Credo non dispiacerà a nessuno se inoltro qui il comunicato del nostro sito sugli ultimi fatti di cronaca...
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Rompiamo il silenzio!
La comunità glbt italiana è stata sconvolta ancora una volta nei giorni scorsi dalle notizie dello stupro di una ragazza lesbica a Torre del Lago, delle tentate violenze nei confronti di due omosessuali e del cuoco picchiato a sangue perchè gay. Alcuni deputati (Vladimir Luxuria, Titti De Simone e Franco Grillini) hanno presentato un'interrogazione parlamentare a Giuliano Amato, ministro degli interni, sui ripetuti atti di omofobia (che coinvolgono spesso persone vicine a Forza Nuova). Ci si aspetta una legge che protegga gay, lesbiche e transgender dalle discriminazioni.
Nell'ambiente glbt nel'ultimo mese si è mosso qualcosa, ma è ancora poco e c'è un atteggiamento molto grave nell'aria: alcune persone hanno chiesto di non dare importanza mediatica alla violenza subita da Paola, la ragazza aggredita a Torre del Lago, perchè altrimenti gli aggressori ne ricaverebbero soddisfazione. Noi diciamo no. Il terribile fatto NON deve passare in silenzio: i perseguitati del nostro tempo e di quello passato vengono schiacciati e uccisi più dal silenzio che dai loro carnefici o aggressori. Diamoci da fare, invece di scrivere solo in giro per il web che siamo disgustati e che speriamo in una qualche azione del Governo.
Anche le associazioni GLBT fanno ben poco se si lamentano solo nel nostro ambientino protetto: bisogna parlare alla gente comune, a quelle famiglie che non sanno neanche come siano fatti un gay o una lesbica, che guardano con apprensione le immagini in tv del gay pride quando le fa vedere il TG4, quando pensano che siamo tutti solo una massa di invertiti che prima o poi magari guariranno, quelli che hanno i figli che vagano per i paesi o per le piccole città rasati e incazzati contro chiunque e che bazzicano gruppi giovanili di dubbia ideologia nostalgica.
Stringiamoci in un abbraccio intorno a Paola, non usiamola come burattino per la causa, ma pensiamo a lei e a tutti gli altri omosessuali che, in quanto tali, hanno subito (e subiranno) violenze, aggressioni, insulti. Non ci interessano le beghe politiche che non portano da nessuna parte, sono necessarie campagne di sensibilizzazione che siano più decenti di un Pride nazionale all'anno che, per quanto carino e festoso, peggiora a causa di troppi media l'idea che ha di noi tanta gente comune. Alcuni esponenti di Forza Nuova si erano dati appuntamento, all'inizio dell'estate, per riempire la Toscana e le aree gay friendly: ecco il risultato dei loro intenti. Ma oggi sono loro, domani saranno persone di un altro partito o di un'altra ideologia, così come domani le vittime potrebbero essere proprio le persone a noi care: l'odio è il loro terreno, non possiamo restare a guardare in silenzio sperando che non ci facciano troppo male.
Il Victor Victoria Cafè propone di riunirsi in una campagna di sensibilizzazione -anche nell'ambiente glbt, spesso un po' troppo distratto- sulla gravità della situazione. Tutto è utile: distribuire volantini, parlarne con parenti e amici, scrivere ai nostri politici, creare gruppi di sostegno, aumentare l'attivismo nei giovani glbt...
Per collaborazioni e idee potete scrivere a: [email protected]
Grazie per l'attenzione,
Lo staff
Jessica Rattini, Betty Parodi, Francesco Marongiu, Claudia Brossolasco
Rompiamo il silenzio!
Gente simile che si diverte a fare del male al prossimo con scuse simili "alla caccia alle streghe" mi fa semplicemente schifo. Sono loro che dovrebbero essere messi alla berlina e controllati a vista. La violenza è dei vigliacchi che unitisi in gruppo portano violenza a chi non può difensersi o di colui che fa il coraggioso solo perchè più grosso.
Eroe eterosessuale per caso.
Eroe eterosessuale per caso.
