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lakura
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Messaggio da lakura » mer feb 14, 2007 8:55 pm

drinkwater, buongiorno! ehm... ma .... mi scappa un "ke stai a ddi?", pardon.

Dunque, anni e anni fa c'era un simpatico articolo sul Venerdi ke era un'intervista a Imma (ouch, non mi ricordo il cognome), all'epoca presidentessa del circolo Mario Mieli di Roma. E dava simpatici dati su quanti figli gli omossessuali hanno procreato nel tempo e procreano tutt'ora. Spesso (onestamente spero sia passata ora) come risultato dell'occultamento della propria condizione di omossessuale, perche' spinto dalla societa' e dalla famiglia a "sposarsi" e a procreare. Di questi tempi inoltre basta la fecondazione artificiale (e se proprio un viaggio in un altro stato Europeo se lo puo' permettere chiunque). Complicato per gli uomini, semplicissimo per le donne.

Ancora piu' tanti anni fa, un altro articolo citava uno studio secondo cui la maggioranza dei bambini allevati da una coppia gay cresceva come eterosessuale. L'argomento che contrastava e' che crescere in un ambiente dove manca una delle due figure di riferimento porta inequivocabilmente a scompensi ke sfociano in una eventuale omosessualita' del bambino/a. A parte l'ovvia omofobia del concetto di "normalita' " sotteso dall'assunto di partenza, lo studio dimostrava come l'orientamento di genere dei genitori fosse irrilevante all'orientamento sessuale dei figli.

Il discorso delle figure di riferimento non e' un'idiozia. Un bambino ha bisogno di una figura di riferimento di ambo i sessi. Ma a nessuno verrebbe in mente di togliere i figli ad un genitore single, o sbaglio?

L'equilibrio sta molto nell'intelligenza di chi e' la figura genitoriale, e questa e' trasversale, non appartiene a categorie (gli uomini ... gli etero.... i cattolici.... i musulmani... le donne e basta.....).

Mi sembra scemo aggiungerlo, ma per dovere di chiarezza non sto tirando acqua ad un mio possibile mulino, sono etero. E' solo che mi sconvolge come si ignorino certe cose ke stanno sotto il naso di tutti. Personalmente mi inquieta di piu' ki fa di tutto per avere un figlio, e queste sono solitamente coppie etero sposate (requisito sine qua non in Italia, poi). Ma come lo tireranno su un figlio quelli ke si sono svenati e sventrati letteralmente un sacco di volte, imbottite di ormoni, tagliuzzate, gonfiate, inseminate, disperate per mesi e mesi quando il ciclo torna.... ke ottengono di poter fare un figlio a sessant'anni suonati, magari. Non mi parlate di "tanto amore", quella e' pura ossessione e incapacita' di ammettere di "non potere". Una coppia cosi', come lo tira su il figlio ke alla fine avra'? Magari bene, puo' sempre tornare il buonsenso dopo la follia, ma d'istinto mi s'accappona la pelle!

drinkwater
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Precisazione

Messaggio da drinkwater » mer feb 14, 2007 9:14 pm

Il rischio non è che il bambino possa diventare omosessuale o che due genitori dello stesso sesso non possano essere dei buoni educatori. Non sò se hai figli, ma io in quanto padre sò come viene vissuto il rapporto tra bambini sia a scuola che in altri ambienti. Non hai idea di quanto la spontaneità dei bambini in alcuni casi possa essere deleteria. Prova ad immaginare un bambino addottato da una copia omosessuale come possa essere in grado di affrontare discorsi sulla famiglia, sui genitori. Non siamo pronti perche simili situazioni diventino normalità( ammetto che si abusa del termine), ribadisco che dobbiamo tutelare i bambini perchè non tutti sarebbero in grado di affrontare, con la loro mente in crescita e acerba, le allusioni e le domande dei compagni e delle compagne sulla sua famiglia.Ciao Iakura, spero che tù mi abbia compreso.

liquirizia
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Messaggio da liquirizia » gio feb 15, 2007 10:49 pm

