Per amore di verità
Per amore di verità
Mi scuso se apro un nuovo topic, sempre a proposito del libro "Amati" e della discussione che ne è nata, a seguito delle mie osservazioni.
Vegan 26, con molta cortesia, mi ha invitato a documentarmi e mi ha segnalato alcune fonti alle quali attingere.
Una di queste è il rapporto della FAO su "Zootecnia e gravi problemi che essa reca all'ambiente" ( Il titolo della relazione è stato da me modificato per ragioni di sintesi).
In rete è disponibile il comunicato stampa 29 novembre 2006 a firma "Christopher Matthews
Ufficio stampa FAO [email protected]"
Per quello che mi riguarda non ho notato informazioni che mi fossero ignote:
1) "Il settore zootecnico mondiale cresce attualmente ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro settore rurale. Dà da vivere a circa 1.3 miliardi di persone e rappresenta circa il 40 per cento della produzione agricola complessiva."
2) viene affermato dal " rapporto FAO “Livestock’s Long Shadow –Environmental Issues and Options. “ che i costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente”
3) il 65 per cento dell’ossido nitroso da attività umana, che ha 296 volte il Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) del biossido di carbonio (CO2), la maggior parte generato dal letame.
4)"è responsabile del 37 per cento di tutto il metano da attività umane (che contribuisce al riscaldamento 23 volte di più del CO2), prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti, e del 64 per cento dell’ammoniaca, che contribuisce in modo notevole alle piogge acide."
5) "Il settore zootecnico è tra quelli che arreca maggiori danni alle già scarse risorse idriche del pianeta, contribuendo tra l’altro all’inquinamento dell’acqua, al fenomeno dell’eutrofizzazione (l’abnorme proliferazione di biomassa vegetale dovuta all’eccessiva presenza di nutrienti quali nitrati e fosfati) "
Questa è la diagnosi, del tutto veritiera e incontestabile.
Personalmente mi sto occupando della filiera del latte e della redazione dei manuali della Qualità (ISO 9001) e Ambientali (ISO 14001) Dunque il mio interesse professionale è parziale e limitato a questi aspetti .
Ovvio che, da un punto di vista personale mi sono fatto un'idea dell'enorme problematicità dovuta all'impatto di questa attività umana.
Fatta la diagnosi non ci troviamo sulle soluzioni.
La Vostra, molto semplice ( o semplicistica) è assolutamente radicale: "piantiamola di allevare animali, non consumiamo piu' carne, non consumiamo piu' prodotti di origine animale."
La mia, con vostra buona pace, è una discussione "dentro" le aberrazioni del sistema, volta a ricercare possibili soluzioni.
Posso anche concordare che , anche nella migliore delle ipotesi, siano soluzioni
che non risolvono alla radice il problema; giacchè è del tutto improbabile un totale azzeramento delle negatività derivanti dalla zootecnia.
Tuttavia, tra il tutto e il niente, questo è il punto, c'è sempre una via di mezzo.
Quello che non accetto del vostro atteggiamento, e lo dico con molta ragionata pacatezza è l'intransigenza; spiegabile solo con un "niet" ideologico, quasi religioso: l'estensione a tutti gli esseri sezienti del comandamento "non uccidere".
Intendiamoci: non critico questa vostra degnissima e apprezzabilissima convinzione: critico la vostra "impoliticità" lil vostro modo di ragionare dicotomico: "o tutto o niente" " o bianco o nero" "o vita o morte".
Fossi in Voi, e non lo sono, sarei molto piu' interessato a fare politica al "step by step"
Incomincerei a ragionare sui contenuti delle soluzioni possibili, piuttosto che sulle ragioni "ideologiche " e di principio.
La stessa FAO preconizza la possibilità di dimezzare l'inquinamento da zootecnia con opportune misure: Impianti per la produzione di biogas e di energia in genere; impianti di riciclaggio e depurazione delle acque reflue ; impianti chimici per la segregazione dell'ammoniaca.
Volere è potere, questo è il punto e se l'uomo vuole può anche adoperarsi per limitare le varianze delle sue azioni.
Ho la netta impressione che la logica del "via tutto" non porterà mai da nessuna parte; giacchè, per ammissione della stessa FAO, oltre 1,4 miliardi di uomini sono impiegati nella zootecnia, a vario titolo .
Dunque una battaglia ideologica fine a se stessa rischia fortemente di lasciare il tempo che trova.
