Come rispondereste voi?
Come rispondereste voi?
Quello che puo' essere tossico per me, potrebbe non esserlo per te. Se ad esempio io mangio le mandorle mi sento male. Se avessero fatto i test su di me, avrebbero valutato che le mandorle sono nocive per l'uomo.
Cio' nonostante, la maggior parte delle sostanze che io posso assumere, le potrai assumere anche tu.
Piu' ci allontaniamo come affinita' biologica (uomini, altri primati, altri mammiferi, altri animali) maggiore sara' la probabilita' di trovare sostanze con effetti diversi.
Si e' comunque visto che e' molto raro che una sostanza che e' non letale su cinque mammiferi si dimostri letale sull'uomo.
Puo' provocare effetti indesiderati (spesso causati dal fatto che un animale non puo' dire, ad esempio, di avere mal di testa), ma non uccideranno la cavia umana.
Non vi sono alternative altrettanto sicure per le cavie umane. Quindi, delle due l'una:
a) smettiamo di fare ricerca medica
b) testiamo i farmaci in laboratorio e poi passiamo direttamente ai test sull'uomo, con una mortalita' stimata di circa il 40-50%.
Vuoi iniziare tu a fare la cavia?
grazie a tutti :)
Cio' nonostante, la maggior parte delle sostanze che io posso assumere, le potrai assumere anche tu.
Piu' ci allontaniamo come affinita' biologica (uomini, altri primati, altri mammiferi, altri animali) maggiore sara' la probabilita' di trovare sostanze con effetti diversi.
Si e' comunque visto che e' molto raro che una sostanza che e' non letale su cinque mammiferi si dimostri letale sull'uomo.
Puo' provocare effetti indesiderati (spesso causati dal fatto che un animale non puo' dire, ad esempio, di avere mal di testa), ma non uccideranno la cavia umana.
Non vi sono alternative altrettanto sicure per le cavie umane. Quindi, delle due l'una:
a) smettiamo di fare ricerca medica
b) testiamo i farmaci in laboratorio e poi passiamo direttamente ai test sull'uomo, con una mortalita' stimata di circa il 40-50%.
Vuoi iniziare tu a fare la cavia?
grazie a tutti :)
Usare i test sostitutivi alla vivisezione.
Poi non so se lo stesso farmaco viene regolarmente sperimentato su 5 mammiferi diversi. E anche se non è letale non è detto che sia efficace. In ogni caso la sperimentazione su esseri umani viene già fatta.
Questo è il protocollo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 188&t=2150
... per poter commercializzare o utilizzare una nuova terapia farmacologica o un nuovo vaccino ci sono vari step.
i piu' importanti sono:
1) prove su animali
2) sperimentazione su "volontari" sani
3) sperimentazione sui malati
informazioni e commenti miei
1) tutto viene testato su animali e, per chiarire tutto il discorso faccio un esempio: la sostanza AAA viene provata su animali e risulta innocua, oppure risulta terapeutica, nel senso che guarisce. c'è un problema: le malattie umane NON si verificano negli animali o, se si verificano, vanno incontro a un destino metabolico diverso. l'aids in primis non si riesce a trasmettere neanche alle scimmie. quindi si sperimenta su animali principalmente per vedere se "fa male".
se "NON fa male" passa alla sperimentazione su volontari sani.
se "fa male", se cioe' crea problemi agli animali, tumori, morte, ecc.viene COMUNQUE sperimentata su individui sani.
se FA MALE o se NON FA MALE viene comunque sperimentata sull'uomo. questo è facilmente dimostrabile.
credo che questa sia la totale dimostrazione dell'inutilità dell'uso di animali (altre info sugli approfondimenti di http://www.novivisezione.org)
2) sperimentazione su volontari sani. in questa fase NON si fanno ammalare volontariamente le persone e NON le si infetta con sangue infetto perche' non si ha nessuna garanzia che il vaccino o il farmaco siano veramente utili, dato che i risultati sono stati ottenuti sulle prove con animali che, ripeto, non possono essere giudicate indicative per l'uomo. si testa sui volontari sani SOLO per vedere QUANTO FA MALE e non QUANTO FA BENE. in questo caso si troveranno persone che, a pagamento, si faranno iniettare il vaccino per vedere le controindicazioni. solo questo.
3) sperimentazione sui malati. solo in questa fase si va a valutare se FA BENE e cura...
___________________________________________________________________________________
A volte senza neanche dirlo, ma viene fatta. Questo è quanto aveva detto un medico tempo fa sul forum libero a proposito della pillola del giorno dopo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 12&t=53686
Questo farmaco, anche se non mutuabile, ha l'obbligo di ricetta medica (in questo caso, ovviamente, non si usa il ricettario regionale, ma quello personale del medico, la cosiddetta ricetta "bianca").
Comunque, adesso che c'è un farmaco "dedicato", le cose vanno meglio: fino ad un paio di anni fà, si utilizzavano come intercettori postcoitali delle sostanze con diversa indicazione terapeutica, a dosaggi non previsti dal foglietto illustrativo (a voler essere fiscali, si praticava ogni volta una sperimentazione clinica non controllata).
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Per dimostrare quanto i ricercatori stessi ci credano leggiti questo. Fanno in parallelo la sperimentazione su cavie e su esseri umani. Se credessero che quella su animali serve effettivamente a qualcosa non lo farebbero.
A questo proposito leggiti questo:
Articolo del British Medical Journal
Dove sono le prove che la ricerca su animali sia utile per l'uomo?
http://www.agireora.org/modules.php?op= ... =0&thold=0
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questo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 513&t=2513
Telethon: la tesi antivivisezionista
di Stefano Cagno
... Si può essere contrari alla vivisezione per motivi etici (non è lecito far soffrire e uccidere gli animali) o scientifici (non si possono confrontare specie differenti, uomo compreso). I fautori della vivisezione ricordano spesso quei casi (la minoranza) in cui il comportamento di una specie animale, ma non di tutte, è risultato simile a quello dell’uomo: omettono però gli altri casi (la maggioranza). Per esempio, una ricerca ha dimostrato che negli Usa il 52% dei farmaci ha provocato dopo la commercializzazione gravi reazioni avverse che non si erano evidenziate in precedenza negli animali, causando la morte in un solo anno di circa 100mila statunitensi. La vivisezione non è un metodo scientifico perché siamo sicuri dei risultati solo dopo averli verificati nella nostra specie che diviene quindi la vera «cavia». Se la vivisezione avesse un valore scientifico, perché la legge imporrebbe prima di commercializzare un prodotto la sperimentazione anche sulla nostra specie?..........