Ricordiamoci una cosa: i bambini imparano dai genitori. So che spesso le prese in giro dei bambini verso altri bambini sono un pò cattivelle e possono creare dei problemi al bambino adottato, ma se non si inizia da qualche parte come si fa? Allora devono essere i genitori stessi a non far sì che il bambino cresca con dei pregiudizi, o insegnargli che anche se molti li hanno non è giusto averli perchè ognuno ha il diritto di essere come vuole sempre nel rispetto della libertà altrui. Se la società non fosse così ipocrita, e non si andasse a guardare sempre cosa fanno o cosa sono gli altri ma si pensasse prima alle proprie colpevolezze, e se non si giudicassero diverse delle persone che non lo sono, insomma anche i bambini non avrebbero pregiudizi e un bambino adottato da una coppia gay non avrebbe nessun problema...Ma secondo voi è meglio stare in un orfanotrofio(si scrive così?!a volte mi impappino)? io direi proprio di no...e forse tra lo stare in un posto dove magari ti trattano male, e non ha l'affetto che vorresti, preferisci andare a scuola a farti un pò prendere in giro dai compagni...anche perchè i bambini si prendono in giro per tutto non serve certo il fatto che tu sia figlio di coppia gay...se sei brutto, grasso, occhialuto, studioso, timido...te ne dicono di tutti i colori..e anche per queste cose un bambino ci può rimanere male..ci sono tante cose per sentirsi diversi al mondo...questo perchè gli altri ti fanno sentire diversa/o..anche se non ti vesti con delle firme ti fanno sentire diversa, molto..e allora proibiamo alle coppie con pochi soldi di avere figli?
Lo so sto un pò estremizzando e sicuramente biasogna andarci cauti con queste cose, ma volevo provare a farvi capire come si sente un bambino in certi momenti, dato che io sono sicuramente la più piccola qui e me lo ricordo bene...
Ciao!un bacione

lakura
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Messaggio da lakura » gio feb 15, 2007 11:01 pm

per carita', ma non sarebbe piu' proficuo lavorare sulla societa' in termini di tolleranza, invece che continuare con le negazioni per paura di quello che potrebbe succedere?
i bambini vengono messi in imbarazzo in diecimila modi dai propri genitori, e non metto in dubbio che una coppia omosessuale creerebbe delle difficolta' in piu', visto il clima culturale pero'...

1.siccome e' un clima difficile per proteggere i bambini rafforzo lo stereotipo negativo parlando dell'adozione da parte di coppie gay come un pericolo.... ?!? ehm... non c'ha tanto senso, no?

2.preferisco, di conseguenza, un istituto come ambiente per far crescere X bambino, ad una coppia non sposata o gay (...? still...)

3.i termini delle adozioni in situazioni diverse dalla classica coppia etero non sono stati ancora formulati, e pare che tutti si scordino questo passaggio. Cioe', non faccio neanche uno sforzo immaginativo per trovare una soluzione diversa. Non e' da escludere che un'eventuale legislazione aperta all'adozione da parte di coppie gay possa includere un principio che e' applicato in UK nel caso delle adozioni da parte dei singles: e cioe' il bisogno di dimostrare che nell'ambito della rete piu' ampia di relazioni in cui il bambino si trovera' (la famiglia nucleare non e' necessariamente enucleata dal suo contesto e da una rete di rapporti sociali), esista una figura di genere opposto all'adottante che possa agire realisticamente da figura di riferimento (cioe', una donna single puo' adottare se dimostra che qualcuno svolgera' la funzione di figura di riferimento maschile.)

4. .... perche' dunque non aprire il dibattito invece che coprirlo subito?

Buona serata :)

liquirizia
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Messaggio da liquirizia » ven feb 16, 2007 12:11 am

..dalla mia ultima frase mi sono accorta che forse si capiva il contrario di quello che volevo dire...va beh è ch sono stanchissima...comunque lakura, approvo, sono molto d'accordo con te!
ps:sonno!

liquirizia
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Messaggio da liquirizia » ven feb 16, 2007 12:14 am

..dalla mia ultima frase mi sono accorta che forse si capiva il contrario di quello che volevo dire...va beh è ch sono stanchissima...comunque lakura, approvo, sono molto d'accordo con te!
ps:sonno!

lakura
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Messaggio da lakura » ven feb 16, 2007 12:59 am

:D liqui, veramente mi sa che abbiamo postato quasi insieme, perche' io stavo rispondendo a drinkwater ;)

drinkwater
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Messaggio da drinkwater » ven feb 16, 2007 4:42 pm

Hai ragione, il discorso và affrontato con serietà considerando tutte le possibili variabili. A proposito Iakura, come faccio ad inserire gli smile?

