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april
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Messaggio da april » gio lug 13, 2006 8:20 pm

lakura ha scritto:Mi dici dove vedi scritto che sta pensando di rimangiare carne?
Qui:
miele_paz ha scritto:salve da 5 anni non mangio (o meglio mangiavo ) carne
E' chiaro che voleva dire: o meglio non mangiavo.

Ciao

dulcamara
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Messaggio da dulcamara » gio lug 13, 2006 8:27 pm

"Mi dici dove vedi scritto che sta pensando di rimangiare carne? Da quel che leggo prende solo atto di qualcosa che le/gli (scusa) sta capitando e ci si interroga su."

Lo vedo scritto in quel tempo verbale che ha corretto nella parentesi, mettendo al passato il fatto che non mangiava carne, altrimenti avrebbe lasciato la frase "da 5 anni non mangio carne". forse è una cattiva interpretazione e mi sono sbagliata, ma allora perchè usare il passato?

"Personalmente credo ci voglia molto piu' coraggio nell'ammettere che una parte di noi desidera o tende verso qualcosa che si e' scelto di non fare, piuttosto che ignorare il tutto e pensarsi belli e puri. "

ma chi mai ha detto di sentirsi e considerarsi belli e puri? essere vegan per me non è un punto di arrivo, ma di partenza e, scusa tanto, ma pura non mi sono mai considerata... ho solo espresso la mia opinione su un determinato argomento

"e poi sottoscrivo il discorso sul rispetto. A chi e' che piace che qualcuno venga e dica cosa fare e cosa non fare? a nessuno con un minimo di cervello e personalita'. Vale per tutti. E li entra il dialogo. Solo che e' piu' difficile "

ok. Rispetto. a nessuno piace sentirsi dire cosa può o non può fare. a maggior ragione a nessuno piace essere sgozzato per il piacere di qualcun'altro. e poi questo discorso sul rispetto per le opinioni e la libertà altrui vale anche per macellai, vivisettori, donne impellicciate che si devono sentire attraenti, circensi, multinazionali che si devono arricchire devastando la terra, pedofili, stupratori ecc? non voglio esagerare con i paragoni ma questi proclami di tolleranza e rispetto per tutti mi sembrano ben campati in aria... per me uccidere un animale non è poco grave... e ribadisco ho espresso un parere su un'idea di una persona, non su quella persona che comunque non conosco e non voglio assolutamente giudicare per tre righe che ha scritto qui.

deanna
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Messaggio da deanna » gio lug 13, 2006 8:47 pm

Mi intrometto solo per riportare una mia esperienza simile che forse puo' essere di aiuto...sono vegetariana da piu' di 20 anni e provo ad essere vegana da tre anni ma ho infinite ricadute anche se sento di essere sempre piu' vicina alla meta. Ho affrontato due gravidanze di seguito che non sono state caratterizzate dalle famose "voglie" fatta eccezione della voglia generale di pesce che mi ha accompagnato in entrambe fin dall'inizio e nonostante le nausee. Una voglia violenta e pesante da gestire soprattutto nei mesi estivi al mare dove anche un cartello con scritto sagra delle vongole mi metteva in moto un desiderio irrefrenabile per non parlare degli odori del ristorante. Una volta a casa di mia madre sono scappata da una pasta al pesce per ritornarvi a piedi poco dopo ipnotizzata, come un robot programmato per mangiare pasta al pesce. Anche a me alla fine e' venuto il dubbio che il mio fisico ne avesse bisogno. In ogni caso ognuno di noi fa torto al proprio fisico in modi diversi e dunque non me ne sono fatta un cruccio. Un giorno alla fine di fronte a un piatto di pasta al pesce ho deciso che ne avrei mangiato ma la realta' e' stata ben diversa dal godimento che si immagina di provare quando la voglia e' ancora nello stadio di fantasia. Appena ho infilato la forchetta negli spaghetti il "pesce" si e' rivelato ai miei occhi una serie di cadaveri di piccoli molluschi e crostacei la cui interezza era evidente e per questo ancora piu' fonte di disturbo. era impossibile per me avvicinare loro la forchetta. Ho provato qualche forchettata di spaghetti da soli con il sughetto ma a parte la tristezza guastafame proveniente dai cadaverini, il pesce vi assicuro, dopo vent'anni che non si assaggia, ha il gusto di putrido, di sporco. Insomma tutta questa storia per dire che al di la' di tutto e' normale che una voglia non assecondata diventi quasi un'ossessione (Oscar Wilde docet) e dunque possa turbarci ed indurci a darle un'importanza che in realta' non avrebbe in partenza. Pero' secondo me si sbaglia a credere che la sua soddisfazione sara' necessariamente fonte di godimento puro, se le motivazioni etiche, nel caso della voglia di prosciutto/pesce etc., sono forti. Magari ti e' venuta una voglia di prosciutto che non venendo soddisfatta ha continuato a maturare in te e si e' ingigantita ma probabilmente mangiare prosciutto non cambierebbe nulla. Il prosciutto avrebbe un gusto molto amaro perche' sai da dove viene e rimarresti comunque delusa. Si sta meglio tenendo fede ai propri ideali che assecondando il proprio palato con varie giustificazioni. Ogni volta che ricomincio ad introdurre derivati del latte per buoni che siano mi sento sempre piu' da schifo.

