Il prossimo anno (febbraio) andrò ad abitare in un appartamento (piccolo, 63 mq, per l'80% esposto a ovest, la camera da letto a nord e provvisto di amplissime vetrate) con riscaldamento autonomo.
Siccome di pareri discordanti ce ne sono molti, vorrei sapere se conviene di più al livello di resa e risparmio energetico mantenere la casa tutto il giorno ad una temperatura di circa 15 gradi per poi alzarla intorno ai 20°quando siamo dentro oppure è preferibile programmare il timer una due ore prima del risveglio o del rientro in casa con temperature intorno ai 26°.
Dato che non sono abituata, non vorrei ritrovarmi con una bolletta stratosferica e tantomeno aver consumato risorse invano.
Grazie a chiunque vorrà rispondermi.
Come dosare il riscaldamento domestico?
Prova
Il riscaldamento lo accendi quando entri in casa, metti il timer di spegnimento e ciao.
Se consumi troppo aggiusti il tiro col tempo. Secondo me il risparmio è proprio nel non programmare niente, altrimenti ti dimentichi di spegnere quando non ci sei. Meglio consumare un po' di più quando sei in casa e fa proprio freddo no?
Se consumi troppo aggiusti il tiro col tempo. Secondo me il risparmio è proprio nel non programmare niente, altrimenti ti dimentichi di spegnere quando non ci sei. Meglio consumare un po' di più quando sei in casa e fa proprio freddo no?
a naso direi che si risparmia a mantenere sempre una temperatura costante, quest'anno ho pensato di provare una settimana così e un'altra accendendo quando sono in casa, praticamente la sera, leggendo il contatore poi magari ti dico il risultato dell'esperimento... ma il freddo non arriva (pre fortuna!!!) ora non sarebbe attendibile...