Un articolo di un settimanale di aprile 2007:
Aprile, che caldo!
Ogni giorno ci accorgiamo dei cambiamenti del clima, dovuti per il 90 per cento alle emissioni di anidride carbonica prodotte dall'uomo.
Cosa si può fare?Per esempio, mangiare a "chilometri zero"! Ovvero comperare frutta e verdura di stagione, prodotta vicino a casa nostra. Le verdure, esotiche e non, che arrivano in aereo da altri Paesi, viaggiano a lungo e subiscono processi di conservazione che le rendono meno genuine. Per entrambe le cose, consumano petrolio e producono anidride carbonica. In grande quantità. Un chilo di ciliegie dall'Argentina, in volo per arrivare a Roma, percorre 12 mila chilometri e consuma 5,4 chili di petrolio; ogni chilo di pesche dal Sudafrica fa 8 mila chilometri e brucia 4,35 chili di petrolio.
La Coldiretti ha stimato che una famiglia che acquisti solo prodotti di stagione risparmia fino a una tonnellata di anidride carbonica all'anno. Saltando le intermediazioni, ha un risparmio economico del 50 per cento!
Dove si acquista a "chilometri zero"? Tramite la Coldiretti, o tramite i Gas, Gruppi di acquisto solidale, che collegano consumatore e produttore locale ( spesso di alimenti biologici) Info: http://www.retegas.org; http://www.coldiretti.it
Mangiare a "chilometri zero"
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La macrobiotica dice che l'uomo è il risultato dell'ambiente in cui vive e che per una migliore salute dovrebbe cibarsi dei prodotti di stagione della propria terra la più adatta alla propria costituzione. Il nostro paese è un vero paradiso di primizie impareggiabili, basta adeguare la nostra dieta a quello che la natura in quel momento ci può offrire e cercare di usare gli alimenti importati o conservati perchè fuori stagione il meno possibile.