lakura
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Messaggio da lakura » ven feb 16, 2007 7:16 pm

basta che togli il tick su "disabilita gli smiles..." sotto la finestra del testo. (urca, hanno scritto smilies.... ehm, senza i) Qua io uso solo i piu' semplici, gli "scafati ;) si sbizzarriscono con i siti ke permettono l'upload di emoticons sui forum... ma sono pigra dentro e non mi ricordo mai gli indirizzi di questi siti

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alFaris
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Re: PACS e RELIGIONE

Messaggio da alFaris » mar feb 20, 2007 9:52 pm

> Qualsiasi essere umano merita considerazione e rispetto, la stessa
> religione cattolica, se applicata con coscienza, predica il rispetto e la
> comprensione. Fatta questa premessa,

premessa del tutto fuori luogo... la religione cattolica (come peraltro qualsiasi altra organizzazione umana finalizzata alla catalogazione degli esseri umani quindi religioni ma anche partiti associazioni stati gruppi e quant'altro) divide tra appartenenti e non appartenenti nel caso in ispecie in credenti e non credenti fino al punto di giungere al _ripudio_ del proprio padre... il ghetto di roma fu aperto da quelle maledette canaglie dei liberali altrimenti gli ebrei sarebbero rimasti chiusi ben oltre il 1870...

> vorrei esprimere un mio parere.Sono felicemente sposato con tre figli,
> non ho nessun tipo di pregiudizio verso chi ha un diverso orientamento
> sessuale, ma

e qui come si suol dire casca l'asino! il tipico atteggiamento di chi nutre pregiudizio nei confronti del prossimo è quello di (come si dice qui nell'urbe) buttarsi avanti per non rimanere indietro... io non sono razzista ma - io non sono fazioso ma - io non sono niente ma... _perché_ sentire il bisogno di puntualizzare qualcosa che dovrebbe far parte del vivere civile? una persona intelligente che volesse esprimere un parere dovrebbe semplicemente esporre il proprio pensiero - magari mettendoci un "secondo me" con il quale ammette di avere una visione limitata del problema...

> facciamo attenzione a chi con la scusa di concedere diritti sociali
> giustamente dovuti a chiunque,

un sano principio della legislazione recita che "i diritti sono di tutti o sono di nessuno"... in questo secondo caso sono detti privilegî...

> tenti di indebolire quella che fino a prova contraria è il fondamento
> biologico della razza umana cioè la famiglia.

ti smonto io il teorema _famiglia_ - semplicemente analizzando un proverbio latino "mater semper certa pater nunquam"... al punto che tra i pellerossa e tra i neri d'africa (almeno prima della colonizzazione...) era d'uso seguire la genealogia matrilineare... questo perché da un punto di vista davvero biologico i figlî sono della _madre_... l'essere umano cominciò a concepire l'esistenza della genealogia maschile quando inventò l'allevamento e si accorse che senza maschi le femmine non procreavano... prima di allora infatti la famiglia come la concepite voi non esisteva... esisteva il _villaggio_ ma aveva tutto un'altro valore sociale tant'è che i bambini erano allevati in primis dalle madri e in secundis dall'intero villaggio... i padri molto semplicemente erano quelli che vivevano nella tenda o nella capanna insieme alla mamma propria e alle altre mamme...

> Mi riferisco al rischio di vedere riconoscito il diritto di adozione alle
> copie omosessuali.

e tu che cosa sai dei rischî che corre un bambino allevato da una coppia omosessuale? hai mai _conosciuto_ un bambino allevato da due mamme? hai mai _letto_ qualcosa in materia? no vero... a te basta la certezza della parola di dio...

> Pensiamo alla parte più vulnerabile e debole in una situazione del
> genere e cioè i bambini,

strano che tuttora in caso di scioglimento del matrimonio da parte della sacra rota la chiesa si disinteressi bellamente dei pargoli - e difatti per l'assegnazione dei figlî il loro mantenimento e tutto il resto i genitori si debbano rivolgere a quei dannati comunisti dello stato italiano... forse che i preti credano che i bambini possano essere fatti crescere come i cavoli dell'orto?! ma allora anche un frocio può coltivare un bambino... e allora?

- - - - - - - - - -

> che nessuno venga a dirmi che prima o poi ciò diventerà normale.

