Vegani e immortalità

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b.marjorie
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Vegani e immortalità

Messaggio da b.marjorie » dom mag 27, 2007 9:33 pm

Vegani e immortalità
di Luciana Baroni

Vorrei approfittare dell’attenzione sincera e partecipe dei media nei confronti delle disgrazie che affliggerebbero i vegani a causa della propria scelta dietetica -e che mi auguro siano solo la conferma di una realtà che comincia ad essere tangibile, cioè l’esistenza ormai indiscussa di un buon numero di vegani-, per proporre alcune riflessioni:.

La probabilità che un qualunque evento accada, in termini percentuali, va da 0 a 100. Assumendo che in biologia il rischio 0 assoluto e 100 assoluto non esistono, possiamo dire che quando si valuta il rischio di un evento biologico, questo può spaziare in un intervallo che va da 0 a 100.

Per quanto riguarda il concetto di rischio, quindi, non ci sarà nulla in grado di assicurare la totale incolumità o al contrario la certezza che si verifichi un dato evento, ma si potrà distinguere tra fattori che, dato un certo rischio stimato, sono in grado di influenzarlo positivamente (cioè di aumentare quel rischio) o negativamente (cioè di ridurre quel rischio). Per capirsi, Se è vero che la carne “fa venire” il tumore intestinale, non tutti i carnivori verranno colpiti da questo tumore ma qualche vegano potrebbe invece venirne colpito.

Nessun fattore di rischio però può essere valutato da solo, e per questo esistono delle procedure di elaborazione statistica che permettono di valutare il peso di ciascun fattore di rischio, svincolandolo dall’effetto degli altri fattori di rischio coesistenti.

Lo stesso ragionamento vale per la frequenza di comparsa di un evento, nel caso specifico una data malattia o la morte. Ci troviamo a dover sempre fare i conti con il numero di persone che si ammalano di quella data malattia o muoiono, che viene espresso come numero di soggetti o percentuale sulla popolazione totale in un certo periodo di tempo.

Anche in questo caso, se un evento si verifica in una certa popolazione, è possibile poi studiare quali sono i fattori che potrebbero essere responsabili di quell’evento. In questo caso, nei soggetti portatori di un dato fattore di rischio, l’evento dovrebbe verificarsi con una frequenza aumentata (se il fattore di rischio è positivo) o ridotta (se il fattore è di rischio negativo), rispetto alla popolazione generale (ad esempio gli abitanti di una nazione o di una regione) o di un gruppo di soggetti definiti come “di controllo”, che non sono portatori dei quel fattore di rischio.

Poiché la cosa detta così può apparire complicata, veniamo ad un esempio pratico, relativo al tema che ci interessa, cioè l’influenza della dieta sulla salute. Gli studi scientifici condotti su vegetariani evidenziano che questo persone hanno un rischio ridotto di sviluppare alcune malattie e che tra i vegetariani ci sono meno persone ammalate di queste stesse malattie croniche. Nella popolazione generale, quando stratificata sulla base dei consumi, queste stesse malattie appaiono favorite (cioè il rischio è aumentato) in chi consuma elevate quantità di cibi animali e in chi consuma basse quantità di cibi vegetali, in confronto a chi si trova nella fascia di consumo all’estremo opposto. Questo non vuole dire però assolutamente che chi è vegetariano o chi mangia tanti vegetali avrà la certezza matematica di non ammalarsi mai di quella malattia, così come nei carnivori o in chi mangia pochi vegetali ci saranno pure persone che non se ne ammaleranno.

Il fatto di conoscere una persona che fuma e che è morto in di vecchiaia, non significa che il fumo faccia bene o che chi fuma non rischi di morire per le conseguenze del fumo: 1 fumatore su 2 infatti muore a causa di questa abitudine. Questa è sostanzialmente la differenza tra aneddotica e scienza: chiunque può anche farsi delle convinzioni sulla base dell’aneddotica, ma di fronte alla scienza dovrebbe prendere atto che la realtà può essere un’altra e rivedere con umiltà ed onestà queste convinzioni.

Prendiamo adesso, dopo questa lunga ma necessaria premessa, l’ultimo fatto di cronaca: La morte di un bambino figlio di vegani in USA.

Pur essendo la morte di questo bambino non riferibile alla dieta bensì alla criminale incuria dei genitori, ipotizziamo pure che un certo numero di bambini vegani siano morti nel primo anno di età in un certo periodo di tempo, e vediamo come valutare l’evento, facendo il caso dell’Italia, di cui possediamo dati certi, e facendo presente quanto detto all’inizio, e che cioè quando un dato evento si verifica nella popolazione, nessuno ne è al riparo con una sicurezza del 100%.