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naomi
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Messaggio da naomi » gio lug 13, 2006 9:53 pm

Mi riferisco a chi quì fa una specie di graduatoria del rispetto, dulcamara e april mi pare. A mio modo di vedere, giudicare un'idea o una persona non degna di rispetto equivale a dire "se sono d'accordo ti rispetto, se non sono d'accordo il rispetto non te lo do" Rispettare non significa essere d'accordo, non significa neanche sostenere, appoggiare. Si può dissentire ma rispettare l'altro e le sue idee. Se no, mi sembra proprio il discorso che fanno i carnivori. Rispettono molto il vicino di casa ma l'animale no e perciò lo mangiano e non vogliono neanche discutere. Abbiamo tanti problemi con i carnivori che di solito dicono cose veramente offensive, menefreghiste, sarcastiche ecc ecc. Quelli che non vogliono neanche stare a sentire sono secondo me quelli che non rispettono le nostre idee e forse non rispettono noi per le scelte che abbiamo fatto. Mi sembra un atteggiamento molto negativo.
naomi

dulcamara
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Messaggio da dulcamara » gio lug 13, 2006 10:42 pm

naomi ha scritto:Mi riferisco a chi quì fa una specie di graduatoria del rispetto, dulcamara e april mi pare. A mio modo di vedere, giudicare un'idea o una persona non degna di rispetto equivale a dire "se sono d'accordo ti rispetto, se non sono d'accordo il rispetto non te lo do" Rispettare non significa essere d'accordo, non significa neanche sostenere, appoggiare. Si può dissentire ma rispettare l'altro e le sue idee. Se no, mi sembra proprio il discorso che fanno i carnivori. Rispettono molto il vicino di casa ma l'animale no e perciò lo mangiano e non vogliono neanche discutere. Abbiamo tanti problemi con i carnivori che di solito dicono cose veramente offensive, menefreghiste, sarcastiche ecc ecc. Quelli che non vogliono neanche stare a sentire sono secondo me quelli che non rispettono le nostre idee e forse non rispettono noi per le scelte che abbiamo fatto. Mi sembra un atteggiamento molto negativo.
naomi
a me sembra molto più negativo l'atteggiamento di una persona che mangia carne e, quindi causa dolore e morte, per assecondare un suo piacere (perchè di questo stiamo parlando)
tu dici che bisogna dissentire ma comunque rispettare le idee altrui. forse hai ragione. ma deduco che dovrei rispettare le idee dei nazisti che vogliono ripulire il mondo da ebrei, zingari, omosessuali, malati mentali ecc. dovrei rispettare le idee di chi considera degenerati e malati gli omosessuali. dovrei rispettare chi crede che le donne, inferiori all'uomo, devono essere lapidate se adultere. devo rispettare le idee di chi da secoli infibula le bambine perchè è la loro tradizione. ah già, sto parlando di esseri umani. mi dispiace, ma io non vedo differenza con gli animali. tu sarai molto più evoluta di me, ma io non mi vergogno nel dire che non provo rispetto per queste idee... non mi sottraggo al dialogo e al confronto, ma non posso mentire o cadere nel buonismo e fingere rispetto, perchè non ne ho.
ciao