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http://italy.indymedia.org/news/2006/09/1144126.php
Stupro di torre del lago
by luisa raineri
Tuesday, Sep. 05, 2006 at 5:46 PM
mail: [email protected]
Comunicato delle Lesbiche Antifasciste Italiane sullo stupro di Torre del Lago
COMUNICATO DELLA *LAI (Lesbiche Antifasciste Italiane)
CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE
* La LAI, Lesbiche Antifasciste Italiane, è una lista apartitica di
discussione, confronto e informazione di Lesbiche che, mentre si riconoscono
nel principio etico che ogni diversità è un valore e pertanto deve essere
rispettosa civiltà, si dichiarano antifasciste, antirazziste,
laiche,femministe, e pacifiste.
------------------------------
Lo stupro perpetrato in questi giorni a Torre del Lago è un delitto
"politico" contro una donna lesbica e a rendere più intollerabile l'evento,
di per sé doloroso, è il fatto che per crimini di tale natura non esistono
ancora in Italia quelle tutele specifiche, che sono già presenti in altri
stati.
Come spesso in passato, i giornali hanno catalogato l'episodio nella
cronaca, evidenziando soprattutto che i violentatori sono "italiani". Oh
guarda che stranezza, non sono stati dei fondamentalisti islamici! E com'è
possibile che accadano "certe cose" in un Paese cattolico e bianco e
capitalista, magari ad opera di bianchi e capitalisti, convinti anche di
essere buoni cattolici?
Ancora una volta sulla stampa si è parlato principalmente della circostanza
che Paola, lesbica, è stata stuprata in una zona appartata dove si era
recata di sua volontà...come a dire che in fondo se l'è cercata
e che esistevano motivi spiegabili - il lesbismo e la pretesa di girare da
sola - perché qualcuno "liberamente" ne abusasse.
In questo stupro di matrice politica la violenza è doppia: contro un corpo
di donna, contro un corpo di lesbica. E l'oggetto della violenza ha tanti
nomi. Oggi si chiama Paola, a Torre del Lago; ma si chiamava con un altro
nome altrove, oppure non ha potuto neanche nominarsi, come in tanti casi non
denunciati per la paura dettata dall'intimidazione.
E' necessario dire chiaro e forte che si è trattato d'una violenza fascista,
d'uno stupro di massa alimentato dall'ideologia patriarcale, religiosa o
laica che sia. Lo stupro di Paola è l'ennesimo episodio della continua,
ripetuta aggressione nei confronti di lesbiche, gay e transessuali e
purtroppo non sarà neanche l'ultimo, perché l'estrema destra in Italia da
anni sta alimentando odio e violenza verso chi - a parer suo - reca danno
alla triade Dio-Patria-Famiglia. Questa brutale campagna d'opinione va
avanti da anni, acquistando un carattere sempre più dilagante e devastante,
dati anche i tentativi - espliciti o striscianti - di sminuire la gravità
degli attacchi che "i bravi ragazzi", rappresentanti delle "sane famiglie",
impunemente portano avanti.
Dobbiamo cambiare rotta. Lo stupro, soprattutto uno di questo tipo,
non si esaurisce fra vittima e carnefice, ma si estende alla comunità di cui
il soggetto violentato fa parte. Colpire una donna lesbica, un gay, uno o
una trans, oltre ad essere un crimine odioso contro la persona che ne è
vittima, tende a colpire al cuore la sua, la nostra comunità d'appartenenza.
E' necessaria una forte battaglia culturale e anche un'azione legislativa
specifica, per fermare non solo gli esecutori dei crimini, ma anche tutti
coloro - siano essi opinionisti, politici, medici, religiosi d'ogni
estrazione - che, sostenendo il disprezzo e l'odio verso gay,
transessuali e lesbiche, o verso quelle altre donne eterosessuali che
comunque vivono liberamente la loro sessualità, alimentano il retroterra
culturale in cui maturano delitti come questo.
Dobbiamo lottare con fermezza perché sia varata una legge contro le
discriminazioni d'ogni portata, nei confronti di tutte le persone che vivono
liberamente la propria sessualità e la propria identità di genere; dovremo
altresì vigilare sull'applicazione di questa legge e garantire che vengano
svolte campagne per farla conoscere; ma dovrà cambiare anche l'atteggiamento
del "movimento lgbt" verso la discriminazione rivolta ai "diversi", deve
cambiare a partire da adesso.
