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lakura
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Messaggio da lakura » ven mar 16, 2007 7:07 pm

mamma mia, facevo questi discorsi con mia madre quando avevo 15-18 anni, strano doverli rifare ancora una quindicina d'anni dopo.... ma le cose palesemente ingiuste non le sopporto proprio
salvio78 ha scritto:Io sono d'accordo con il riconoscimento delle coppie di fatto, uomo donna,
bah, almeno io e il mio compagno siamo piu' o meno giustificati....whatever
quelle uomo uomo o donna donna, non hanno senso in natura possono solo portare l'estinzione per piacere personale, un pò come chi per piacere personale mangia cose che gli fanno male ma se ne frega, solo che qui andiamo a colpire la conservazione della specie piuttosto che quella della nostra vita.
mi stai quindi dicendo che anche nel caso di una coppia etero, tu concettualizzi la coppia e il sesso come esclusivamente destinati alla procreazione?
Persino la chiesa cattolica e' arrivata, anni fa, ad ammettere che il sesso in una coppia non e' esclusivamente destinato a far figli, ma e' fondamentale alla coppia stessa.
Cosa ne fai,quindi, delle coppie sterili? teoricamente "innocenti" (parola molto scomoda ma in questo caso utile,visto che porta alla luce la carica semantica di giudizio che c'e' in questo caso), ma alla fine "inutili"... non dovrebbero esistere come coppia?
L'amore non e' solo procreazione, e' molto di piu'.

Per inciso, in un secolo che si preoccupa della sovrappopolazione umana del nostro pianeta, dove molti applaudivano (non io) alla politica del figlio unico in Cina, sarebbe anche bello smetterla con queste paranoie sull'estinzione.
L'orgoglio gay...?Ma come fa uno a essere orgoglioso di essere gay? .... sarebbe come dire traslando nel mio caso di essere orgoglioso di essere un uomo, non ha senso!
deduco che sei maschio, etero e bianco, nato e cresciuto in un paese occidentale. Cioe', non c'hai un problema uno col sistema sociale in cui sei.
"orgoglio" in questo contesto e' contrapposto fortemente a "vergogna", una vergogna socialmente imposta. Peraltro il termine e' nato in ambiente anglosassone, dove "pride" e' una componente fondamentale dell'autostima (i genitori dicono ai figli "I'm proud of you", e non solo nei films) ed in italiano sarebbe tranquillamente rendibile con "sono molto felice di quello che sono, non me ne vergogno affatto". Questo genere di affermazioni nascono in contrapposizione ad una retorica della vergogna che nasce nell'ambiente dominante maschio, bianco, etero, ed applicata a tutto cio' che non e' tale, vale a dire femmina, di colore, omosessule (o bisessuale o trans....). Non e' affatto un caso che tutti questi ultimi gruppi abbiano sviluppato contro-retoriche di "orgoglio", cioe' di "non vergogna". Io sono "orgogliosa" di essere donna, il che non significa nel mio caso detestare il maschio, semplicemente sono felice di quello che sono, non mi sento da meno di nessuno che abbia qualche etto in piu' di me fra le gambe e qualche etto in meno sul petto. Nonostante abbia una societa' intera intorno che cerca di farmi sentire "colpevole" proprio per la cosa per cui tu pensi che le coppie abbiano senso: cioe' la mia capacita' di rimanere incinta (ti rifiutano lavori, per questa ragione, anche se non potrebbero, e statisticamente pagano meno una donna di un uomo per questo)

Questo dimostra che chi è gay e lo esprime con orgoglio, ha qualche problema psicologico che nulla c'entra con l'essere gay,a ma che deriva da disagi psicologici.
bene, considerando che la tua intepretazione di orgoglio si basa sul non aver capito per cosa sta questo "orgoglio", mi chiedo allora da dove nasce il tuo disagio con l'omosessualita'. Perche' il disagio e' il tuo, mica di chi e' gay. Cosa ti impedisce? Cosa ti cambia? In che modo influisce sulla tua vita? Il problema non e' nell'essere uomo, donna, gay, etero, di un colore piuttosto che di un altro. Il problema e' in chi non tollera questo.

