L'ormesi è un concetto che descrive il fatto che alcune sostanze si comportano in maniera paradossale al cambiare della loro concentrazione.
In un articolo da poco pubblicato gli autori descrivono gli effetti benefici di molti composti fitochimici derivati da piante medicinali e dalla dieta ricca in vegetali come efetti fitoormetici (Neurohormetic phytochemicals: Low-dose toxins that induce adaptive neuronal stress responses.:Mattson MP, Cheng A :Trends Neurosci. 2006 Nov;29(11):632-9)
Diete ricche in verdura e frutta sono associate a ridotta incidenza di malattie neurodegenerative. Anche se parte di questo effetto può essere spiegato con l'attività antiossidante, è ormai chiaro che molti composti benefici si sono evoluti come tossine (allelochimiche, per dissuadere i predatori) che a dosi subtossiche attivano attivano delle risposte cellulari adattive di tipo stressorio (sulforafano, resveratrolo, curcumina, ecc.).
Attraverso l'attivazione di questa cascate di risposta allo stress, le cellule
producono enzimi antiossidanti e meccanismi anti eccitotossici, aumentando la vita media di molte linee cellulari tra le quali i neuroni.
Piante e prevenzione delle malattie neurodegenerative
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Marco Valussi
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No :-), il cntrariorobigna ha scritto:eh???
ma quindi proprio perchè assunte in quantità subtossiche esse diventano tossine e cercando di farci male ci fanno invece bene?
%-|
Allora, questo argomenti si riaggancia a quello più vasto della coevoluzioni uomini.piante (vedi topic si medicina e alimentazione).
Le piante sviluppano delle tossine che devono servire per tenere lontani i predatori (insetti, erbivori, uomo)
I predatori si adattano alle tossine in vari modi, uno dei quali quello di poter sopportare dosi ridotte della tossina che diventa un principio benefico, perchè stimola una risposta da parte delle cellule (in questo caso le cellule nervose) di tipo protettivo, senza causarne la morte. Quindi maggior produzione di enzimi e substrati responsabili delle cascate antiossidanti, oppure immunostimolanti, oppure antitossiche, ecc.
Ovvero, noi abbiamo svuluppato dei comportamenti che minimizzano l'ingestione di tossine, ed il nostro corpo riesce a gestire queste tossine, o addirittura a sfruttarle, in maniera grossolana (oli essenziali che agiscono come antiparassitari invece che farci del male) o in maniera più sottile (le tossine diventano mediatori estemporanei di varie reazioni cellulari benefiche).
ok, grazie della spiegazione, adesso ho capito meglio.Marco Valussi ha scritto:Norobigna ha scritto:eh???
ma quindi proprio perchè assunte in quantità subtossiche esse diventano tossine e cercando di farci male ci fanno invece bene?
%-|, il cntrario
Allora, questo argomenti si riaggancia a quello più vasto della coevoluzioni uomini.piante (vedi topic si medicina e alimentazione).
Le piante sviluppano delle tossine che devono servire per tenere lontani i predatori (insetti, erbivori, uomo)
I predatori si adattano alle tossine in vari modi, uno dei quali quello di poter sopportare dosi ridotte della tossina che diventa un principio benefico, perchè stimola una risposta da parte delle cellule (in questo caso le cellule nervose) di tipo protettivo, senza causarne la morte. Quindi maggior produzione di enzimi e substrati responsabili delle cascate antiossidanti, oppure immunostimolanti, oppure antitossiche, ecc.
Ovvero, noi abbiamo svuluppato dei comportamenti che minimizzano l'ingestione di tossine, ed il nostro corpo riesce a gestire queste tossine, o addirittura a sfruttarle, in maniera grossolana (oli essenziali che agiscono come antiparassitari invece che farci del male) o in maniera più sottile (le tossine diventano mediatori estemporanei di varie reazioni cellulari benefiche).
e quali sono le piante alimentari, ortaggi, che sviluppano più tossine?
e se decidessi di nutrirmi per un mese di sole melanzane, per esempio, la quantità di tossine assunte sarebbe oltre il limite per cui l'effetto diventerebbe di danneggaimento neuronale?