da AgireOra:
Questo e' il titolo di una serie di trasmissioni che la BBC inglese sta mandando in onda in questi giorni (dal 5 al 7 marzo, "Kill It, Cook It, Eat It"), che mostrano la vita negli allevamenti, il trasporto verso il macello, la macellazione, lo squartamento dei corpi e la preparazione della "carne", di vari animali (agnelli, maiali, bovini, ecc.).
Quello che la BBC dichiara di voler fare e' semplicemente mostrare cosa avviene "prima" che la bistecca, il prosciutto, la costoletta d'agnello, finisca nei nostri piatti. Il pubblico (di ogni genere ed eta': adulti, ragazzini, fanatici della carne, vegetariani) e' fisicamente presente dentro al macello, per vedere come vengono uccisi gli animali. Il tutto viene filmato e mandato in onda.
Viene mostrato il fumo che esce dalla testa di un maiale che collassa al suolo dopo aver subito l'elettrocuzione (i maiali vengono storditi prima la macellazione attraverso questa sorta di elettroschock). Si vedono i macellai che appendono l'animale tremante per le zampre posteriori e gli tagliano la gola, si vede il sangue che sgorga e riempie il pavimento.
Il pubblico guarda attraverso un vetro, alcuni piangono quando il maiale viene gettato nell'acqua bollente e scuoiato. Pochi minuti prima un filmato aveva mostrato quello stesso animale da cucciolo, un tenero e affettuoso maialino rosa.
Il quotidiano inglese "Sunday Mirror" del 4 marzo riporta che la portavoce della Vegetarian Society inglese, Liz O'Neill ha dichiarato "E' stato sconvolgente" e che l'allevatore Ken Howie ha dichiarato al presentatore del programma, Richard Johnson: "Mi chiedo se il pubblico abbia bisogno di vedere queste cose".
Certo che ne ha bisogno, signor allevatore, certo che ne ha bisogno, anche se a lei non piace che si vedano la sofferenza e la morte degli animali, e ancora meno che si mostri com'erano questi animali da vivi, come fossero dei teneri cuccioli come il nostro cagnolino di casa, che poi sono stati menomati, tenuti prigionieri, privati di ogni cosa che rendesse piacevole la loro vita, per finire in un macello lurido, fatti a pezzi per soddisfare lo sfizio umano per la "carne".
Certo che il pubblico ha bisogno di saperlo, e ancora di piu' ne han bisogno gli animali. Probabilmente solo una parte del pubblico sara' toccata da queste immagini. Solo le persone piu' sensibili, quelle che han dentro un senso di giustizia che rende loro impossibile fare del male per un puro e stupido piacere personale. La maggioranza, quelli che "se ne fregano", continueranno a pensare "sono solo animali", e se un po' si senso di colpa li colpira', diventeranno ancora pou' aggressivi nella loro difesa del proprio "diritto alla bistecca". Per alcuni, questo senso di colpa sara' un seme che germogliera' quando abbasseranno un po' le difese, per altri non germogliera' mai, perche' sono persone cosi' deboli che non hanno la capacita' di rispettare il diritto alla vita di chi non si puo' difendere, e sentono minacciata la loro "superiorita'", nel concedere il diritto alla non sofferenza a esseri senzienti che sono alla loro merce'.
Ma anche se solo alcune persone saranno toccate, almeno quelle non potranno piu' far finta di non sapere, e stara' a loro fare una scelta coraggiosa, o continuare con la non-scelta codarda di "fare come fanno tutti gli altri".
Le immagini mostrate sono quelle di un piccolo macello. Nei grossi macelli, da cui la maggior parte della "carne" proviene, le condizioni per gli animali sono ancora peggiori, la loro morte e' ancora piu' cruenta (perche' per velocizzare il processo non e' raro che le operazioni di stordimento preventivo non funzionino affatto e l'animale venga sgozzato ancora cosciente).
Come dichiara la responsabile del programma di BBC-3, Julian Bellamy (sul Sunday Mirror del 4 marzo): "C'e' il desiderio di sapere da dove arriva il cibo che mangiamo e come questo cibo raggiunge i nostri piatti. Fara' discutere la gente".
