riscaldamento e raffrescamento a pavimento
Moderatore: michele ricci
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indiadelta
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- Iscritto il: dom apr 01, 2007 10:51 am
riscaldamento e raffrescamento a pavimento
desideriamo sapere se, facendo il riscaldamento e raffrescamento a pavimento, è necessario predisporre uno o due deumidicicatori a parete.
la domanda sorge perchè non volendo mettere gli split antiestetici sulle pareti,pensavamo che bastasse fare il riscaldamento e raffrescamento a pavimento; ma ci è stato detto che occorre " per forza " la presenza del deumidificatore per evitare la condenza nel pavimento,specie per il fatto che vogliamo mattere il parquet.Grazie
la domanda sorge perchè non volendo mettere gli split antiestetici sulle pareti,pensavamo che bastasse fare il riscaldamento e raffrescamento a pavimento; ma ci è stato detto che occorre " per forza " la presenza del deumidificatore per evitare la condenza nel pavimento,specie per il fatto che vogliamo mattere il parquet.Grazie
Ha ragione dotting (come sempre...)
Se intendete raffrescare, in mancanza di deumidificatori opportunamente dimensionati, rischiate di trovarvi un pavimento così scivoloso che ci potete pattinare a piedi nudi...
Scusate un appunto: mettere il parquet su un pavimento riscaldato significa andare in contro a qualche rogna in più, oltre al fatto che lo scambio termico è meno efficente. Siete proprio sicuri della scelta, soprattutto se volete raffrescare? Rischiate di trovarvi i listelli tutti scollati nel giro di un paio d'anni, perchè l'alternanza di cicli caldo-freddo e l'umidità hanno effetti molto evidenti sul legno.
Cordiali saluti
Scusate un appunto: mettere il parquet su un pavimento riscaldato significa andare in contro a qualche rogna in più, oltre al fatto che lo scambio termico è meno efficente. Siete proprio sicuri della scelta, soprattutto se volete raffrescare? Rischiate di trovarvi i listelli tutti scollati nel giro di un paio d'anni, perchè l'alternanza di cicli caldo-freddo e l'umidità hanno effetti molto evidenti sul legno.
Cordiali saluti
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indiadelta
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- Iscritto il: dom apr 01, 2007 10:51 am
riscaldamento e raffrescamento a pavimento
ringraziamo chi ci ha risposto, anche noi avevamo qualche dubbio ma andando a varie fiere del settore ci hanno sempre rassicurato,qualcuno addirittura ci ha detto che se non viene usata una temperatura inferiore ai 18° non si forma condensa e quindi può non essere previsto il deumidificatore (sic!). Che ne dite? Buona Pasqua a tutto il forum.
La questione della formazione di condensa su pavimento, non è una questione di opinioni, ma di fisica tecnica!
Se una superficie ha una temperatura di 20°, ed è a contatto con aria a 31,5 ° con il 50% di Umidità relativa (UR), allora si trova esattamente al punto di rugiada, perciò, immediatamente sotto inizierà a formarsi condensa, mentre sopra non si formerà condensa.
quindi un pavimento raffreddante, può lavorare egregiamente fintanto che la sua temperatura non scende al di sotto della temperatura di rugiada dell'aria dell'ambiente in cui è posato, e ciò significa che se un pavimento a 20°, riesce a mantenere la temperatura interna di un locale sotto i 26°, con umidità inferiore al 70%, allora non si avrà formazione di condensa.
Tradotto in pratica significa che se si vuole usare un pavimento per raffrescare a Bolzano con temperatura esterna di 32°C ed UR inferiore al 50%, probabilmente è possibile (soprattutto, se ci si accontenta di 28-29°), mentre, non si può ottenere lo stesso risultato in pianura padana con 34° ed UR superiore al 45%.
Un'altro fattore molto importante di cui spesso non si tiene conto quando si fanno questi ragionamenti (ed anche quando si acquistano o vendono gli impianti ...), è il fattore "casa"; cioè, qual'è il fabbisogno di energia termica per raffrescamento dell'edificio considerato, e ciò dipende principalmente dalle strutture che costituiscono l'edificio, dalle aperture finestrate e dalla loro esposizione al sole.
A titolo di esempio, casa mia non ha l'impianto di condizionamento, nè di raffrescamento, però in estate nella zona notte la temperatura non supera mai i 26-27°C (abito a 3 km dal lago di Garda a 220 mt di quota), e questo, non perchè io sia miracolato, ma per come è costruita la casa!
Ciao e buona pasqua
Se una superficie ha una temperatura di 20°, ed è a contatto con aria a 31,5 ° con il 50% di Umidità relativa (UR), allora si trova esattamente al punto di rugiada, perciò, immediatamente sotto inizierà a formarsi condensa, mentre sopra non si formerà condensa.
quindi un pavimento raffreddante, può lavorare egregiamente fintanto che la sua temperatura non scende al di sotto della temperatura di rugiada dell'aria dell'ambiente in cui è posato, e ciò significa che se un pavimento a 20°, riesce a mantenere la temperatura interna di un locale sotto i 26°, con umidità inferiore al 70%, allora non si avrà formazione di condensa.
Tradotto in pratica significa che se si vuole usare un pavimento per raffrescare a Bolzano con temperatura esterna di 32°C ed UR inferiore al 50%, probabilmente è possibile (soprattutto, se ci si accontenta di 28-29°), mentre, non si può ottenere lo stesso risultato in pianura padana con 34° ed UR superiore al 45%.
Un'altro fattore molto importante di cui spesso non si tiene conto quando si fanno questi ragionamenti (ed anche quando si acquistano o vendono gli impianti ...), è il fattore "casa"; cioè, qual'è il fabbisogno di energia termica per raffrescamento dell'edificio considerato, e ciò dipende principalmente dalle strutture che costituiscono l'edificio, dalle aperture finestrate e dalla loro esposizione al sole.
A titolo di esempio, casa mia non ha l'impianto di condizionamento, nè di raffrescamento, però in estate nella zona notte la temperatura non supera mai i 26-27°C (abito a 3 km dal lago di Garda a 220 mt di quota), e questo, non perchè io sia miracolato, ma per come è costruita la casa!
Ciao e buona pasqua
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ciquta
quando mi deciderò a costruire ti assumo come consulente se abiti in zona, ok?dotting ha scritto:viewtopic.php?t=20554&sid=1b6d0377fe1ed ... b673ed57f1