Bisogna saper mettere in campo una mobilitazione tempestiva, per far capire
che la persona oggetto di violenza NON E' sola. Fascisti ed estremisti di
destra in genere contano proprio sulle divisioni esistenti all'interno del
movimento, per portare avanti il loro progetto reazionario con l'avallo
delle chiese, della famiglia e di tutte quelle istituzioni la cui esistenza
si fonda sulla sottomissione delle donne e dei "diversi".
Basta. Va fatta giustizia nei confronti di chi abbatte il suo odio cieco sui
deboli e "diversi", testimoni che, col loro semplice "esistere", sono i
germi vitali di un modo altro e possibile d'interpretare il mondo. I delitti
causati da odio fobico verso gruppi differenti dal proprio si assomigliano
tutti, quale che sia la specificità del gruppo. L'inclusione dei crimini
compiuti a danno degli appartenenti alla comunità lgbt tra quelli
determinati da differenze razziali, etniche, religiose e nazionalistiche,
per i quali la legge Mancino prevede specifiche tutele, è dunque il minimo
che si possa oggi pretendere da una società civile europea.
Ribadiamo: dello stupro di Torre del Lago subito da Paola, una lesbica
trentenne, sono responsabili tutti. Tutti quelli che in questi mesi hanno
designato i gay tramite il termine di "culattoni", tutti quelli che vogliono
"curare" coloro che suppongono e definiscono come "malati", o "pervertiti",
o "froci", ma sono responsabili anche quelli che associano la parola gay a
pedofilo. Sono s i n g o l a r m e n t e responsabili tutti coloro che non
vogliono garantire alla comunità lgbt i diritti, che non vogliono tutelare i
suoi componenti sul lavoro e nella vita, disattendendo consapevolmente lo
specifico invito della Comunità Europea, a varare leggi di tutela dalle
discriminazioni in base all'orientamento sessuale.
Lo stupro di Torre del Lago pesi sulle loro coscienze, perché questo atto è
la quasi-diretta conseguenza delle tante vessazioni, piccole e grandi,
fatte subire alla comunità lgbt quotidianamente e molto spesso coperte da
silenzio; è la conseguenza quasi-diretta di discriminazioni che generano la
paura; è il risultato delle tante parole d'odio dette e sentite in tv, lette
sui giornali o udite nei comizi, sbandierate con estrema arroganza dai
vecchi e dai nuovi fascisti.
A Paola giunga la nostra voce, la nostra solidarietà di donne, di lesbiche
pronte a scendere in piazza per lei e per le altre, per quelle tante che,
diversamente da lei, non trovano il coraggio di pervenire, con la stessa sua
forza, alla denuncia.
PER CONTATTI:
[email protected]
[email protected] Luisa Raineri (amministratrice)
Stupro di torre del lago
by luisa raineri
Tuesday, Sep. 05, 2006 at 5:46 PM
mail: [email protected]
Comunicato delle Lesbiche Antifasciste Italiane sullo stupro di Torre del Lago
COMUNICATO DELLA *LAI (Lesbiche Antifasciste Italiane)
CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE
* La LAI, Lesbiche Antifasciste Italiane, è una lista apartitica di
discussione, confronto e informazione di Lesbiche che, mentre si riconoscono
nel principio etico che ogni diversità è un valore e pertanto deve essere
rispettosa civiltà, si dichiarano antifasciste, antirazziste,
laiche,femministe, e pacifiste.
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Lo stupro perpetrato in questi giorni a Torre del Lago è un delitto
"politico" contro una donna lesbica e a rendere più intollerabile l'evento,
di per sé doloroso, è il fatto che per crimini di tale natura non esistono
ancora in Italia quelle tutele specifiche, che sono già presenti in altri
stati.
Come spesso in passato, i giornali hanno catalogato l'episodio nella
cronaca, evidenziando soprattutto che i violentatori sono "italiani". Oh
guarda che stranezza, non sono stati dei fondamentalisti islamici! E com'è
possibile che accadano "certe cose" in un Paese cattolico e bianco e
capitalista, magari ad opera di bianchi e capitalisti, convinti anche di
essere buoni cattolici?