Ecco la pagina dedicata alla trasmissione, con i filmati scaricabili:
http://www.bbc.co.uk/bbcthree/programmes/kill_it
Ammazzalo, cucinalo, mangialo
No, io non ce la faccio a guardare quei filmati, sto male solo aver letto le notizie che tu hai riportato figurarsi il resto...Non bastano un miliardo di parole per descriverti come sono dentro in questo momento...è come una ferita che si è riaperta...era il novembre dell'anno 1975 quando io ragazzina percorrendo il viale della mia città ho incrociato una carro di mucche che venivano portate al macello, una vera folgorazione ,un vero tormento, non avevo bisogno di entrare per vedere il resto, la consapevolezza di quello che sarebbe successo mi aveva travolta improvvisamente , so solo che sono rientrata a casa e ho detto mia madre (turbata per il mio stato) mamma non mangerò mai più carne..e così è stato ...ammiro la tua forza april nonostante il dolore che puoi provare,nonostante tutto ti fai forza e vai avanti, per fortuna che ci sono persone come te che portano avanti queste denuncie, dovrebbero essere diffuse di più anche nelle scuole , scuoterebbe sicuramente la maggior parte delle coscienza...in questo momento è come se avessi preso un pugno nello stomaco , ma ti ringrazio del messaggio è troppo importante.Cordialmente Divina
Divina, neanch'io riesco a guardarlo. Ho solo riportato la notizia. Anch'io sono dell'idea che queste cose andrebbero mostrate a tutti.Divina ha scritto:...ammiro la tua forza april nonostante il dolore che puoi provare,nonostante tutto ti fai forza e vai avanti, per fortuna che ci sono persone come te che portano avanti queste denuncie, dovrebbero essere diffuse di più anche nelle scuole , scuoterebbe sicuramente la maggior parte delle coscienza...in questo momento è come se avessi preso un pugno nello stomaco , ma ti ringrazio del messaggio è troppo importante.
ciao
In effetti gli allevamenti, il trasporto degli animali da macellare e la macellazione stessa mostrano la scarsissima sensibilità umana verso gli animali.
Esistono numerosi regolamenti CE ( 854 /2004; 932/2005; 999/2001 ecc.) che vengono largamente disattesi.
Disattendere le direttive comunitarie e le leggi nazionali in materia, non solo abbassa la soglia di "umanizzazione" della filiera della carne ma mette a repentaglio la sicurezza dell'igiene alimentare .
C'è molto da fare in materia. Purtroppo il personale di polizia veterinaria è scarso e ciò da la stura a comportamenti scorretti
Resta il divario di fondo tra chi "predica" il precetto di non mangiare carne e non nutrirsi di prodotti di derivazione animale e chi invece ritiene di esercitare la critica "dentro" al sistema, in modo da renderlo il migliore possibile.
Negli anni precedenti a quelli di "piombo" gruppi isolati di facinorosi gridavano : "lo stato borghese si abbatte e non si cambia" questo in contrasto con la larghissima parte del movimento operaio e studentesco invece interessato a trovare soluzioni possibili.
Anche allora le posizioni apparivano inconciliabili tra chi voleva rivoluzionare tutto ( forse per non cambiare nulla) e chi, invece, si adoperava per il cambiamento possibile.
In quel movimento estremista, si insinuò il brigatismo rosso, quale aspetto degenere e "decisionista" di teorie deviate.
Il rischio che nei movimenti pacifisti , animalisti , si infiltrino persone molto meno miti e meno disponibili a vivere come sofferenza interiore la tortura e morte degli animali è alto e già qualche segnale lo si è avuto.
Penso che questo dovrebbe essere un tereno di profonda riflessione per tutte le persone in buona fede.
Da moderato penso che di strada da fare ce ne sia molta e che non tutti gli allevatori siano ciechi e sordi. Come ho detto altrove, per ragioni professionali mi sto occupando della filiera del latte. Noto, quotidianamente come gli allevatori abbiano un diverso approccio all'argomento ed uno stile manageriale decisamente difforme gli uni dagli altri.
Alcuni si pongono il problema della ecocompatibilità; altri, se non proprio costretti, se ne fregano altamente.
Come sempre , per ottenere cambiamenti, è fondamentale la mano pubblica che, con la politica dei sussidi e delle agevolazioni, ( ma anche con misure repressive) deve intervenire sulle strutture, sui processi di produzione , per ammodernali renderli piu' funzionali, piu' competitivi e, al tempo stesso ecocompatibili.
La vita dei moderati è quanto mai difficile: si trovano sempre nel mezzo tra chi vorrebbe cambiare tutto e chi, invece, non vorrebbe cambiare mai niente.
Però la via moderata e pragmatica, alla lunga, è quella che produce i migliori e piu' tangibili risultati.
Esistono numerosi regolamenti CE ( 854 /2004; 932/2005; 999/2001 ecc.) che vengono largamente disattesi.
Disattendere le direttive comunitarie e le leggi nazionali in materia, non solo abbassa la soglia di "umanizzazione" della filiera della carne ma mette a repentaglio la sicurezza dell'igiene alimentare .
C'è molto da fare in materia. Purtroppo il personale di polizia veterinaria è scarso e ciò da la stura a comportamenti scorretti
Resta il divario di fondo tra chi "predica" il precetto di non mangiare carne e non nutrirsi di prodotti di derivazione animale e chi invece ritiene di esercitare la critica "dentro" al sistema, in modo da renderlo il migliore possibile.
Negli anni precedenti a quelli di "piombo" gruppi isolati di facinorosi gridavano : "lo stato borghese si abbatte e non si cambia" questo in contrasto con la larghissima parte del movimento operaio e studentesco invece interessato a trovare soluzioni possibili.