Invece sì. Diventerà normale vedere due culattoni con un bambino, così come è diventato normale vedere due ebrei che girano per Roma senza correre il rischio che qualche benpensante cattolico gli sottragga il figlio e lo battezzi - cattolicamente - con la forza, o vedere un centinaio di filippini ancorché irregolarmente giunti in Italia che s'incontrano pacificamente nel parco. Diventerà normale, così come è diventato normale che il matrimonio possa essere sciolto, come succede in _tutti_ i paesi del mondo - finanche in quelli islamici, dove purtroppo la condizione sociale permette questa opzione solo all'uomo. Rassegnati: avete persa la guerra contro Napoleone e Vittorio Emanuele II, il vostro potere è ridotto al lumicino. Contentatevi dei Patti Lateranensi che siete riusciti a strappare con Mussolini e Craxi, e ringraziate questa marmaglia di politicanti pronti a pronarsi dinanzi al bacolo. In Spagna, come hai potuto vedere, come nel resto dell'Europa - finanche in Polonia! -, le cose si stanno mettendo molto peggio che qui.

> Si critica giustamente l' utilizzo degli OGM e poi si vuol forzare ciò che è
> biologicamente naturale.

Così come scompariranno questi accostamenti del tutto fuori luogo: un omosessuale _non_ è un organismo geneticamente modificato, e la famiglia cattolica _non_ è l'unica forma di aggregazione sociale. Parlane con il tuo dio, invece che con gli agenti del Vaticano: magari ti saprà spiegare perché un ragazzino si sente attratto dal genere maschile pur essendo nato in una sana e "normale" famiglia cattolica, e magari ti smentirà che quel ragazzino sia una punizione nei confronti di quei due genitori. Sarà un sollievo, anche per loro. Voi, e prima di voi gli ebrei, avete demonizzata l'omosessualità: in realtà non c'è niente di "demoniaco" nell'essere attratti dal proprio stesso sesso.

> Parliamone pure con pacatezza come faccio spesso con un amico
> omosessuale che è fortemente contrario alle adozioni da parte di
> omosessuali.

Con pacatezza sei riuscito ad accostare gli omosessuali agli organismi geneticamente modificati. Puoi essere pacato quanto ti pare, questo nulla toglie alla violenza di certe argomentazioni. Avrei potuto anch'io scrivere con pacatezza che nei lager c'erano sorveglianti cristiani e cristiani detenuti oltre che ebrei, comunisti, testimoni di geova, disabili e (guarda il caso) omosessuali, e che il tuo dio si è bellamente disinteressato degli uni e degli altri: sarebbe stata un'argomentazione violentissima - oltre che strumentale e del tutto fuori luogo.

Quanto ai motivi che possano portare un omosessuale alle proprie idee, problemi suoi. Anche io sono contrario all'immigrazione di massa, perché mi sa tanto di sfruttamento di manodopera a basso costo - così come per lo stesso motivo sono contrario all'apertura di stabilimenti di ditte italiane in Cina. Ciò non toglie che, se qualcuno preferisce una badante polacca perché finora si è sempre trovato bene con le badanti polacche, non abbia il diritto di chiamare Jovanka da Lodz invece che Giovanna da Lodi.

> Il dialogo e l' intelligenza sono un bene prezioso, usiamoli .

Ecco, appunto. Voltaire diceva che "Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo". Siete liberissimi di ammettere nella vostra comunità solo chi vi garba - ci mancherebbe: ma _impedire_ l'esistenza al prossimo è un abuso. Tanto per fare un parallelo: avete tutto il diritto di essere contrarî al matrimonio interreligioso, ma da questo a impedire a due ragazzi di due diverse religioni di sposarsi ne passa. Così come è altrettanto abusivo impedire a qualcuno di mettere fine alla propria esistenza, specie quando questa è ormai obbligata verso la morte in mezzo a dolori e tormenti. Quando capirete questo semplice assurto, torneremo a parlare. Pacatamente.

