4 settembre 2007
navighiamo in cattive acque
NAVIGHIAMO IN CATTIVE ACQUE
Com’è distribuita l’acqua nel mondo?
Il 71% del pianeta è ricoperto d’acqua ma la quantità d’acqua dolce è solo il 3%. Meno di 10 paesi si dividono il 60% delle riserve mondiali di risorse idriche nel mondo. Una disparità che aumenta con le siccità periodiche e i fenomeni di desertificazione. Alcuni paesi soffrono una situazione di penuria cronica: come il triangolo che va dalla Tunisia al Sudan al Pakistan, dove ogni abitante dispone di meno di 1.000 m3 di acqua potabile all’anno.
I consumi aumentano, la qualità peggiora.
Si stima che nei paesi in via di sviluppo, il 90% delle acque residuali e il 70% dei rifiuti industriali siano immessi nei fiumi e nei corsi d’acqua senza alcun trattamento. La conseguenza è un rischio sanitario altissimo che causa fino 5 milioni di morti ogni anno, dieci volte di più delle vittime dei conflitti.
Ma quanta acqua sprechiamo?
L’aumento del livello di vita della popolazione, non accompagnato da una crescita di consapevolezza del suo consumo, determina oggi un allarmante spreco d’acqua. In particolare nei paesi agiati. Basti pensare che un australiano consuma mediamente 1.000 litri d’acqua al giorno mentre un cittadino africano, ne ha disposizione solo 12 sia per il consumo umano che produttivo (agricoltura e allevamento). Allo spreco del consumo quotidiano si aggiunge quello determinato dalla perdite delle rete di distribuzione. Il dato è allarmate: solo il 55% dell’acqua prelevata viene realmente consumato. Tutto ciò significa che è necessario, per il prossimo futuro, rinnovare le strutture di produzione e di distribuzione dell’acqua potabile, preservare le riserve e prevenire l’inquinamento, aumentando gli investimenti in questa direzione
Un bambino al mare
Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare:
a Ferragosto lo vado a prendere,
in treno a Ostia lo voglio portare.
Ecco, guarda- gli dirò-
Questo è il mare, pigliane un po’!-
Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero prenderà.
Quanti pesci ci sono nel mare?
Tre pescatori di Livorno
disputarono un anno e un giorno
per stabilire e sentenziare
quanti pesci ci sono nel mare.
Disse il primo:<<Ce>>.
Disse il secondo:<<Ce>>.
Il terzo disse:<<Pi>>.
E tutti e tre avevano ragione.
Gaspare Vanvitelli,“Le origini del vedutismo”
Una notizia al giorno su ambiente, ecologia, mobilità, sviluppo sostenibile.
Clima: cambia la geografia dell’Italia
I cambiamenti climatici hanno ridisegnato il profilo dello stivale. Il 37% dei litorali sabbiosi è arretrato negli ultimi 35 anni. 1.500 chilometri di costa non sono più come erano stati disegnati nelle carte geografiche e la loro linea dovra? essere nuovamente tracciata. Cambiano anche i confini delle città: il cemento ha invaso il litorale con un incremento delle zone costiere urbanizzate del 60% in soli 10 anni (dal 1990 al 2000). Le zone umide nell?ultimo secolo sono diminuite dell?80% . Sono salve solo le lagune e zone costiere comprese in aree protette. Anche la geografia delle montagne italiane appare diversa, con una diminuzione dei ghiacciai del 30% della loro superficie e del 50% del volume negli ultimi cento anni. In crescita le foreste. L?allarme geografico mondiale è stato lanciato dai cartografi dell?Atlante edito da Collins, un punto di riferimento per le mappe a livello mondiale. Anche la carta dello stivale dovrà essere riconsiderata alla luce del globale effetto serra. Di come affrontare questi punti di crisi discuterà la Conferenza nazionale sui Cambiamenti Climatici, voluta dal Ministero dell’Ambiente e organizzata dall’Apat per il 12 e 13 settembre.
500 progetti per la mobilità sostenibile
ROMA - Sono 497 i progetti delle 379 le imprese che tra giugno e luglio hanno risposto alla consultazione pubblica lanciata dal ministero dello Sviluppo economico per la mobilità sostenibile e per muovere persone e merci in modo ecologico e sicuro, economico e tempestivo. La via indicata è quella di favorire lo sviluppo e la realizzazione di prodotti, processi produttivi, metodologie e servizi innovativi che abbiano un impatto significativo sull’eco-compatibilità dei sistemi di trasporto di superficie e dei relativi processi produttivi; sulla decongestione dei trasporti di superficie, intermodalità e reti logistiche; sulla mobilità urbana sostenibile; sulla sicurezza di persone e merci nei trasporti di superficie; sulla competitività dei sistemi di trasporto di superficie e dei relativi processi. E’ stato grazie alla legge finanziaria per il 2007 che è stato istituito il Fondo per la competitività e lo sviluppo, attraverso il quale vengono attivati cinque grandi progetti di innovazione industriale, considerati strategici per il rilancio della competitività delle imprese italiane, dei quali fa appunto parte quello sulla mobilità sostenibile. Si tratta di obiettivi tecnologici e produttivi impostati in armonia con quelli dell’Unione Europea si in ambito industriale che in quello della ricerca e dell’innovazione.
