“forza Confindustria!”
a cura di Paolo De Gregorio – 15.01.07
Nella trasmissione televisiva di ieri sera “che tempo che fa” a cura di Fabio Fazio, abbiamo avuto prova inconfutabile della impercettibile differenza che ormai vi è tra opinioni considerate di destra e di sinistra, e quando poi si parla della “Ferrari” e della economia capitalista l’omologazione è totale, festosa, rassicurante.
L’intervista di Fazio al presidente di Confindustria, Cordero di Montezemolo ha consacrato Fazio quale omologo di Bruno Vespa nel nobile intento di tenere gli italiani lontani da qualsiasi approfondimento di fatti e responsabilità, offrendo al capoccia degli industriali una passerella trionfale resa meno insopportabile solo dal noto garbo e ironia leggera del conduttore.
Le drammatiche notizie di questi giorni che riguardano i cambiamenti climatici e rendono molto incerto e fosco il futuro dell’umanità, e che hanno proprio nel ciclo di produzione capitalista e nell’enorme numero di auto in circolazione i massimi responsabili, non hanno trovato nella trasmissione nemmeno un accenno, magari scherzoso. Niente.
Il presidente degli industriali, della Fiat, della Ferrari, l’uomo che cumula nella sua persona la piena responsabilità delle scelte industriali che hanno creato un mondo a misura di automobili, con aria fetida, polveri sottili cancerogene, migliaia di morti per incidenti, centinaia di migliaia di invalidi ogni anno (assistiti a carico dello Stato), enormi responsabilità per l’effetto serra e lo scioglimento dei ghiacciai, protagonista con la Ferrari e la Formula Uno di istigazione alla velocità, e ai comportamenti temerari sulla strada, viene ricevuto come un benefattore dell’umanità, complimentato per i suoi successi meravigliosi dalla controfigura di Vespa che lo indica anche come soggetto adatto alla Presidenza del Consiglio.
E qui la questione si fa seria, epocale, e sotto processo vi è la dittatura degli industriali che hanno guidato l’economia mondiale verso il punto di non ritorno, per quanto riguarda la capacità del pianeta terra di sopportare gli insulti di uno sviluppo insensato e non sostenibile.
A questo punto bisogna dividersi e dire con chiarezza a quale corrente di pensiero si aderisce, come funziona per l’origine dell’uomo o credi nel creazionismo divino, o credi nell’evoluzionismo Darwiniano.
Non ci si può più rifugiare dietro i se e i ma e le solite ambiguità ed omissioni, o si è a favore di “questo sviluppo” che abbiamo sotto gli occhi, la cui logica è una crescita infinita e l’espansione dei consumi fino alla fine delle risorse e alla desertificazione, o si è contro e si pensa ad una decrescita verso un livello SOSTENIBILE in cui tutto il sistema energetico e dei trasporti sia sottratto alle convenienze degli industriali, deciso in sede scientifica e politica, e spostato URGENTEMENTE verso le energie rinnovabili, il risparmio energetico e i trasporti pubblici.
Vi offro una “chicca” che spiega meglio di qualsiasi trattato sociologico come funziona veramente l’America e che essere antiamericani sarebbe un dovere civile. Dal New York Time : l’assistente di Bush e lobbysta della industria petrolifera Philip Cooney ha alterato o censurato di suo pugno almeno una dozzina di rapporti scientifici sul clima presentati alla Casa Bianca, compresi quelli presentati dal governo stesso.
Per questi “meriti” Cooney è stato assunto dalla Exxon Mobil, per fare una campagna di disinformazione sui cambiamenti climatici, versando 2,9 milioni di dollari per finanziare associazioni e personaggi che negli Usa ed in Europa seminano dubbi e incertezze sul riscaldamento globale.
Le grandi corporation del petrolio e dell’auto ci vogliono condannare a morte, ma se cominciamo ad andare a piedi o in bicicletta e pretendiamo trasporti pubblici capillari ed efficienti, saremo noi a farli morire.
Paolo De Gregorio
"forza Confindustria!"
- Gianluca Ricciato
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Sullo sviluppo
Grazie del contributo teorico, condivido molto quello che hai scritto e mi piace la chiarezza con cui ci hai parlato dell'economia e le notizie utili sulla politica USA
Ti faccio un appunto su una cosa che mi ha fatto venire dei dubbi.
Sul discorso che fai "o con lo sviluppo o contro lo sviluppo".