Il Mattino
11 01 04
__________________________________________________________________________________
questo:
50 disastri della sperimentazione animale
http://www.novivisezione.org/info/50disastri.htm
__________________________________________________________________________________
questo sui foglietti illustrativi dei farmaci, dato che per legge non si può sperimentare su donne in gravidanza:
http://www.norbm.org/dichiarazioni.html
__________________________________________________________________________________
e infine questa intervista a Stefano Cagno, qualche post più in basso, in cui tra l'altro dice:
http://www.promiseland.it/forum/viewtopic.php?t=2311
... Quando, ad esempio, dimostro che una sostanza è terapeutica e innocua nei ratti, devo poi comunque sperimentarla sugli esseri umani per capire se veramente ciò che ho visto negli animali si verifica anche nella nostra specie. Infatti prima di commercializzare un farmaco è indispensabile e obbligatorio per legge sperimentarlo anche sui nostri simili. Se la vivisezione fosse scientificamente valida perché bisognerebbe compiere anche la sperimentazione umana?...
Ciao,
Eliana
PS Magari stampati un po' di cose e fagliele leggere. E digli che non diano soldi per Telethon.
Poi non so se lo stesso farmaco viene regolarmente sperimentato su 5 mammiferi diversi. E anche se non è letale non è detto che sia efficace. In ogni caso la sperimentazione su esseri umani viene già fatta.
Questo è il protocollo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 188&t=2150
... per poter commercializzare o utilizzare una nuova terapia farmacologica o un nuovo vaccino ci sono vari step.
i piu' importanti sono:
1) prove su animali
2) sperimentazione su "volontari" sani
3) sperimentazione sui malati
informazioni e commenti miei
1) tutto viene testato su animali e, per chiarire tutto il discorso faccio un esempio: la sostanza AAA viene provata su animali e risulta innocua, oppure risulta terapeutica, nel senso che guarisce. c'è un problema: le malattie umane NON si verificano negli animali o, se si verificano, vanno incontro a un destino metabolico diverso. l'aids in primis non si riesce a trasmettere neanche alle scimmie. quindi si sperimenta su animali principalmente per vedere se "fa male".
se "NON fa male" passa alla sperimentazione su volontari sani.
se "fa male", se cioe' crea problemi agli animali, tumori, morte, ecc.viene COMUNQUE sperimentata su individui sani.
se FA MALE o se NON FA MALE viene comunque sperimentata sull'uomo. questo è facilmente dimostrabile.
credo che questa sia la totale dimostrazione dell'inutilità dell'uso di animali (altre info sugli approfondimenti di http://www.novivisezione.org)
2) sperimentazione su volontari sani. in questa fase NON si fanno ammalare volontariamente le persone e NON le si infetta con sangue infetto perche' non si ha nessuna garanzia che il vaccino o il farmaco siano veramente utili, dato che i risultati sono stati ottenuti sulle prove con animali che, ripeto, non possono essere giudicate indicative per l'uomo. si testa sui volontari sani SOLO per vedere QUANTO FA MALE e non QUANTO FA BENE. in questo caso si troveranno persone che, a pagamento, si faranno iniettare il vaccino per vedere le controindicazioni. solo questo.
3) sperimentazione sui malati. solo in questa fase si va a valutare se FA BENE e cura...
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A volte senza neanche dirlo, ma viene fatta. Questo è quanto aveva detto un medico tempo fa sul forum libero a proposito della pillola del giorno dopo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 12&t=53686
Questo farmaco, anche se non mutuabile, ha l'obbligo di ricetta medica (in questo caso, ovviamente, non si usa il ricettario regionale, ma quello personale del medico, la cosiddetta ricetta "bianca").
Comunque, adesso che c'è un farmaco "dedicato", le cose vanno meglio: fino ad un paio di anni fà, si utilizzavano come intercettori postcoitali delle sostanze con diversa indicazione terapeutica, a dosaggi non previsti dal foglietto illustrativo (a voler essere fiscali, si praticava ogni volta una sperimentazione clinica non controllata).
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Per dimostrare quanto i ricercatori stessi ci credano leggiti questo. Fanno in parallelo la sperimentazione su cavie e su esseri umani. Se credessero che quella su animali serve effettivamente a qualcosa non lo farebbero.
A questo proposito leggiti questo:
Articolo del British Medical Journal
Dove sono le prove che la ricerca su animali sia utile per l'uomo?
http://www.agireora.org/modules.php?op= ... =0&thold=0
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questo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 513&t=2513
Telethon: la tesi antivivisezionista
di Stefano Cagno
... Si può essere contrari alla vivisezione per motivi etici (non è lecito far soffrire e uccidere gli animali) o scientifici (non si possono confrontare specie differenti, uomo compreso). I fautori della vivisezione ricordano spesso quei casi (la minoranza) in cui il comportamento di una specie animale, ma non di tutte, è risultato simile a quello dell’uomo: omettono però gli altri casi (la maggioranza). Per esempio, una ricerca ha dimostrato che negli Usa il 52% dei farmaci ha provocato dopo la commercializzazione gravi reazioni avverse che non si erano evidenziate in precedenza negli animali, causando la morte in un solo anno di circa 100mila statunitensi. La vivisezione non è un metodo scientifico perché siamo sicuri dei risultati solo dopo averli verificati nella nostra specie che diviene quindi la vera «cavia». Se la vivisezione avesse un valore scientifico, perché la legge imporrebbe prima di commercializzare un prodotto la sperimentazione anche sulla nostra specie?..........
Il Mattino
11 01 04
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questo:
50 disastri della sperimentazione animale
http://www.novivisezione.org/info/50disastri.htm
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questo sui foglietti illustrativi dei farmaci, dato che per legge non si può sperimentare su donne in gravidanza:
http://www.norbm.org/dichiarazioni.html
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e infine questa intervista a Stefano Cagno, qualche post più in basso, in cui tra l'altro dice:
http://www.promiseland.it/forum/viewtopic.php?t=2311
... Quando, ad esempio, dimostro che una sostanza è terapeutica e innocua nei ratti, devo poi comunque sperimentarla sugli esseri umani per capire se veramente ciò che ho visto negli animali si verifica anche nella nostra specie. Infatti prima di commercializzare un farmaco è indispensabile e obbligatorio per legge sperimentarlo anche sui nostri simili. Se la vivisezione fosse scientificamente valida perché bisognerebbe compiere anche la sperimentazione umana?...
Ciao,
Eliana
PS Magari stampati un po' di cose e fagliele leggere. E digli che non diano soldi per Telethon.
Re: Come rispondereste voi?
Ciao,dico la mia.
Saluti Animals,Dany76'
PREGO.buzz ha scritto:Quello che puo' essere tossico per me, potrebbe non esserlo per te. Se ad esempio io mangio le mandorle mi sento male. Se avessero fatto i test su di me, avrebbero valutato che le mandorle sono nocive per l'uomo.
