Kung fu, il lavoro duro

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sifu lorenzo
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Kung fu, il lavoro duro

Messaggio da sifu lorenzo » dom feb 10, 2008 3:35 pm

Se considerassimo il lavoro che facciamo in palestra come lavoro fine a se stesso non varrebbe certo la pena continuare a sforzarsi.

In realtà la pratica del kung fu, e intendo la pratica tradizionale comprensiva della sua componente principale qual è il lavoro spirituale, dovrebbe trasformare la persona in modo graduale sino a renderla decisamente migliore sotto ogni aspetto.

Il lavoro che viene svolto nell’ambito della palestra inizia solitamente con l’iniziare della lezione, ma non dovrebbe finire con il terminare della lezione; sarebbe infatti auspicabile che ogni praticante riuscisse prima o poi a considerare la stessa vita quotidiana come un allenamento sulla disciplina e l’autocontrollo, la moderazione, la volontà e l’ispirazione.

Non a caso “Kung fu” si può tradurre con “Lavoro svolto con dedizione”, “Lavoro duro”, ed è anche un modo di essere in qualunque momento della giornata, 24 ore su 24.

Kung fu è un’attitudine alla ricerca della qualità, laddove la qualità ha come metro di misura il benessere fisico ma anche il risveglio della coscienza, il lavoro di autoosservazione e di dissoluzione dell’ego.
Osserviamoci dunque nella vita quotidiana e cerchiamo di scoprire in che modo e in quali momenti possiamo agire con ciò su cui lavoriamo in palestra: disciplina, concentrazione,autoosservazione, lavoro sull’ego, ecc…

In palestra ci si prepara, ma per cosa: per la palestra?…Sarebbe un’assurdità intraprendere un lavoro interiore per migliorare in una singola situazione, se ci esercitiamo miglioriamo, se miglioriamo portiamo noi stessi migliorati in ogni situazione.

Se miglioriamo nel kung fu e peggioriamo nella vita quotidiana, il nostro kung fu è molto superficiale…probabilmente puro allenamento fisico.

Tanto varrebbe praticare un qualsiasi sport, per lo meno eviteremmo di abusare della parola “Arte”. :wink:
Portate il kung fu con voi, portatelo nella vita quotidiana!!! Nelle situazioni difficili, nei momenti decisivi e anche solo quando aprite bocca, rammentate continuamente a voi stessi:”Io sono una persona kung fu, io sto facendo un lavoro per migliorare me stesso!”.

Razzavegan
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e' proprio vero...

Messaggio da Razzavegan » dom feb 10, 2008 7:33 pm

Salve Sifu.
Condivido appieno!
Anzi, sono arrivato a credere che gli allenamenti nella scuola siano i piu' leggeri che si compiono.
E' quando siamo soli con le ombre che ci attanagliano mente e cuore che dobbiamo spingere di piu' per non mollare!
E spesso cio' avviene nella quotidianita' e nei problemi di sempre che finiamo per trasformare in croniche abitudini invece di affrontare e vincere!
Quando non abbiamo stimoli esterni o quando, proprio degli stimoli esterni, ci intristiscono o ci bloccano... allora li bisogna tirar fuori gli artigli della tigre, volare come una gru al di sopra delle futili ossessioni e combattere.
Sembra chissa cosa detto cosi, ma avviene tutti i giorni! chi piu' chi meno...sono piccole e grandi lotte quotidiane.
un esempio banale (ma non troppo...) che mi appartiene e' quello delle sigarette:
io sono consapevole della loro la nocivita' fisica e ancor di piu' di quella psicologica di esserne schiavo e dipendente...vorrei non dico smettere ma regolarmi e fumare solo quando lo decido e per piacere e non per vizio... ma non ho ancora vinto questa guerra...

Beh, quando riesco, con molti sforzi, a non fumare una sigaretta, a resistere... quello, per me, vale 8000 addominali o 600 pugni dati in una scuola!!!
In quel momento sono kung-fu! in quel momento ho dominato me stesso...!

Quindi... si!, da quando apriamo gli occhi la mattina a quando li riapriamo il giorno dopo sempre kung-fu! sempre all'erta ai nostri stessi sotterfugi e non fuggire! ma affrontare...almeno con noi stessi! ; )

sifu lorenzo
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Re: Kung fu, il lavoro duro

Messaggio da sifu lorenzo » dom feb 10, 2008 9:10 pm

Ciao razzavegan!
Sai, anche io sono uno di quelli che ha smesso di fumare, proprio perchè non vedevo migliorare il mio rendimento fisico in palestra.
Sai come ho fatto? Ho smesso.
Da un giorno all'altro ho buttato via il pacchetto e ho resistito finchè il bisogno ha mollato la presa.
I primi 2 mesi sono i più duri sopratutto dopo mangiato quando tutti si accendono la sigarettina digestiva...o nella pausa lavoro...
Ma è un avversario battibile sai? Sopratutto perchè dopo che hai smesso da 15 giorni, vuoi mantenere la vittoria e non ti và di buttare tutta quella fatica all'aria.
Ragionando così guadagni tempo e alla fine provi ad accenderti una sigaretta e ti fa veramente schifo.
Questo ed altri avversari interiori sono il pane dei nostri combattimenti; prendi la tua spada e gettati nella mischia interna, lo sai che sei un guerriero! :wink:
Ciao e benvenuto sul forum!

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