Ora, utilizzando cifre “tonde”, vediamo che in Italia ci sono 60 milioni di persone: i vegetariani sono 6 milioni e tra questi i vegani 600 mila, il che permette di trasformare questi numeri in un 1% di vegani, 9% di vegetariani e 90% di carnivori nella popolazione italiana. Questo significa che, per qualunque evento si verifichi nella popolazione italiana, mi devo attendere che questo evento, se la dieta non ha nessuna influenza su di esso, dovrebbe essere così distribuito nei 60 milioni di italiani:

-90% in carnivori
-9% in vegetariani
-1% in vegani

a semplice titolo di esempio, se in Italia ogni anno 1000 persone vengono infestate da pidocchi, mi devo attendere che avrò circa:

-900 carnivori
-90 latto-ovo
-10 vegani

infestati da pidocchi ogni anno.

Se invece di 10 vegani, questi fossero ad esempio 5, una volta esclusa l’influenza di altre condizioni favorevoli, potrò dire che la dieta vegana protegge dai pidocchi. Se poi i vegani colpiti da pidocchi fossero 1 all’anno, potrei affermarlo ancora con più forza. Quello che invece paradossalmente di solito avviene, è che viene trasformato in una conclusione completamente opposta: siccome c’è 1 solo vegano che viene colpito dai pidocchi, allora è colpa della dieta!

Tornando ai fatti reali, prendiamo l’evento morte infantile nel primo anno d’età, cioè il numero di bambini che muoiono sotto l’anno d’età. Bene, in Italia ogni anno muoiono 2350 bambini (pari al 4.7 per mille dei nati, che sono 500 mila bambini), per cause diverse: morti bianche, infezioni, malattie congenite, traumi, violenza e maltrattamento, eccetera. Poiché si tratta di bambini che saranno figli sia di carnivori, che di vegetariani e di vegani, dobbiamo considerare la morte colpirà questi bambini secondo quella che è la distribuzione di carnivori, vegetariani e vegani nella popolazione italiana, quindi (senza decimali):

-90 % saranno figli di carnivori, cioè 2115 bambini morti ogni anno
-9% saranno figli di vegetariani, cioè 211 bambini morti ogni anno
-1% saranno figli di vegani, cioè 23 bambini morti ogni anno

Cioè dobbiamo attenderci ogni anno la morte di circa 23 bambini figli di vegani, entro il primo anno di vita in Italia. Questo significa che solo se in un anno ne muore una cifra superiore (e con significatività statistica), ci si deve preoccupare e valutare quale sia il peso di differenti variabili, tra cui anche la dieta, su questo aumento di mortalità.

A questo punto spero che la mistificazione sia evidente a tutti senza nemmeno bisogno di spiegarla: La morte di 1 bambino (ma fossero anche 5-10) appare essere un evento al di sotto della cifra prevista. La morte di 1 solo bambino è un evento così raro, che salta agli occhi proprio per la sua eccezionalità, e nonostante questo il significato che si da all’evento è l’esatto opposto: la dieta vegana fa morire i bambini!!!

Non aggiungo nient’altro, spero di essere stata sufficientemente chiara e di aver contribuito a rassicurare chi, anche solo per un attimo, era caduto nella trappola mediatica, architettata ad arte da chi trae profitto dal riempire gli ospedali di malati cronici, la cui vita potrebbe essere assolutamente migliore se fossero stati ben consigliati ed educati.

La dieta vegana non può purtroppo assicurare l’immortalità o l’assenza di malattia ma protegge in modo significativo nei confronti di molti eventi negativi. Mi pare una ragione più che valida per non rinunciare!!!

marino70
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Messaggio da marino70 » lun mag 28, 2007 8:31 am

Secondo me l'articolo della Baroni, nei suoi giri di parole e paragoni più o meno congruenti, perde completamente di vista il vero motivo degli attacchi alla dieta vegana: il bambino figlio di vegani morto negli USA è morto per DENUTRIZIONE, e non per infezione, per malattia varia o perchè è caduto dal letto. Poco importa la percentuale di vegani...bla bla bla....i pidocchi presi da ciscuno bla..bla..bla...sul fatto che ne dovevano morire 23 e invece ne è morto solo 1 quindi è un grosso successo bla..bla..bla... quando si parla di un bimbo morto per denutrizione, non si può non pensare al tipo di dieta a cui è stato assoggettato; questo non vuol dire che gli attacchi ed i commenti siano stati corretti ma sicuramente inevitabili.
In quest'ottica, ritengo anche ridicole le affermazioni che sono molti di più i bambini onnivori (più corretto del termine carnivori usato dalla Baroni) morti rispetto ai bambini vegan; pùò darsi....ma quanti di questi muoio per denutrizione??!!

