FRATELLI FRILLI EDITORI
A cura di
C.T. Butler, Keith McHenry
Titolo
Food Not Bombs
Traduzione
Luca Villa, Nicoletta Marchese, Alessandro Cavalieri
Collana
Contromercato (13)
Formato
12 x 16,5
ISBN
88-87923-46-9
Pagine 176
In libreria
Settembre 2002
Prezzo € 6,00
Il libro: Grandi quantità di cibo buono, e spesso ancora confezionato, si trovano in mezzo a scatoloni rotti e nei bidoni della spazzatura dei paesi ricchi dell'occidente.
Nei soli Stati Uniti vengono buttati via approssimativamente 22 milioni di chili di cibo ogni anno. Sarebbe sufficiente un decimo di questi per sconfiggere la fame nel paese, che nonostante la sua ricchezza è afflitto da un'altissima percentuale di senzatetto, poveri, disadattati ed affamati.
Negli Stati Uniti, paese in cui sono sorti i primi gruppi, gli attivisti di Food Not Bombs recuperano una parte del cibo avanzato prima che sia buttato via e lo distribuiscono alle persone affamate. Nell'ambito delle loro attività, costituiscono delle comunità volte a focalizzare l'attenzione su quelle che sono le priorità deviate di corporazioni, governi e società, le cui politiche portano molti alla fame, anche nei paesi ricchi.
Food Not Bombs offre consigli dettagliati, ricavati da centinaia di gruppi di associati in tutto il mondo, su come raccogliere cibo fresco gratuitamente, cucinarlo in maniera semplice e nutriente, su come trasformare il pranzo in un evento politico, come rapportarsi con le autorità locali, i media e il vicinato.
Forma un gruppo Food Not Bombs nella tua città. In questo modo darai sia un concreto servizio a chi ha fame, sia un forte e semplice messaggio al pubblico: Food Not Bombs!
I curatori:
C.T. Lawrence Butler: insieme ad un gruppo di amici ha fondato, nel 1980, a Cambridge il gruppo Food not Bombs. Attualmente vive a Washington. E' padre, autore, attivista politico, femminista, educatore alla nonviolenza e cuoco vegetariano.
Keith McHenry: ha creato nel 1980, insieme ad un gruppo di amici il collettivo Food not bombs e nel 1988 a fondato a San Francisco un secondo gruppo. Da allora è stata arrestata più di 100 volte per aver servito gratuitamente pasti per le strade della città.
"Il pugno è chiuso e levato verso l´ alto, ma nella mano stringe una carota. E la scritta che affianca il logo dice il resto: Food Not Bombs, cibo e non bombe. Sono il simbolo e lo slogan di un movimento nato negli Stati Uniti 22 anni fa, che oggi conta 200 gruppi attivi in tutto il mondo, dall'Europa al giappone, e sta muovendo i primi passi anche in Italia. A partire da un´idea semplice: combattere il paradosso della povertà nei paesi ricchi recuperando "sul campo" gli sprechi dell´ industria alimentare. E cucinando pasti rigorosamente vegetariani, per strada e nei parchi pubblici, per chi ha il problema quotidiano della fame: senzatetto e non solo."
"Ora questo libricino vuole essere un incitamento all´opera, per distribuire cibo gratuitamente nelle grandi città della penisola e in ogni luogo dove se ne scorga il bisogno. Se una prima parte è dedicata alle motivazioni ideologiche di una simile scelta, la seconda contiene tutti i consigli necessari per svolgere al meglio questa attività. Si va infatti dall´ organizzazione interna del gruppo (metodi di comunicazione compresi), alle modalità di raccolta del cibo (perché "ogni tappa dell´industria alimentare può essere una risorsa potenziale di raccolta del cibo, dalla vendita all'ingrosso a quella al dettaglio, dalla produzione alla distribuzione"); dai consigli legali, perché chi si dedica a questa attività non cerca certo l´appoggio e i permessi delle istituzioni (né può sperarlo); ad un praticissimo ricettario adatto ad una cucina di strada aperta a centinaia di persone."