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april
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Messaggio da april » gio lug 13, 2006 10:52 pm

naomi ha scritto:Mi riferisco a chi quì fa una specie di graduatoria del rispetto, dulcamara e april mi pare. A mio modo di vedere, giudicare un'idea o una persona non degna di rispetto equivale a dire "se sono d'accordo ti rispetto, se non sono d'accordo il rispetto non te lo do" Rispettare non significa essere d'accordo, non significa neanche sostenere, appoggiare. Si può dissentire ma rispettare l'altro e le sue idee.
Il rispetto è un sentimento e in quanto tale ci sono molte occasioni in cui, per un motivo o per l'altro, non lo esterno. Però il sentimento rimane.

Io non riesco a rispettare un vivisettore quando so che è un torturatore a sangue freddo che tortura le sue vittime solo per denaro o per carriera.
Non riesco proprio a rispettare le sue idee.

E non riesco neanche a rispettare gli onnivori consapevoli, quelli che sanno cosa succede agli animali, ma, ciononostante, continuano a rendersi responsabili delle loro torture e sofferenze. Questo non vuol dire che ogni volta che incontro qualcuno così io cominci ad insultarlo, ma avere dei rapporti intimi (anche nel senso di un'amicizia) non ci riuscirei. Lì ci vuole rispetto.

Potrei rispettare chi in un impulso d'ira, quindi in un momento in cui viene soppraffatto dalle emozioni e non riesce a padroneggiarsi, si rende responsabile della morte di qualcuno, non chi lo fa a sangue freddo.

A questo punto se dobbiamo rispettare tutti, allora tu rispetterai anche gli aguzzini nazisti, suppongo.

Certo qui il caso era ben diverso, ma non mi sembra che le/gli si sia mancato di rispetto. Si è detto quello che pensiamo. Lei non ha espresso idee, ha detto quello che sta facendo.

Ciao

miele_paz
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Messaggio da miele_paz » ven lug 14, 2006 10:30 am

mi spiace se il mio messaggio ha scatenato una diatriba più grande del previsto, che comunque mi sembra molto interessante.

per quanto riguarda la parentesi e il verbo al passato del mio messaggio originario l'ho messa proprio per evidenziare la fase di "dubbio" sull'esigenza fisica, e mi dispiace ripetere una cosa che molti reputano "cretina" ma questo è il dubbio che io ho avuto e quindi non posso mascherarlo con altro.
ripeto che secondo me è derivato dal fatto che ultimamente sto facendo molto più sport del solito e penco che la percezione di "bisogno" è derivato da questo.

ora io non entro in merito al discorso rispetto/tolleranza, però vorrei ribadire che l'approccio di alcuni in questo forum secondo me allontana dalla scelta veg invece che avvicinarlo.

io non sono vegana e non penso di diventarlo mai, non mangio carne nè pesce ma qualche volta su questo ultimo "sgaro", mangio uovo di allevamento a terra e latticini (anche se non in grande quantità). non mi considero per questo nè più buona nè più cattiva ... se qualcuno mi chiede le mie ragioni spiego i motivi e cerco di dire che da quando ho tolto al 100% la carne mi sento meglio e fisicamente sono migliorata, ma non ho un approccio da "proselitismo" nè "accusatorio" .

ripeto che è una questione di approccio... secondo me a far sentire le persone in colpa non si ottiene nulla... è meglio evidenziare gli aspetti positivi. è una scelta di comunicazione.