veganitalia
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Messaggio da veganitalia » lun mag 28, 2007 9:16 am

Ma non è morto perché vegan!
Complimenti alla Baroni invece per un'esposizione così chiara : )
(non per niente l'abbiamo pubblicato anche da noi)

marino70 ha scritto:Secondo me l'articolo della Baroni, nei suoi giri di parole e paragoni più o meno congruenti, perde completamente di vista il vero motivo degli attacchi alla dieta vegana: il bambino figlio di vegani morto negli USA è morto per DENUTRIZIONE, e non per infezione, per malattia varia o perchè è caduto dal letto. Poco importa la percentuale di vegani...bla bla bla....i pidocchi presi da ciscuno bla..bla..bla...sul fatto che ne dovevano morire 23 e invece ne è morto solo 1 quindi è un grosso successo bla..bla..bla... quando si parla di un bimbo morto per denutrizione, non si può non pensare al tipo di dieta a cui è stato assoggettato; questo non vuol dire che gli attacchi ed i commenti siano stati corretti ma sicuramente inevitabili.
In quest'ottica, ritengo anche ridicole le affermazioni che sono molti di più i bambini onnivori (più corretto del termine carnivori usato dalla Baroni) morti rispetto ai bambini vegan; pùò darsi....ma quanti di questi muoio per denutrizione??!!

marino70
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Messaggio da marino70 » lun mag 28, 2007 11:52 am

veganitalia ha scritto:Ma non è morto perché vegan!
Complimenti alla Baroni invece per un'esposizione così chiara : )
(non per niente l'abbiamo pubblicato anche da noi)

marino70 ha scritto:Secondo me l'articolo della Baroni, nei suoi giri di parole e paragoni più o meno congruenti, perde completamente di vista il vero motivo degli attacchi alla dieta vegana: il bambino figlio di vegani morto negli USA è morto per DENUTRIZIONE, e non per infezione, per malattia varia o perchè è caduto dal letto. Poco importa la percentuale di vegani...bla bla bla....i pidocchi presi da ciscuno bla..bla..bla...sul fatto che ne dovevano morire 23 e invece ne è morto solo 1 quindi è un grosso successo bla..bla..bla... quando si parla di un bimbo morto per denutrizione, non si può non pensare al tipo di dieta a cui è stato assoggettato; questo non vuol dire che gli attacchi ed i commenti siano stati corretti ma sicuramente inevitabili.
In quest'ottica, ritengo anche ridicole le affermazioni che sono molti di più i bambini onnivori (più corretto del termine carnivori usato dalla Baroni) morti rispetto ai bambini vegan; pùò darsi....ma quanti di questi muoio per denutrizione??!!
Un bimbo di 6 settimane non può essere vegan, non può essere niente, è solo un lattante. E' morto perchè aveva dei cattivi genitori che non l'hanno nutrito sufficientemente. La Baroni a questa innegabile verità ha riservato solo una riga striminzita per poi imbarcarsi in statistiche e conclusioni personali che non fanno altro che spostare il problema e creare ulteriore confusione

Marina Berati
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Messaggio da Marina Berati » lun mag 28, 2007 1:12 pm

marino70 ha scritto: Un bimbo di 6 settimane non può essere vegan, non può essere niente, è solo un lattante. E' morto perchè aveva dei cattivi genitori che non l'hanno nutrito sufficientemente. La Baroni a questa innegabile verità ha riservato solo una riga striminzita per poi imbarcarsi in statistiche e conclusioni personali che non fanno altro che spostare il problema e creare ulteriore confusione
Credo ci sia stato un fraintendimento.
Questo articolo non serve a rispondere alla questione specifica di quel bambino, la questione che fosse un lattante e' gia' stato affrontata in 2 comunicati, che SSNV ha mandato alla stampa e pubblicato sul sito.

Qui si voleva fare un ragionamento piu' generale, sul fatto che se anche muore un bambino veramente vegan (non come questo di 6 settimane), questo dato va confrontato col totale dei bambini onnivori che muoiono comunque, per le cause piu' svariate, compresa un'alimentazione sbagliata degli onnivori, e comprese cose che non c'entrano con l'alimentazione per i vegan.

