essiccare vs cuocere

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yasodanandana
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essiccare vs cuocere

Messaggio da yasodanandana » ven ott 05, 2007 9:14 am

sento parlare "qui' dentro", molto spesso, dell'essiccatore..

essiccare non e' un modo di cuocere?

qual'e' la differenza?

thank you!

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silvy
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Messaggio da silvy » ven ott 05, 2007 9:52 am

C'è una bella differenza!
L'essiccatore non supera mai la temperatura di 40° centigradi x cui non cuoce l'alimento ma lo essicca e di conseguenza lo lascia vivo e intatto di principi nutritivi.

zia dada
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Messaggio da zia dada » ven ott 05, 2007 10:07 am

se n'è parlato pochi giorni fa, guardate un po' indietro dove c'è scritto Essicazione? mi preoccupavo della perdita di nutrienti che in realtà c'è, in parte.
ciaociao

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » ven ott 05, 2007 10:07 am

grazie silvy... aspetto anche altre opinioni
(perche 40gradi non tolgono i principi nutritivi? su questo concordano tutti?)

gioman
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Messaggio da gioman » ven ott 05, 2007 10:15 am

yasodanandana ha scritto:grazie silvy... aspetto anche altre opinioni
(perche 40gradi non tolgono i principi nutritivi? su questo concordano tutti?)
Ti rispondo in maniera naif: 40° è una temperatura che si raggiunge nell'aria, d'estate...vicino al terreno molto più spesso di quanto accade a 1,5 o 2 metri dal suolo, altezza in cui vengono prese le temperature ufficiali.
Dunque è una temperatura alla quale molte verdure e frutti sono "programmati" dalla natura per continuare a vivere...


Immaginati un anguria che sta attaccata al suolo per settimane prima di essere colta...il terreno può superare anche i 60° eppure...

Non so se ho reso l'idea...ma almeno ci ho provato...:-)

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » ven ott 05, 2007 10:17 am

molto convincente,, grazie..!

gerardo
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Messaggio da gerardo » ven ott 05, 2007 11:30 am

Anche se al suolo la temperatura è elevata, la respirazione fogliare comporta una perdita d'acqua sotto forma di vapore acqueo ed essendo un processo che assorbe energia, permette alle piante di mantenersi fresche. Comunque a partire da 40°- 45° si ha una progressiva, anche se le variabili sono molte, distruzione di vitamine ed enzimi; a 60° coagulano le proteine, la clorofilla si degrada e le sostanze aromatiche volatili iniziano a disperdersi.

mattop
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Messaggio da mattop » ven ott 05, 2007 12:31 pm

Ci sono diversi gradi di alterazione degli alimenti, io non lo uso anche perchè consuma troppo... ma penso che per chi inizia il crudismo l'essiccatore può servire. è un trattamento degli alimenti abbastanza accettabile, dopotutto gli alimenti essiccati sarebbero comunque limitati nella dieta quotidiana...

MissVanilla
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Messaggio da MissVanilla » ven ott 05, 2007 2:03 pm

tecnicamente, oltre i 40 gradi gli enzimi presenti nel cibo si alterano e vengono distrutti.
Questo compromette il cibo in questione, che diventerebbe molto più indigesto

Il calore modifica la struttura molecolare del cibo, rendendo i nutrienti meno utilizzabili. Gli alimenti cotti e denaturati, specialmente quelli industriali, sono meno digeribili del cibo crudo. Tutto quello che consumiamo e che non può essere digerito o immagazzinato, deve essere eliminato come materiale di rifiuto.
Assumere costantemente alimenti denaturati produce talmente tante scorie che gli organi di eliminazione non riescono a compiere il loro lavoro adeguatamente, col risultato che questi prodotti di rifiuto devono essere immagazzinati da qualche parte.
Questo processo di accumulazione provoca un generale stato di intossicazione dell’organismo, e conseguentemente genera la malattia.

Exsalvio78

Messaggio da Exsalvio78 » ven ott 05, 2007 9:50 pm

"tecnicamente, oltre i 40 gradi gli enzimi presenti nel cibo si alterano e vengono distrutti.
Questo compromette il cibo in questione, che diventerebbe molto più indigesto ".

Tecnicamente se fosse come dici tu, allora la birra non l'avremmo mai inventata, visto che la fase di ammostatura si effettua a temperature di 60 gradi e gli enzimi decuplicano la loro velocità nello scindere l'amido producendo il malto d'orzo per fare un esempio.

Lo stesso malto di riso viene prodotto a 60 gradi e quando si raggiunge il prodotto desiderato gli enzimi si bloccano portando la temperatura a 80 gradi.

"Il calore modifica la struttura molecolare del cibo, rendendo i nutrienti meno utilizzabili. Gli alimenti cotti e denaturati, specialmente quelli industriali, sono meno digeribili del cibo crudo. Tutto quello che consumiamo e che non può essere digerito o immagazzinato, deve essere eliminato come materiale di rifiuto.
Assumere costantemente alimenti denaturati produce talmente tante scorie che gli organi di eliminazione non riescono a compiere il loro lavoro adeguatamente, col risultato che questi prodotti di rifiuto devono essere immagazzinati da qualche parte.
Questo processo di accumulazione provoca un generale stato di intossicazione dell’organismo, e conseguentemente genera la malattia."

Ma l'hai imparata come cantilena o puoi addurre qualche studio in merito come quello di Pottenger?

se tecnicamente a 40 gradi precisi gli enzimi smetetssero di funzionare, la vita in africa non esisterebbe più da un pezzo. Inoltre il malto di riso e d'orzo smentiscono clamorosamente questa affermazione, almeno per quello che riguarda gli enzimi di frutta e verdura.

Inoltre lo stato di malattia non doipende solo da questo, altrimenti hai voglia ci saremmo estinti da un pezzo, se fosse pe ri cibi cotti, ci scordiamo di pane fatto senza opportuna fermentazione del lievito e/o con farine bianche, abuso indiscriminato di zucchero, vita da parassita che spesso anche per andare in bagno pensa se sia il caso o meno di andare a prendere l'auto.

Scusate una domanda ma usare una yogurtiera come essiccatore, costa poco e adattabile e sono progettate guarda caso per non superare i 40 gradi?

No mi è venuta adesso per pura curiosità...

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » ven ott 05, 2007 10:13 pm

parere anche questo da tenere di conto :)

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