Vi sono tanti uomini e donne che sono, per esempio, contro la pena di morte ( e io entusiasticamente tra questi)
Guardate la politica di Amnesty International o di associazioni del tipo:"Nessuno Tocchi Caino"
Avrebbero potuto tranquillamente usare toni del tipo:"barbari incivili, imparate da noi che, da decenni, abbiamo abolito la p.d.m.; il Beccaria non vi ha insegnato nulla?"
Invece, lungi dal farne uno scontro ideologico, queste associazioni hanno preferito farne questioni di merito: "non eseguite la sentenza per quel ragazzo, perchè al tempo del crimine era minorenne.." oppure:" è una persona vecchia e malata e in carcere si è abbondantemente redenta" e ancora: " l'iniezione letale è inumana, perchè il condannato soffre atrocemente prima di morire" eccetera.
Risultato: sempre piu' paesi al mondo hanno sospeso le esecuzioni capitali ( ultima la Russia) e altrettante si sono pronunciate per la moratoria; per finire, non poche l'hanno abolita definitivamente.
Nell'Enciclica di Giovanni XXIII "Mater et magistra" il papa cita la famosa frase evangelica " Nel mondo ma non del mondo".
Pure essendo agnostico, ritengo che sia un ottimo spunto per ragionare sulla necessità del pensiero trilaterale: fede, ragione e politica.
Vegan 26, con molta cortesia, mi ha invitato a documentarmi e mi ha segnalato alcune fonti alle quali attingere.
Una di queste è il rapporto della FAO su "Zootecnia e gravi problemi che essa reca all'ambiente" ( Il titolo della relazione è stato da me modificato per ragioni di sintesi).
In rete è disponibile il comunicato stampa 29 novembre 2006 a firma "Christopher Matthews
Ufficio stampa FAO [email protected]"
Per quello che mi riguarda non ho notato informazioni che mi fossero ignote:
1) "Il settore zootecnico mondiale cresce attualmente ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro settore rurale. Dà da vivere a circa 1.3 miliardi di persone e rappresenta circa il 40 per cento della produzione agricola complessiva."
2) viene affermato dal " rapporto FAO “Livestock’s Long Shadow –Environmental Issues and Options. “ che i costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente”
3) il 65 per cento dell’ossido nitroso da attività umana, che ha 296 volte il Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) del biossido di carbonio (CO2), la maggior parte generato dal letame.
4)"è responsabile del 37 per cento di tutto il metano da attività umane (che contribuisce al riscaldamento 23 volte di più del CO2), prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti, e del 64 per cento dell’ammoniaca, che contribuisce in modo notevole alle piogge acide."
5) "Il settore zootecnico è tra quelli che arreca maggiori danni alle già scarse risorse idriche del pianeta, contribuendo tra l’altro all’inquinamento dell’acqua, al fenomeno dell’eutrofizzazione (l’abnorme proliferazione di biomassa vegetale dovuta all’eccessiva presenza di nutrienti quali nitrati e fosfati) "
Questa è la diagnosi, del tutto veritiera e incontestabile.
Personalmente mi sto occupando della filiera del latte e della redazione dei manuali della Qualità (ISO 9001) e Ambientali (ISO 14001) Dunque il mio interesse professionale è parziale e limitato a questi aspetti .
Ovvio che, da un punto di vista personale mi sono fatto un'idea dell'enorme problematicità dovuta all'impatto di questa attività umana.
Fatta la diagnosi non ci troviamo sulle soluzioni.
La Vostra, molto semplice ( o semplicistica) è assolutamente radicale: "piantiamola di allevare animali, non consumiamo piu' carne, non consumiamo piu' prodotti di origine animale."
La mia, con vostra buona pace, è una discussione "dentro" le aberrazioni del sistema, volta a ricercare possibili soluzioni.
Posso anche concordare che , anche nella migliore delle ipotesi, siano soluzioni
che non risolvono alla radice il problema; giacchè è del tutto improbabile un totale azzeramento delle negatività derivanti dalla zootecnia.
Tuttavia, tra il tutto e il niente, questo è il punto, c'è sempre una via di mezzo.
Quello che non accetto del vostro atteggiamento, e lo dico con molta ragionata pacatezza è l'intransigenza; spiegabile solo con un "niet" ideologico, quasi religioso: l'estensione a tutti gli esseri sezienti del comandamento "non uccidere".
Intendiamoci: non critico questa vostra degnissima e apprezzabilissima convinzione: critico la vostra "impoliticità" lil vostro modo di ragionare dicotomico: "o tutto o niente" " o bianco o nero" "o vita o morte".