MI RISULTA CHE LE STATISTICHE CON UN CAMPIONE DI UN SOLO SOGGETTO NON SIANO MAI PRESE NEMMENO IN CONSIDERAZIONE.
Cio' nonostante, la maggior parte delle sostanze che io posso assumere, le potrai assumere anche tu.
APPUNTO.
Piu' ci allontaniamo come affinita' biologica (uomini, altri primati, altri mammiferi, altri animali) maggiore sara' la probabilita' di trovare sostanze con effetti diversi.
NON SAPREI. PERKè ALLORA SONO PIù UTLIZZATI I RODITORI? SOLO PER ECONOMIA E MANEGEVOLEZZA?
Si e' comunque visto che e' molto raro che una sostanza che e' non letale su cinque mammiferi si dimostri letale sull'uomo.
Puo' provocare effetti indesiderati (spesso causati dal fatto che un animale non puo' dire, ad esempio, di avere mal di testa), ma non uccideranno la cavia umana.
1) SI DICE KE LE SPECIE E CLASSI E FAMIGLIE VALGANO OGNUNA PER Sè,IL KE VUOL DIRE KE CI SONO SEMPRE DELLE DIFFERENZE(AL MASSIMO SOMIGLIANZE CASUALI),QUINDI CREDO SIA UN RISULTATO ALTAMENTE IMPROBABILE.
2)ANKE FOSSE KI POTREBBE DIRE KE NON SI POSSA RIPETERE UN ALTRO CASO TALIDOMIDE? LA VIVISEZIONE NON DA MAI LA GARANZIA CHE ANCOR'OGGI SBANDIERA.
Non vi sono alternative altrettanto sicure per le cavie umane. Quindi, delle due l'una:
a) smettiamo di fare ricerca medica
b) testiamo i farmaci in laboratorio e poi passiamo direttamente ai test sull'uomo, con una mortalita' stimata di circa il 40-50%.
Vuoi iniziare tu a fare la cavia?
CREDO KE SIAMO TUTTI CAVIE,MA IN FARMACIA E NEGLI OSPEDALI IL CANDORE ED I SORRISI SI SPRECANO.
grazie a tutti :)
Saluti Animals,Dany76'
Dico la mia.
Ciao,dico la mia.
Quello che puo' essere tossico per me, potrebbe non esserlo per te. Se ad esempio io mangio le mandorle mi sento male. Se avessero fatto i test su di me, avrebbero valutato che le mandorle sono nocive per l'uomo.
MI RISULTA CHE LE STATISTICHE CON UN CAMPIONE DI UN SOLO SOGGETTO NON SIANO MAI PRESE NEMMENO IN CONSIDERAZIONE.
Cio' nonostante, la maggior parte delle sostanze che io posso assumere, le potrai assumere anche tu.
APPUNTO.
Piu' ci allontaniamo come affinita' biologica (uomini, altri primati, altri mammiferi, altri animali) maggiore sara' la probabilita' di trovare sostanze con effetti diversi.
NON SAPREI. PERKè ALLORA SONO PIù UTLIZZATI I RODITORI? SOLO PER ECONOMIA E MANEGEVOLEZZA?
Si e' comunque visto che e' molto raro che una sostanza che e' non letale su cinque mammiferi si dimostri letale sull'uomo.
Puo' provocare effetti indesiderati (spesso causati dal fatto che un animale non puo' dire, ad esempio, di avere mal di testa), ma non uccideranno la cavia umana.
1) SI DICE KE LE SPECIE E CLASSI E FAMIGLIE VALGANO OGNUNA PER Sè,IL KE VUOL DIRE KE CI SONO SEMPRE DELLE DIFFERENZE(AL MASSIMO SOMIGLIANZE CASUALI),QUINDI CREDO SIA UN RISULTATO ALTAMENTE IMPROBABILE.
2)ANKE FOSSE KI POTREBBE DIRE KE NON SI POSSA RIPETERE UN ALTRO CASO TALIDOMIDE? LA VIVISEZIONE NON DA MAI LA GARANZIA CHE ANCOR'OGGI SBANDIERA.
Non vi sono alternative altrettanto sicure per le cavie umane. Quindi, delle due l'una:
a) smettiamo di fare ricerca medica
b) testiamo i farmaci in laboratorio e poi passiamo direttamente ai test sull'uomo, con una mortalita' stimata di circa il 40-50%.
Vuoi iniziare tu a fare la cavia?
CREDO KE SIAMO TUTTI CAVIE,MA IN FARMACIA E NEGLI OSPEDALI IL CANDORE ED I SORRISI SI SPRECANO.
grazie a tutti :)
Prego.
Saluti Animals,Dany76'
Quello che puo' essere tossico per me, potrebbe non esserlo per te. Se ad esempio io mangio le mandorle mi sento male. Se avessero fatto i test su di me, avrebbero valutato che le mandorle sono nocive per l'uomo.
MI RISULTA CHE LE STATISTICHE CON UN CAMPIONE DI UN SOLO SOGGETTO NON SIANO MAI PRESE NEMMENO IN CONSIDERAZIONE.
Cio' nonostante, la maggior parte delle sostanze che io posso assumere, le potrai assumere anche tu.
APPUNTO.
Piu' ci allontaniamo come affinita' biologica (uomini, altri primati, altri mammiferi, altri animali) maggiore sara' la probabilita' di trovare sostanze con effetti diversi.
NON SAPREI. PERKè ALLORA SONO PIù UTLIZZATI I RODITORI? SOLO PER ECONOMIA E MANEGEVOLEZZA?
Si e' comunque visto che e' molto raro che una sostanza che e' non letale su cinque mammiferi si dimostri letale sull'uomo.
Puo' provocare effetti indesiderati (spesso causati dal fatto che un animale non puo' dire, ad esempio, di avere mal di testa), ma non uccideranno la cavia umana.
1) SI DICE KE LE SPECIE E CLASSI E FAMIGLIE VALGANO OGNUNA PER Sè,IL KE VUOL DIRE KE CI SONO SEMPRE DELLE DIFFERENZE(AL MASSIMO SOMIGLIANZE CASUALI),QUINDI CREDO SIA UN RISULTATO ALTAMENTE IMPROBABILE.
2)ANKE FOSSE KI POTREBBE DIRE KE NON SI POSSA RIPETERE UN ALTRO CASO TALIDOMIDE? LA VIVISEZIONE NON DA MAI LA GARANZIA CHE ANCOR'OGGI SBANDIERA.
Non vi sono alternative altrettanto sicure per le cavie umane. Quindi, delle due l'una:
a) smettiamo di fare ricerca medica
b) testiamo i farmaci in laboratorio e poi passiamo direttamente ai test sull'uomo, con una mortalita' stimata di circa il 40-50%.