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Non sono un ipocrita

Messaggio da drinkwater » gio feb 22, 2007 8:53 pm

Mai pensato minimamente di paragonare gli omosessuali agli OGM, volevo far rimarcare l' ipocrisia dei nostri giorni. La tolleranza non esclude la difesa delle proprie posizioni e opinioni, ma spesso chi si batte per imporre i PACS o i DICO chiamali come vuoi, sono gli stessi che approvano l' utilizzo degli OGM e altre belle porcherie. Il nemico non sono io che pur essendo cattolico riconosce i difetti del clero, ma chi non pensa che le diversità se gestite bene e con coscienza sono una ricchezza e non un danno. Mi spiace amico mio, non hai capito quale fosse il mio ragionamento, anche se in modo velato mi hai considerato ipocrita e bigotto. Di questi argomenti se ne parla troppo e male e spesso manca il rispetto delle opinioni altrui. Di porcherie la storia è piena e nessuno potrebbe scagliare la prima pietra ma non per questo dobbiamo fermarci nel cercare le soluzioni, parlarne da non addetti ai lavori è un buon inizio. Saluti e a presto.

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alFaris
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Re: Non sono un ipocrita

Messaggio da alFaris » sab feb 24, 2007 1:40 am

> Mai pensato minimamente di paragonare gli omosessuali agli OGM,

Mai pensato? Strano, perché l'hai fatto...

> volevo far rimarcare l' ipocrisia dei nostri giorni.

Senti un po' da quale pulpito arriva la predica!

> La tolleranza non esclude la difesa delle proprie posizioni e opinioni,

Giustissimo! Però, nonostante ciò,

> spesso chi si batte per imporre i PACS o i DICO chiamali come vuoi,
> sono gli stessi che approvano l' utilizzo degli OGM e altre belle
> porcherie.

Allora:

1 questi esercizi di retorica li vai a fare a casa tua. Qui, come puoi leggere, subiscono la stroncatura che si meritano;

2 che questo sia un esercizio di retorica lo dimostra in primis il fatto che stai tentando di far passare il riconoscimento di un diritto umano (il sentimento d'amore di due persone) per un tentativo d'imposizione: l'imposizione sarebbe nel caso che _tu_ fossi obbligato a vivere con qualcuno, mentre a me risulta che tu vivi con la persona che ami. Al contrario, _tu_ vorresti impedire che altre persone - che, ricordiamo, amano tanto quanto te - possano convivere e godere dei diritti che tu e tua moglie invece vi vedete riconosciuti sic et simpliciter;

3 un'altra prova del tuo esercizio di retorica sta nel tentativo di accostare chi è favorevole all'estensione dei diritti di coppia con chi propone gli organismi geneticamente modificati. Mai come in questo caso hai preso un'abbaglio di portata astronomica: se ti fossi degnato di voltare lo sguardo dintorno, ti saresti accorto che Promiseland si _basa_ sul vivere etico. Come puoi vedere qui index.php , solo tra i forum puoi trovare:

* BioDizionario: Cosmetici e prodotti Biodegradabili
* Piante Medicinali: Proprietà e utilizzi
* Alimentazione Vegetariana e Vegan
* Decrescita e Autoproduzione
* Adozioni animali
* Guerre nel mondo
* No-Profit, Consumo Critico e Commercio Etico
* Vivisezione
* La Sana Alimentazione Crudista
* Energie alternative
* Bioedilizia - Bioarchitettura
* Amalgame Dentali e Naturopatia
* Naturismo
* FreeCycle - Riciclare invece di Gettare
* oltre che Identità di Genere, Orientamento Sessuale & Diritti, ovviamente.

Questo per tacere della rassegna stampa (di cui poi andare a vedere qui http://www.promiseland.it/archivio.php l'archivio), in pieno accordo con i proponimenti delle nostre chiacchiere. Per tacere ancora della cosiddetta pratica della teoria, come nel caso di Casa Promiseland: la sede della nostra Associazione, costruita valutando l'impatto ambientale, le tecniche e materiali di costruzione biodegradabili, le aziende in linea con l'etica di Promiseland e così via. Perché dopo tanto discutere in linea di principio, bisogna anche scendere nel pratico: a noi non basta predicare rispetto e comprensione, sentiamo il bisogno di dare segni tangibili delle nostre idee.

> Il nemico non sono io che pur essendo cattolico riconosce i difetti del
> clero,

Anche in questo caso: il clero ha i suoi problemi? compresa l'omosessualità, ti ricordo: bene, che se li risolva. Lasci che lo Stato risolva i propri. M'importa punto se la chiesa cattolica nega alle donne il diritto di accesso al sacerdozio: a me importa che le donne possano condurre una vita dignitosa, quindi diritto di lavoro, di casa, di voto e così via. Tanto per citare qualcuno super partes in questa discussione: date a Cesare quel ch'è di Cesare.