e, giusto a proposito degli accoppiamenti omosessuali fra animali, hai per caso qualche studio sottomano che dimostri quello che dici, cioe' che i rapporti omosessuali animali non siano mai duraturi? io non lo so, ma prima di dire una cosa del genere vorrei qualcosa piu' di una speculazione sottomano.

e, a proposito, tutto il discorso di cui prima su orgoglio ecc ecc, NON sono speculazioni, c'e' una vastissima letteratura internazionale generata dagli studi di genere e le varie branche di studi sociali in merito. Hai qualcosa in mano, a parte il *tuo* disagio e la tua non conoscenza dei fenomeni sociali?

ciquta

Messaggio da ciquta » sab mar 17, 2007 1:56 am

salvio78 ha scritto:qui andiamo a colpire la conservazione della specie piuttosto che quella della nostra vita
Parli come se stessi parlando di incentivi a produrre o roba del genere... :D
Non ti è chiaro che un gay, comunque, NON procrebbe?!? Un gay rimane gay sia che tu non gli concedi una legalità nella sua vita di coppia sia in caso contario.
Ostacolandogli la vita non gli fai cambiare orientamento sessuale, non lo incentivi a procreare.
Quindi puoi fargliene una colpa ed emarginarlo dai diritti che gli altri partner etero godono, ma non otterrai niente per i tuoi scòpi. Perchè allora non emanciparlo? Cosa ti costa???

Non lo capirò mai... :(

salvio78 ha scritto:la nostra società richiede la monogamia, per motivi religiosi che nulla hanno a che fare con la natura
Ecco, mi fa piacere che l'hai ammesso tu stesso.

Se si accetta di vietare qualcosa di naturale, non capisco in base a quale criterio la stessa persona possa tirare in ballo madrenatura per perorare la propria causa politica, etica o religiosa.

Vogliamo vivere secondo natura? Ok, allora consentiamo la poligamia.
Ce ne vogliamo fregare della natura e vogliamo decidere cosa sia giusto su basi culturali? Ok, ma allora non tiriamo in ballo la natura (specie se ci da torto)


Cordialmente

gioman
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Messaggio da gioman » sab mar 17, 2007 3:44 am

Salvio insisto nel dire che sei confuso, per usare un eufemismo. E anche quantomeno omofobo.

Io NON ho tirato in ballo gli animali se non in risposta a quanto affermato farneticando da TE in risposta di un altro intervento non mio...dunque non attribuirmi concetti non miei.

Quello della salvezza del pianeta era una provocazione intellettuale che ho incautamente usato con te, senza pensare che non saresti stato in grado di coglierla...

Se tutti fossimo omosessuali, dici tu? Ecco dove sta il tuo problema! NON siamo ne saremo mai TUTTI omosessuali, cosa c'entra questa discorso assurdo del SE fossimo tutti omosessuali? E' un affermazione illogica, irreale.

Tranquillo cmq: l'omosessualità è stata cancellata (30 anni fa) dalla scientificissima OMS dalla lista delle malattie e anche quando "era" una malattia, non credo fosse contagiosa, dunque non ti preoccupare: La maggioranza della popolazione rimarrà prevalentemente eterosessuale e la specie continuerà a riprodursi, nonostante questi porcelli di finocchi che pensano solo al soddisfacimento dei loro bassi istinti sessuali senza curarsi di procreare come conigli...oops scusa ho citato una specie animale...che tragedia... ora mi dirai che sono incoerente...:-)

Potresti riassumermi le basi del metodo scientifico per favore, se le conosci? Sai ci sono molti e accesi dibattiti su questo...

