A 26 anni si può essere stanchi di combattere?
A 26 anni si può essere stanchi di combattere?
Facciamo finta che non sia io il personaggio della storia, ve lo racconto come se fossi un suo amico...Chiamerò il mio amico Piero.
Piero è un bambino come tanti fino all'età di 14 anni, quell'anno c'è un tragico lutto di un suo genitore, all'inizio c'è un periodo di irrealtà, Piero si tiene tutto dentro per non fare stare ancora peggio gli altri, e continua a farlo fino ai 18, quando inizia a non poterne più di mandare giù tutto, inizia a stare male fisicamente, prima gastrite e colite nervose, poi verso i 20 ha continui giramenti di capo, sudori freddi, battiti accelerati, si sente male quando è in giro, e non riesce a capire che ha. Dopo moltissime visite (tac, risonanze magnetiche, accertamenti per la labirintite, ecc.)
inizia a intuire da dove proviene il suo male, passa un periodo veramente brutto, in cura con psicofarmaci presso una psicologa della mutua (uncia che può permettersi essendo gratis) che lo convince a ripartire, ma poi quando ci sono i primi risultati lo molla perchè ci sono casi più gravi di gente che non può permettersi di pagare per farsi curare.
Quindi Piero continua col suo medico curante a ingerire pastiglie di xanax, effexor, e chi più ne ha piu ne metta. La sua vità è incompleta, completamente bloccato con l'altro sesso per il suo grande senso di inutilità e di inadeguatezza, col lavoro è la stessa cosa, inizia molte volte per poi mollare quando magari son 2 settimane che non dorme per la preoccupazione di come andrà il giorno dopo, a un certo punto decide di smettere la terapia da solo senza aiuto del medico o di altri, resiste 2 mesi senza, poi al primo ostacolo serio ricrolla e si rivolge a uno psichiatra che gli cambia per l'ennesima volta la cura, sta meglio fisicamente certo, ma per il resto è tutto come prima. La famiglia di Piero non è certo ricca, stenta ad andare avanti con un solo genitore, e Piero si sente ogni giorno più vecchio e più in colpa per il fatto di gravare sulle spalle dei suoi cari, la gente del posto dove abita lo conosce e lo guarda spesso male, lui ha un solo amico, con cui ormai non riesce più a parlare di cose serie, esce ogni tanto per un caffè e 4 chiacchiere, sempre sperando di non stramazzare al suolo prima del ritorno tra le mura di casa. Di notte nel mezzo delle sua insonnia spesso gli capita di pensare all'inutilità di se stesso, e a tutte le volte che ha provato a rialzarsi cadendo solo più pesantemente, a volte il mattino gli viene da piangere...
Secondo voi che dovrei fare con il mio amico Piero? Eutanasia?
Piero è un bambino come tanti fino all'età di 14 anni, quell'anno c'è un tragico lutto di un suo genitore, all'inizio c'è un periodo di irrealtà, Piero si tiene tutto dentro per non fare stare ancora peggio gli altri, e continua a farlo fino ai 18, quando inizia a non poterne più di mandare giù tutto, inizia a stare male fisicamente, prima gastrite e colite nervose, poi verso i 20 ha continui giramenti di capo, sudori freddi, battiti accelerati, si sente male quando è in giro, e non riesce a capire che ha. Dopo moltissime visite (tac, risonanze magnetiche, accertamenti per la labirintite, ecc.)
inizia a intuire da dove proviene il suo male, passa un periodo veramente brutto, in cura con psicofarmaci presso una psicologa della mutua (uncia che può permettersi essendo gratis) che lo convince a ripartire, ma poi quando ci sono i primi risultati lo molla perchè ci sono casi più gravi di gente che non può permettersi di pagare per farsi curare.
