La natura e i PACS
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ecolaura73
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- Iscritto il: dom dic 10, 2006 5:49 pm
La natura e i PACS
Ciao a tutt*,
Ritengo interessante il dibattito che si è creato in risposta al messaggio "non sono d'accordo"di Elisabetta .
Per quanto mi riguarda nell'intervento di Elisabetta trovo curioso il riferiemento a categorie come quelle di "natura" e "sanità". Oltre all'ovvia constatazione (oramai ampiamente accettata anche dalla stampa divulgativa) che l'omosessualità non è una malattia mi sembra importante richiamare l'attenzione sull'uso del termine "natura".
Se infatti nel contesto di un sito come Promiseland il termine contiene accezioni senza dubbio positive - in quanto si contrappongo allo sviluppo (tecnoscientifico e capitalistico) che ha perso di vista il fine ultimo del benessere dell'uomo (e della donna!) - l'uso che ne viene fatto nel dibattito relativo ai diritti omosessuali è estremamente diverso.
Il concetto di natura, in questo caso, è riferito all'"ordine naturale delle cose" quale categoria concettuale a cui fare riferiemento per esprimere un giudizio morale sul mondo che ci circonda (e - cosa più grave - come legittimazione di scelte politiche oscurantiste). Dal mio punto di vista ci sono due modi di richiamarsi "ordine naturale delle cose": una è riferibile ad una convinzione religiosa, l'altra deriva da una idea di scienza totalmente determinista ed anacronistica.
Per quanto riguarda la motivazione religiosa non entro nel merito: sono convinzioni personali dei quali non voglio e non posso arrivare a discutere. Quello che posso dire è che, dal mio punto di vista, non dovrebbero ostacolare la formulanzione dei diritti di uno stato laico.
Come dire: sta allo stato in quanto pubblico a garantire i diritto dei cittadini... Tutti i cittadini, anche quelli che sono una minoranza... quindi lo stato deve tutelare anche i diritti di cui io, magari, personalmente non intendo avvalermi (come, per fare un esempio, il diritto al divorzio, all'aborto ed altri diritti tutelati dallo stato). E questi diritti lo stato deve tutelarli anche nel caso in cui la maggior parte degli italiani non ne farebbe ricorso personalmente per motivi morali o religiosi. In questi casi cioè lo stato si fa garante della tutela del diritto di una minoranza.
Per quanto riguarda invece l'uso del termine "natura" e del concetto di "ordine naturale delle cose" riferibile alla scienza posso entrare nel merito senza rischiare di ledere nessuna sensibilità morale e personale. Ritengo l'uso di questa categora un retaggio di un concetto di scienza messo ampiamente in discussione negli ambiti specializzati ma che ancora permea la società quale sentire comune.
Sin dal 1962 grazie al libro La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Kuhn ed al suo concetto di paradigma scientifico ci è resi conto che anche la scienza è il prodotto di un dibatitto tra attori e procede secondo un andamento che non è lineare ma necessita di rivoluzioni che scardinano ciò che ritenuto naturale sino a quel dato momento.
L'opera di Kuhn rappresenta una pietra miliare nel dibattito epistemologico moderno ed ha permesso di relativizzare la scienza come sapere universale di un unico ed univoco "ordine naturale delle cose".
Chi fa appello alla natura come legittimazione per negare diritti civili dovrebbe spiagare meglio a quale concetto di natura si riferisce per non illudersi di utilizzare argomenti scientifici per coprire argomentazioni squisitamente religiose.
Cercherei di tenerlo presente quando si affrontano politicamente argomenti che hanno a che fare con la tutela dei diritti.. Diritti che se introdotti nel nostro ordinamento giuridico non ledono la dignità a nessuno ma anzi permettono ad una minoranza di vedere riconosciuti i suoi legami affettivi e le proprie responsabilità reciproche.
Ritengo interessante il dibattito che si è creato in risposta al messaggio "non sono d'accordo"di Elisabetta .
Per quanto mi riguarda nell'intervento di Elisabetta trovo curioso il riferiemento a categorie come quelle di "natura" e "sanità". Oltre all'ovvia constatazione (oramai ampiamente accettata anche dalla stampa divulgativa) che l'omosessualità non è una malattia mi sembra importante richiamare l'attenzione sull'uso del termine "natura".