Attenzione poi a non confondere la poligamia (o la poliandria) che è un "istituto" culturale, con la tendenza di molte persone ad avere più partner anche contemporaneamente...sono cose "leggermente" diverse

Ultimo: l'unica cosa di cui vado orgoglioso non ha a che fare con la mia "banale" sessualità, ma con altri aspetti di cui non ho nessuna voglia di parlare con te.
Ultima modifica di gioman il sab mar 17, 2007 4:34 am, modificato 1 volta in totale.

gioman
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Messaggio da gioman » sab mar 17, 2007 3:53 am

Ma poi chi l'ha detto che un gay non procrea? L'omosessualità non è una forma ne di impotenza ne di sterilità organica. Ci sono lesbiche che si fanno fecondare (basta una siringa con un po di sperma dentro) anche da amici (gay) e gay maschi che stipulano accordi simili con loro amiche...Ci sono poi decine di migliaia di ex-etero con figli che una volta compresa la propria tendenza hanno deciso di vivere con un partner dello stesso sesso e figli al seguito...

liquirizia
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Messaggio da liquirizia » sab mar 17, 2007 5:04 pm

Dunque...perchè lo stato italiano perde tempo? perchè evidentemente ci sono persone un pò come te che non capiscono che il riconoscimento delle coppie gay, non è un privilegio, o qualcosa di superfluo, ma qualcosa che dovrebbe essere considerato normale.
Cerca di sgombrare la mente, nelle tue parole vedo molta foga di dire giudicare separare.
Chi è il giudice? Su cosa si basano le tue idee? Non ho ancora capito qual'è il tuo problema?
Vedi le mie idee sono dettate dal fatto che ognuno è libero di fare ciò che vuole purchè non danneggi gli altri. Io sono etero, dunque forse sono più obiettiva (e dico forse), non ho nessun interesse nell'appoggiare queste questioni, ma come vedi lo faccio. E perchè?
La risposta è semplice: non mi crea alcun problema, non mi nuoce, non mi impedisce di vivere una vita serena, il fatto che vengano riconosciute le coppie gay. A te che impedimenti crea?
Forse che non si da spazio ad altri problemi più importanti?
Se da un lato puoi avere ragione (ci sono problemi seri da risolvere in italia come nel mondo), dall'altro entra nel problema: tutta questa questione si basa sulla diversità, sulla distanza che molte persone mettono tra se stesse e ciò che considerano diverso.
Questo è un grosso problema, che è sempre esistito e che piano piano si dovrebbe risolvere...nel passato ci sono stati tanti problemi con la diversità... e ce ne sono ancora.
La diversità è la maggiore causa dei problemi di questo mondo, e se non impariamo ad essere meno "distanti", e a considerarci parte di un qualcosa di più grande ( e non parlo di religione), rimarremo sempre fermi qui.
é vero, c'è chi non ha lavoro, chi ha casa, tanti tanti problemi. Ma chi è il giudice che da il codice a questi problemi?
Quindi si perde tempo perchè ci si impunta su delle questioni che dovrebbero essere risolte velocemente, e considerate non stra-ordinarie, ma ordinarie.
Se ciò avvenisse si avrebbe più tempo per risolvere altre questioni. Ma ho l'impressione che non sia il tempo il problema, ma la volontà.
Se si volesse tante questioni sarebbero già state risolte..come al solito in generale si scelgono le soluzioni meno intelligenti che però soddisfano gli interessi dei più potenti, e chi ne trae vantaggio sono solo loro.
E ti accanisci così tanto verso persone che chiedono solo di essere considerate come le altre? Cioè coppie riconosciute?
Io me la prenderei con quelli che tirano dalla loro parte per soldi, fama, successo. E che intanto lasciano gli altri a sgobbare nelle fabbriche, (se gli va bene e trova lavoro), e a fare il conto del mese per vedere se ce la si fa.