Quindi Piero continua col suo medico curante a ingerire pastiglie di xanax, effexor, e chi più ne ha piu ne metta. La sua vità è incompleta, completamente bloccato con l'altro sesso per il suo grande senso di inutilità e di inadeguatezza, col lavoro è la stessa cosa, inizia molte volte per poi mollare quando magari son 2 settimane che non dorme per la preoccupazione di come andrà il giorno dopo, a un certo punto decide di smettere la terapia da solo senza aiuto del medico o di altri, resiste 2 mesi senza, poi al primo ostacolo serio ricrolla e si rivolge a uno psichiatra che gli cambia per l'ennesima volta la cura, sta meglio fisicamente certo, ma per il resto è tutto come prima. La famiglia di Piero non è certo ricca, stenta ad andare avanti con un solo genitore, e Piero si sente ogni giorno più vecchio e più in colpa per il fatto di gravare sulle spalle dei suoi cari, la gente del posto dove abita lo conosce e lo guarda spesso male, lui ha un solo amico, con cui ormai non riesce più a parlare di cose serie, esce ogni tanto per un caffè e 4 chiacchiere, sempre sperando di non stramazzare al suolo prima del ritorno tra le mura di casa. Di notte nel mezzo delle sua insonnia spesso gli capita di pensare all'inutilità di se stesso, e a tutte le volte che ha provato a rialzarsi cadendo solo più pesantemente, a volte il mattino gli viene da piangere...
Secondo voi che dovrei fare con il mio amico Piero? Eutanasia?
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Kia'84
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Si vede che ne vuoi uscire, quindi cancella per quanto ti è possibile, pensieri brutti come morte/suicidio.
Dal mio piccolo non so che dirti. per alcune cose sto male come te. anche io ho solo 1 amica che vedo una volta ogni tanto e sono sempre le solite chiacchiere.
Staccare un po' dalla vita di routine, non so se t possa aiutare. Io avrei voglia di lasciare il posto dove vivo, ma so benissimo che dovunque mi trasferissi, si, potrebbe anche andare meglio, ma di sicuro non sarebbe questo a farmi migliorare.
Dal mio piccolo non so che dirti. per alcune cose sto male come te. anche io ho solo 1 amica che vedo una volta ogni tanto e sono sempre le solite chiacchiere.
Staccare un po' dalla vita di routine, non so se t possa aiutare. Io avrei voglia di lasciare il posto dove vivo, ma so benissimo che dovunque mi trasferissi, si, potrebbe anche andare meglio, ma di sicuro non sarebbe questo a farmi migliorare.
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mammagatta
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non è triste ma bello che ovunque andiamo portiamo dietro noi stessi.....
non siamo solo sbagliati, giusti, ingiusti, un pò belli e un pò brutti......
siamo noi con i nostri problemi più o meno pesanti....
più o meno facili da risolvere.....
finchè c'è vita c'è speranza di un momento migliore e voglio proprio continuare a pensare questo.... i problemi passano , ma io resto, in attesa che qualcosa si modifichi e prima o poi le cose si sono modificate, non sempre immediatamente, non tutte come avrei voluto....
ma fa parte del gioco della vita.
ci sono 2 detti che mi piacciono e voglio condividere con Voi
"L'esperienza non è ciò che accade a un uomo
è quello che un uomo fa
con ciò che gli accade"
"E' meglio essere preparati a un'occasione
e non averla
piuttosto che avere un'occasione
e non essere preparati"
ciao a presto!
pat
non siamo solo sbagliati, giusti, ingiusti, un pò belli e un pò brutti......
siamo noi con i nostri problemi più o meno pesanti....
più o meno facili da risolvere.....
finchè c'è vita c'è speranza di un momento migliore e voglio proprio continuare a pensare questo.... i problemi passano , ma io resto, in attesa che qualcosa si modifichi e prima o poi le cose si sono modificate, non sempre immediatamente, non tutte come avrei voluto....
ma fa parte del gioco della vita.
ci sono 2 detti che mi piacciono e voglio condividere con Voi
"L'esperienza non è ciò che accade a un uomo
è quello che un uomo fa
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"E' meglio essere preparati a un'occasione
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Kia'84
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Gran bel proverbio. Però penso che andare in un posto nuovo possa essere uno stimolo per migliorarsi, soprattutto se dove abiti tutti sanno del tuo malessere e ti guardano come se tu fossi pazza.Simona* ha scritto:Vi è un proverbio, se vogliamo un po' triste , ma che rispecchia la realtà
" Dovunque vai porti dietro te stessa"...