la cosa buffa comunque è che davvero io da piccola rifiutavo la carne fin dallo svezzamente, come ho già scritto, se mia madre metteva più di un cucchiaino di omogeneizzato di carne nella minestra io sputavo tutto, una volta a 5-6 anni mi ha forzato a mangiare una fettina ed io (cocciuta come un mulo) non ne ho ingoiato neanche un pezzetto (senza che lei se ne accorgesse lo tenevo in una parte della guancia)... cocciuta si ma furba no... alla fine della cena lei si accorge del "bozzo" e mi chiede se avevo preso una caramella ed io in lacrime "no.... è la carne"... visto questo mia madre ha rinunciato a forzarmi...

vabbè scusate mi sto dilungando e divagando.

tornando all'argomento principale: il dibattito è interessante.

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naomi
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Messaggio da naomi » ven lug 14, 2006 12:29 pm

dulcamara ha scritto: a me sembra molto più negativo l'atteggiamento di una persona che mangia carne e, quindi causa dolore e morte, per assecondare un suo piacere (perchè di questo stiamo parlando)
tu dici che bisogna dissentire ma comunque rispettare le idee altrui. forse hai ragione. ma deduco che dovrei rispettare le idee dei nazisti che vogliono ripulire il mondo da ebrei, zingari, omosessuali, malati mentali ecc. dovrei rispettare le idee di chi considera degenerati e malati gli omosessuali. dovrei rispettare chi crede che le donne, inferiori all'uomo, devono essere lapidate se adultere. devo rispettare le idee di chi da secoli infibula le bambine perchè è la loro tradizione. ah già, sto parlando di esseri umani. mi dispiace, ma io non vedo differenza con gli animali. tu sarai molto più evoluta di me, ma io non mi vergogno nel dire che non provo rispetto per queste idee... non mi sottraggo al dialogo e al confronto, ma non posso mentire o cadere nel buonismo e fingere rispetto, perchè non ne ho.
ciao
Se giri il tuo ragionamento dall'altra parte, troverai ciò che io definisco un atteggiamento molto negativo. Cioè l'atteggiamento di chi 1) mangia carne 2) siccome non ha rispetto per me e per le mie idee che sono diverse dalle sue, mai mi ascolterà né prenderà minimamente in considerazione ciò che gli direi sul mangiar carne (o uova o latte) La conclusione sarebbe che lui continuerà a fare ciò che fa sentendosi nel giusto. Io avrò perso un'occasione di dire come la penso io.
Non so esattamente cosa tu (o april) intendiate per rispetto. Tiri fuori una delle cose più tremenda e cruenta e immonda che è il nazismo perché nessuno possa dire "si rispetto gli assassini nazisti"
Premesso che io non sono superiore a nessuno né più evoluta, questa è una mia profonda convinzione, qualcuno di veramente illuminato centinaia di anni fa ha detto "non condivido la tua idea ma combatterò fino alla morte perché tu abbia il diritto di esprimerla" Era Voltaire.
Ti dirò cosa è per me il rispetto: è prima di tutto dare la mia attenzione, secondo ascoltare, terzo cercare di capire. Tu dici che "non provo rispetto per queste idee...non mi sottraggo al dialogo e al confronto" ma come fai a dialogare se non provi rspetto cioè se quella persona o le sue idee non le guardi con tutta te stessa? Solo dopo che ho visto, ho ascoltato e ho capito posso dire non condivido. Non mi dimentico mai che io per anni ho mangiato carne senza chiedermi chi era quella bistecca prima di finire nel mio piatto.

Se quello che vogliamo è diffondere il modo vegano di vita, che più diffuso è più salva animali, secondo me, devo prima di tutto cominciare io col farlo e poi riuscire ad arrivare a più persone possibili. Nell'incontro con persone che NON mi rispettano perciò non mi ascoltano, non ho possibilità.
Sono sempre molto scettica davanti a due pesi e due misure perché alla fine la scelta è arbitraria e dunque si seleziona. Il concetto di selezione mi fa un effetto tremendo. L'arbitrarietà pure: tu vivi, tu muori. Oggi portiamo al macello QUESTE 100 mucche, le altre no. I maschi fra i pulcini vanno nel tritacarne, le femmine no.
Capisci dulcamara, queste cose mi sono insopportabili e se tu dici che decidi tu chi vuoi rispettare e chi no mi fa scivolare verso i pensieri che ho appena scritto.
naomi