liquirizia
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Messaggio da liquirizia » sab mar 17, 2007 8:51 pm

preferirei che quando parli con me ti rivolgessi a me, liquirizia, e non a voi. Io non sono un voi, ma sono un io. Non hai risposto alle mie domande. perchè?
Io conosco me stessa. E sono un IO non un voi. Tu piuttosto ti conosci?
E soprattutto rileggi mai quello che scrivi? Prova a farlo. Io non capisco il succo del tuo discorso. Dove vuoi andare a parare?
Io di parte non sono.
Ma piuttosto perchè non rispondi alle mie domande e argomentazioni? ...invece di deviare.

lakura
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Messaggio da lakura » dom mar 18, 2007 8:16 pm

salvio78 ha scritto:Inutile discutere se riconosceste che ho ragione, non avreste neppure più logica di vivere
salvio, intanto che finisco di riscrivere la risposta alla tua replica (la prima se l'e' inghiottita il sistema), volevo chiederti se per caso, solo per caso, ti fossi accorto che ... fra chi ti risponde io non sono l'unica ETERO!

Sostenere la tolleranza non presuppone limiti di identita' di genere.

essere etero non significa ne' essere incapaci di comprendere l'ingiustizia ne' essere necessariamente terrorizzati dal presupposto "dilagare gay" (madonna, questa ultima e' un'idiozia talmente grossa ke mi vengono le bolle pure a scriverla).

lakura
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Messaggio da lakura » dom mar 18, 2007 8:53 pm

salvio78 ha scritto:Appunto se sei etero che ti frega della tolleranza dei gay? Forse nel ribadire questo concetto con tanta ostinazione vuoi compensare qualche altra sconfitta subita nella vita o forse sbaglio?
toppi alla grande. se sei incapace di comprendere l'ingiustizia, a meno che non sia diretta a te stesso, sei la persona piu' povera che abbia mai incontrato in vita mia. Mi interessa molto che non dilaghi l'intolleranza, invece. Mi interessa chi ho accanto. A proposito, visto che citavi il buddhismo, vattelo a ristudiare un po', perche' mi sa che non c'hai capito proprio nulla.

Fortunatamente sono molte le persone diverse da te, e che sanno anche ascoltare e capire posizioni molto diverse dalla propria.
Dai tuoi interventi si evince chiaramente che non sai argomentare una posizione, solo sbraitare in piazza. A questo punto credo che la mia risposta punto per punto alle tue allucinate affermazioni andrebbe persa nel vuoto e lascio stare la fatica di spiegare a chi non vuole capire.

Una cosa sola, pero': il "tuo" "testo", la natura, vallo a leggere prima di citarlo. Non serve una laurea in scienze naturali, a questo livello basta anche la puntata settimanale di Quark di Piero Angela.
E magari scoprirai che in natura, per esempio, sono pochissimi gli animali che vivono in coppia. Molti vivono in branchi monosesso. O non hanno alcun concetto di famiglia.... ma qua scendiamo gia' sul complicato. Vattelo a rileggere, 'sto testo, prima di abusare di un modello ipersemplificato per sostenere solo TUE PERSONALI PAURE CHE NON SAI ARGOMENTARE.

ciquta

Messaggio da ciquta » dom mar 18, 2007 9:58 pm

salvio78 ha scritto:Appunto se sei etero che ti frega della tolleranza dei gay?
Io non sono neanche un bambino, dovrei quindi fregarmene della pedofilia? :roll:

Mi spiace scadere nel personale ma con affermazioni come questa certifichi definitivamente l'inqualificabile livello di chiusura mentale che hai dimostrato.

liquirizia
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Messaggio da liquirizia » lun mar 19, 2007 6:16 pm

Salvio ma che stai a dì?
Non hai risopsto neanche una volta alle mie domande. Per rispondere basta una semplice frase, non un papiro di sfogo senza senso.
E il fatto che una persona sia etero ma che difenda cause in cui crede, perchè crede nella libertà, non fa di questa persona un soggetto con problemi mentali, come ci hai definiti tu. Io non ho nulla da compensare, ma siccome vivo in questo mondo, cerco di renderlo migliore, e di sostenere la libertà e il benessere di tutti. Tu cosa fai?
Se invece di sprecare parole a scrivere che è inutile ribadire ciò che hai già detto e blablabla, cerca di rispondere in maniera costruttiva. Io non aprto da nessun presupposto, infatti sto cercando di capirti, perchè ancora non ho capito qual'è il tuo problema con gli omosessuali, e tutte le persone diverse da te. Allora Qual'è?
Ps: basta una risposta.

