fatto che è l'insieme dei componenti della casa (la cosiddetta filosofia abitativa) che dà significato a queste nostre scelte nel contesto del rispetto dell'ambiente e dell'uso di fonti energetiche rinnovabili.
E', paradossalmente, una risposta di interesse; giacchè è proprio l'interesse nostro a continuare a stare bene - possibilmente meglio - il vero motore che ci ha portato ad affrontare i rischi, le incomprensioni, gli ostacoli amministrativi/burocratici, i bastoni fra le ruote che diverse imprese edili ci hanno riservato e ci riservano anche oggi nell'ottica di salvaguardare il loro interesse, i sospetti, gli scherni (forse un pochino anche tu con la storia del cammino vi hai simpaticamente contribuito... :) :) :) ) e tante di quelle difficoltà di cui siamo stati e siamo tutt'ora fatti oggetto.
Certe volte la nicchia della nicchia non è un collocazione selettiva di quanti si trovano in minoranza a perseguire un obiettivo, quanto piuttosto il giudizio nelle riserve mentali che vengono utilizzate "preventivamente" per indicare, nelle persone comuni che costruiscono in bio-ecoedilizia, i "diversi" ...
Non è il caso di elencarti le esperienze mie personali in tal senso, ma te ne potrei enumerare molte di più del già lungo elenco che tu hai riservato ai dubbi sull' effettivo rispetto dei canoni di bio-ecoedilizi del legno e altre sostanze utilizzate nelle case prefabbricate di legno.
Alle tue 6 domande, posso tranquillamente risponderti solo con un " spero di no", non avendo potuto (o meglio saputo) fare le necessarie e opportune verifiche.
Come vedi siamo tutti nell'unica grande situazione di camminare in mezzo a tante incertezze e i chiaro/scuro dell'uso (meglio abuso) che si fa della parola bio-ecocompatibilità. Al giorno d'oggi (proprio oggi!) ci propongono una normalissima automobile definita "bio" !!! e allora converrai con me che non basta riempirci la bocca di parole accattivanti per essere a posto...con il nostro beneamato pianeta...
Per finire: il certificato FSC è una garanzia ancora insufficiente; di certo qualcuno ne abuserà l'uso... ma il fatto che gli speculatori delle deforestazioni si siano opposti all'introduzione di questo certificato a me sembra il primo (di una lunga serie, spero) segnale importante che si è imboccata la strada che garantirà per il prossimo futuro un lento avvicinamento verso l'uso più consapevole dei beni che la natura ci ha messo a disposizione. Lo so, lo so che questa è filosofia... ma può essere un punto di partenza per incominciare a ragionare su questi temi che dovrebbero essere un pochino più interessanti e più importanti se casa mia è più bio-ecologicamente compatibile della tua....
Ciao!
Ultima modifica di Letizia65 il mer mar 05, 2008 5:43 pm, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: PER FAVORE, NON QUOTATE TUTTO L'ARGOMENTO A CUI RISPONDETE !!!

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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da cal.ce » gio mar 06, 2008 7:58 am

Finalmente, e totalmente, d'accordo con fermy!
Per cui, pur rimanendo sempre in attesa di risposte alla mia domanda iniziale, provo a lanciare un altro mattoncino.
Accennavo prima al discorso della compatibilità economica della nostra amata casa. A prescindere, ovviamente entro certi limiti, dal materiale strutturale utilizzato, siamo così certi che dobbiamo necessariamente soggiacere alle logiche di un mercato volutamente drogato? Personalmente sono convinto di no: a volte bastano alcune telefonate e un po' di approfondimenti per risparmiare (esperienza personale) alcune migliaia di sudati neuri.
Ovviamente ciò vale, se vale, solo nel caso di partecipazione, in qualche modo in prima persona, alla realizzazione del progetto-casa complessivo.
Vale molto meno in caso di acquisto chiavi in mano o similari.
Il sentiero che intravedo potrebbe essere quello dell'auto-costruzione o dell'auto-costruzione assistita e/o partecipata in un nucleo con interessi e capacità condivisi.
Fra l'altro c'è già qualche esperienza pilota di questo tipo in Italia e molto di più all'estero.
Tutto ciò perchè continuo a pensare non solo a chi può investire almeno 250.000 €, ma anche a chi, euribor permettendo, può impognare "solo" 150 K€ e desidera tanto, ma tanto, una casa eco-compatibile.
Mi rendo conto che arrivo a parlare di nicchia al cubo, ma mi consolo un po' pensando a Galileo...
Una curiosità: dotting...ci sei? Ho bisogno anche di te!