Fossi in Voi, e non lo sono, sarei molto piu' interessato a fare politica al "step by step"
Incomincerei a ragionare sui contenuti delle soluzioni possibili, piuttosto che sulle ragioni "ideologiche " e di principio.
La stessa FAO preconizza la possibilità di dimezzare l'inquinamento da zootecnia con opportune misure: Impianti per la produzione di biogas e di energia in genere; impianti di riciclaggio e depurazione delle acque reflue ; impianti chimici per la segregazione dell'ammoniaca.
Volere è potere, questo è il punto e se l'uomo vuole può anche adoperarsi per limitare le varianze delle sue azioni.
Ho la netta impressione che la logica del "via tutto" non porterà mai da nessuna parte; giacchè, per ammissione della stessa FAO, oltre 1,4 miliardi di uomini sono impiegati nella zootecnia, a vario titolo .
Dunque una battaglia ideologica fine a se stessa rischia fortemente di lasciare il tempo che trova.
Vi sono tanti uomini e donne che sono, per esempio, contro la pena di morte ( e io entusiasticamente tra questi)
Guardate la politica di Amnesty International o di associazioni del tipo:"Nessuno Tocchi Caino"
Avrebbero potuto tranquillamente usare toni del tipo:"barbari incivili, imparate da noi che, da decenni, abbiamo abolito la p.d.m.; il Beccaria non vi ha insegnato nulla?"
Invece, lungi dal farne uno scontro ideologico, queste associazioni hanno preferito farne questioni di merito: "non eseguite la sentenza per quel ragazzo, perchè al tempo del crimine era minorenne.." oppure:" è una persona vecchia e malata e in carcere si è abbondantemente redenta" e ancora: " l'iniezione letale è inumana, perchè il condannato soffre atrocemente prima di morire" eccetera.
Risultato: sempre piu' paesi al mondo hanno sospeso le esecuzioni capitali ( ultima la Russia) e altrettante si sono pronunciate per la moratoria; per finire, non poche l'hanno abolita definitivamente.
Nell'Enciclica di Giovanni XXIII "Mater et magistra" il papa cita la famosa frase evangelica " Nel mondo ma non del mondo".
Pure essendo agnostico, ritengo che sia un ottimo spunto per ragionare sulla necessità del pensiero trilaterale: fede, ragione e politica.
- yasodanandana
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- Iscritto il: gio set 01, 2005 1:13 pm
- Località: diciamo Firenze
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Re: Per amore di verità
non parlare al plurale..Conte Zio ha scritto: Fatta la diagnosi non ci troviamo sulle soluzioni.
La Vostra, molto semplice ( o semplicistica) è assolutamente radicale: "piantiamola di allevare animali, non consumiamo piu' carne, non consumiamo piu' prodotti di origine animale."
La mia, con vostra buona pace, è una discussione "dentro" le aberrazioni del sistema, volta a ricercare possibili soluzioni.
Posso anche concordare che , anche nella migliore delle ipotesi, siano soluzioni
che non risolvono alla radice il problema; giacchè è del tutto improbabile un totale azzeramento delle negatività derivanti dalla zootecnia.
Tuttavia, tra il tutto e il niente, questo è il punto, c'è sempre una via di mezzo.
Quello che non accetto del vostro atteggiamento.
personalmente, come vegetariano da piu' di venti anni e, in un certo qual modo, attivista... sono del tutto sensibile anche a miglioramenti parziali
Ciao, grazie per aver accolto il mio invito; il rapporto redatto dalla Fao è solo una delle innumerevoli fonti sconosciute a più che descrivono in termini empirici una situazione insostenibile
Lavorando sui manuali dei sistemi di gestione ambientale (analisi ambientale iniziale, sistemi di audit interni) e sui sistemi di qualità applicati alla filiera del latte, sei in una posizione privilegiata per comprendere la dimensione della problematicità del settore.
Ma una persona estranea al settore come può capacitarsene? Come spieghi che in un periodo di emergenza climatica come l'attuale, i mass-media e gli altri mezzi di informazione hanno ignorato il settore zootecnicno (eppure l'impatto climatico del settore non è secondo a nessuno)?
Lavorando sui manuali dei sistemi di gestione ambientale (analisi ambientale iniziale, sistemi di audit interni) e sui sistemi di qualità applicati alla filiera del latte, sei in una posizione privilegiata per comprendere la dimensione della problematicità del settore.
