Cara Roxx,
cerco di spiegarmi meglio. Non intendevo dire che il dolore è bello e importante di per sè. Quello che volevo dire è che la sofferenza corrisponde alla trasformazione del corpo necessaria a far nascere il bambino. E questa trasformazione se ci pensi, indipendentemente dal fatto che ti succeda di affrontarla, è qualcosa di prodigioso e bello. Ti dà il segno concreto di come si può cambiare per amore. Per questo dicevo dell'importanza di quel dolore, perché non è fine a sè stesso, ma ti porta a qualcosa di meraviglioso, che è il tuo bambino o la tua bambina. Forse ci sarà qualcuno che in nome del sacrificio o di non so che può trovarlo nobile ed eroico di per sè, ma non è il mio caso. Avessi potuto partorire senza neanche un po' di male, l'avrei fatto volentieri. Ma non è stato per niente difficile affrontare quel che ho sentito, semplicemente lo dovevo sentire, non avevo scelta. Comunque so di mamme del mio gruppo del parto in casa che non hanno patito molto, una addirittura ci ha detto che per lei è stato un godimento. Beata lei!
Sul fatto che non ci siano bambini di serie A e B non posso che concordare. Uno dei racconti più belli che io abbia ascoltato è stato quello della nascita di Shanti, nata col cesareo perché era podalica nonostante il desiderio della sua mamma di partorire a casa. Ma c'erano nelle parole scelte da questa mamma tanto amore e felicità per l'arrivo della piccolina che ad ascoltarle ti veniva da piangere di commozione e le mura della sala operatoria non avevano niente di asettico e respingente: non c'erano neppure.
Solo mi intristisce, visto che la mia esperienza è stata così bella, vedere la paura con cui tante donne affrontano questo momento così importante e l'incertezza in cui si trovano di trovare persone comprensive e gentili, oltre che competenti. Poi ognuno fa storia a sè, e a me quando sono coronate dall'arrivo di un fagottino caldo le storie di nascita piacciono tutte.
Le vicende che ci hai raccontato vanno considerate per non commettere imprudenze, ma bisogna ricordare e non mi stancherò mai di ripeterlo che partorire per una donna è fisiologico. Bisogna cercare di vivere l'attesa del parto con serenità perché la stragrande maggioranza dei parti va bene, ed essere serene non può che aiutare a cavarsela meglio. Solo che (almeno a me è capitato così) quando aspetti un bambino tutti si sentono in dovere di raccontarti le più tragiche e turpi storie e mai quelle belle. Io ne ero sorpresa e non riuscivo a capire perché, però ero contenta di sentire che non mi impressionavano, non mi riguardavano. Ho fatto i miei controlli e aspettato il momento. A paventare è giusto che ci pensino i medici che devono vigilare su di te e che non devono poi partorire. Così ci si spartisce un poco la fatica.
Ciao cara, credo che a lungo andare, con tutte le chiacchierate che ci facciamo, ci toccherà diventare amiche. A presto,
Elisa
Parto.. anzi scappo!
Re: Parto.. anzi scappo!
Elisa B. ha scritto: Quello che volevo dire è che la sofferenza corrisponde alla trasformazione del corpo necessaria a far nascere il bambino. E questa trasformazione se ci pensi, indipendentemente dal fatto che ti succeda di affrontarla, è qualcosa di prodigioso e bello.
Ma, io ritengo che la sofferenza con la trasformazione del corpo inizi gia' con la gravidanza stessa. Il parto, naturale o meno, e' solo la fine di un percorso di crescita, cambiamento e rimuginazioni varie e tendini che tirano e nausee e piccoli e grandi spaventi e racconti e tregende varie che toccano chi, fra noi, e' piu' sensibile, ecc...
Il parto, comunque avvenga, e' l'epilogo di un'avventura e l'inizio di un'altra avventura, altra incognita, altro salto nel buio, altre sofferenze, anche, se vogliamo, ma, almeno per quanto mi riguarda fin'ora, anche grande, grandissima gioia.