> ma chi non pensa che le diversità se gestite bene e con coscienza sono
> una ricchezza e non un danno.

Appunto: qual è la tua proposta per gestire la "diversità" nei rapporti di coppia? Ammettere solo la coppia canonica, le altre prego astenersi. Bell'esempio di gestione; congratulazioni.

> Mi spiace amico mio, non hai capito quale fosse il mio ragionamento,
> anche se in modo velato mi hai considerato ipocrita e bigotto.

Precisiamo. Ipocrisia quando tenti di accostare omosessualità e organismi geneticamente modificati. Bigottismo quando vedi solo quel che ti pare, e lasci fuori i dati di fatto.

Siamo onesti: tu non stai parlando per esperienza sul campo. Tu stai ripetendo quello che sta scritto nel Levitico. Ora, anche nel Levitico sta scritto che egiziani e cananei avevano il loro modo di vivere - abominevole, secondo Mosè. Non mi risulta che _tutti_ coloro che abbiano rifiutato il metodo mosaico siano stati sterminati, né che tutti coloro che abbiano evasa la legge dopo averla formalmente adottata siano stati folgorati sull'istante.

Ecco perché il mio modo di affrontare il problema è basato sull'osservazione dei _fatti_. Se vedo un merlo con il becco giallo, comincio a dire che ho visto un merlo con il becco giallo. Se vedo altri dieci merli con il becco giallo, continuo a dire che ho visti tanti merli con il becco giallo. Se vedo cento merli con il becco giallo, deduco (attenzione al verbo) che i merli hanno il merlo giallo - fino a prova contraria. Quando mi capita un merlo con il becco arancione, non dico: è un'anomalia, la regola è che i merli hanno il becco giallo e quello è un errore della natura. Cerco di capire perché finora mi sono capitati solo merli con il becco giallo, e perché quel merlo ha il becco arancione. Tutto questo fermo restando che a me i merli con il becco arancione non piacciono.

Fin quando continueremo a seguire queste due filosofie di vita, sarà del tutto inutile tentare un dialogo. Tu hai il tuo Levitico - buon pro ti faccia, compresa l'enumerazione dei casi in cui si debba (dovrebbe) ricorrere alla pena di morte mediante lapidazione. Io ho la mia esperienza, il mio dialogo: il mio confronto con la realtà. Se voglio capire perché un ragazzino un giorno si sente attirato da un altro ragazzino, cerco di radunare tutti i merli con il becco arancione che trovo e li studio. Magari scopro che la famiglia del ragazzino è una famiglia normalissima, che gli altri fratelli sono felicemente innamorati di qualcuno del sesso opposto, che i merli con il becco arancione nascono da un uovo ogni mille con l'unica apparente motivazione del caso: che, insomma, l'omosessualità esiste, è sempre esistita e che il mondo continua a esistere ad onta di lei. In conclusione, i merli sono dotati di becchi gialli, talvolta arancioni.

Quando qualcuno o qualcosa spalancherà le nubi, e con la sua voce possente griderà al mondo "Non avete capito un accidente, prendete carta e penna e ricominciate daccapo" allora prenderò carta e penna, e verificherò se quello che sento corrisponde ai fatti di cui sono a conoscenza. Fino a quel giorno, la parola di Mosè vale quanto la mia; ognuno avrà il diritto di seguire la propria via per il mondo, e nessuno dei due avrà il diritto di lapidare chicchessia - in qualsivoglia maniera. Anzi: semmai vi provaste a lapidare qualcuno, mi trovereste come vostro avversario, e a nulla varrebbe tentare di accampare la volontà di chissà quale entità divina. Se i froci gli stanno antipatici, li faccia nascere tutti eterosessuali: altrimenti, anch'essi sono titolari dei diritti umani concessi a tutti gli altri, siano essi donne, froci, ebrei o negri.