Gli USA propongono di andare oltre Kyoto
TOKYO - Gli Stati Uniti provano a definire un approccio alternativo ai problemi ambientali che si distingua dal protocollo di Kyoto, l’intesa internazionale del 1997 finora mai ratificato. Il sottosegretario americano per i negoziati sulle misure contro il riscaldamento globale, Paula Dobriansky, in vista di una conferenza internazionale sul tema in programma a Washington il 27 settembre, ha detto che gli Usa intendono riferirsi alle precedenti intese raggiunte nell’ambito dell’Onu nel 1994, in vista degli obiettivi definiti dal G8 per dimezzare i gas serra entro il 2050. La Dobriansky ha spiegato che la strategia americana tende a favorire “misure dal basso” piuttosto che dall’alto come invece ci si era sforzati di stipulare a Kyoto e come preferirebbero i paesi europei. Si tenterà di partire da “approcci nazionali”, allo scopo di definire “settorialmente gli impegni a medio termine” di ciascuno e di trovare modi concreti di misurarli. Alla conferenza dovrebbero partecipare anche i nuovi giganti dell’industrializzazione asiatica, a cominciare da Cina e India. Sul riscaldamento globale il Giappone, che è tra i paesi all’avanguardia nella lotta all’inquinamento, ha mostrato solidarietà con le posizioni europee, ma nel contempo ha cercato di promuovere un compromesso in grado ottenere un allargamento della base di consenso a partire dagli Usa.
Lo stato dell’ambiente in Italia
Italiani sempre alle prese con smog, rumore, reti idriche colabrodo e fiumi più magri. E’ quanto risulta dall’Annuario delle statistiche ambientali, che si riferiscono a quindici settori negli anni 2005-2006: dall’aria all’acqua, dai trasporti all’energia. E secondo la fotografia Istat del 2005, nei comuni capoluogo di provincia, ogni abitante ha consumato mediamente 68,9 metri cubi di acqua, 429,1 metri cubi di gas metano per uso domestico e riscaldamento, 1.228,7 kilowattora di energia elettrica e prodotto mediamente 626,8 kg di rifiuti urbani, di cui solo il 21,1% con la raccolta differenziata. Nel dettaglio:
- PIOGGE: Pioggia da record in Calabria nel 2006, che segna con 1.893 millimetri nella stazione di Bonifati (Cosenza) il livello più alto di precipitazioni fra il 2000 e il 2006. Il livello minimo, a quota 200 millimetri, a Catania Sigonella nel 2001;
- ACQUA: Nel 2005 l’acqua erogata in Italia a scopo potabile è stata pari al 69,9% di quella immessa in rete, con una perdita del 30,1%. E sugli 8.101 comuni italiani, soltanto 4.567 presentano un servizio di fognatura con un grado di depurazione completo. Sul fronte fiumi, nel 2006 la portata del Po è diminuita del 40% rispetto alla media degli ultimi 30 anni; forti riduzioni anche per il Volturno (-49,1%), l’Arno (-39,7%), il Sele (-24,2%) e il Tevere (-16,5%). In mare, il 6,4% della costa non è balneabile per motivi di inquinamento;
- ARIA: Nel 2004 in Italia sono state emesse oltre 384 milioni di tonnellate di CO2, contro i 72 milioni di tonnellate del 1980. Dal 1990 al 2004 ridotta l’emissione di metalli e composti, uniche eccezioni l’arsenico (37 milioni di kg nel 1990 e 42 milioni nel 2004) e selenio (10 milioni di kg nel 1990 e oltre 12 milioni nel 2004); fra 2002 e 2004 ridotta l’emissione di benzene (dalle 13mila tonnellate del 2002 alle 11mila tonnellate del 2004) e PM10 (169mila tonnellate nel 2002, 166mila tonnellate nel 2004). Nel 2005 il 41,7% delle famiglie italiane dichiara problemi relativi all’inquinamento (record in Lombardia con il 56,6% delle famiglie) e oltre il 22% quella di odori sgradevoli nella zona di abitazione (record in Campania con il 32,4%);
- RUMORE: In Campania (50,8%), in Puglia (45,9%) e nel Lazio (44,6%) quasi una famiglia su due segnala disturbi da rumore.
- ENERGIA E INDUSTRIA: l’energia consumata nel 2005 è derivata principalmente dal petrolio (43,1% del consumo interno lordo di energia), dal gas naturale (36%) e, in misura minore, da fonti rinnovabili (6,8%). I consumi di energia elettrica: dagli oltre 245 miliardi di kilowattora del 1996 ai 309 miliardi del 2005. Per l’industria, al 7 febbraio 2007 sono stati censiti 1.086 stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante, presenti soprattutto (27,7% del totale) nel settore chimico e petrolchimico; record impianti a rischio in Lombardia (23,%);
- TRASPORTI: Nel 2005 il 65,6% delle merci è stato trasportato su gomma, il 17,6% via mare e l’11,6% su rotaia. Per il trasporto passeggeri prevale il mezzo su gomma a quota 81,8%. A livello nazionale il numero di autovetture a benzina è diminuito dell’11% negli ultimi 7 anni a favore di altri tipi di alimentazione (quali metano, gasolio, Gpl, fonti alternative); mentre la percentuale di auto catalitiche è passata dal 41,4% del 1998 al 74,5% del 2005. Nel 2005 il parco veicolare nazionale è costituito da più di 45 milioni di veicoli, corrispondenti a 77 veicoli ogni cento abitanti (nel 1985 erano 48);
- NATURA PROTETTA: Le aree protette sono passate dai 2 milioni di ettari del 1995 ai 5,7 del 2003. L’area più ampia rispetto alla superficie regionale la registra l’Abruzzo con il
28,2%, contro il minimo della Sardegna, con il 3,8% del territorio di area protetta.
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GUIDO ARCI CAMALLI
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- Gianluca Ricciato
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gianluca
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