Ecco perche' ritengo che tutte le mamme affrontino la trasformazione di cui scrivi tu e non e' che il cesareo sia indolore, eh, e' giusto piu' rapido, ecco e il dolore lo senti dopo, quando il tuo piccolo e' gia' nato e forse lo sopporti meglio per questo, non so, azzardo un'ipotesi perche' non possiedo i debiti termini di paragone.
A me facevano sorridere quelle mamme che, dopo un parto naturale, mi si rivolgevano con un "Beata te!!!", solo perche' io non mi lagnavo come loro, come se a farsi incidere e suturare l'addome ci fosse una gaiezza sfrenata, solo perche' il mio dolore era nullo di fronte alla gioia che provavo a stringere fra le braccia la mia bimba ma era inutile affrontare tale discorso.
Lo era ieri come oggi quando ancora incontro tali mamme immolate sull'altare della maternita' mentre io, meschinella, col "tagliaecuci" me la son cavata benone e non ho avuto strascichi di sorta
Vabbe' convinte loro di esser migliori di me per questo, se le fa star meglio io non ho nulla da perdere, in fondo...
Detto cio', il mio ginecologo non mi ha mai spaventata, anzi!
Mi ha sempre ripetuto di stare serena, di non lasciarmi andare ad ansie inutili che tanto, se le cose devono accadere, accadono. Fatalista, si, forse un po' crudo, ma io non mi son mai preoccupata (anch'io son fatalista): facevo i miei controlli e via, me ne son andata anche da sola due mesi in montagna col marito in citta' a sgobbare ma col beneplacito del medico che' dovevo camminare per mantenermi in forma
E se non camminavo, che pugni e calci mi ammollava la mia piccola peste!!!!
A farmi compagnia le mie miciotte e altro che virus e batteri in sala parto, dovresti vedere casa mia
Per il resto, che dire, Elisa carissima, io a Padova ci ho studiato, pensa tu quanto e' piccolo il mondo!
Mi piace confrontarmi con te, indubbiamente e chissa' che non ne nasca un'amicizia come affermi tu, o quel "ci tocchera'" include le sofferenze che hai in serbo per te stessa per assurgere ad un ruolo mistico quasi rasente il martirio?!?
Buonanotte
Re: Parto.. anzi scappo!
"quel "ci tocchera'" include le sofferenze che hai in serbo per te stessa per assurgere ad un ruolo mistico quasi rasente il martirio?!?"
Scusa Roxx, ma che accidenti volevi dire? Parlavi di me o delle tue conoscenti che si sono "immolate sull'altare della maternità"? Perché per quanto mi riguarda non aspiro a nessuna forma di misticismo: non sono credente, nemmeno fatalista, e anzi mio marito ti direbbe che sono una materialista spietata. Non credo che la parola eroismo sia appropriata a descrivere alcun aspetto della mia vita e delle mie aspirazioni. E l'ultima cosa che avevo in mente nei miei messaggi era di farti sentire in qualche modo una mamma di qualità inferiore.
Non penso affatto che il cesareo sia indolore, anzi: insomma ti fanno un taglio nella pancia, che va cucito e rimarginato, mica è uno scherzo. E quando tenevi tra le braccia la tua piccolina i primi giorni i punti avrai dovuto sentirli che tiravano, avrai dovuto fare almeno un po' di attenzione e aspettare che passasse. Tu, da quel che capisco, non sei una tipa che si lagna facilmente, ma questo non significa che la cosa ti facesse sentire più in forma. Poverette le mamme che conosci che non riescono a superare il ricordo di quei momenti difficili e in qualche modo cercano di farsene belle, invece di vantarsi, che so, di aver fatto un bel bambino felice e in salute. Lasciale perdere se non hanno altro da dirti.
Cerchiamo allora di raccogliere qualcosa di utile per le mamme in attesa come Lisa, che è il motivo per cui ci siamo tutte messe a scrivere. Cercate di ascoltarte voi stesse e il vostro bambino, senza farvi influenzare da chi prova a spaventarvi. Comunque vada l'importante è che, parto naturale (a casa o in ospedale) o cesareo, arriverete a stringere finalmente il vostro piccolo tra le braccia. Fidatevi di voi e delle vostre forze che nei momenti difficili spesso se ne hanno più di quel che si crede. E poi in bocca al lupo a tutte per il dopo: è allora che comincia sul serio la vera, bellissima e difficile, avventura di mamme.