Ancora una volta sulla stampa si è parlato principalmente della circostanza
che Paola, lesbica, è stata stuprata in una zona appartata dove si era
recata di sua volontà...come a dire che in fondo se l'è cercata
e che esistevano motivi spiegabili - il lesbismo e la pretesa di girare da
sola - perché qualcuno "liberamente" ne abusasse.
In questo stupro di matrice politica la violenza è doppia: contro un corpo
di donna, contro un corpo di lesbica. E l'oggetto della violenza ha tanti
nomi. Oggi si chiama Paola, a Torre del Lago; ma si chiamava con un altro
nome altrove, oppure non ha potuto neanche nominarsi, come in tanti casi non
denunciati per la paura dettata dall'intimidazione.
E' necessario dire chiaro e forte che si è trattato d'una violenza fascista,
d'uno stupro di massa alimentato dall'ideologia patriarcale, religiosa o
laica che sia. Lo stupro di Paola è l'ennesimo episodio della continua,
ripetuta aggressione nei confronti di lesbiche, gay e transessuali e
purtroppo non sarà neanche l'ultimo, perché l'estrema destra in Italia da
anni sta alimentando odio e violenza verso chi - a parer suo - reca danno
alla triade Dio-Patria-Famiglia. Questa brutale campagna d'opinione va
avanti da anni, acquistando un carattere sempre più dilagante e devastante,
dati anche i tentativi - espliciti o striscianti - di sminuire la gravità
degli attacchi che "i bravi ragazzi", rappresentanti delle "sane famiglie",
impunemente portano avanti.
Dobbiamo cambiare rotta. Lo stupro, soprattutto uno di questo tipo,
non si esaurisce fra vittima e carnefice, ma si estende alla comunità di cui
il soggetto violentato fa parte. Colpire una donna lesbica, un gay, uno o
una trans, oltre ad essere un crimine odioso contro la persona che ne è
vittima, tende a colpire al cuore la sua, la nostra comunità d'appartenenza.
E' necessaria una forte battaglia culturale e anche un'azione legislativa
specifica, per fermare non solo gli esecutori dei crimini, ma anche tutti
coloro - siano essi opinionisti, politici, medici, religiosi d'ogni
estrazione - che, sostenendo il disprezzo e l'odio verso gay,
transessuali e lesbiche, o verso quelle altre donne eterosessuali che
comunque vivono liberamente la loro sessualità, alimentano il retroterra
culturale in cui maturano delitti come questo.
Dobbiamo lottare con fermezza perché sia varata una legge contro le
discriminazioni d'ogni portata, nei confronti di tutte le persone che vivono
liberamente la propria sessualità e la propria identità di genere; dovremo
altresì vigilare sull'applicazione di questa legge e garantire che vengano
svolte campagne per farla conoscere; ma dovrà cambiare anche l'atteggiamento
del "movimento lgbt" verso la discriminazione rivolta ai "diversi", deve
cambiare a partire da adesso.
Bisogna saper mettere in campo una mobilitazione tempestiva, per far capire
che la persona oggetto di violenza NON E' sola. Fascisti ed estremisti di
destra in genere contano proprio sulle divisioni esistenti all'interno del
movimento, per portare avanti il loro progetto reazionario con l'avallo
delle chiese, della famiglia e di tutte quelle istituzioni la cui esistenza
si fonda sulla sottomissione delle donne e dei "diversi".
Basta. Va fatta giustizia nei confronti di chi abbatte il suo odio cieco sui
deboli e "diversi", testimoni che, col loro semplice "esistere", sono i
germi vitali di un modo altro e possibile d'interpretare il mondo. I delitti
causati da odio fobico verso gruppi differenti dal proprio si assomigliano
tutti, quale che sia la specificità del gruppo. L'inclusione dei crimini
compiuti a danno degli appartenenti alla comunità lgbt tra quelli
determinati da differenze razziali, etniche, religiose e nazionalistiche,
per i quali la legge Mancino prevede specifiche tutele, è dunque il minimo
che si possa oggi pretendere da una società civile europea.