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Messaggio da alFaris » lun mar 26, 2007 12:08 am

salvio78 ha scritto:Appunto se sei etero che ti frega della tolleranza dei gay? Forse nel ribadire questo concetto con tanta ostinazione vuoi compensare qualche altra sconfitta subita nella vita o forse sbaglio?

Io non sono terrorizzato dal dilagare della mania gay, esprimo solo quelli che mi sembrano osservazioni tratte dal mondo della natura, ma questo chi ha problemi di tipo inconscio non le capisce, perchè traduce tutto sul piano personale.

I miei saluti!
E tu saresti lo stesso che nel proprio profilo inserisce il collegamento a un sito che parla di psiche e soma. Be', in tutta sincerità: complimenti.

Mi è capitato raramente di vedere tanta aggressività, tanta violenza nelle risposte. Teorie strampalate, ipotesi naturistiche di vario genere, congetture, anatemi (l'estinzione di una specie che vanta qualcosa come sei miliardi d'individui è quanto di più fantasioso si possa opporre al riconoscimento delle coppie omosessuali), ne ho letti d'ogni tipo e genere; ma la tua violenza, devo essere sincero, mi è nuova.

Che cosa rispondere? assolutamente niente. Se è vero che persino un uomo certo scevro dal sospetto di simpatie omosessuali come Gianfranco Fini si è deciso a riconoscere qualche diritto agli omosessuali, dunque le cose sono due: o siamo un branco di pazzi scriteriati - ma almeno, ce lo riconoscerai, siamo privi di quel tratto violento che invece ti contraddistingue, oppure abbiamo viste cose che tu trovi difficile finanche immaginare. Che so: una donna che ha trovato il coraggio di ammettere con sé stessa la propria natura solo dopo aver avuto un figlio, ed è andata a vivere con un'altra donna; quel figlio, inutile dire, sta benissimo.

Ah, dimenticavo: ti dice bene che sono il moderatore di un'altra conferenza. Se avessi scritte certe cose nella mia, ti assicuro che ti avrei già segnalato da tempo al proprietario del sito per una tua eventuale espulsione: certe uscite trovano cittadinanza solo nei talk show di quarta classe, alla Vittorio Sgarbi, perciò sarebbe il caso che le evitassi qui.

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Messaggio da alFaris » lun mar 26, 2007 12:14 am

22/03/2007 - L'Unità - Vittorio Lingiardi
***

I PACS? FANNO BENE ALLA SALUTE (MENTALE)
SAREBBE ILLOGICO, OLTRE CHE CRUDELE, CONSIDERARE PSICOLOGICAMENTE SANA UNA PERSONA, MA POI NON RICONOSCERE LA LEGITTIMITÀ SOCIALE DELLE SUE RELAZIONI AFFETTIVE E IL SUO DIRITTO A FORMARE UNA FAMIGLIA.
Tra le ragioni da elencare a favore della legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso la più importante è che il mancato riconoscimento sociale di un legame affettivo danneggia la salute mentale e compromette lo sviluppo psicologico. Tale riconoscimento, con tutti i benefici, i diritti e i doveri che ne seguono, va dunque considerato un atto dovuto in nome della salute. I Pacs non sono dunque solo un caso politico-giuridico (la cui assenza pone il nostro paese ai margini dell'Europa), ma anche un intervento a tutela della salute psicologica dei cittadini omosessuali che, come tutti gli altri, devono poter beneficiare dei vantaggi sociali, psicologici e simbolici derivati dal riconoscimento collettivo delle loro relazioni.