Poi il problema e' anche che e' difficile venire a sapere le cuase vere della morte, perche' se il bambino e' vegan si da' subito colpa all'alimentazione, mentre le cause possono essere altre, ma se non si hanno dati di prima mano non si puo' sapere, perche' di quello che pubblicano i giornali di certo non ci si puo' fidare.

Ciao,
Marina

veganitalia
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Messaggio da veganitalia » lun mag 28, 2007 1:47 pm

yesss :)

giorgio milano
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Messaggio da giorgio milano » lun mag 28, 2007 1:49 pm

G.le Dott.ssa Baroni, se partiamo da premesse deboli per tirare conclusioni a nostro favore (diete vegan e/o vegetariane) temo che anziché rafforzare la causa la esponiamo ancora di più a possibili critiche. Concordo che i media siano prontissimi a mettere il bastone tra le ruote all’affermarsi di alimentazioni sane e alternative all’alimentazione onnivora, tuttavia, Lei è troppo addentro la questione per non sapere che i vegetariani e i vegani sono ben lungi dal rappresentare in italia rispettivamente il 10 % e l’1% della popolazione.
Se valgono le Sue premesse, per lo stesso motivo al lavoro in ogni azienda di 30 persone tra impiegati e operai dovremmo trovarci 3 vegetariani, ad ogni stadio cha abbia almeno 25.000 spettatori dovremmo avere 2500 vegetariani e 250 vegani, al ristorante ad ogni banchetto di matrimonio di cira 150 persone dovremmo in media avere 15 vegetariani e 1 o 2 vegan., ecc. Sono cifre assolutamente non veritiere e sono quindi tali da annullare ogni fondamento statistico al suo intervento.
Convengo con Lei che l’attenzione dei media si è intensificata e purtroppo a fronte di un servizio ben fatto ce ne sono almeno tre denigratori. Ciò che muove i media è che il sistema alimentare ha delle falle sempre più evidenti e la verità, loro lo sanno meglio di noi, non può essere tenuta a tacere per sempre.

Saluti
G.

marino70
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Messaggio da marino70 » lun mag 28, 2007 1:54 pm

Marina Berati ha scritto:
marino70 ha scritto: Un bimbo di 6 settimane non può essere vegan, non può essere niente, è solo un lattante. E' morto perchè aveva dei cattivi genitori che non l'hanno nutrito sufficientemente. La Baroni a questa innegabile verità ha riservato solo una riga striminzita per poi imbarcarsi in statistiche e conclusioni personali che non fanno altro che spostare il problema e creare ulteriore confusione
Credo ci sia stato un fraintendimento.
Questo articolo non serve a rispondere alla questione specifica di quel bambino, la questione che fosse un lattante e' gia' stato affrontata in 2 comunicati, che SSNV ha mandato alla stampa e pubblicato sul sito.

Qui si voleva fare un ragionamento piu' generale, sul fatto che se anche muore un bambino veramente vegan (non come questo di 6 settimane), questo dato va confrontato col totale dei bambini onnivori che muoiono comunque, per le cause piu' svariate, compresa un'alimentazione sbagliata degli onnivori, e comprese cose che non c'entrano con l'alimentazione per i vegan.

Poi il problema e' anche che e' difficile venire a sapere le cuase vere della morte, perche' se il bambino e' vegan si da' subito colpa all'alimentazione, mentre le cause possono essere altre, ma se non si hanno dati di prima mano non si puo' sapere, perche' di quello che pubblicano i giornali di certo non ci si puo' fidare.

Ciao,
Marina
Scusa ma secondo me una statistica ha valore solo ed esclusivamente se è inerente all'oggetto; visto che l'oggetto di discussione è l'alimentazione, i dati hanno valore solo se rapportati a ciò. Niente hanno a che vedere conclusioni, sia in senso positivo che negativo, che non analizzino questo aspetto.
Che muoia disgraziatamente un bambino investito da una macchina o per maltrattamenti non ha nessuna relazione sul fatto di essere vegano o meno, così come se ci sono più pidocchi sulle teste dei bambinio onnivori di quelli vegan. Ma se un bambino muore per denutrizione e i suoi genitori sono vegan, il parallelismo, seppur sbagliato, è quasi automatico. Non capisco cosa centri affermare che, in base a statistiche a molto ampio spettro, i bambini vegan che muoiono per cause che niente centrano con l'alimentazione sono comunque meno degli onnivori.

Liuk
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Messaggio da Liuk » lun mag 28, 2007 3:23 pm

Secondo me la verità è che lor signori Giorgio e Marino non conoscono e non accettano questo tipo di alimentazione quindi il consiglio è di informarsi di più ma non tramite il TG1...!!!