Ribadiamo: dello stupro di Torre del Lago subito da Paola, una lesbica
trentenne, sono responsabili tutti. Tutti quelli che in questi mesi hanno
designato i gay tramite il termine di "culattoni", tutti quelli che vogliono
"curare" coloro che suppongono e definiscono come "malati", o "pervertiti",
o "froci", ma sono responsabili anche quelli che associano la parola gay a
pedofilo. Sono s i n g o l a r m e n t e responsabili tutti coloro che non
vogliono garantire alla comunità lgbt i diritti, che non vogliono tutelare i
suoi componenti sul lavoro e nella vita, disattendendo consapevolmente lo
specifico invito della Comunità Europea, a varare leggi di tutela dalle
discriminazioni in base all'orientamento sessuale.
Lo stupro di Torre del Lago pesi sulle loro coscienze, perché questo atto è
la quasi-diretta conseguenza delle tante vessazioni, piccole e grandi,
fatte subire alla comunità lgbt quotidianamente e molto spesso coperte da
silenzio; è la conseguenza quasi-diretta di discriminazioni che generano la
paura; è il risultato delle tante parole d'odio dette e sentite in tv, lette
sui giornali o udite nei comizi, sbandierate con estrema arroganza dai
vecchi e dai nuovi fascisti.
A Paola giunga la nostra voce, la nostra solidarietà di donne, di lesbiche
pronte a scendere in piazza per lei e per le altre, per quelle tante che,
diversamente da lei, non trovano il coraggio di pervenire, con la stessa sua
forza, alla denuncia.
PER CONTATTI:
[email protected]
[email protected] Luisa Raineri (amministratrice)
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equalmarriage
- Messaggi: 12
- Iscritto il: dom mag 29, 2005 9:03 pm
Bah
Nel comunicato mi aspettavo anche una frase per l'apertura dell'istituzione matrimonio alle coppie gay e lesbiche, che sarebbe la più efficace legge anti-discriminazione anti-omofobia anti-sessuofobia e anti-patriarcalismo che possiamo fare.
Invece niente... che tristezza.
Invece niente... che tristezza.
- dubh
- Messaggi: 126
- Iscritto il: lun apr 24, 2006 12:12 pm
- Controllo antispam: cinque
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Re: Bah
Non so a quale comunicato tu ti riferisca, comunque vorrei dire che il comunicato del LAI non è in nessun modo collegato al Victor Victoria Cafè (giusto per precisare).equalmarriage ha scritto:Nel comunicato mi aspettavo anche una frase per l'apertura dell'istituzione matrimonio alle coppie gay e lesbiche, che sarebbe la più efficace legge anti-discriminazione anti-omofobia anti-sessuofobia e anti-patriarcalismo che possiamo fare.
Invece niente... che tristezza.
Sarebbe un grande passo quello di riconoscere il matrimonio tra omosessuali, ma non credo che a gente come quella che ha violentato Paola avrebbe maggior rispetto se ci fosse una legge per il matrimonio omosessuale, anzi, forse sarebbero ancora più incattiviti. E' gente accecata dall'odio, non ragiona in modo civile e nei loro siti tempestano violentemente contro le unioni omosessuali. Non dubito che, se potessero, farebbero del male anche alle coppie coniugate.
Comunque i comunicati sono comunicati, non si può sempre inglobare tutto. Nel nostro il problema principale era quella voglia di silenzio manifestata da alcuni appartenenti al mondo GLBT*, altrimenti avremmo dovuto includere anche i Pacs, i diritti dei GLBT in giro per il mondo, le adozioni etc etc... altro che comunicato, ci vorrebbe un'enciclopedia :)
-
equalmarriage
- Messaggi: 12
- Iscritto il: dom mag 29, 2005 9:03 pm
Mi riferivo al comunicato della LAI, cmq con spirito di proposta costruttiva lo dedico un po' a tutti i comunicati.