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fermacell
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da fermacell » gio mar 06, 2008 12:44 pm

cal.ce ha scritto: .... pur rimanendo sempre in attesa di risposte alla mia domanda iniziale,
.... compatibilità economica
.... siamo così certi che dobbiamo necessariamente soggiacere alle logiche di un mercato volutamente drogato? Personalmente sono convinto di no: a volte bastano alcune telefonate e un po' di approfondimenti per risparmiare (esperienza personale) alcune migliaia di sudati neuri.Ovviamente ciò vale, se vale, solo nel caso di partecipazione, in qualche modo in prima persona, alla realizzazione del progetto-casa complessivo. Vale molto meno in caso di acquisto chiavi in mano o similari.
....Il sentiero che intravedo potrebbe essere quello dell'auto-costruzione o dell'auto-costruzione assistita e/o partecipata in un nucleo con interessi e capacità condivisi. Fra l'altro c'è già qualche esperienza pilota di questo tipo in Italia e molto di più all'estero....
Ciao calce
--- qual'è la domanda iniziale di cui sei in attesa di una nostra risposta?
--- la compatibilità economica non dipende - di certo - dalla tipologia e/o diverso sistema di costruzione, o meglio, tralasciando la cubatura della casa e la similarità delle dotazioni impiantistiche, che tu la faccia con mattoni/cemento o legno e company il tuo conto corrente piangerà sempre...
--- soggiacere alle logiche di mercato? Possiamo discutere di questo aspetto all'infinito (e ci saranno di certo luoghi reali e/o virtuali in cui possiamo esprimere il nostro parere) ma penso che qui è opportuno evitarlo, anche perchè sarebbe proprio del tutto Off Topic.
--- auto-costruzione e simili? se ne era accennato brevemente qualche giorno fa, ma analogalmente a quanto detto al punto precedente, anche su questo tema andremo dritti dritti OT.
Ciao

cal.ce
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da cal.ce » gio mar 06, 2008 2:30 pm

Ciao Fermy
la domanda iniziale era sulla conoscenza di aspetti negativi (a parte il non essere bio) conosciuti sull'uso del calcestruzzo cellulare.
Circa il conto corrente piangente, posso solo dirti che può piangere, in base alla tipologia costruttiva, conti alla mano, 1 tot o 1,3 tot; se poi si mette mano anche ai componenti non strutturali si arriva a 1,5 tot, dipende...
Riguardo agli altri argomenti, concordo con te che si va fuori, ma mi rode, oh se mi rode. :evil:

ghigo0812
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da ghigo0812 » ven mar 07, 2008 1:09 pm

Ciao in un primo momento anche io avevo pensato al calcestruzzo cellulare ma per le cose elencate già lo avevo scartato, perchè non basta avere dei buoni materiali se chi li utilizza non li conosce, è come dare una ferrari a una persona che non ha la patente il risultato e disastroso.
Secondo me va tutto ponderato dai materiali a chi li monta e a volte non è facile coniugare tutto perchè le imprese e i geometri o architetti sono legati hai materiali che conoscono e ti diranno che i loro sono i migliori.
Di ore sul web ne ho impiegate tante e di materiali innovativi e "amici della natura" se ne vedono.Ci sono diversi mattoni retificati che in 30 cm ti danno valori di U=0,31/0,33 per non andare su quelli riempiti di materiali isolanti con valori ancora migliori, ma con costi molto + elevati.
Io dico che farsi una casa già è molto difficile economicamente, poi la cosa che mi rompe maggiormente è spendere per cose e persone che non valgono ne per capacità ne per i soldi che chiedono, oggi a differenza di qualche anno fa tutti hanno la possibilità di guardare leggere e confrontarsi quindi chiudo con un viva a internet e abbasso a tutti quei professionisti che non sanno fare il loro lavoro e non studiano per stare al passo con i tempi.