Le statistiche proposte non sono state inventate dalla Dott.sa ma provengono da fonte Eurispes 2006 che magari non è la bocca della verità ma neanche d'altra parte l'organo portavoce dei vegetariani/vegan.

Che queste siano più o meno condivisibili conta poco così come conta poco la sottigliezza tra il termine "carnivori" (sarebbe forse un'offesa ai veri animali carnivori della Terra e solo in questo senso posso dar ragione a Marino) e onnivori (la stragrande maggioranza dei finti-carnivori si ritrovano la carne più o meno camuffata a pranzo e a cena) perchè al dunque il caso del bambino morto dimostra che non è tanto l'alimentazione il problema (neppure quella vegan) quanto la cura, l'amore e l'intelligenza dei genitori oltre chiaramente al modo in cui i mass-media trattano l'argomento.

Saluti

Luca

marino70
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Messaggio da marino70 » lun mag 28, 2007 3:27 pm

Liuk ha scritto:Secondo me la verità è che lor signori Giorgio e Marino non conoscono e non accettano questo tipo di alimentazione quindi il consiglio è di informarsi di più ma non tramite il TG1...!!!

Le statistiche proposte non sono state inventate dalla Dott.sa ma provengono da fonte Eurispes 2006 che magari non è la bocca della verità ma neanche d'altra parte l'organo portavoce dei vegetariani/vegan.

Che queste siano più o meno condivisibili conta poco così come conta poco la sottigliezza tra il termine "carnivori" (sarebbe forse un'offesa ai veri animali carnivori della Terra e solo in questo senso posso dar ragione a Marino) e onnivori (la stragrande maggioranza dei finti-carnivori si ritrovano la carne più o meno camuffata a pranzo e a cena) perchè al dunque il caso del bambino morto dimostra che non è tanto l'alimentazione il problema (neppure quella vegan) quanto la cura, l'amore e l'intelligenza dei genitori oltre chiaramente al modo in cui i mass-media trattano l'argomento.

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carmelo
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Errori semantici, metodologici, statistici, epistemologici

Messaggio da carmelo » mar mag 29, 2007 11:34 am

Cari Marino e Giorgio buongiorno,
@ Marino:
1. Evidentemente non hai capito assolutamente il SENSO dell'intervento della Baroni (persona che non conosco e non mi interessa difendere a priori, come neanche il vegetarianesimo... mentre mi impegno ogni giorno a difendere La Verità, soprattutto se scientificamente dimostrata...)...
Ti consiglio di riflettere sui tuoi Processi Logici, perché non sono molto... Logici... ti invito ad approfondire concetti come: Logica, Dialettica e Arte della Confutazione e, magari, ad essere un po' più... Coerente... (pronto ovviamente a spiegazioni molto più Approfondite e Precise...)...
Lei voleva SOLAMENTE scindere il malizioso, capzioso e inficiante sillogismo (falso, appunto) che, poiché i genitori erano vegani (premessa maggiore) e, poiché il bambino è stato denutrito, quindi, tras-curato (premessa minore), ciò implicherebbe che "vegano è sbagliato" (conclusione)...
E' moooolto semplice... cosa c'è di difficile da capire? O sei prevenuto o... non hai capito il SIGNIFICATO del messaggio... (disponibile ad ulteriori di-mostrazioni... Logiche...)
2. Precisando che persino i dizionari si devono un "tantino" aggiornare sul significato di "carnivoro" e "onnivoro" (...) ti faccio notare quanto segue:
Se stiamo parlando di Esseri Umani, definire "carnivoro" uno che mangi solo carne... è un tantino "deficiente" (in senso etimologico... ovviamente), visto che un essere umano che mangiasse solo carne... morirebbe nel giro di pochissimi tempo (informati, a solo titolo d'esempio, sulla dieta degli Eschimesi che, pur mangiando qualche vegetale, hanno già una Vita Media mooolto bassa...)... Parimenti, definire un Essere Umano "onnivoro", cioè "mangiatore sia di carne che di vegetali" (triste ed obsoleta definizione da dizionario) è, di conseguenza altrettanto "deficiente" (...)...
Anche perché, se proprio volessimo essere "scientifici"/bio/etologici, se un "carnivoro" è un mangiatore di solo carne (tua polemica), allora un "onnivoro" è un mangiatore "di tutto" (come ben saprai: "omni", dal greco, vuol dire, appunto, "tutto"... ed etimologicamente è attribuito più alle ... bestie, che agli umani...)... Di fatto esistono miliardi di animali "onnivori": quindi anche coprofagi, saprofiti, ecc... A solo titolo d'esempio il Cane è onnivoro: infatti mangia, oltre che carne e vegetali, anche le ossa e la... cacca... Conosci molti Esseri Umani che mangiano regolarmente "ossa" e... cacca?!? (se ne potrebbe parlare... in senso simbolico/ironico...)
Quindi come vedi la tua polemica, a proposito di CHI voleva "giocare con le parole", volendo si può facilmente ritorcere... verso di Te...
solo che IO ho usato la Logica (che è una Scienza Esatta...), l'Etimologia, ecc... e TU... qualcos'altro...
E' evidente che, per quanto riguarda gli Esseri Umani, a torto o ragione, si è creata l'abitudine (ormai "storica") di distinguere i "Vegetariani" da chi mangia carne, etichettando questi ultimi come "Carnivori", per evidenziare appunto il fatto in questione...
Per tua informazione, allora, etimologicamente "Vegetariano" non vorrebbe dire "colui che non mangia carne" ma, derivando dal termine "Vegetus", latino, significherebbe "mangiatore SANO"... mentre Vegetaliano, derivante da "Vegetalis", significherebbe "mangiatore di soli vegetali"...
Come ben sai SOLO quest'ultimo coincide nei suoi significati "etimologici" e "d'uso comune"... Spero di essere stato soddisfacentemente chiaro (a disposizione di ulteriori confronti)...