E personalmente nei momenti no, stavo molto meglio a casa mia, nel mio ambiente, con le mie cose, e le mie abitudini....
Comunque consiglio un libro che a me ha aiutato moltissimo tempo fa "Veronika decide di morire" di Coelho. Certo un libro non può cambiare una persona o toglierla da tutti i suoi problemi, ansie etc.
Mi è venuto anche voglia di rileggerlo, chissà magari, anche stavolta può darmi una marcia in più.
Baci^_^
No io non sono d'accordo, per me lo stimolo per migliorarmi non è quello che viene dal lasciare un posto e la sua gente, ma restarci . essere forte , dare il meglio per dimostrare che infondo non ero poi pazza come credevano.Kia'84 ha scritto:Gran bel proverbio. Però penso che andare in un posto nuovo possa essere uno stimolo per migliorarsi, soprattutto se dove abiti tutti sanno del tuo malessere e ti guardano come se tu fossi pazza.Simona* ha scritto:Vi è un proverbio, se vogliamo un po' triste , ma che rispecchia la realtà
" Dovunque vai porti dietro te stessa"...
E personalmente nei momenti no, stavo molto meglio a casa mia, nel mio ambiente, con le mie cose, e le mie abitudini....
Comunque consiglio un libro che a me ha aiutato moltissimo tempo fa "Veronika decide di morire" di Coelho. Certo un libro non può cambiare una persona o toglierla da tutti i suoi problemi, ansie etc.
Mi è venuto anche voglia di rileggerlo, chissà magari, anche stavolta può darmi una marcia in più.
Baci^_^
No un libro non cambia una persona , sarebbe troppo facile, ma indubbiamente leggere aiuta, aiuta a capire capirsi e tiene anche compagnia...
Una cosa :abbi meno paure,,stringiti di più al tuo ragazzo...e fa una pernacchia a chi ti dice che sei matta.....ma fagliela davvvero e convinta
Se a loro parli come parli qui....dubito che penseranno che sei matta..anzi....Al massimo,se consocono i tuoi problemi penseranno che hai bisogno di un aiuto psicologico..embè che male c'è ?oggi andare in analisi fa moda..fa schic...chi se lo può permettere ha lo psicologo di fiducia
Ci sono più "depressi" che persone sane in giro..
Dai Kia coraggio......ce l'hai fatta anni fa e ce la farai ancora..
Un bacione
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Kia'84
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mi sento letteralmente stanca di vivere. è una sensazione bruttissima. è da settimane che mi sento così, sto piangendo, sento un vuoto dentro incolmabile che mi prende anche a tutto lo stomaco e sento una angoscia lancinante che si protrae per tutto il giorno, ho paura e voglio tornare come prima ma ho paura che ci sia un baratro insormontabile. vorrei che in un colpo solo tt tornasse come prima...ho una paura folle...
Grazie Kia per le belle parole, ma è troppo tempo che ci provo e riprovo, anche a me qualche volta viene voglia di andarmene via, cambiare vita, ma ho paura di fare pure quello... mi viene sempre in mente una frase quando penso ad andarmene da qui... "Scappare da un paese di 10000 abitanti è come scappare da te stesso, e non puoi scappare da te stesso nemmeno se sei Eddie Merx" mi sembra che sia detta nel film Radiofreccia..
I problemi, soprattutto quelli legati alla mente, purtroppo te li porti dietro dovunque vai..
Comunque leggendo mi sembra di avere capito che almeno tu hai un fidanzato a cui appoggiarti, e credimi non è poco, quando ti senti a pezzi e credi di non andare bene a nessuno forse lui riesce a riportarti con i piedi per terra..
Questa situazione è uno schifo, invidiare gli altri perche sono normali, hanno una vita normale, dover combattere per la normalità...capita anche a voi? A me di continuo...