Trent'anni fa la comunità scientifica internazionale (soprattutto nella sua componente anglo-americana) «depatologizzava» l'orientamento omosessuale, eliminandolo dagli elenchi dei disturbi mentali. Sembra incredibile che sia successo «solo» trent'anni fa, ma, volendo fare un paragone istruttivo, ricordiamo che, più o meno negli stessi anni, la Svizzera concedeva diritto di voto alle donne, che in Italia avevano votato per la prima volta nel 1946. Una volta maturati i «tempi sociali», nel 2000 l'American Psychiatric Association formula un public statement a favore delle unioni civili. Una scelta coerente: sarebbe alquanto illogico, oltre che crudele, considerare psicologicamente sana una persona, ma poi non riconoscere la legittimità sociale delle sue relazioni affettive e il suo diritto a formare una famiglia. È più o meno quello che succede nel nostro paese, dove, a quanto pare, la scienza e la legge faticano a parlarsi.

Così nascono i cittadini di serie B. E un popolare conduttore televisivo, durante un dibattito sui Pacs, può dire: «una cosa è il rispetto della diversità e una cosa sono le leggi». Infatti due uomini o due donne che si amano e vivono insieme magari da vent'anni non possono avere un riconoscimento giuridico della loro unione, la reversibilità della pensione (possibile invece per i parlamentari anche quando non sussiste legame matrimoniale), agevolazioni fiscali sulla successione ecc. Eppure di fronte allo stato hanno gli stessi doveri degli altri cittadini, pagano le tasse e possono accedere a ogni tipo di carriera pubblica e professionale.

«Minority stress» è il nome che la psichiatria americana dà al disagio psichico che deriva dalla discriminazione e dalla stigmatizzazione sociale di una minoranza. Nello sviluppo psicologico, il riconoscimento sociale ha grande importanza perchè permette a una rappresentazione di consolidarsi nella mente come legittima e convalidata. Questa stabilizzazione ha a sua volta importanza perché, nel suo costituirsi come «possibile» e «legittima», perde il suo contenuto «minaccioso» e quindi disincentiva le azioni violente e persecutorie nei suoi confronti (bullismo, omofobia sociale). Inoltre riduce gli effetti dell'assimilazione della negatività sociale, cioè l'omofobia interiorizzata: un fenomeno alla base della difficoltà ad accettarsi, fino all'autodisprezzo, e di comportamenti inconsciamente autodistruttivi caratteristici di molte persone omosessuali.

Si tratta di argomenti molto semplici, alla base di qualunque percorso di integrazione delle differenze individuali, culturali, sociali. Ma proprio qui sorge il problema del pregiudizio: se in passato le persone omosessuali creavano «scandalo» per via della loro devianza, oggi ciò che indigna (o, più probabilmente, spaventa) è invece la richiesta di normalità. Gay e lesbiche che chiedono di potersi sposare, formare famiglie, avere i diritti e i doveri di tutti.

Credo di aver detto una parola tabù: famiglia. La si vorrebbe immodificabile, incorruttibile, unica. Si tratta invece di un contesto affettivo che assume configurazioni diverse a seconda dell'epoca e della cultura. Originariamente "insieme dei famuli", cioè di coloro che hanno un rapporto di dipendenza dal paterfamilias, la famiglia così è descritta dalla nostra costituzione (art. 29): «La repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare». Matrimonio, ecco l'altra parola da maneggiare con cura (la terza sarà adozione). Esistono due tipi di matrimonio: religioso e civile; quest'ultimo può essere a sua volta distinto, spesso con piccole differenze, in unione civile, pacte civil de solidarité (alla francese, Pacs), civil partnership, ecc.

È stato toccante leggere che, in Inghilterra, il numero di persone gay e lesbiche che, nei primi 10 mesi dall'entrata in vigore della legge (dicembre 2005), ha richiesto la registrazione di partnership si è rivelato di gran lunga superiore alle previsioni: pari a quello previsto per il 2030! Ancora una volta, si misura la distanza tra società e politica. E non quella tra «un capriccio», come lo ha definito il cardinale Trujillo, e una legge.