Anche allora le posizioni apparivano inconciliabili tra chi voleva rivoluzionare tutto ( forse per non cambiare nulla) e chi, invece, si adoperava per il cambiamento possibile.
In quel movimento estremista, si insinuò il brigatismo rosso, quale aspetto degenere e "decisionista" di teorie deviate.
Il rischio che nei movimenti pacifisti , animalisti , si infiltrino persone molto meno miti e meno disponibili a vivere come sofferenza interiore la tortura e morte degli animali è alto e già qualche segnale lo si è avuto.
Penso che questo dovrebbe essere un tereno di profonda riflessione per tutte le persone in buona fede.
Da moderato penso che di strada da fare ce ne sia molta e che non tutti gli allevatori siano ciechi e sordi. Come ho detto altrove, per ragioni professionali mi sto occupando della filiera del latte. Noto, quotidianamente come gli allevatori abbiano un diverso approccio all'argomento ed uno stile manageriale decisamente difforme gli uni dagli altri.
Alcuni si pongono il problema della ecocompatibilità; altri, se non proprio costretti, se ne fregano altamente.
Come sempre , per ottenere cambiamenti, è fondamentale la mano pubblica che, con la politica dei sussidi e delle agevolazioni, ( ma anche con misure repressive) deve intervenire sulle strutture, sui processi di produzione , per ammodernali renderli piu' funzionali, piu' competitivi e, al tempo stesso ecocompatibili.
La vita dei moderati è quanto mai difficile: si trovano sempre nel mezzo tra chi vorrebbe cambiare tutto e chi, invece, non vorrebbe cambiare mai niente.
Però la via moderata e pragmatica, alla lunga, è quella che produce i migliori e piu' tangibili risultati.
Perchè tu vedevi relazione tra gli ideali del movimento operaio e gli ideali dei brigatisti? Il movimento operaio aveva degli ideali, i brigatisti invece si nascondevano dietro agli ideali del movimento operario per mascherare il loro vuoto ideologico. Lo stesso vuoto ideologico che pervade la società odierna individualista e della medietà; gli episodi di cronaca (le numerose tragedie famigliari) insegnano come la violenza non ha più la sede principale nelle frange estreme organizzate della società, ma è onnipresente negli individui che non credono e non comabattono per nessun valore morale. La corrispondenza vegan-estremisti è solo fittizia nella tua mente, non esistono riscontri nella realtà.
Infine, posso dirti che se in Bangladesh al posto di Yunus, i poveri avessero avuto come "leader" un "moderato" come te, avremmo assistito all'ennesimo "niente di fatto", speranze e idee dei poveri sarebbero rimaste schiacciate dalle false politiche di solidarietà della Banca Mondiale
Infine, posso dirti che se in Bangladesh al posto di Yunus, i poveri avessero avuto come "leader" un "moderato" come te, avremmo assistito all'ennesimo "niente di fatto", speranze e idee dei poveri sarebbero rimaste schiacciate dalle false politiche di solidarietà della Banca Mondiale
Perché le due cose devono essere contrapposte? Una cosa non esclude l'altra. Si può benissimo non uccidere gli altri animali mangiandoli e operare all'interno della società. Anzi, è proprio quello che si fa.Conte Zio ha scritto: Resta il divario di fondo tra chi "predica" il precetto di non mangiare carne e non nutrirsi di prodotti di derivazione animale e chi invece ritiene di esercitare la critica "dentro" al sistema, in modo da renderlo il migliore possibile.
Non si può continuare ad ammazzare gli altri animali per sfizio e pretendere di essere credibili nelle proprie critiche.
Quanto all'estremismo mi sembra che chiedere solo di non uccidere senza motivo non sia una cosa poi così estrema.
Non è il mio pensiero e non è quello che ho scritto: Il brigatismo rosso è stato uno dei piu' acerrimi nemici del movimento operaio e, per contro, il movimento operaio è stato il piu' forte baluardo contro ogni velleità insurrezionalista7xpensie ha scritto:Perchè tu vedevi relazione tra gli ideali del movimento operaio e gli ideali dei brigatisti? Il movimento operaio aveva degli ideali, i brigatisti invece si nascondevano dietro agli ideali del movimento operario per mascherare il loro vuoto ideologico. Lo stesso vuoto ideologico che pervade la società odierna individualista e della medietà; gli episodi di cronaca (le numerose tragedie famigliari) insegnano come la violenza non ha più la sede principale nelle frange estreme organizzate della società, ma è onnipresente negli individui che non credono e non comabattono per nessun valore morale. La corrispondenza vegan-estremisti è solo fittizia nella tua mente, non esistono riscontri nella realtà.
Infine, posso dirti che se in Bangladesh al posto di Yunus, i poveri avessero avuto come "leader" un "moderato" come te, avremmo assistito all'ennesimo "niente di fatto", speranze e idee dei poveri sarebbero rimaste schiacciate dalle false politiche di solidarietà della Banca Mondiale