I problemi, soprattutto quelli legati alla mente, purtroppo te li porti dietro dovunque vai..
Comunque leggendo mi sembra di avere capito che almeno tu hai un fidanzato a cui appoggiarti, e credimi non è poco, quando ti senti a pezzi e credi di non andare bene a nessuno forse lui riesce a riportarti con i piedi per terra..
Questa situazione è uno schifo, invidiare gli altri perche sono normali, hanno una vita normale, dover combattere per la normalità...capita anche a voi? A me di continuo...
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mammagatta
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ciao, bisogna vedere cosa intendete per normalità.
Chi è normale?
Guarda quante persone che al contrario di voi che vi considerate anormali, hanno ucciso moglie, figli ecc.....
erano considerate persone normalissime e senza problemi......
scusate... ma mi viene da pensare evviva la non normalità, visto che cerchi di venirne fuori, capendo che hai un problema e non fai male a nessuno.
però credo sia importante sul serio il concetto di normalità cosa comprende x voi?
un bacione
pat
Chi è normale?
Guarda quante persone che al contrario di voi che vi considerate anormali, hanno ucciso moglie, figli ecc.....
erano considerate persone normalissime e senza problemi......
scusate... ma mi viene da pensare evviva la non normalità, visto che cerchi di venirne fuori, capendo che hai un problema e non fai male a nessuno.
però credo sia importante sul serio il concetto di normalità cosa comprende x voi?
un bacione
pat
Cos'è per me la normalità?
Beh vediamo... posso dirti quello che non è normale per me, logicamente il contrario secondo me è normale...
Non è normale passare la notte insonne se il mattino dopo hai anche la più piccola commissione da fare...
Non è normale non vedere mai uno spiraglio di speranza in quello che ti capita...
Non è normale quando esci pensare che tutti stiano a guardare quello che fai, sudare freddo tanto che ti colano le goccioline di sudore, e non vedere l'ora di essere tra le tue 4 mura amiche...
Non è normale essere invidiosi perchè la gente che conosci lavora senza patemi d'animo, si innamora e vive le sue avventure, esce senza bisogno di prepararsi psicologicamente, etc etc.,
Non è normale ogni volta che prendi la macchina pensare che forse perderai il controllo per una crisi di panico...
La lista potrebbe andare avanti all'infito...ma spero di averti fatto capire grosso modo cosa intendo per normalità...
Beh vediamo... posso dirti quello che non è normale per me, logicamente il contrario secondo me è normale...
Non è normale passare la notte insonne se il mattino dopo hai anche la più piccola commissione da fare...
Non è normale non vedere mai uno spiraglio di speranza in quello che ti capita...
Non è normale quando esci pensare che tutti stiano a guardare quello che fai, sudare freddo tanto che ti colano le goccioline di sudore, e non vedere l'ora di essere tra le tue 4 mura amiche...
Non è normale essere invidiosi perchè la gente che conosci lavora senza patemi d'animo, si innamora e vive le sue avventure, esce senza bisogno di prepararsi psicologicamente, etc etc.,
Non è normale ogni volta che prendi la macchina pensare che forse perderai il controllo per una crisi di panico...
La lista potrebbe andare avanti all'infito...ma spero di averti fatto capire grosso modo cosa intendo per normalità...
Normale, è tutto ciò che a noi sembra normale
Non credo vi sia un canone, un binario, che possa definire cosa a questo mondo è normale
Se io soffro di insonnia ho problemi è normalissimo che passi la notte insonne..
Se le cose sono sempre andate male, è logico umano normale non vedere una speranza nel futuro
Se da una vita quando si esce si è sempre ossessionati dagli sguardi altrui e in essi leggiamo disapprovazione e scherno, è normale quando si esce sudare freddo e provare vergogna e ancor più è normale non vedere l'ora di rientrare a casa dove ci sentiamo protetti
Se di solito prendendo la macchina ci accorgiamo che con una crisi di panico ti sorge all'improvviso perdiamo il cotnrollo, è normale averne paura e essere tentati a non prendere l'auto...