Io chiaramente mi metto con te contro questo sviluppo, altrimenti non mi sarei messo a moderare questo forum per esempio. Ma a volte, anche nelle discussioni con le persone, con gli amici, mi rendo conto che questo aut aut spesso è controproducente.
Perchè "sviluppo" aveva ed ha ancora per molti un altro significato, voleva dire "passaggio da una fase peggiore a una fase migliore della società", più o meno. A sinistra come sappiamo è molto presente questo concetto, non a caso nel '94 contro Berlusconi si presentavano i "Progressisti". Per questo motivo ancora adesso c'è chi considera le idee della decrescita pericolosamente inclini ad un identitarismo autarchico e di destra.
Proprio a causa di questo casino concettuale, che poi riflette la complessità e la confusione dei nostri tempi, occorre secondo me spiegarsi e non fare troppi aut-aut, almeno nei rapporti interpersonali.
E' chiaro poi che a livello politico i governi anche di sinistra sfruttano questa oscillazione per i loro interessi ambigui, parlano di "sviluppo sostenibile" e di tutela dell'ambiente e poi fanno le finanziarie di guerra e considerano gli inceneritori energia rinnovabile.
Però è anche vero che parlare della decrescita è più facile che farla. Le autoproduzioni da sole non risolvono i problemi dell'economia mondiale anche se io credo che siano il migliore punto di partenza.
Ci vuole un cambiamento di paradigma antropologico, in cui rientra tutto, dai rappporti interpersonali a quelli tra tra razze diverse, tra sessi, rientra la propria capacità di guardarsi dentro e di cambiare veramente, rientra la pratica della nonviolenza e la capacità di accettare il diverso, rientra la capacità di ritornare ad un contatto spirituale e armonico con la natura e in generale con l'ambiente circostante, rientra la capacità di riconoscere la verità dalle chiacchiere, etc...
Non sono cose facili e secondo me non si può pretendere che quei quadri ammuffiti dei nostri politici anche volendo sappiano starci dietro, bisogna partire dal basso e creare consenso e contaminazione. E magari sarà contaminato anche qualcuno in parlamento, come è già successo...
Ciao
Gianluca
Ti faccio un appunto su una cosa che mi ha fatto venire dei dubbi.
Sul discorso che fai "o con lo sviluppo o contro lo sviluppo".
Io chiaramente mi metto con te contro questo sviluppo, altrimenti non mi sarei messo a moderare questo forum per esempio. Ma a volte, anche nelle discussioni con le persone, con gli amici, mi rendo conto che questo aut aut spesso è controproducente.
Perchè "sviluppo" aveva ed ha ancora per molti un altro significato, voleva dire "passaggio da una fase peggiore a una fase migliore della società", più o meno. A sinistra come sappiamo è molto presente questo concetto, non a caso nel '94 contro Berlusconi si presentavano i "Progressisti". Per questo motivo ancora adesso c'è chi considera le idee della decrescita pericolosamente inclini ad un identitarismo autarchico e di destra.
Proprio a causa di questo casino concettuale, che poi riflette la complessità e la confusione dei nostri tempi, occorre secondo me spiegarsi e non fare troppi aut-aut, almeno nei rapporti interpersonali.
E' chiaro poi che a livello politico i governi anche di sinistra sfruttano questa oscillazione per i loro interessi ambigui, parlano di "sviluppo sostenibile" e di tutela dell'ambiente e poi fanno le finanziarie di guerra e considerano gli inceneritori energia rinnovabile.
Però è anche vero che parlare della decrescita è più facile che farla. Le autoproduzioni da sole non risolvono i problemi dell'economia mondiale anche se io credo che siano il migliore punto di partenza.
Ci vuole un cambiamento di paradigma antropologico, in cui rientra tutto, dai rappporti interpersonali a quelli tra tra razze diverse, tra sessi, rientra la propria capacità di guardarsi dentro e di cambiare veramente, rientra la pratica della nonviolenza e la capacità di accettare il diverso, rientra la capacità di ritornare ad un contatto spirituale e armonico con la natura e in generale con l'ambiente circostante, rientra la capacità di riconoscere la verità dalle chiacchiere, etc...
Non sono cose facili e secondo me non si può pretendere che quei quadri ammuffiti dei nostri politici anche volendo sappiano starci dietro, bisogna partire dal basso e creare consenso e contaminazione. E magari sarà contaminato anche qualcuno in parlamento, come è già successo...
Ciao
Gianluca