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Messaggio da alFaris » sab feb 24, 2007 1:54 am

15/02/2007 - La Stampa - Giovanna Favro
***

“NOI CREDENTI, PECCATORI PER AMORE”
VIAGGIO TRA I CATTOLICI CHE NON OBBEDISCONO A RUINI: “DIO CI CAPISCE” COPPIE DI FATTO E COPPIE SFASCIATE, UOMINI E DONNE AL SECONDO MATRIMONIO O CHE CONVIVONO SENZA ESSERE ARRIVATE ALL’ALTARE: SONO MILIONI, GLI ITALIANI COSÌ, E MILIONI TRA LORO SONO I CATTOLICI.
Lilli, 63 anni, crede in Dio. Prega, va a Messa, e da vent’anni, quando gli altri si mettono in fila per la comunione, resta seduta al suo banco, spesso con gli occhi pieni di lacrime: ha sposato un divorziato, non può accedere ai sacramenti. Marina, 34 anni, il giorno dopo aver partorito Giulia pensava, guardandola con tenerezza mentre succhiava al seno, se il parroco l’avrebbe battezzata, perché con Roberto non s’è mai sposata. Fausto è invece un ex sacerdote: ha 37 anni, e ha lasciato l’abito dopo un solo anno dall’ordinazione. E’ sposato con una fervente cattolica. Ma solo in Municipio: davanti a Dio non può, perché aspetta da anni una dispensa papale che non arriva mai. Vive con sofferenza l’impegno che profonde con la moglie in parrocchia, quella dei Santi Pietro e Paolo, a Torino. Anche loro sono peccatori e non possono accedere ai sacramenti. Neppure alla confessione: per la Chiesa, chi si sposa davanti al sindaco è un concubino.

Coppie di fatto e sfasciate

Coppie di fatto e coppie sfasciate, uomini e donne al secondo matrimonio o che convivono senza essere arrivate all’altare: sono milioni, gli italiani così, e milioni tra loro sono i cattolici. Se un ateo la risolve con un’alzata di spalle, loro vivono amori che da un lato riempiono il cuore e dall’altro creano disagio, quando non sofferenza. C’è l’Italia di papa Ratzinger e di Ruini, e c’è un’Italia, che pure si professa cattolica, che arranca fra matrimoni distrutti, amori omosessuali e coppie di fatto. C’è chi ha trovato una via di conciliazione autentica, chi arrangia il proprio credo per mettere a tacere la coscienza e chi si macera nei sensi di colpa, vivendo fra essere e dover essere un perenne iato.

A centinaia, anzi a migliaia, si rivolgono ogni anno da tutta Italia all’Eremo di Caresto, nelle Marche, un centro di spiritualità cattolica dedicato alle coppie. Daniela Maffei, responsabile della comunità: «Ci interessiamo prima di tutto delle famiglie per così dire normali, che magari attraversano una fase di difficoltà. Ci dedichiamo anche a separati, seconde nozze, conviventi: non abbiamo progetti alternativi alla Chiesa, ma offriamo assistenza e accoglienza a chi sente il bisogno di essere in ogni caso vicino al Signore». Nel 2006 hanno contattato l’Eremo 10 mila persone. Anche uomini e donne come Ilaria Salvi, di Peglio, vicino a Pesaro: «Ho 38 anni, due bellissimi bambini, un marito uscito da un divorzio. Sono molto religiosa, ma non posso accostarmi all’Eucarestia, né confessarmi: nemmeno leggere le letture in chiesa. Lo vivo come un’esclusione, un rovello». Sposata in Comune, «ho voluto lo stesso giorno una Messa per noi due, anche se il prete non ha potuto pregare per gli sposi. Quando la mia bimba, Letizia, mi chiede perché non faccio la comunione, patisco. Potrei andare dove non mi conoscono; ma sarebbe mentire, e davanti a Dio non ha senso. Amo mio marito, non posso credere che spiaccia a Dio. Lo rispetto, cresco i miei figli nella fede, leggo i Vangeli, e poi sarà il Signore a giudicarmi».

Quanti ne conosce, don Piero Gallo, parroco torinese a San Pietro e Paolo, di casi così. «A volte vogliono confessarsi, e io li scongiuro di non chiedermelo, di non mettermi in imbarazzo. Perché a loro voglio bene, ma non posso assolverli. Dico: pregate, Dio è misericordioso». In media, «un terzo dei fidanzati che vengono per sposarsi, già convive. Alcuni perché hanno lavori precari: fanno coincidere il matrimonio con il momento della casa “vera” oltre che con una festa costosa. Nella maggior parte dei casi però le ragioni non sono economiche, ma psicologiche. Hanno molte incertezze sulla stabilità della coppia, e molta paura di compiere scelte definitive».