Vuoi iniziare tu a fare la cavia?
CREDO KE SIAMO TUTTI CAVIE,MA IN FARMACIA E NEGLI OSPEDALI IL CANDORE ED I SORRISI SI SPRECANO.
grazie a tutti :)
Prego.
Saluti Animals,Dany76'
buzz tu hai problemi con le mandorle?
Se sperimentavano su di me le mele radevano al suolo la Val di Non!
Ma a parte questo chiedo:
se per i farmaci i metodi alternativi non sono omologati ( mi riferisco a quanto sentito nella puntata di report ) su chi bisogna fare pressione perchè vengano omologati?
pan
Se sperimentavano su di me le mele radevano al suolo la Val di Non!
Ma a parte questo chiedo:
se per i farmaci i metodi alternativi non sono omologati ( mi riferisco a quanto sentito nella puntata di report ) su chi bisogna fare pressione perchè vengano omologati?
pan
Eliana ha scritto:
questo:
50 disastri della sperimentazione animale
http://www.novivisezione.org/info/50disastri.htm
In un forum ho postato il link che hai dato e mi è stato risposto questo:
Come vedi il 99% degli esempi che riporti sono test negativi su animali che poi si sono rivelati letali (o dannosi) per l'uomo, mentre sono molto rari i casi in cui il test è nocivo per l'animale e terapeutico per l'uomo. Questo è quello che sto cercando di dire, che la sperimentazione sugli animali serve essenzialmente per vedere se un farmaco è compatibile con la vita, quindi se risulta letale per l'animale difficilmente si prosegue la sperimentazione, viceversa si passa al test umano quando il farmaco è compatibile con la vita animale e questo può degenerare in quello che sappiamo!
Quindi per ogni esempio che tu riporti te ne trovo 10 (praticamente la maggior parte di farmaci in commercio) con effetti terapeutici su animale e uomo!
Se non ci fossero test sugli animali è logico pensare che le vittime umane sarebbero molte di più! Io, nonostante sia convinto che l'unica sperimentazione valida sia sull'uomo, non accetterei questo tipo di ricerca; tu, lo accetteresti?
...un pò sono io fuori fase ma mi trovo in difficoltà sulla risposta da dare....
Suggerimenti?
galadriel ha scritto:...un pò sono io fuori fase ma mi trovo in difficoltà sulla risposta da dare.... Suggerimenti?
Probabilmente i farmaci letali sugli animali non vengono neanche poi sperimentati sull'uomo e non se ne sa niente. Queste ricerche vengono lasciate perdere. Però questi farmaci letali sugli animali non è detto che poi non potrebbero risultare efficaci sull'uomo come è successo per la penicillina. Se ci fosse stato il tempo di sperimentarla su animali, probabilmente le ricerche in questa direzione si sarebbero fermate e noi non ne sapremmo niente, oltre a non avere la penicillina. E' chiaro che le ricerche che vengono interrotte perché si pensa che siano poi dannose per l'uomo, non vengono neanche divulgate (e nel contempo le case farmaceutiche non possono poi pararsi il culo nel caso di un processo dicendo che sugli animali aveva funzionato. Nel caso opposto, se sugli animali non è nociva o letale, ma risulti invece letale per l'uomo, possono sempre dire che sugli animali si era dimostrata innocua. Dei centomila morti negli USA in un solo anno a causa di medicine che si sono poi rivelate letali per l'uomo a loro non importa). Però bisognerebbe sentire Massimo.
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http://www.novivisezione.org/info/50disastri.htm
45. Nonostante l'inefficacia della penicillina nei conigli, Alexander Fleming usò l'antibiotico su di un paziente molto grave dal momento che non aveva altro con cui provare. Per fortuna i primi test Fleming non li fece su cavie o criceti perché la penicillina li uccide. Howard Florey, il premio Nobel a cui si co-attribuisce la scoperta della penicillina disse: "Che fortuna che non avessimo questi esperimenti su animali, negli anni '40 perché altrimenti la penicillina non avrebbe mai ottenuto una licenza e, probabilmente, l'intera gamma degli antibiotici non sarebbe mai stata realizzata."
46. Il rilascio del Fluoride, un farmaco che previene la carie, fu posticipato perché causava cancro nei topi. [60][61][62]
---------------------
E soprattutto digli che tanti medici e ricercatori stessi, non credono loro stessi nella vivisezione tanto che la fanno in contemporanea alla sperimentazione sugli uomini:
http://www.agireora.org/modules.php?op= ... =0&thold=0
Articolo del British Medica Journal:
Dove sono le prove che la ricerca su animali sia utile per l'uomo?
L'articolo, pubblicato su una delle piu' prestigiose riviste scientifiche internazionali, a cura di vari ricercatori delle universita' di Londra, di Edinburgo, di Yale e di Boston, e' un potente attacco all'uso di animali nella ricerca di base e applicata.
Il testo completo, tradotto in italiano, si trova alla pagina
http://www.novivisezione.org/info/bmj20040228.htm
Da questo testo emergono chiari i "difetti" della sperimentazione animale. Vengono messe in luce varie mancanze nell'effettuazione delle prove su animali (analisi statistica inadeguata, esperimenti non effettuati in cieco e non corretta applicazione del principio di scelta casuale, ecc.), la loro mancata applicabilita' all'uomo, nonche' la mancata effettuazione di "verifiche sistematiche" prima di intraprendere un esperimento su animali: mentre per la ricerca clinica su umani, prima di iniziare uno studio un ricercatore deve dimostrare di aver eseguito ricerche sulla letteratura esistente per far vedere che quell'esperimento e' davvero necessario e non e' gia' stato fatto, per le prove su animali questa verifica preventiva non viene fatta.
Ma soprattutto emerge chiarissimo che nemmeno i vivisettori stessi ci credono: da varie "verifiche sistematiche" (cioe' rassegne su un insieme di studi su animali sullo stesso argomento) esaminate dagli autori dell'articolo emerge che spesso i test sugli umani vengono svolti indipendentemente dal risultato ottenuto su animali (se sull'animale una tecnica non funziona, sull'uomo viene provata lo stesso), ed inoltre i test su animali e sugli umani vengono svolti IN PARALLELO!
Se gli sperimentatori credessero in cio' che fanno, eseguirebbero PRIMA i test su animali e, solo DOPO, e se i risultati su animali sono incoraggianti, eseguirebbero le stesse prove sull'uomo!
Cosi' non accade. Questo, insieme al fatto che non esistono dimostrazioni scientifiche convincenti che la sperimentazione su animali sia utile agli umani, e assiema al fatto che le ricerche di base su animali ricevano una quantita' di fondi pubblici MOLTO superiore alle ricerche cliniche sui pazienti umani getta una luce di forte sospetto su questa pratica.