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april
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Messaggio da april » ven lug 14, 2006 12:45 pm

naomi ha scritto:qualcuno di veramente illuminato centinaia di anni fa ha detto "non condivido la tua idea ma combatterò fino alla morte perché tu abbia il diritto di esprimerla" Era Voltaire.
Voltaire, appunto, si sta riferendo a delle opinioni. Non credo che avrebbe sostenuto delle opinioni che portano a dei fatti concreti: la morte gratuita di qualcuno. Considerando anche che Voltaire era vegetariano, non credo che avrebbe difeso e sostenuto le idee di chi vuole uccidere senza necessità degli animali.

Ciao

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april
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Messaggio da april » ven lug 14, 2006 1:27 pm

miele_paz ha scritto:io non sono vegana e non penso di diventarlo mai
Perché?
miele_paz ha scritto:non mangio carne nè pesce ma qualche volta su questo ultimo "sgaro", mangio uovo di allevamento a terra e latticini (anche se non in grande quantità).
Allora sei vegetariana per la tua salute?

Questi articoli sono interessanti:

http://www.scienzavegetariana.it/nutriz ... _nutr.html

http://www.scienzavegetariana.it/nutriz ... icini.html
miele_paz ha scritto:inon mi considero per questo nè più buona nè più cattiva ...
Questo dovresti dirlo agli animali. Alle galline ovaiole, ai vitelli fatti nascere e poi subito allontanati dalla madre e uccisi a pochi mesi, alle mucche ingravidate una volta all'anno e poi portate al macello a fine carriera per il latte e formaggio. E' a loro che devi rendere conto della tua bontà o cattiveria: http://www.saicosamangi.info/allevament ... index.html
miele_paz ha scritto:ma non ho un approccio da "proselitismo"
Vale a dire che degli animali non ti importa. Non ti interessa far conoscere la loro situazione. Rispondi solo dietro richiesta.
miele_paz ha scritto:ripeto che è una questione di approccio... secondo me a far sentire le persone in colpa non si ottiene nulla... è meglio evidenziare gli aspetti positivi. è una scelta di comunicazione.
Sugli aspetti positivi della dieta vegan se ne parla continuamente, c'è anche un sito fatto tutto da medici.

Non capisco però la faccenda del sentirsi in colpa. Se uno lo fa per la sua salute e non gli interessa della sorte degli animali, perché dovrebbe sentirsi in colpa? Oppure, se si sente in colpa, smette di fare la cosa che la generano. Non è che ci si debba disassuefare dall'eroina.

Anche a me all'inizio hanno detto delle cose da farmi sentire in colpa. Io sensi di colpa (a questo riguardo) non ne ho mai avuti, perché appena saputo come stavano le cose ho smesso di mangiare tutti i prodotti animali.

Mi è dispiaciuto tantissimo di non averle sapute prima queste cose, e mi sono sentita superficiale e stupida per non essermi interessata da sola. Ma non sensi di colpa, visto che prima non sapevo.
Quelli li ho adesso, sopratutto in questo periodo, perché riesco a fare veramente poco per loro.

Comunque forse se a volte nascono dei sensi di colpa non è del tutto negativo. Vuol dire che si smuove qualcosa dentro. E sono sensi di colpa che è molto facile farsi passare.