@ Marino:
evidentemente hai delle carenze sia informative che metodologico/sperimentali/statistico/epistemologiche...
Come ti è stato detto successivamente le percentuali citate dalla Baroni sono quelle ufficiali del Rapporto Eurispes 2006... Ne hai di Migliori/Più Attendibili... scientificamente?!?
Prima di tutto, citando solo 1 dei principi della Statistica, cioè la Legge dei Grandi Numeri, NON PUOI fare alcun riferimento serio citando "campioni" inferiori a circa 100 elementi, perché la statistica è sperimentalmente a rischio di INATTENDIBILITA' (tuo primo esempio)...
D'altronde, in quanto (Io) avvezzo allo Studio dei fenomeni ed errori Psicologico-Percettivi, vorrei sapere "come fai TU a scoprire se, in una folla di persone, qualcuno è vegetariano o no... Pensi forse che ce l'abbia scritto sulla fronte? O che, battuta divertente (quanto frutto di estrema ignoranza ...) siano fisicamente "più piccoli", perché "meno sviluppati" causa la loro dieta (spero Tu sappia a cosa mi sto riferendo...)?!?
I tuoi ragionamenti sembravano palesemente polemici, quanto poooco ... SCIENTIFICI...
Anche a te consiglio di Documentarti meglio prima di fare certe affermazioni (doxa) e, magari, di consolidare le tue "conosc(i)enze" epistemologiche, sia sperimentali che psico-sociologiche...

Sempre nella speranza di essere stato esaustivo e a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, Auguro a tutti una Bellissima Giornata e...

Che la Verità possa emergere, senza alcun pregiudizio, malizia e... pigrizia!
;-)


Carmelo Latino "Elo" :-)
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Cell.: +39 392 7171717
Tel.: +39 040 367696 (segr.tel.-fax)
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"Che la Verità affiori - con Amore - nella nostra Coscienza!"

lucrezio
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Messaggio da lucrezio » mar mag 29, 2007 1:02 pm

Benissimo Carmelo sono pienamente d'accordo con te, volevo intervenire anch'io ma al tuo intervento non credo che ci sia molto da aggiungere.

Marco Valussi
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Re: Errori semantici, metodologici, statistici, epistemologi

Messaggio da Marco Valussi » mar mag 29, 2007 2:42 pm

carmelo
<<Parimenti, definire un Essere Umano "onnivoro", cioè "mangiatore sia di carne che di vegetali" (triste ed obsoleta definizione da dizionario) è, di conseguenza altrettanto "deficiente"
Anche perché, se proprio volessimo essere "scientifici"/bio/etologici, se un "carnivoro" è un mangiatore di solo carne (tua polemica), allora un "onnivoro" è un mangiatore "di tutto" (come ben saprai: "omni", dal greco, vuol dire, appunto, "tutto"... ed etimologicamente è attribuito più alle ... bestie, che agli umani...)... Di fatto esistono miliardi di animali "onnivori": quindi anche coprofagi, saprofiti, ecc... A solo titolo d'esempio il Cane è onnivoro: infatti mangia, oltre che carne e vegetali, anche le ossa e la... cacca... Conosci molti Esseri Umani che mangiano regolarmente "ossa" e... cacca?!? (se ne potrebbe parlare... in senso simbolico/ironico...)>>