Un attacco cosi' potente sulle pagine di una rivista medica internazionale e' senz'altro un ottimo segno della difficolta' che ha la sperimentazione animale ad essere una pratica ancora scientificamente sostenibile.
----------------
http://www.promiseland.it/forum/viewtopic.php?t=2648
I medici temono che gli esperimenti animali siano pericolosi per i pazienti
La maggioranza dei medici di medicina generale mette in dubbio il valore scientifico dei test animali, l’82% è preoccupato per la sicurezza dei pazienti.
(il testo prosegue. Leggilo)
-----------------------------
http://www.promiseland.it/forum/viewtopic.php?t=2149
Nel nono post, quello di RFL, si dice tra l'altro:
- Alcuni test hanno dimostrato che sostanze chimiche che hanno provocato il cancro nei ratti hanno avuto lo stesso effetto sui topi solamente nella metà dei casi. Tirare ad indovinare avrebbe avuto risultati simili. Se i risultati sui ratti sono così inattendibili per un animale così simile come il topo, come possono essere attendibili per gli umani?!
- L’utilizzo dei ratti e dei topi per verificare cosa è carcinogenico per gli umani ha avuto una percentuale di successo di circa il 37%, molto inferiore a quanto ci si potesse aspettare andando a caso.
------------------
Questo ha detto un ex direttore di Biostatistica in un centro di ricerca sul cancro:
"Quando facevo ricerca sul cancro, non ho mai visto una valida asserzione che la ricerca sugli animali abbia provveduto alcun reale beneficio per i pazienti umani malati di cancro. … Per qualche piccolo progresso, ci sono delle ambiguità. Lo studio delle droghe sugli animali, ad esempio, ha dato risultati positivi su certi animali e risultati negativi su altri – che è il risultato che di solito si ottiene con la ricerca sugli animali".
Irwin D. Bross, PhD, ex direttore di Biostatistica al the Roswell Park Memorial Institute per la Ricerca sul Cancro: citato da Jean S. Greek, DVM, and C. Ray Greek, MD, “Cosa faremo se non sperimentiamo su animali?” (Victoria, BC, Trafford, 2004), p.112.
http://vivisection-absurd.org.uk/indexf.html
-----------------------
Ma intanto continuano a farla. I ricercatori i loro interessi li hanno. Non certo l'interesse per la vita degli animali che intanto per loro sono delle cose, o degli uomini che dovrebbero salvare. Non so se hai mai letto del DL50 o visto qualche filmato su come trattano gli animali che devono essere sottoposti a vivisezione. Quella è tutta gente da mettere come minimo in isolamento, per essere gentili.
Senti cosa dice un ex vivisettore (ex solo per l'età). E' tratto da I gatti di Hill Grove
... Natasha citava le parole del Professor Feldberg, il noto vivisettore londinese: "Essere un vivisettore è come essere un criminale".
... In un video girato di nascosto nel corso di un'indagine che finalmente mostrò al pubblico il volto del vivisettore, all'età di 89 anni, Feldberg dichiarò: "Come sono fortunati coloro che possono dedicarsi alla ricerca per tutta la vita; per quanto a lungo vivano, muoiono sempre giovani. La ricerca ti mantiene vivo. E' come essere un criminale e divertirsi a compiere crimini, ti mantiene vivo".
Digli anche che i mezzi per sperimentare sull'uomo ci sono. Solo che sperimentando sull'uomo non potrebbero più dimostrare tutto e il contrario di tutto come con gli animali. Perché non accettano i metodi sostitutivi alla vivisezione? Perché non approfondiscono gli studi sulle staminali che ora possono essere prese dal cordone ombelicale e diversi altri organi quali il midollo, il sangue? La malafede dei vivisettori è dimostrata dal fatto che già ora il 40% degli animali uccisi in Italia lo sono per allestire colture cellulari, viene proposto di usare le staminali umane adulte, non embrionali (le cellule staminali embrionali devono essere coltivate su uno strato di fibroblasti di topo irradiati e successivamente inoculate in animali da esperimento, di solito ancora topi, per stimolarne la differenziazione), ma adulte. Recentemente si è scoperto che esistono cellule staminali adulte pluripotenti nel cervello, nel midollo osseo, nel sangue del cordone ombelicale e in vari organi.
Non riesco nemmeno ad immaginare il giro d'affari che c'è sotto e tutte le manovre per fare arrivare i soldi dove vogliono. Aveva tentato di spiegarmelo uno che, pur facendo un altro lavoro, si era trovato in un laboratorio. Ogni volta che intavolavo l'argomento dava fuori di testa per il ricordo di quello che aveva visto, e io non sono mai riuscita a capire bene.
Speriamo che quest'anno inizi bene e presto Massimo ci porti buone notizie.
Nel frattempo prova a leggerti questi racconti:
http://www.vitadacani.org/home/dl4.htm
http://www.oltrelaspecie.org/vi3_malaparte.htm
Ciao
In primo luogo, chi dice "io sono contro la sperimentazione ma in certi casi e' necessaria" dovrebbe usare cosmetici e prodotti per la casa non testati visto che al contrario dei farmaci la scelta c'e'. Se non lo fa sta mentendo: non e' contro la sperimentazione. Punto e basta.
Il punto e' che questa lieve correlazione di fatto non aiuta minimamente.
In compenso la sperimentazione animale ha un enorme problema per gli uomini: se un farmaco causa delle morti, in tribunale la causa durera' decenni, perche' la casa farmaceutica produrra' migliaia di documenti in cui dimostra come su certe specie non e' dannoso. E' successo cosi' per le sigarette: per 20 anni i produttori hanno detto ai consumatori che non erano dannose, e se la sono cavata peche' in effetti tutti i loro test erano condotti su animali che non sviluppavano tumori legati al fumo.
Quando un farmaco costa miliardi in ricerca, se anche sai che e' dannoso lo commercializzi, sapendo che la farai franca, grazie alla sperimentazione animale.
In definitiva, l'eventuale, piccolissmo aiuto dato da un evetnuale piccolissima correlazione tra effetti su uomini e animali e' completamente annullato dall'enorme danno.
andrea
Questo non e' assolutamente vero, in questi casi sono le stesse ditte farmaceutiche a dire che visto che i risultati non sono trasportabili tra specie diverse, continuano la sperimentazione.la sperimentazione sugli animali serve essenzialmente per vedere se un farmaco è compatibile con la vita, quindi se risulta letale per l'animale difficilmente si prosegue la sperimentazione
Certo, perche' sono stati testati sia su animali che uomini! Ma non in un laboratorio, inducendo artificialmente le malattie, bensi' sul campo, con i veri malati.Quindi per ogni esempio che tu riporti te ne trovo 10 (praticamente la maggior parte di farmaci in commercio) con effetti terapeutici su animale e uomo!