Ciao

miele_paz
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Messaggio da miele_paz » ven lug 14, 2006 2:11 pm

cerco di rispondere in modo sintetico anche se l'argomento è ampio.

degli animali mi importa. io sono contraria agli allevamenti intensivi, in tutti i sensi sia per la produzione di carne che di latte che di uova.

non mangiare carne, acquistare uova non allevate in allevamenti intensivi, ecc... ha per me molteplici motivazioni: salute, difesa degli animali, impatto economico, ecc...
mi ritrovo molto nell'approccio di un libro che si chiama "perchè essere (quasi) vegetariani" lo trovo interessante proprio perchè dà del fenomeno una lettura ampia evidenziando i vari impatti, non solo animalisti ma anche economici, politici.

non credo che diventerò mai vegana per i motivi che ti dicevo, banalizzando: non sono contraria a che si mangino uova ma sono contraria a che le galline stiano in 30cm.

sicuramente in queste scelte ognuno ha le sue motivazioni, il discorso sul sentirsi "buono o cattivi" è delicato perchè c'è sempre da chiedersi "dove sta il confine"? ad oggi il mio confine è questo... magari in futuro cambierà ma ad oggi è questo.
non so se avete letto un libro di hornby che si chiama "come essere buoni"... spero di non sbagliare titolo. a me è piaciuto e mi ha fatto molto arrabbiare... perchè è provocatorio e perchè ti mette di fronte alla questione dei confini...

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » ven lug 14, 2006 3:52 pm

dico brevemente, spero, la mia..

sono vegetariano (no carne, no pesce, no uova) da... mi ricordo il giorno preciso... 7 luglio 1984.. era un martedi', il giorno prima mi sono mangiato la classica bistecca alla fiorentina...

sono pure un mangione (e pure un po' in carne)... mi piace godermela e non saprei rinunciare al piacere che sta dietro al cibo e, soprattutto, non so se riuscirei a reprimermi e ad accontentarmi se vivessi un nutrirmi senza gusto..

sono praticamente vegano-a-casa-mia.. nel senso che non uso quasi mai in prima persona alimenti derivati dal latte ma non li rifiuto "in casa d'altri" e per principio..

non ho alcuna nostalgia per il mio precedente cibarmi da carnivoro e, onestamente, trovo sconcertante che cosi' tanti vegani o vegetariani che trovo qui' dentro invece vivano sentimenti del genere trattenendosi solo con motivazioni ideologiche per quanto, ovviamente, nobilissime e giuste.. cosa che non riscontro negli ambienti di veg-non-dalla-nascita che frequento io, ovvero quelli, in genere, legati ai seguaci occidentali di discipline spirituali, per cosi' dire, orientali...

da una parte ammiro molto coloro che in qualche modo vanno avanti ad essere veg anche se il senso del piacere gli raccomanderebbe, piu' o meno, il contrario.... d'altra parte mi fa un po' paura chi pensa di poter durare per tutta la vita a fare o essere qualcosa se non lo trova pure piacevole oltre che giusto, etico, utile ecc.

personalmente "frequento" sia la cucina veg italiana che quella indiana.. e, di fronte ai gusti che ci trovo, il ricordo dell'alimentazione carnivora mi fa sinceramente schifo e mi sembra pure poco festosa. Nel senso che i miei superpranzi da carnivoro erano pallide merendine rispetto a come e quanto me la godo ora...

mi sento di raccomandare sempre ai vegani, nel caso, di non creare la dualita' "o vegani o niente".. nel senso che se a qualcuno l'alimentarsi di soli vegetali dovesse risultare, alla lunga, non troppo piacevole e quindi insostenibile, meglio OVVIAMENTE ripiegare saltuariamente o definitivamente nel fare uso di formaggi, latte e, scendendo piu' in "basso", uova..... che essere inutilmente e tragicamente radicali e tornare a mangiare addirittura carne ritenendo che per gli animali sia uguale...

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april
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Messaggio da april » ven lug 14, 2006 6:03 pm

miele_paz ha scritto: degli animali mi importa. io sono contraria agli allevamenti intensivi, in tutti i sensi sia per la produzione di carne che di latte che di uova.
Generalmente quando ci importa di qualcuno oltre a desiderare che stia bene si desidera anche che continui a vivere e non si vuole che venga ucciso.

Poi non pensare che negli allevamenti estensivi i vitelli subiscano una sorte migliore. Vengono sempre separati alla nascita dalla loro mamma perché il latte serve a noi, e dopo una breve e misera vita a beveroni che li rendono anemici per avere carne bella bianca e 'appetibile, all'età di pochi mesi vengono uccisi.