Infine, una segnalazione accademica per Piero Fassino e per sviluppare un dibattito più empirico e meno emotivo su un tema difficile: sono appena stati pubblicati su Pediatrics (vol.118, n.1, 2006) rivista ufficiale dell'American Academy of Pediatrics, i risultati di una ricerca: «Effetti delle leggi su matrimonio, unioni civili e domestic partnership sulla salute e il benessere dei bambini». Vale la pena di darci una lettura, soprattutto alle conclusioni, dove si legge che «non si evidenzia una relazione tra l'orientamento sessuale dei genitori e le dimensioni emotive, psicosociali e comportamentali indagate nel campione di bambini... Adulti coscienzionsi e capaci di fornire cure, siano essi uomini o donne, etero o omosessuali, possono essere ottimi genitori». A conclusioni analoghe sono giunte tutte le principali associazioni americane nel campo della salute mentale, compresa l'American Psychoanalytic Association («è nell'interesse del bambino sviluppare un attaccamento verso genitori coinvolti, competenti e capaci di cure. La valutazione di queste qualità genitoriali dovrebbe essere determinata senza pregiudizi rispetto all'orientamento sessuale»).

Ogni definizione di sé e della propria identità comporta una rinuncia, prima di tutto psicologica. Ma questa rinuncia non può essere basata sulla negazione del diritto all'uguaglianza.

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » gio apr 12, 2007 8:11 am

Volevo spezzare una lancia a favore di salvio -:). Il fatto è che è una persona in evidente difficoltà, la sua è una richiesta di aiuto...
Voglio dire, anche noi lo saremmo, in difficoltà, se fossimo ai suoi passi, convinti di avere un bagaglio scientifico significativo, anzi, di possedere delle idee nuove, applicabili all'universo mondo... e ritrovarci con una borsa della spesa piena di nozionismo, condito da quella perdita di prospettiva chiamata scientismo. Scoprire che il nostro orizzonte culturale è fermo al positivismo (e non al neopositivismo) e confondere tra essere e dover essere (ma a scuola ti hanno fatto leggere Hume?).

Però questa sua disgrazia sottolinea una verità, IMO. Usare l'argomento della "natura" (con tutti i pesanti problemi insiti nell'uso del termine e delle sue connotazioni e denotazioni) nel campo dell'etica è improprio ed è una slippery slope: Hume docet, il passaggio dall'esistente all'etico, dall'essere al dover essere, deve essere argomentato, non viene da se, e se viene spinto come argomento porta a scenari preoccupanti, dalla legge naturale di Benedetto XVI in avanti. La storia dell'etica è in molti sensi la storia dell'allontanamento dal naturale, nel senso del liberarsi dell'esistente come unico orizzonte teorico possibile. Fare altrimenti significherebbe condannarci un giorno, se scoprissimo che i rapporti omosessuali non esistono in natura, a condannare quelli tra esseri umani. Il punto IMO non è se essere omosessuali sia naturale o meno, perchè dovrebbe esserlo, bensì come aiutare lo sviluppo delle relazioni tra persone.
Un caro saluto
Marco
PS: da alcuni suoi commenti mi pare che salvio abbia introiettato il famoso "non lo faccio per piacer mio...", in un lodevole sforzo di parificazione tra i sessi, immagino:-), ma non c'è qualche donna che gli spieghi quanto è bello farlo per piacere?

gioman
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Messaggio da gioman » gio apr 12, 2007 11:35 pm

Complimenti Marco per il tuo ottimo intervento e la coltissima citazione di Hume ;-)

gioman
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Messaggio da gioman » gio apr 12, 2007 11:37 pm

Una curiosità: ma che vuol dire quell'"IMO" che compare di tanto in tanto...per caso "in my opinion"?

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