No, potebbe anche esserci (non e' mai stato dimostrato) una lieve correlazione tra effetti sugli animali e sugli uomini. In pratica e' come se lanci una monetina per 1000 volte, se viene 100 volte testa e 900 croce immagini che sia truccata, ma se viene 450 volte testa e 550 croce? Ripeti la prova, e ottieni 470 volte testa, poi 460.. inizi a pensare che sia leggermente sbilanciata, ma non puoi averne la certezza.Se non ci fossero test sugli animali è logico pensare che le vittime umane sarebbero molte di più!
Il punto e' che questa lieve correlazione di fatto non aiuta minimamente.
In compenso la sperimentazione animale ha un enorme problema per gli uomini: se un farmaco causa delle morti, in tribunale la causa durera' decenni, perche' la casa farmaceutica produrra' migliaia di documenti in cui dimostra come su certe specie non e' dannoso. E' successo cosi' per le sigarette: per 20 anni i produttori hanno detto ai consumatori che non erano dannose, e se la sono cavata peche' in effetti tutti i loro test erano condotti su animali che non sviluppavano tumori legati al fumo.
Quando un farmaco costa miliardi in ricerca, se anche sai che e' dannoso lo commercializzi, sapendo che la farai franca, grazie alla sperimentazione animale.
In definitiva, l'eventuale, piccolissmo aiuto dato da un evetnuale piccolissima correlazione tra effetti su uomini e animali e' completamente annullato dall'enorme danno.
La sperimentazione c'e' gia'. Io mi sentirei piu' tranquillo se chi mi da una medicina fosse responsabile degli eventuali danni prodotti da essa. A causa della sperimentazione animale questo non avviene.Io, nonostante sia convinto che l'unica sperimentazione valida sia sull'uomo, non accetterei questo tipo di ricerca; tu, lo accetteresti?
andrea
Grazie per i consigli. mi siete stati molto utili per chiarirmi le idee.
In realtà tutte queste cose le ho già lette ma certe volte mi trovo in difficoltà a mettere in ordine i pensieri.
Conosco benissimo LD50 e gli altri test tossicologici e con questo ragazzo ne avevo anche già discusso.
Il problema è che se una persona è davvero convinta in quello che crede è molto difficile fargli cambiare idea.
Tra le altre cose lui è un fisioterapista, uno quasi del ramo...
ancora grazie.
ciao.
In realtà tutte queste cose le ho già lette ma certe volte mi trovo in difficoltà a mettere in ordine i pensieri.
Conosco benissimo LD50 e gli altri test tossicologici e con questo ragazzo ne avevo anche già discusso.
Il problema è che se una persona è davvero convinta in quello che crede è molto difficile fargli cambiare idea.
Tra le altre cose lui è un fisioterapista, uno quasi del ramo...
ancora grazie.
ciao.
Fai bene a dare risposte adeguate e costui, vero è che se uno è convinto nn gli cambi le idee neanche con evidenze di fatti, credo che molti vogliano credere che la vivisezione è utile per nn guardare in faccia la spaventosa realtà che il vero test sui farmaci lo si fa quando i farmaci vengono messi sul mercato.
Poi che un fisioterapista sia tanto ferrato in farmacologia... mi pare che le sue competanze siano diverse.
pan
Poi che un fisioterapista sia tanto ferrato in farmacologia... mi pare che le sue competanze siano diverse.
pan
Si, infatti, ma aveva seguito ugualmente un corso, di preciso non so cosa.pan ha scritto: Poi che un fisioterapista sia tanto ferrato in farmacologia... mi pare che le sue competanze siano diverse.
pan
Comunque ta-dan....siamo arrivati alla domanda cruciale:
Tu accetteresti di testare un farmaco sconosciuto su tuo figlio? Magari dopo averlo provato su cellule coltivate? Io no"
Chissà perchè arrivano sempre tutti qua!
Quando l'evidenza non si può più nascondere si arriva al ricatto morale...
Tra l'altro oggi al lavoro mi è stata posta una domanda simile riguardo gli
xenotrapianti: "Ma se tu fossi in punto di morte e l'unico modo per salvarti la vita è inserirti una valvola di maiale, cosa faresti?"
......
Ciao,
ci sarebbe un protocollo da seguire in ogni caso, credo. Così come adesso dopo avere sperimentato un farmaco su animali lo sperimenta sull'uomo seguendo una prassi ben precisa, la stessa cosa dovrebbe accadere per farmaci non testati su animali.
Per comodità ti riporto parte di quanto avevo già postato:
Questo è il protocollo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 188&t=2150
... per poter commercializzare o utilizzare una nuova terapia farmacologica o un nuovo vaccino ci sono vari step.
i piu' importanti sono:
1) prove su animali
2) sperimentazione su "volontari" sani
3) sperimentazione sui malati
informazioni e commenti miei
1) tutto viene testato su animali e, per chiarire tutto il discorso faccio un esempio: la sostanza AAA viene provata su animali e risulta innocua, oppure risulta terapeutica, nel senso che guarisce. c'è un problema: le malattie umane NON si verificano negli animali o, se si verificano, vanno incontro a un destino metabolico diverso. l'aids in primis non si riesce a trasmettere neanche alle scimmie. quindi si sperimenta su animali principalmente per vedere se "fa male".
se "NON fa male" passa alla sperimentazione su volontari sani.
se "fa male", se cioe' crea problemi agli animali, tumori, morte, ecc.viene COMUNQUE sperimentata su individui sani.
se FA MALE o se NON FA MALE viene comunque sperimentata sull'uomo. questo è facilmente dimostrabile.
credo che questa sia la totale dimostrazione dell'inutilità dell'uso di animali (altre info sugli approfondimenti di http://www.novivisezione.org)
2) sperimentazione su volontari sani. in questa fase NON si fanno ammalare volontariamente le persone e NON le si infetta con sangue infetto perche' non si ha nessuna garanzia che il vaccino o il farmaco siano veramente utili, dato che i risultati sono stati ottenuti sulle prove con animali che, ripeto, non possono essere giudicate indicative per l'uomo. si testa sui volontari sani SOLO per vedere QUANTO FA MALE e non QUANTO FA BENE. in questo caso si troveranno persone che, a pagamento, si faranno iniettare il vaccino per vedere le controindicazioni. solo questo.
3) sperimentazione sui malati. solo in questa fase si va a valutare se FA BENE e cura...
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A volte senza neanche dirlo, ma viene fatta. Questo è quanto aveva detto un medico tempo fa sul forum libero a proposito della pillola del giorno dopo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 12&t=53686
Questo farmaco, anche se non mutuabile, ha l'obbligo di ricetta medica (in questo caso, ovviamente, non si usa il ricettario regionale, ma quello personale del medico, la cosiddetta ricetta "bianca").