cal.ce
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Re: 1 sasso nello stagno

Messaggio da cal.ce » sab mar 08, 2008 7:50 am

Grande ghigo, le tue esperienze e le tue parole sintetizzano perfettamente quanto ho cercato di dire sbrodolando molto di più.
Sono totalmente d’accordo con te, quasi.
Sono del parere che occorra avere la testa più dura delle “imprese e geometri e architetti” :evil: che speculano sulle nostre esigenze e sui nostri bisogni, per di più spesso ignoranti, anche volutamente, e superficiali sia sulle tecniche costruttive che vogliono ignorare, sia su quelle che presumono di conoscere.
Accenno quindi a due mie esperienze:
•la prima riguarda, come detto in precedenza, l’aver toccato con mano (S. Tommaso per me era un superficiale) alcune realizzazioni, abitazioni intere, in calc. cell. alla ricerca di eventuali assestamenti, crepe e cavillamenti di cui “imprese e geometri e architetti” mi avevano parlato, quale probabile difetto insito nella tipologia costruttiva; queste realizzazioni (nell’arco di circa 30 anni), 4 all’estero, 2 in Piemonte, 1 è quella del mio amico bruciato ed autoricostruito, non presentavano difetti di questo genere né altri di visibili e/o di conosciuti dai rispettivi proprietari; presumo quindi che, o si tratta di casi sporadici e fortunati oppure siano siano state realizzate con coscienza e a regola d’arte. Certo che, se il committente ha il braccino corto e autorizza l’uso di intonaco meno caro o il collante non adatto o l’impresa furbescamente ciurla nel manico…
•La seconda riguarda casa mia, che ho acquistato da poco (sono fra quelli che, purtroppo, non possono permettersi quel che hanno a lungo sognato) e sto ristrutturando in questi giorni. Sono 300 mq. di pietre, muri spessi 80/100 cm. E, fra le altre cose, intonaci esterni parzialmente distaccati e cavillati, pur essendo stati rifatti non tantissimo tempo fa. Ho avuto modo di conoscere ed interpellare il muratore che ha rifatto gli intonaci e, alle mie perplessità sulla tenuta e sulla compattezza dei medesimi, ha avuto la sfrontatezza di rispondermi che è “ colpa delle pietre che si muovono”; dopo essermi toccato il toccabile e nella speranza di non rotolare a valle insieme alle mie sudate pietre, ho depennato il muratore dalla lista dei miei artigiani preferiti.

Tutto ciò a conferma delle tue parole ma anche a conferma della necessità, qualunque sia la tipologia di “sogno” che ci apprestiamo a realizzare, di saperne, a costo di notti insonni e di litigi a dx e a sx, una in più dei diavoli che ci circondano, a meno di non avere risorse economiche opportune per una realizzazione chiavi in mano con garanzia assicurativa ventennale…, ma questo è un altro discorso.
Tornando alla concretezza ho deciso, anche grazie alle 4 chiacchere nel forum, di realizzare, insieme a qualche amico, sulla base di un identico progetto, 3 tipologie costruttive, analizzandone puntualmente i relativi costi e prestazioni: legno, calc. cell. e tradizionale (c. a. e laterizio) e individuando un’impresa che possa e voglia cimentarsi sulla base di un preciso e inderogabile capitolato.
Partirei da una unità di 100-120 mq., su platea per non complicarmi troppo la vita, con sottotetto eventualmente abitabile. Una tipologia, quindi, semplice ed eventualmente alla portata di chi debba pagarla con mutuo.
Se qualcuno fosse interessato, sempre che il discorso non sia del tutto Off Topics, accetterei con piacere consigli e suggerimenti, specie per quanto riguarda il ciclo energetico complessivo (ovvero dalla produzione dei materiali in poi).

Se il discorso fosse Off Topics, e sempre che interessasse, chiederei a chi di competenza la possibilità di renderlo Topic.

Metterò ovviamente a disposizione di chiunque i relativi risultati per critiche, suggerimenti e rettifiche.

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