Ma... onnivoro non significa mangiatore sia di carne che di vegetali, bensì che può nutrirsi "di alimenti di origine sia vegetale che animale". Quindi per essere degli onnivori non è necessario mangiare qualsiasi alimento vegetale o animale, basta averne le potenzialità; dato che, dati fisiologici, antrolopogici e palenteologici alla mano, l'uomo è attrezzato per nutrirsi di una amplissima gamma di alimenti, tra i quali la carne, le ossa e le feci (tutte cose che l'uomo ha mangiato, seppur in quantità diverse, nel corso della sua storia), egli è indubbiamente un onnivoro, con preferenza per i vegetali ed in particolare delle foglie


carmelo
<<E' evidente che, per quanto riguarda gli Esseri Umani, a torto o ragione, si è creata l'abitudine (ormai "storica") di distinguere i "Vegetariani" da chi mangia carne, etichettando questi ultimi come "Carnivori", per evidenziare appunto il fatto in questione...
Per tua informazione, allora, etimologicamente "Vegetariano" non vorrebbe dire "colui che non mangia carne" ma, derivando dal termine "Vegetus", latino, significherebbe "mangiatore SANO"... mentre Vegetaliano, derivante da "Vegetalis", significherebbe "mangiatore di soli vegetali"...>>

Qui secondo me fai confusione tra latino ed etimi derivati in italiano. Non so da dove tu tiri fuori vegetalis = vegetale. Il latino non ha termini per vegetale, ha termini per pianta =planta, pianta, gramen, per erba = herba, gramen; albero = arbor, ma non per vegetale.
Inoltre non tieni conto del fatto che non sempre per dare significato ad una parola in una lingua ci si deve rifare alla radice più primitiva (se lo facessimo molte parole in italiano non avrebbero senso dato che sono derivanti da una radice latina o greca ma attraverso passaggi in altre lingue romanze oppure in italiano). Vegetariano è infatti un neologismo novecentesco che prende la sua radice non direttamente da vegetus (vigoroso, sano) bensì, attraverso il latino vegetare (rinforzare, far crescere) dalla derivazione vegetabile = atto a vegetare o da vegetale = spettante a ciò che vegeta, termini che avevano ormai acquisito un legame con il mondo delle piante. Quindi, a rigor di logica e di etimo, vegetariano significa propriamente colui che si nutre di soli vegetali (intesi come quegli organismi che vegetano). Più di recente il termine ha trasformato la sua connotazione anche per confrontarsi con la realtà dei vegetaliani.


<<Che la Verità possa emergere, senza alcun pregiudizio, malizia e... pigrizia!>>

Si, ma con il proviso che tu non stia parlando di scienza, poichè tutto si può dire meno che la scienza sia alla ricerca della Verità, oggetto questo della o delle metafisiche.

ciao
marco

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Messaggio da carmelo » mer mag 30, 2007 10:33 am

Ciao Marco,
prima di tutto ti Ringrazio per l'interessante scambio di (abbastanza) valide Info.
Soltanto delle piccole (ma doverose) obiezioni.

1. "Ma... onnivoro non significa mangiatore sia di carne che di vegetali, bensì che può nutrirsi "di alimenti di origine sia vegetale che animale"."
Ti Ringrazio per avermi dato ragione, ripetendo esattamente ciò che IO ho affermato e confutando l'imprecisione di Marino (ovviamente non ce l'ho con lui, ma "con le (sue) inesattezze"...).

2. "Quindi per essere degli onnivori non è necessario mangiare qualsiasi alimento vegetale o animale, basta averne le potenzialità".
Qui, secondo me, stai facendo un doppio errore, semantico ed "ermeneutico":
a. Semantico: "onni-voro" vuol dire "... mangiatore effettivo (e abitudinario)" e non "... mangiatore in potenza"...
b. Ermeneutico: d'altronde, che l'Essere Umano sia "in potenza" onnivoro è logico, persino banale... infatti fisicamente "possiamo" (nel senso che ne abbiamo il "potere"...) mangiare di tutto, anche altri Esseri Umani, così come possiamo uccidere, rubare, ecc...
Ma NON è questo il punto essenziale... (spero non ci sia bisogno di chiarire questo punto........)

c. "dato che, dati fisiologici, antrolopogici e palenteologici alla mano, l'uomo è attrezzato per nutrirsi di una amplissima gamma di alimenti, tra i quali la carne, le ossa e le feci"...
Ecco, questo che hai affermato è, invece, assolutamente falso e stradimostrato.
Mi meraviglio che tu abbia fatto un errore così grossolano e, oramai assodato scientificamente, in base a Scienze esatte come la Chimica e la Fisica ed altre, derivate e sempre più precise, come l'Anatomia, la Gnatologia, la Gastroenterologia, ecc.
A solo titolo d'esempio ti consiglio di leggere questo pagina: http://v2.promiseland.it/view.php?id=1661, dove troverai alcune Affermazioni Vere e difficilmente opinabili...