Forse l'anormale, sarebbe farsi forza e cercare di combattere il nostro normale per trovare la forza di buttarci... ?
Non credo vi sia un canone, un binario, che possa definire cosa a questo mondo è normale
Se io soffro di insonnia ho problemi è normalissimo che passi la notte insonne..
Se le cose sono sempre andate male, è logico umano normale non vedere una speranza nel futuro
Se da una vita quando si esce si è sempre ossessionati dagli sguardi altrui e in essi leggiamo disapprovazione e scherno, è normale quando si esce sudare freddo e provare vergogna e ancor più è normale non vedere l'ora di rientrare a casa dove ci sentiamo protetti
Se di solito prendendo la macchina ci accorgiamo che con una crisi di panico ti sorge all'improvviso perdiamo il cotnrollo, è normale averne paura e essere tentati a non prendere l'auto...
Forse l'anormale, sarebbe farsi forza e cercare di combattere il nostro normale per trovare la forza di buttarci... ?
Ciao Simona,
io l'anormale voglia di buttarmi e di combattere di cui parli provo tutti i giorni a metterla in pratica, semplicemente scegliendo di alzarmi invece di restare nel letto a compatirmi... a qualcuno può sembrare una banalità, ma provi a passarci poi mi dice se lo è...
Comunque seguendo il tuo ragionamento se io ammazzo 5 persone perchè ho un raptus dopo una crisi di panico è normale... giusto?
Non voglio fare ironia, ma credo che tu sottovaluti il concetto di normalità..
io l'anormale voglia di buttarmi e di combattere di cui parli provo tutti i giorni a metterla in pratica, semplicemente scegliendo di alzarmi invece di restare nel letto a compatirmi... a qualcuno può sembrare una banalità, ma provi a passarci poi mi dice se lo è...
Comunque seguendo il tuo ragionamento se io ammazzo 5 persone perchè ho un raptus dopo una crisi di panico è normale... giusto?
Non voglio fare ironia, ma credo che tu sottovaluti il concetto di normalità..
Navy ha scritto:Ciao Simona,
io l'anormale voglia di buttarmi e di combattere di cui parli provo tutti i giorni a metterla in pratica, semplicemente scegliendo di alzarmi invece di restare nel letto a compatirmi... a qualcuno può sembrare una banalità, ma provi a passarci poi mi dice se lo è...
Comunque seguendo il tuo ragionamento se io ammazzo 5 persone perchè ho un raptus dopo una crisi di panico è normale... giusto?
Non voglio fare ironia, ma credo che tu sottovaluti il concetto di normalità..
Cara Navy tutto dipende da come vedi il concetto di normalità se in rapporto alle condizioni di salute di chi compie le azioni o in rapporto ai canoni del concetto di normalità e anormalità
E' certo che se io amazzo 5 persone ho un conmportamento non normale in rapporto a come un essere umano deve agire, eprò se io considero l'azione in rapporto allla conseguenza che l'ha provocata, in questo caso l'attacco di panico, è una realzione normale dovuta alla malettia..
Normalemnte viene chiamata azione giustificata dallo stato di salute...
Non era ironia la tua, solo uan deduzione logica, che si fa se ci si ferma alla sola definizone e concezione di normalità:
normale è tutto ciò che viene compiuto da un individuo sano e conforme alla maggioranza anormale è il resto
Se non fosse così non ci sarebbero nel mondo mille discriminazioni differenze pregiudizi ecc
Ti faccio un altro esempio se io vedo due gay che si prendono per mano e poi vedo un uomo e una donna, naturalmente mi viene da pensare che una coppia rientra nel normale l'altra no..poi se ci rifletto capisco che se lo penso sono in errore
Tu applica questo concetto ad ogni azione che un uomo compie ,metti l'azione in relazione allo stato di salute in cui viene compiuta e chiediti per quello stato di salute è o no normale un dato comportamento?