Sai come vengpno chiamati i vitelli in zootecnia? "Sottoprodotti del latte".

Le mucche, sì, potranno stare all'aperto e pascolare, ma saranno sempre costrette a mettere al mondo un vitellino all'anno, vederselo strappato alla nascita e essere munte. Prova a chiedere a chi ha allattato quanto può essere piacevole togliersi il latte in modi che non siano la naturale poppata.


Inoltre una mucca vivrebbe mediamente una trentina d'anni, cosa che non avviene perché vengono uccise non appena non sono più produttive.
miele_paz ha scritto:non credo che diventerò mai vegana per i motivi che ti dicevo, banalizzando: non sono contraria a che si mangino uova ma sono contraria a che le galline stiano in 30cm.
Mediamente il 50% delle uova sono pulcini maschi e l'altra metà pulcini femmine. Dato che le femmine servono per produrre a loro volta uova, mentre di maschi ne basta uno o poco più per fecondare le galline, sai cosa fanno?

I pulcini maschi vengono triturati vivi nel tritura pulcini per farne delle farine per animali.

miele_paz ha scritto:sicuramente in queste scelte ognuno ha le sue motivazioni, il discorso sul sentirsi "buono o cattivi" è delicato perchè c'è sempre da chiedersi "dove sta il confine"?


Beh, la linea di confine tra la vita e la morte mi sembra ben marcata.

Penelope
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Messaggio da Penelope » sab lug 15, 2006 10:44 am

yasodanandana ha scritto:dico brevemente, spero, la mia..

sono vegetariano (no carne, no pesce, no uova) da... mi ricordo il giorno preciso... 7 luglio 1984.. era un martedi', il giorno prima mi sono mangiato la classica bistecca alla fiorentina...

sono pure un mangione (e pure un po' in carne)... mi piace godermela e non saprei rinunciare al piacere che sta dietro al cibo e, soprattutto, non so se riuscirei a reprimermi e ad accontentarmi se vivessi un nutrirmi senza gusto..

sono praticamente vegano-a-casa-mia.. nel senso che non uso quasi mai in prima persona alimenti derivati dal latte ma non li rifiuto "in casa d'altri" e per principio..

non ho alcuna nostalgia per il mio precedente cibarmi da carnivoro e, onestamente, trovo sconcertante che cosi' tanti vegani o vegetariani che trovo qui' dentro invece vivano sentimenti del genere trattenendosi solo con motivazioni ideologiche per quanto, ovviamente, nobilissime e giuste.. cosa che non riscontro negli ambienti di veg-non-dalla-nascita che frequento io, ovvero quelli, in genere, legati ai seguaci occidentali di discipline spirituali, per cosi' dire, orientali...

da una parte ammiro molto coloro che in qualche modo vanno avanti ad essere veg anche se il senso del piacere gli raccomanderebbe, piu' o meno, il contrario.... d'altra parte mi fa un po' paura chi pensa di poter durare per tutta la vita a fare o essere qualcosa se non lo trova pure piacevole oltre che giusto, etico, utile ecc.

personalmente "frequento" sia la cucina veg italiana che quella indiana.. e, di fronte ai gusti che ci trovo, il ricordo dell'alimentazione carnivora mi fa sinceramente schifo e mi sembra pure poco festosa. Nel senso che i miei superpranzi da carnivoro erano pallide merendine rispetto a come e quanto me la godo ora...

mi sento di raccomandare sempre ai vegani, nel caso, di non creare la dualita' "o vegani o niente".. nel senso che se a qualcuno l'alimentarsi di soli vegetali dovesse risultare, alla lunga, non troppo piacevole e quindi insostenibile, meglio OVVIAMENTE ripiegare saltuariamente o definitivamente nel fare uso di formaggi, latte e, scendendo piu' in "basso", uova..... che essere inutilmente e tragicamente radicali e tornare a mangiare addirittura carne ritenendo che per gli animali sia uguale...
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