Ci si potrebbe chiedere, sempre come ennesimo esempio, come mai un super esperto di oncologia a livello mondiale, sia diventato - da "vecchietto" e non "nato", come Margherita Hack - ex campionessa di atletica -, Vegetariano... Che abbia scoperto/capito qualcosa in tanti anni di studi sul cancro dove, l'apparato più colpito è quello digestivo che, dovrebbe essere deputato a digerire ciò che - fa parte della Natura - mangiamo ?!? ... Forse ha scoperto che mangiamo troppo ma, soprattutto, "sbagliato"/male ?!?!?!?!?

3. "Qui secondo me fai confusione tra latino ed etimi derivati in italiano.".
Correggo leggermente la forma semantica, ma NON cambia assolutamente il Significato di ciò che affermavo (come Tu stesso confermi...).
Dal Dizionario Etimologico:
"Vegetàre" = lat. vegetàre che propr. vale rinforzare, far crescere, da vègetus, vigoroso, sano. Il vivere e crescere delle piante.
"Inoltre non tieni conto del fatto che non sempre per dare significato ad una parola in una lingua ci si deve rifare alla radice più primitiva"...
Forse non hai colto la "provocazione" fatta, appunto, al destinatario della mia risposta... Io stavo affermando ancora una volta proprio quello che Tu hai ribadito... Ti Ringrazio ancora per aver Rinforzato ciò che Io ho scritto precedentemente...

4. "Si, ma con il proviso che tu non stia parlando di scienza, poichè tutto si può dire meno che la scienza sia alla ricerca della Verità, oggetto questo della o delle metafisiche."
... Interessante - soprattutto da un punto di vista epistemologico - questo tuo ultimo "proviso" ...
E, secondo Te, quindi, che cosa cercherebbe la Scienza?
Immagino che tu abbia una Mente abbastanza "Fertile" per andare OLTRE le superficialissime definizioni pseudo-storiche "troglodite":
è evidente che la Scienza cerca la... Conosc(i)enza... ma di che cosa, se non di ciò che è VERO, cioè Esiste inconfutabilmente?
Tutta la MetaScienza Sperimentale, base fondamentale della Scienza moderna, si occupa esclusivamente di "falsificare" popperianamente una Tesi analizzata... cioè di VERIficare e di Validare ciò che, di fatto, si dimostra "degno" di tale Qualità/REALTA'...
In pratica hai fatto un "piccolo" errore semiologico/ermeneutico di "superficie"...

Ovviamente sono d'accordo con Te che la Religio/"Scienze Metafisiche" possa cercare la Verità attraverso il "dogma", la Fede, ecc...
esattamente al "contrario" (o ... al "Complementare"?!? ... Leggi "Fides et Ratio" di Papa Giovanni Paolo II) delle Scienze "Razionali", che cercano di "di-mostrare" sperimentalmente che ciò che viene affermato sia... VERO... appunto...
Siamo sempre esattamente allo stesso punto di partenza...

Non a caso la "Madre" di tutte le Scienze è la Filosofia. Tutte queste, infatti - paradossalmente - hanno dei "dogmi" alla base della loro epistemologia... persino la Matematica... Mentre la Filosofia è unica a chiedersi il "perché"... di tutto... mettendo in discussione persino se stessa... e la Filosofia cosa cerca, se non la CONOSCENZA della VERITA' (guarda il Buddhismo, nato come Filosofia, oggi considerato - "erroneamente" - una Religione...)?
Come vedi la VERITA', sia "fenomenica", sia "noumenica"... è sempre quella...

Comunque, al di là di tutto, rinnovo i Ringraziamenti per i tuoi spunti interessanti (a parte quello 2c, proprio obsoleto scientificamente...) e (sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti) ti auguro una bellissima giornata.
Elo ;-)

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tormalinarosa
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Messaggio da tormalinarosa » mer mag 30, 2007 10:59 am

E, secondo Te, quindi, che cosa cercherebbe la Scienza?


La scienza non ricerca la verità, ma la maniera per rendere accettabile la realtà!!

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