Se infatti nel contesto di un sito come Promiseland il termine contiene accezioni senza dubbio positive - in quanto si contrappongo allo sviluppo (tecnoscientifico e capitalistico) che ha perso di vista il fine ultimo del benessere dell'uomo (e della donna!) - l'uso che ne viene fatto nel dibattito relativo ai diritti omosessuali è estremamente diverso.
Il concetto di natura, in questo caso, è riferito all'"ordine naturale delle cose" quale categoria concettuale a cui fare riferiemento per esprimere un giudizio morale sul mondo che ci circonda (e - cosa più grave - come legittimazione di scelte politiche oscurantiste). Dal mio punto di vista ci sono due modi di richiamarsi "ordine naturale delle cose": una è riferibile ad una convinzione religiosa, l'altra deriva da una idea di scienza totalmente determinista ed anacronistica.
Per quanto riguarda la motivazione religiosa non entro nel merito: sono convinzioni personali dei quali non voglio e non posso arrivare a discutere. Quello che posso dire è che, dal mio punto di vista, non dovrebbero ostacolare la formulanzione dei diritti di uno stato laico.
Come dire: sta allo stato in quanto pubblico a garantire i diritto dei cittadini... Tutti i cittadini, anche quelli che sono una minoranza... quindi lo stato deve tutelare anche i diritti di cui io, magari, personalmente non intendo avvalermi (come, per fare un esempio, il diritto al divorzio, all'aborto ed altri diritti tutelati dallo stato). E questi diritti lo stato deve tutelarli anche nel caso in cui la maggior parte degli italiani non ne farebbe ricorso personalmente per motivi morali o religiosi. In questi casi cioè lo stato si fa garante della tutela del diritto di una minoranza.
Per quanto riguarda invece l'uso del termine "natura" e del concetto di "ordine naturale delle cose" riferibile alla scienza posso entrare nel merito senza rischiare di ledere nessuna sensibilità morale e personale. Ritengo l'uso di questa categora un retaggio di un concetto di scienza messo ampiamente in discussione negli ambiti specializzati ma che ancora permea la società quale sentire comune.
Sin dal 1962 grazie al libro La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Kuhn ed al suo concetto di paradigma scientifico ci è resi conto che anche la scienza è il prodotto di un dibatitto tra attori e procede secondo un andamento che non è lineare ma necessita di rivoluzioni che scardinano ciò che ritenuto naturale sino a quel dato momento.
L'opera di Kuhn rappresenta una pietra miliare nel dibattito epistemologico moderno ed ha permesso di relativizzare la scienza come sapere universale di un unico ed univoco "ordine naturale delle cose".
Chi fa appello alla natura come legittimazione per negare diritti civili dovrebbe spiagare meglio a quale concetto di natura si riferisce per non illudersi di utilizzare argomenti scientifici per coprire argomentazioni squisitamente religiose.
Cercherei di tenerlo presente quando si affrontano politicamente argomenti che hanno a che fare con la tutela dei diritti.. Diritti che se introdotti nel nostro ordinamento giuridico non ledono la dignità a nessuno ma anzi permettono ad una minoranza di vedere riconosciuti i suoi legami affettivi e le proprie responsabilità reciproche.
Trovo il tuo intervento illuminante, specie riguardo a Kuhn.
Anche io concordo sul fatto che il concetto di scientificità=verità assoluta spesso presente nei dibattiti vada un attimino svecchiato. Così come, giustamente, quello di natura, che da per scontato che la natura sia in qualche modo conosciuta in modo definitivo da qualcuno...in realtà ne conosciamo (forse) una minima parte e molti di quelli che si appellano a questo concetto spesso conoscono solo una minima parte di quella minima parte.
Anche io concordo sul fatto che il concetto di scientificità=verità assoluta spesso presente nei dibattiti vada un attimino svecchiato. Così come, giustamente, quello di natura, che da per scontato che la natura sia in qualche modo conosciuta in modo definitivo da qualcuno...in realtà ne conosciamo (forse) una minima parte e molti di quelli che si appellano a questo concetto spesso conoscono solo una minima parte di quella minima parte.