La vedova e la pensione

Tra le coppie di fatto ci sono quelli come Andrea e Luisa, che «rimandiamo sempre, anche per pigrizia, e a forza di rimandare nostro figlio ha 7 anni», e quelli come Lara e Marcello, 70 e 72 anni, conviventi da 5: «Tutti credono che siamo sposati, ma non è vero. Sono vedova, non voglio perdere la reversibilità. A messa vado lo stesso, con Marcello ho smesso di sentirmi sola».

Roberto C. è divorziato da 15 anni, e racconta le contraddizioni fra gli stessi sacerdoti: «Certi mi dicono di rinunciare all’Eucarestia, altri di accostarmi solo dove non mi conoscono. Anni fa, un prete non voleva battezzare mio figlio. M’ha detto “Torna da tua moglie, e lascia questa donna e questo bambino al loro destino”». Marco B., 40 anni: «Mi sono innamorato di Sara profondamente, e quando vedo la nostra bella famiglia, i nostri bambini, mi chiedo se davvero sarebbe stato giusto rinunciare a lei solo perché era separata. In parrocchia ero un animatore, e quando ripenso a ciò che dicevo ai ragazzi sono in contraddizione con me stesso. Ma dalla Chiesa mi sento condannato, senza via di redenzione. Spesso vado a Messa, e faccio la comunione: mi domando che male c’è».

Una possibilità che Lilli Di Giorgio, 63 anni, torinese, si nega da vent’anni: «Piango, soffro, ma la regola è questa, devo rispettarla. Sono una peccatrice, non sono all’altezza dei sacramenti. La Chiesa c’è da duemila anni, e non è lei a dover cambiare, ma gli uomini. Ho sbagliato, ma so che Dio mi ama lo stesso». Ne è convinta Marghertita Blandino, 61 anni, separata da 32 e risposata da 24. E’ fra i coordinatori di un gruppo di preghiera con separati e divorziati promosso dalla Diocesi di Torino. «Sono in pace con me stessa. Si tratta di non limitare la relazione con Dio ai sacramenti. Si possono trovare altre forme di comunione con il Signore nella preghiera, nel servizio agli altri e nell’amore».

drinkwater
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meglio lasciar perdere

Messaggio da drinkwater » sab feb 24, 2007 8:45 am

Tu li ha chiamati culattoni, io omosessuali, ma che cosa vuoi smontare, ma fatti un lucano. Ciao profeta, illuminaci.

drinkwater
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P.S

Messaggio da drinkwater » sab feb 24, 2007 9:33 am

Dimenticavo, il paragone "gli stessi che propongono i PACS e poi accettano gli OGM" non era rivolto al forum ma ai politici. Chi pontifica e dedica il suo tempo solo a smontare le convinzioni altrui, pecca di presunzione e di arroganza. I toni delle mie risposte sono palesemente scocciati perchè è pericoloso chi vede le cose solo dal suo punto di vista.E' evidente che hai una esperienza di contatti con situazioni particolari di disagio, ma forse sai che non tutti sono come tè e che forse dovresti non smontare ma costruire e chi ti dice che io nel mio piccolo io non lo stia già facendo, come puoi sapere come stò vivendo queste contradizzioni!, non certo giudicando un dialogo fatto su un forum. Nella comunità in cui vivo, sono state aiutate tantissime persone, ognuna con problemi diversi, compresi quelli del tuo elenco. ed io contribuisco dedicando del tempo alla comunità, pur con tutte le difficoltà che ciò comporta visto che come tanti ho figli (3), lavoro dalle sei alle sei e ho mia moglie fibromialgica.Sei presuntuoso se pensi di aver capito cosa passi nella mia testa, certi concetti non sono facili da esprimere con una tastiera e se poi trovi un interlocutore che si crea in un millisecondo il quadro della persona che ha di fronte e pontifica come chi crede di avere capito tutto allora diventa impossibile un dialogo costruttivo.La mia proposta per far si che le differenze diventino una ricchezza e quella di lasciare fare al tempo senza ipocrite forzature politiche e di convenienza, quello che è considerato sbagliato adesso diventerà giusto domani sempre se si lascerà fare alla natura.Un genetista, nel rispondere alla domanda di un preoccupato interlocutore il quale chiedeva come fosse possibile eticamente modificare geneticamente un pomodoro con i geni di un salmone per far sì che il frutto possa resistere alle basse temperature; rispose: " stiamo solo anticipando quello che la natura farà fra milioni di anni" Avvisatemi quando verrà scoperto un rapporto sessuale trà un salmone e un pomodoro. Addio e in bocca al lupo.

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