Ciao, Elisa
P.S. Che cosa hai studiato? Io Lettere, magari ci siamo incrociate.
Scusa Roxx, ma che accidenti volevi dire? Parlavi di me o delle tue conoscenti che si sono "immolate sull'altare della maternità"? Perché per quanto mi riguarda non aspiro a nessuna forma di misticismo: non sono credente, nemmeno fatalista, e anzi mio marito ti direbbe che sono una materialista spietata. Non credo che la parola eroismo sia appropriata a descrivere alcun aspetto della mia vita e delle mie aspirazioni. E l'ultima cosa che avevo in mente nei miei messaggi era di farti sentire in qualche modo una mamma di qualità inferiore.
Non penso affatto che il cesareo sia indolore, anzi: insomma ti fanno un taglio nella pancia, che va cucito e rimarginato, mica è uno scherzo. E quando tenevi tra le braccia la tua piccolina i primi giorni i punti avrai dovuto sentirli che tiravano, avrai dovuto fare almeno un po' di attenzione e aspettare che passasse. Tu, da quel che capisco, non sei una tipa che si lagna facilmente, ma questo non significa che la cosa ti facesse sentire più in forma. Poverette le mamme che conosci che non riescono a superare il ricordo di quei momenti difficili e in qualche modo cercano di farsene belle, invece di vantarsi, che so, di aver fatto un bel bambino felice e in salute. Lasciale perdere se non hanno altro da dirti.
Cerchiamo allora di raccogliere qualcosa di utile per le mamme in attesa come Lisa, che è il motivo per cui ci siamo tutte messe a scrivere. Cercate di ascoltarte voi stesse e il vostro bambino, senza farvi influenzare da chi prova a spaventarvi. Comunque vada l'importante è che, parto naturale (a casa o in ospedale) o cesareo, arriverete a stringere finalmente il vostro piccolo tra le braccia. Fidatevi di voi e delle vostre forze che nei momenti difficili spesso se ne hanno più di quel che si crede. E poi in bocca al lupo a tutte per il dopo: è allora che comincia sul serio la vera, bellissima e difficile, avventura di mamme.
Ciao, Elisa
P.S. Che cosa hai studiato? Io Lettere, magari ci siamo incrociate.
Re: Parto.. anzi scappo!
Frena Elisa, scherzavo, ho messo pure lo smile coi dentoni!!!Elisa B. ha scritto:"quel "ci tocchera'" include le sofferenze che hai in serbo per te stessa per assurgere ad un ruolo mistico quasi rasente il martirio?!?"
Scusa Roxx, ma che accidenti volevi dire? Parlavi di me o delle tue conoscenti che si sono "immolate sull'altare della maternità"? Perché per quanto mi riguarda non aspiro a nessuna forma di misticismo: non sono credente, nemmeno fatalista, e anzi mio marito ti direbbe che sono una materialista spietata. Non credo che la parola eroismo sia appropriata a descrivere alcun aspetto della mia vita e delle mie aspirazioni. E l'ultima cosa che avevo in mente nei miei messaggi era di farti sentire in qualche modo una mamma di qualità inferiore.
Col martirio mi riferivo a te che diventavi mia amica, dato che scrivevi "ci tocchera'", avevo colto il tiuo tono scherzoso (almeno mi pareva) e rispondevo in egual modo, a me piace molto scherzare oltre al non essere affatto lagnosa
E tranquilla che non ho affatto inteso che tu mi ritenessi una mamma di qualita' inferiore, il mio era un discorso generico basato si, purtroppo, su parecchie mamme conosciute qui e la quando concordo pienamente con te che un bimbo bello e sano ti fa andar oltre qualsiasi sofferenza e ti riempie la vita (qui ci vorrebbe una faccina coi cuori).
Ho studiato Scienze della Formazione, Lettere non era molto distante, magari ci siamo incontrate davvero, varda un po'
Appena posso, cmq, mi presento ufficialmente e spero che presto si possa capire che io sono si a volte un po' rompina ma sono anche una mattacchiona e spero che non vi siano altri equivoci ora.
Buonanotte!