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liquirizia
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- Iscritto il: dom ott 01, 2006 11:59 am
sono d'accordissimo..infatti magari esco un pò dal tema, ma vorrei sottolineare come nulla di quello che noi vediamo, sentiamo, diciamo e scriviamo possa essere assoluto e obbiettivo...cioè la scienza, la religione le nostre credenze sono tutte frutto di una NOSTRA mediazione con quello che ci sta intorno...noi vediamo cose, le sentiamo e le giudichiamo, facciamo analisi, diciamo cosa è giusto o è sbagliato epr gli altri, ma tutto ciò è fatto sulla base di quello che il nostro corpo fa...perciò nè la scienza nè la religione dovrebbero avere mai la presunzione di essere assolute e totalmente obiettive...se ci pensate noi analizziamo la realtà con strumenti che noi stessi abbiamo creato, con le nostre mani, con le nostre menti, con i nostir occhi...ma nulla ci assicura che tutto ciò sia giusto o vero...per quanto ne sappiamo potremmo anche essere minuscoli corpuscoli che viaggiano nel nulla, e tutta la vita un'illusione un sogno... perciò mi sembra assurdo che in generale altri si debbano imporre su altre persone costringendole anche in quella breve vita che abbiamo a cose che loro credono giuste assolutamente ma che nella loro incertezza reale potrebbero non esserlo...mi capite? ognuno dovrebbe rispettare l'altro e lasciare che ognuno viva la sua vita come più desidera....in fondo ripeto e spero che molti un giorno lo capiscano, non possiamo essere così certi di tutto, e quindi non è giusto che ci imponiamo in questo modo sugli altri, su quello che ci circonda....Scusate se mi sono dilungata...
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liquirizia
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- Iscritto il: dom ott 01, 2006 11:59 am
Il biocentrismo mette al centro la vita e impegna a rispettarla in ogni sua forma.liquirizia ha scritto:..scusate la mia ignoranza..ma cos'è un biocentrista? =P
Comunque ti ringrazio per il supporto!pensavo di essere l'unica..
Una delle regole che seguono è che non c'è niente di male se in quel che si fa non si fa del male agli altri. Per cui la tolleranza anzi l'accettazione delle scelte di vita altrui quando queste non ledono nessuno.
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liquirizia
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- Iscritto il: dom ott 01, 2006 11:59 am
- alFaris
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Essalamu Elikah!
> la scienza, la religione le nostre credenze sono tutte frutto di una
> NOSTRA mediazione con quello che ci sta intorno...
andando sempre più fuori tema... mi hai fatto ricordare la pietra tombale di palenque (leggi palenche) che ritrae ciò che per molto tempo fu ritenuto un'astronauta (maggiori informazioni qui http://www.cicap.org/enciclop/at100249.htm )...
oppure il caso della famosa principessa sciita sepolta duemila anni fa come un grande capo sciita (gli sciiti erano all'epoca un popolo nomade del settentrione indoiranico) ma ahinoi per l'appunto era una donna - fatto eccezionale per quelle popolazioni e anche per noi che difatti abbiamo durato un po' di tempo prima di rassegnarci che _non_ fosse un uomo...
oggi noi "civili" uomini bianchi ci dobbiamo ancora rassegnare all'idea che un uomo / una donna si possa innamorare di un'altro essere umano appartenente al proprio stesso sesso... :-)
Ua Elikah Essalam! by alFaris
> la scienza, la religione le nostre credenze sono tutte frutto di una
> NOSTRA mediazione con quello che ci sta intorno...
andando sempre più fuori tema... mi hai fatto ricordare la pietra tombale di palenque (leggi palenche) che ritrae ciò che per molto tempo fu ritenuto un'astronauta (maggiori informazioni qui http://www.cicap.org/enciclop/at100249.htm )...
oppure il caso della famosa principessa sciita sepolta duemila anni fa come un grande capo sciita (gli sciiti erano all'epoca un popolo nomade del settentrione indoiranico) ma ahinoi per l'appunto era una donna - fatto eccezionale per quelle popolazioni e anche per noi che difatti abbiamo durato un po' di tempo prima di rassegnarci che _non_ fosse un uomo...
oggi noi "civili" uomini bianchi ci dobbiamo ancora rassegnare all'idea che un uomo / una donna si possa innamorare di un'altro essere umano appartenente al proprio stesso sesso... :-)
Ua Elikah Essalam! by alFaris