E' diverso, il tuo ragionamento sarebbe plausibile se io considerassi la mia condizione normale, purtroppo io questa situazione la giudico anormale. Quindi tutto quello che provo o che faccio lo classifico normale se è un comportamento o un pensiero che avrei avuto senza soffrire di crisi di panico o depressione, va da sè quindi che quelle cose tipo l'insonnia (di sui nn ho mai sofferto prima) o i sudori freddi le classifico nella categoria delle anormalità. Per me ritrovare la normalità sarebbe riprendere a vivere senza Dap o depressione capisci?
Non offenderti ma a tratti non riesco a seguire il tuo ragionamento, se io metto in relazione le condizioni che spingono ad agire una persona in un determinato modo con le azioni che compie, qualsiasi cosa è normale...quindi non esiste più il concetto di anormalità, e tutto è giustificabile.
Forse ci si sta incartando su questo punto, permettimi di farti una domanda: Tu di che disturbi soffri? O hai superato la cosa?
P.s. Nell'apertura hai messo Cara Navy, ehehehhe ma io nn sono femmina... ;P
Non offenderti ma a tratti non riesco a seguire il tuo ragionamento, se io metto in relazione le condizioni che spingono ad agire una persona in un determinato modo con le azioni che compie, qualsiasi cosa è normale...quindi non esiste più il concetto di anormalità, e tutto è giustificabile.
Forse ci si sta incartando su questo punto, permettimi di farti una domanda: Tu di che disturbi soffri? O hai superato la cosa?
P.s. Nell'apertura hai messo Cara Navy, ehehehhe ma io nn sono femmina... ;P
Offednermi e perchè mai, se non mi capisci significa che non riesco a spiegare il mio ragionamento.Navy ha scritto:E' diverso, il tuo ragionamento sarebbe plausibile se io considerassi la mia condizione normale, purtroppo io questa situazione la giudico anormale. Quindi tutto quello che provo o che faccio lo classifico normale se è un comportamento o un pensiero che avrei avuto senza soffrire di crisi di panico o depressione, va da sè quindi che quelle cose tipo l'insonnia (di sui nn ho mai sofferto prima) o i sudori freddi le classifico nella categoria delle anormalità. Per me ritrovare la normalità sarebbe riprendere a vivere senza Dap o depressione capisci?
Non offenderti ma a tratti non riesco a seguire il tuo ragionamento, se io metto in relazione le condizioni che spingono ad agire una persona in un determinato modo con le azioni che compie, qualsiasi cosa è normale...quindi non esiste più il concetto di anormalità, e tutto è giustificabile.
Forse ci si sta incartando su questo punto, permettimi di farti una domanda: Tu di che disturbi soffri? O hai superato la cosa?
P.s. Nell'apertura hai messo Cara Navy, ehehehhe ma io nn sono femmina... ;P
provo a portarti un esempio.
E' una bellissima giornata, fuori la gente è ancora a mezze maniche, ma io sto male, metti ho la bronchite, normale per il mio stato è adottare un comportamento che mi induce a stare al caldo per guarire prima, anormale rispetto al mio stato sarebbe che io alzassi e uscissi fuori a maniche corte .
Anche se purtroppo molte volte sono portata a considerare anormali tutte le cose, che non vedo viaggiare lungo i binari delle normalità prestabilite
Ti faccio ora una domanda per vedere se ci capiamo meglio,premettendo che prendere a bastoante la gente non è normalmente normale
Se ti assalgono, cosa è per te normale che tu ti faccia menare o che tu prenda un bastone e ti difenda?
Per quanto mi riguarda mi sono sempre sforzata di fare cose che per il mio stato erano anormali, e difficili da fare ,ma che erano normali per le persone che non soffrivano delle mie fobie, delle mie ansie, ecc....
La normalità o l'anormalità di qualcosa varia in base alle cause alle condizioni in cui ti trovi..Non credo si possa definire conc ertezza cosa sia normale e cosa non lo sia...se non metti il concetto di normalità in stretta correlazione con lo stato d'animo della persona, con le sue condizioni sociali, con la sua salute fisica e mentale e via dicendo
Scusa se ti ho cambiato sesso, ma francamente ero convinta tu fossi una lei....