Ma una persona estranea al settore come può capacitarsene? Come spieghi che in un periodo di emergenza climatica come l'attuale, i mass-media e gli altri mezzi di informazione hanno ignorato il settore zootecnicno (eppure l'impatto climatico del settore non è secondo a nessuno)?
Io spezzerei una lancia a favore dei media, degli osservatori regionali e di tutti gli organismi di controllo sull'impatto ambientale ( non solo relativo alla zootecnia)vegan26 ha scritto:Ciao, grazie per aver accolto il mio invito; il rapporto redatto dalla Fao è solo una delle innumerevoli fonti sconosciute a più che descrivono in termini empirici una situazione insostenibile
Lavorando sui manuali dei sistemi di gestione ambientale (analisi ambientale iniziale, sistemi di audit interni) e sui sistemi di qualità applicati alla filiera del latte, sei in una posizione privilegiata per comprendere la dimensione della problematicità del settore.
Ma una persona estranea al settore come può capacitarsene? Come spieghi che in un periodo di emergenza climatica come l'attuale, i mass-media e gli altri mezzi di informazione hanno ignorato il settore zootecnicno (eppure l'impatto climatico del settore non è secondo a nessuno)?
Non è vero che siamo all'anno "zero" .
Alcuni decenni fa mi occupai di amianto ( ero responsabile della Qualità in un'azienda siderurgica) Feci presente al direttore che i "fiammatori" ( operai addetti al condizionamento dei lingotti, con asportazione di materiale superficiale tramite ossiacetilene) avevano tute all'amianto e che questa sostanza fosse cancerogena .
Mi rise in faccia.
Oggi l'amianto è fuori legge ed esistono moltissime cause di lavoro ( quasi tutte vinte dalle vittime dell'amianto) a dimostrazione che non eravamo dei menagramo e basta.
Lo stesso dicasi, per esempio, per la lodevole denuncia di alcuni esponenti dell'allora PCI sui "fanghi rossi" della Montedison e sui tentativi di "riciclare" le scorie attraverso la produzione di "bioproteine" da destinarsi all'alimentazione dei bovini. Pazzesco!
Oggi, per fortuna, sia pure in modo largamente insufficiente, la coscienza ecologista si è parecchio diffusa e qualche risultato si vede.
Penso quindi che il dovere delle persone piu' attente e sensibili, Vegan compresi, sia quello di incalzare i media, gli enti pubblici, a lavorare per un miglioramento continuo della situazione attuale.
Tu citavi giustamente gli "Audit" Il Sistema di Garanzia della Qualità si basa sul "miglioramento continuo" Una volta, scioccamente, il miglioramento continuo era inteso come semplice "redditività aziendale" Oggi sono state (giustamente) introdotte altre e piu' significative macrovariabili, quali l'immagine aziendale, l'impatto ambientale, il riciclo delle sostanze riutilizzabili, l'abbattimento controllato dei prodotti nocivi e via dicendo.
Diciamo che esiste una forte correlazione tra coscienza pubblica da una parte e norme comportamentali a cui le aziende devono aderire. Quindi, maggiore sarà la sensibilità pubblica migliori saranno i provvedimenti restrittivi e i vincoli per la produzione.
Un capitolo a se va riservato ai controlli: purtroppo in Italia non controlla nessuno, per molte ragioni e questo da la stura ai furbi per fare quello che vogliono.
Anche in questo caso il M.d.Q. è estremamente importante, perchè fonda le sue ragioni sull'autocontrollo, l'autodiagnosi e le azioni correttive di "sistema"
Peraltro, se il nostro paese vuole competere sui mercati esteri, compreso Cina e India, non può sottrarsi ancora a lungo a questo nuovo stile di lavoro.
-
Marco Valussi
- Messaggi: 1770
- Iscritto il: mer ott 06, 2004 8:04 am
- Località: Verona
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Re: Per amore di verità
Il problema con il tuo ragionamento è che parti da presupposti fasulli. Ovvero identifichi un gruppo omogeneo (i vegetariani-vegani) che invece non esiste, lo caratterizzi in maniera un pò vignettistica (costruisci quindi un uomo di paglia) e poi lo smonti: grazie, tropo facile cosi :-)Conte Zio ha scritto:snip
Mi scuso se apro un nuovo topic, sempre a proposito del libro "Amati" e della discussione che ne è nata, a seguito delle mie osservazioni.
.
E invece non esiste un (solo) gruppo omogeneo, ci sono anzi persone che non si sentono parte di un gruppo ma che pensano che la lotta per un diverso trattamento degli animali, che la lotta per dichiarare apertamente che non si può più far finta che non esista il problema "status morale degli animali", sia una normale estensione del ragionamento e delle emozioni che li hanno portati ad esempio a lottare per i diritti umani.