Comunque, adesso che c'è un farmaco "dedicato", le cose vanno meglio: fino ad un paio di anni fà, si utilizzavano come intercettori postcoitali delle sostanze con diversa indicazione terapeutica, a dosaggi non previsti dal foglietto illustrativo (a voler essere fiscali, si praticava ogni volta una sperimentazione clinica non controllata).
___________________________________________________________________________________
Mi è venuta in mente un'altra cosa. Ho letto un articolo di Stefano Cagno in cui diceva che la malafede dei vivisettori è testimoniata dal fatto che il 40% degli animali uccisi in Italia lo sono per allestire colture cellulari. E’ mai possibile pensare che delle colture cellulari di animali possano essere un valido modello di ricerca, mentre le colture cellulari umane non lo possano essere?
"Uno degli argomenti scientifici più dibattuti in questo periodo è proprio quello dell'utilizzo delle cellule staminali per la ricerca medica. Queste sono cellule che possiedono due caratteristiche: 1) la capacità di auto-rinnovamento illimitato e prolungato, cioè di riprodursi a lungo senza differenziarsi; e 2) la capacità di dare origine a cellule progenitrici di transito, con capacità proliferative limitate, dalle quali discendono popolazioni di cellule altamente differenziate (nervose, ematiche, muscolari eccetera). In pratica, inizialmente tutte le cellule di un essere umano sono identiche e solo successivamente si differenziano per costituire i vari tessuti ed organi.
Fino ad un recente passato gli scienziati erano convinti che le uniche cellule staminali umane capaci di differenziarsi in tutti i tessuti erano quelle embrionali. Recentemente si è scoperto che esistono cellule staminali adulte pluripotenti nel cervello, nel midollo osseo, nel sangue del cordone ombelicale e in vari organi.
L'impiego della cellule staminali embrionali, però, pone qualche problema di tipo etico. Innanzitutto i cattolici ritengono che l'embrione umano vivente sia, a partire dalla fusione dei gameti, un soggetto umano con una ben definita identità e pertanto viene considerato un "individuo umano" che ha diritto ad una sua vita. E' quindi da escludere qualsiasi intervento che leda questo diritto e sicuramente l'impiego delle cellule staminali embrionali per la ricerca rientra in questo caso.
Inoltre le cellule staminali embrionali devono essere coltivate su uno strato di fibroblasti di topo irradiati e successivamente inoculate in animali da esperimento, di solito ancora topi, per stimolarne la differenziazione. Quindi, da questo punto di vista, anche gli animalisti sono contrari alle ricerche sulle cellule staminali embrionali.
Le cellule staminali adulte sono quindi una possibilità accettabile anche dai cattolici e dagli animalisti, nonché una valida possibilità per comprendere meglio le malattie umane e trovare nuove terapie."
ci sarebbe un protocollo da seguire in ogni caso, credo. Così come adesso dopo avere sperimentato un farmaco su animali lo sperimenta sull'uomo seguendo una prassi ben precisa, la stessa cosa dovrebbe accadere per farmaci non testati su animali.
Per comodità ti riporto parte di quanto avevo già postato:
Questo è il protocollo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 188&t=2150
... per poter commercializzare o utilizzare una nuova terapia farmacologica o un nuovo vaccino ci sono vari step.
i piu' importanti sono:
1) prove su animali
2) sperimentazione su "volontari" sani
3) sperimentazione sui malati
informazioni e commenti miei
1) tutto viene testato su animali e, per chiarire tutto il discorso faccio un esempio: la sostanza AAA viene provata su animali e risulta innocua, oppure risulta terapeutica, nel senso che guarisce. c'è un problema: le malattie umane NON si verificano negli animali o, se si verificano, vanno incontro a un destino metabolico diverso. l'aids in primis non si riesce a trasmettere neanche alle scimmie. quindi si sperimenta su animali principalmente per vedere se "fa male".
se "NON fa male" passa alla sperimentazione su volontari sani.
se "fa male", se cioe' crea problemi agli animali, tumori, morte, ecc.viene COMUNQUE sperimentata su individui sani.
se FA MALE o se NON FA MALE viene comunque sperimentata sull'uomo. questo è facilmente dimostrabile.
credo che questa sia la totale dimostrazione dell'inutilità dell'uso di animali (altre info sugli approfondimenti di http://www.novivisezione.org)
2) sperimentazione su volontari sani. in questa fase NON si fanno ammalare volontariamente le persone e NON le si infetta con sangue infetto perche' non si ha nessuna garanzia che il vaccino o il farmaco siano veramente utili, dato che i risultati sono stati ottenuti sulle prove con animali che, ripeto, non possono essere giudicate indicative per l'uomo. si testa sui volontari sani SOLO per vedere QUANTO FA MALE e non QUANTO FA BENE. in questo caso si troveranno persone che, a pagamento, si faranno iniettare il vaccino per vedere le controindicazioni. solo questo.
3) sperimentazione sui malati. solo in questa fase si va a valutare se FA BENE e cura...
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A volte senza neanche dirlo, ma viene fatta. Questo è quanto aveva detto un medico tempo fa sul forum libero a proposito della pillola del giorno dopo:
http://www.promiseland.it/forumold/read ... 12&t=53686
Questo farmaco, anche se non mutuabile, ha l'obbligo di ricetta medica (in questo caso, ovviamente, non si usa il ricettario regionale, ma quello personale del medico, la cosiddetta ricetta "bianca").
Comunque, adesso che c'è un farmaco "dedicato", le cose vanno meglio: fino ad un paio di anni fà, si utilizzavano come intercettori postcoitali delle sostanze con diversa indicazione terapeutica, a dosaggi non previsti dal foglietto illustrativo (a voler essere fiscali, si praticava ogni volta una sperimentazione clinica non controllata).
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Mi è venuta in mente un'altra cosa. Ho letto un articolo di Stefano Cagno in cui diceva che la malafede dei vivisettori è testimoniata dal fatto che il 40% degli animali uccisi in Italia lo sono per allestire colture cellulari. E’ mai possibile pensare che delle colture cellulari di animali possano essere un valido modello di ricerca, mentre le colture cellulari umane non lo possano essere?
"Uno degli argomenti scientifici più dibattuti in questo periodo è proprio quello dell'utilizzo delle cellule staminali per la ricerca medica. Queste sono cellule che possiedono due caratteristiche: 1) la capacità di auto-rinnovamento illimitato e prolungato, cioè di riprodursi a lungo senza differenziarsi; e 2) la capacità di dare origine a cellule progenitrici di transito, con capacità proliferative limitate, dalle quali discendono popolazioni di cellule altamente differenziate (nervose, ematiche, muscolari eccetera). In pratica, inizialmente tutte le cellule di un essere umano sono identiche e solo successivamente si differenziano per costituire i vari tessuti ed organi.
