riprendo il messaggio composto da Esk qui viewtopic.php?p=140992#140992 perché mi sembra assai interessante...
Esk ha scritto:Tornando al tema principale.
Non so come descrivere un attacco di panico a chi non l'ha mai avuto... potrei dire che improvvisamente ti assale la certezza di stare per morire, pur restando consapevole di godere di ottima salute! Il terrore che ne consegue non lo so descrivere.
Anche io avevo paura di allontanarmi da casa, simile alla tua, e stavo attraversando un brutto periodo con mia madre - anche se nel mio caso il problema del ns rapporto non è cronico.
Riassumendo ciò che ho imparato anche dall'esperienza... dunque:
- io non ho voluto prendere psicofarmaci, e sono fuggita dal problema: siccome l'attacco mi venne in metropolitana, non la presi più. Evitai ogni luogo chiuso. Andavo a piedi o con i mezzi di superficie. Non ti sto consigliando di fare lo stesso, ci ho messo un anno a guarire!
- il sintomo dell'ansia era come un soffocamento, la gola mi si contraeva come se volesse autostrangolarsi. Così ho escogitato piccoli trucchi, come cantare, recitare poesie, o preghiere mi induceva a respirare. Così andavo avanti. Poi ho fatto yoga, e questo mi ha ridato il controllo completo sulla mia respirazione impazzita. Non so cosa senti tu, ma cerca ti trovare piccoli riti rassicuranti che ti salvino nei momenti difficili, quando lo senti arrivare.
- ciò che fa guarire realmente, però, è capire cosa ti fa paura, e guardare negli occhi il tuo personale mostro. Adesso che so quale è il mio, anche se è un problema che non si può risolvere, sono preparata e non mi causa più gli attacchi di panico.
Ti abbraccio forte e ti auguro un in bocca al lupo enorme!
Ua Elikah Essalam! by alFaris