E ci sono persone che non approvano per niente l'atteggiamento volgare, aggressivo, moralista, accusatorio e semplicistico che ogni tanto accade di vedere nei veg*, ma dire che questi atteggiamenti sono caratteristici delle persone veg* è falso, oggettivamente, e miope, perchè scambia chi urla più forte per chi è in maggioranza (ed ho abbastanza anni da ricordarlo in altre arene).
Poi per favore evitiamo questo inutile abuso del termine ideologia, usiamolo quando veramente serve per dare una descrizione della realtà. Se pensare che causare inutile sofferenza ad un essere che può soffrire è una azione come minimo moralmente rilevante significa affrontare la realtà con un paraocchi ideologico, allora cosa non lo è?
Proprio l'esempio che ti vorresti usare contro i veg*, quello di AI, è invece un'ottimo esempio a favore del movimento veg*. AI non scende mai a compromessi su ciò che è a fondamento della sua esistenza: assoluta opposizione alla pena di morte, alla tortura ed a comportamenti degradanti per l'uomo. Semmai AI sceglie di veicolare il suo messaggio in maniera da non compromettere le persone che tenta di salvare e la sua politica. Il che vuol dire che non dirà mai ai cinesi che sono dei barbari incivilizzati e assassini per la pena capitale, ma dirà in termini assolutamente civili CHE E' CONTRARIA ALLA PENA DI MORTE. Esattamente quello che molti veg* fanno nella loro vita, ovvero dire la propria contrarietà all'uccisione e alla tortura degli animali in termini fermi ma civili, e nel tentativo costante di dialogo e di riconoscimento dei diversi percorsi delle persone, senza pensare di parlare dal un pulpito della morale superiore ma cercando di far sentire alle persone il perchè della nostra sofferenza.
E comunque non confondiamo le persone con le loro limitatezze ed i loro errori e il messaggio che tentano di trasmettere.
Quanto al fatto di quali siano le politiche più efficaci per raggiunger egli obiettivi, questo è campo di discussione accesissimo, e non penso ci sia una risposta unica
ciao
marco
Caro conte zio, mi sembra che tu usi troppi paroloni mentre le cose sono molto semplici.
Siamo d’accordo sul fatto che gli animali siano esseri senzienti?
si. Ok
Siamo d’accordo sul fatto che ne stiamo abusando in modo indegno ?
si. Ok
Se è vero quanto sopra e se esistono delle alternative a partire dalle nostre scelte alimentari, perché dovremmo accettare dei compromessi?
la nobiltà dell’uomo la misuri dal non accettare qualsiasi comodo compromesso se quel compromesso danneggia qualcun’altro. E questo va oltre qualsiasi testo legislativo.
Meno Leggi, normative, citazioni … più cuore.
Grazie.
Ros
Siamo d’accordo sul fatto che gli animali siano esseri senzienti?
si. Ok
Siamo d’accordo sul fatto che ne stiamo abusando in modo indegno ?
si. Ok
Se è vero quanto sopra e se esistono delle alternative a partire dalle nostre scelte alimentari, perché dovremmo accettare dei compromessi?
la nobiltà dell’uomo la misuri dal non accettare qualsiasi comodo compromesso se quel compromesso danneggia qualcun’altro. E questo va oltre qualsiasi testo legislativo.
Meno Leggi, normative, citazioni … più cuore.
Grazie.
Ros
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Daria
Re: Per amore di verità
Grazie Marco per queste parole,Marco Valussi ha scritto:
E invece non esiste un (solo) gruppo omogeneo, ci sono anzi persone che non si sentono parte di un gruppo ma che pensano che la lotta per un diverso trattamento degli animali, che la lotta per dichiarare apertamente che non si può più far finta che non esista il problema "status morale degli animali", sia una normale estensione del ragionamento e delle emozioni che li hanno portati ad esempio a lottare per i diritti umani.
E ci sono persone che non approvano per niente l'atteggiamento volgare, aggressivo, moralista, accusatorio e semplicistico che ogni tanto accade di vedere nei veg*, ma dire che questi atteggiamenti sono caratteristici delle persone veg* è falso, oggettivamente, e miope, perchè scambia chi urla più forte per chi è in maggioranza (ed ho abbastanza anni da ricordarlo in altre arene).
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credo siano la maggior parte i vegetariani e i vegani che lottano per i diritti degli animali in modo pacifico...
senza aggredire o accusare