Fino ad un recente passato gli scienziati erano convinti che le uniche cellule staminali umane capaci di differenziarsi in tutti i tessuti erano quelle embrionali. Recentemente si è scoperto che esistono cellule staminali adulte pluripotenti nel cervello, nel midollo osseo, nel sangue del cordone ombelicale e in vari organi.
L'impiego della cellule staminali embrionali, però, pone qualche problema di tipo etico. Innanzitutto i cattolici ritengono che l'embrione umano vivente sia, a partire dalla fusione dei gameti, un soggetto umano con una ben definita identità e pertanto viene considerato un "individuo umano" che ha diritto ad una sua vita. E' quindi da escludere qualsiasi intervento che leda questo diritto e sicuramente l'impiego delle cellule staminali embrionali per la ricerca rientra in questo caso.
Inoltre le cellule staminali embrionali devono essere coltivate su uno strato di fibroblasti di topo irradiati e successivamente inoculate in animali da esperimento, di solito ancora topi, per stimolarne la differenziazione. Quindi, da questo punto di vista, anche gli animalisti sono contrari alle ricerche sulle cellule staminali embrionali.
Le cellule staminali adulte sono quindi una possibilità accettabile anche dai cattolici e dagli animalisti, nonché una valida possibilità per comprendere meglio le malattie umane e trovare nuove terapie."
Non so se può interessarvi, mi è capitato di sfogliare il bollettino dell'Airc e, in un articolo che trattava della sperimentazione clinica, ho trovato un trafiletto dove si poteva leggere tra le altre cose:
"Perché un principio attivo, risultato efficace in una serie di sperimentazioni condotte in laboratorio, diventi un vero e proprio farmaco occorre testare la sua efficacia e sicurezza nell'uomo. Lo strumento principale per capire se e a quale dosaggio una sostanza può essere somministrata agli esseri umani senza rischio di effetti collaterali o effetti tossici è rappresentato dai cosiddetti "trial clinici".
"Il trial clinico di fase I è uno studio in cui per la prima volta un nuovo trattamento viene somministrato a esseri umani. Lo scopo è determinare la sicurezza della molecola e la sua tollerabilità da parte dell'organismo oltre a verificare se agisce davvero come previsto. Le dosi impiegate sono inizialmente le più basse possibili e vengono aumentate gradualmente".
All'interno dell'articolo si leggeva questa chicca:
"Molte terapie nuove apportano ovviamente dei benefici, la cui entità appare chiara però solo dopo alcuni anni e altre, invece, non ne apportano alcuno o, addirittura, possono dare luogo a disturbi come effetti collaterali inaspettati. D'altronde se si fosse già certi del risultato non ci sarebbe bisogno di fare una sperimentazione [sull'uomo]". Parola di Natale Cascinelli
"Perché un principio attivo, risultato efficace in una serie di sperimentazioni condotte in laboratorio, diventi un vero e proprio farmaco occorre testare la sua efficacia e sicurezza nell'uomo. Lo strumento principale per capire se e a quale dosaggio una sostanza può essere somministrata agli esseri umani senza rischio di effetti collaterali o effetti tossici è rappresentato dai cosiddetti "trial clinici".
"Il trial clinico di fase I è uno studio in cui per la prima volta un nuovo trattamento viene somministrato a esseri umani. Lo scopo è determinare la sicurezza della molecola e la sua tollerabilità da parte dell'organismo oltre a verificare se agisce davvero come previsto. Le dosi impiegate sono inizialmente le più basse possibili e vengono aumentate gradualmente".
All'interno dell'articolo si leggeva questa chicca:
"Molte terapie nuove apportano ovviamente dei benefici, la cui entità appare chiara però solo dopo alcuni anni e altre, invece, non ne apportano alcuno o, addirittura, possono dare luogo a disturbi come effetti collaterali inaspettati. D'altronde se si fosse già certi del risultato non ci sarebbe bisogno di fare una sperimentazione [sull'uomo]". Parola di Natale Cascinelli
Non so se può interessarvi, mi è capitato di sfogliare il bollettino dell'Airc e, in un articolo che trattava della sperimentazione clinica, ho trovato un trafiletto dove si poteva leggere tra le altre cose:
"Perché un principio attivo, risultato efficace in una serie di sperimentazioni condotte in laboratorio, diventi un vero e proprio farmaco occorre testare la sua efficacia e sicurezza nell'uomo. Lo strumento principale per capire se e a quale dosaggio una sostanza può essere somministrata agli esseri umani senza rischio di effetti collaterali o effetti tossici è rappresentato dai cosiddetti "trial clinici".
"Il trial clinico di fase I è uno studio in cui per la prima volta un nuovo trattamento viene somministrato a esseri umani. Lo scopo è determinare la sicurezza della molecola e la sua tollerabilità da parte dell'organismo oltre a verificare se agisce davvero come previsto. Le dosi impiegate sono inizialmente le più basse possibili e vengono aumentate gradualmente".
All'interno dell'articolo si leggeva questa chicca:
"Molte terapie nuove apportano ovviamente dei benefici, la cui entità appare chiara però solo dopo alcuni anni e altre, invece, non ne apportano alcuno o, addirittura, possono dare luogo a disturbi come effetti collaterali inaspettati. D'altronde se si fosse già certi del risultato non ci sarebbe bisogno di fare una sperimentazione [sull'uomo]". Parola di Natale Cascinelli
"Perché un principio attivo, risultato efficace in una serie di sperimentazioni condotte in laboratorio, diventi un vero e proprio farmaco occorre testare la sua efficacia e sicurezza nell'uomo. Lo strumento principale per capire se e a quale dosaggio una sostanza può essere somministrata agli esseri umani senza rischio di effetti collaterali o effetti tossici è rappresentato dai cosiddetti "trial clinici".
"Il trial clinico di fase I è uno studio in cui per la prima volta un nuovo trattamento viene somministrato a esseri umani. Lo scopo è determinare la sicurezza della molecola e la sua tollerabilità da parte dell'organismo oltre a verificare se agisce davvero come previsto. Le dosi impiegate sono inizialmente le più basse possibili e vengono aumentate gradualmente".
All'interno dell'articolo si leggeva questa chicca:
"Molte terapie nuove apportano ovviamente dei benefici, la cui entità appare chiara però solo dopo alcuni anni e altre, invece, non ne apportano alcuno o, addirittura, possono dare luogo a disturbi come effetti collaterali inaspettati. D'altronde se si fosse già certi del risultato non ci sarebbe bisogno di fare una sperimentazione [sull'uomo]". Parola di Natale Cascinelli