Per inserire la rivendicazione matrimonio bastavano circa 2 righette, oppure 3 se come ipotizzi te si inserivano anche altre rivendicazioni. Non occorreva quindi metter giù un testo biblico o un'enciclopedia. :-)
Non conosco personalmente quelli che in questi giorni hanno fatto violenza fisica anti-gay, però -permettimi- in un comunicato come quello della LAI (di indignazione protesta e sollecitazione affinchè si metta una volta per tutte fine a questa situazione) trovo impressionante che non si pronunci una sola parola per promuovere l'apertura del matrimonio ai gay cioè l'unica cosa che -anche grazie all'universale e istantaneo valore simbolico che il matrimonio ha- sarebbe in grado di dare una batosta senza precedenti, e dagli effetti che partono pressochè dall'immediato, al razzismo anti-omosessuale diffuso. Mi sembra un po' incoerente il fatto che si richieda che lo Stato punisca più severamente i crimini di persone intortate dall'omofobia e nello stesso tempo si chiuda però un occhio, anzi tutti e due!, di fronte al fatto che lo Stato, attraverso proprio l'esclusione dell'omosessualità e dei gay dall'istituzione simbolo di fusione amore e famiglia (il matrimonio), sia il primo legittimatore e propagatore di omofobia, il primo a far sì che la persecuzione legale e sociale delle persone omosessuali continui. Nel momento in cui lo Stato, in ambiti così rilevanti come quello dell'affettività della famiglia e della genitorialità, conserva norme fondate sull'omofobia (gay malati, viziosi, instabili, scherzi della natura, contro natura, incapaci di formare coppie, capaci solo di amicizie particolari o di letto, indegni di essere anche solo accostati al concetto di famiglia, anzi nemici della famiglia, nemici del futuro della società, nemici della conservazione della specie, pericolosi per la crescita dei bambini, ecc) diventa esso stesso il primo legittimatore, e di conseguenza alimentatore, dei pregiudizi omofobici e di tutto (tutto!) ciò che essi comportano. Non è possibile far finta che il problema sia limitato a cose come la mancanza dell'orientamento sex in leggi come la Mancino.
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Per inserire la rivendicazione matrimonio bastavano circa 2 righette, oppure 3 se come ipotizzi te si inserivano anche altre rivendicazioni. Non occorreva quindi metter giù un testo biblico o un'enciclopedia. :-)
Non conosco personalmente quelli che in questi giorni hanno fatto violenza fisica anti-gay, però -permettimi- in un comunicato come quello della LAI (di indignazione protesta e sollecitazione affinchè si metta una volta per tutte fine a questa situazione) trovo impressionante che non si pronunci una sola parola per promuovere l'apertura del matrimonio ai gay cioè l'unica cosa che -anche grazie all'universale e istantaneo valore simbolico che il matrimonio ha- sarebbe in grado di dare una batosta senza precedenti, e dagli effetti che partono pressochè dall'immediato, al razzismo anti-omosessuale diffuso. Mi sembra un po' incoerente il fatto che si richieda che lo Stato punisca più severamente i crimini di persone intortate dall'omofobia e nello stesso tempo si chiuda però un occhio, anzi tutti e due!, di fronte al fatto che lo Stato, attraverso proprio l'esclusione dell'omosessualità e dei gay dall'istituzione simbolo di fusione amore e famiglia (il matrimonio), sia il primo legittimatore e propagatore di omofobia, il primo a far sì che la persecuzione legale e sociale delle persone omosessuali continui. Nel momento in cui lo Stato, in ambiti così rilevanti come quello dell'affettività della famiglia e della genitorialità, conserva norme fondate sull'omofobia (gay malati, viziosi, instabili, scherzi della natura, contro natura, incapaci di formare coppie, capaci solo di amicizie particolari o di letto, indegni di essere anche solo accostati al concetto di famiglia, anzi nemici della famiglia, nemici del futuro della società, nemici della conservazione della specie, pericolosi per la crescita dei bambini, ecc) diventa esso stesso il primo legittimatore, e di conseguenza alimentatore, dei pregiudizi omofobici e di tutto (tutto!) ciò che essi comportano. Non è possibile far finta che il problema sia limitato a cose come la mancanza dell'orientamento sex in leggi come la Mancino.
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