Non sono solito frequentare questo forum ma mi ha incuriosito la sofferenza manifestata da certe persone che ivi scrivono.
Mi viene da pensare che la maggior parte delle sofferenze vengano dal rivolgere la propria attenzione e i propri pensieri solo verso se stessi.
Non pensate che se le nostre azioni e i nostri pensieri fossero più concentrati sul bene, anche minimo degli altri esseri viventi o natura molti dei vostri disturbi automaticamente sparirebbero ?
Ciao Edi
E se fosse fortissino egosimo ?
come puoi essere capace di aiutare e voler bene ad altri ...se non sai ancora voler bene e aiutare te stessa...?
spesso è proprio chi vive molto "fuori" proiettato/a solo verso l'esterno che arriva a situazioni di così tento dolore.... e per riappropiarsi della sua essenza deve imparare a pensare e dedicarsi a se stesso, nel senso più profondo della parola.
dedicarsi agli altri può essere d'aiuto, può essere un percorso...ma appunto, anche se quello che tu vedi è generosità, in fondo è sempre un aiuto che stiamo dando a noi stessi....
per alcuni aiutare un altro è una ragione di vita ...ma non è migliore di chi aiuta se stesso...:-)
spesso è proprio chi vive molto "fuori" proiettato/a solo verso l'esterno che arriva a situazioni di così tento dolore.... e per riappropiarsi della sua essenza deve imparare a pensare e dedicarsi a se stesso, nel senso più profondo della parola.
dedicarsi agli altri può essere d'aiuto, può essere un percorso...ma appunto, anche se quello che tu vedi è generosità, in fondo è sempre un aiuto che stiamo dando a noi stessi....
per alcuni aiutare un altro è una ragione di vita ...ma non è migliore di chi aiuta se stesso...:-)
<<<<<per alcuni aiutare un altro è una ragione di vita ...ma non è migliore di chi aiuta se stesso...:-)<<<<<<
Le ho sperimentate, vissute entrambe: entrambe hanno le loro difficoltà, perchè anche pensare a noi stessi in modo giusto e produttivo non è facile, come non è facile aiutare un altro dimenticando noi stessi e le nostre priorità
Però posso affermare che nel momento che ci si dedica a un altro si sente dentro una sensazione simile alla gioia, se si è sereni, se non lo si è si riesce quasi a esserlo
E questo, credo dipenda dal fatto, che dedicandosi a un altro o ad altro, si focalizza meno l'attenzione su noi stessi i nostri mali e i nostri guai
Certo è difficile stando male veramente avere la forza di credere, che pensando prima agli altri di rimando faremo tanto bene a noi stessi..o forse ....chissà.... bisognerebbe solo convincersi che è così...
Le ho sperimentate, vissute entrambe: entrambe hanno le loro difficoltà, perchè anche pensare a noi stessi in modo giusto e produttivo non è facile, come non è facile aiutare un altro dimenticando noi stessi e le nostre priorità
Però posso affermare che nel momento che ci si dedica a un altro si sente dentro una sensazione simile alla gioia, se si è sereni, se non lo si è si riesce quasi a esserlo
E questo, credo dipenda dal fatto, che dedicandosi a un altro o ad altro, si focalizza meno l'attenzione su noi stessi i nostri mali e i nostri guai
Certo è difficile stando male veramente avere la forza di credere, che pensando prima agli altri di rimando faremo tanto bene a noi stessi..o forse ....chissà.... bisognerebbe solo convincersi che è così...
credo che stiamo dicendo la stessa cosa, non si può aiutare veramente un altro se fare ciò significa dimenticare noi stessi...la mia frase finale è riferita a chi giudica bene chi si dedica agli altri e egoista chi decide di dedicarsi a se stessi....nessuno è migliore dell'altro ....Simona* ha scritto:<<<<<per alcuni aiutare un altro è una ragione di vita ...ma non è migliore di chi aiuta se stesso...:-)<<<<<<
Le ho sperimentate, vissute entrambe: entrambe hanno le loro difficoltà, perchè anche pensare a noi stessi in modo giusto e produttivo non è facile, come non è facile aiutare un altro dimenticando noi stessi e le nostre priorità
Però posso affermare che nel momento che ci si dedica a un altro si sente dentro una sensazione simile alla gioia, se si è sereni, se non lo si è si riesce quasi a esserlo
E questo, credo dipenda dal fatto, che dedicandosi a un altro o ad altro, si focalizza meno l'attenzione su noi stessi i nostri mali e i nostri guai
Certo è difficile stando male veramente avere la forza di credere, che pensando prima agli altri di rimando faremo tanto bene a noi stessi..o forse ....chissà.... bisognerebbe solo convincersi che è così...
- alFaris
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Essalamu Elikah!
ciao edi... ben venuto...
il tuo intervento mi ha fatto ripensare a quante volte chi frequenta qui abbia lamentato il fatto di non essere capito da chi ascolta... senza volere tu hai dato nuovamente spunto a questa discussione :-) nondimeno trovo utile riprendere la discussione perché questo tuo punto di vista mi permette di vedere il problema dall'esterno...
> Mi viene da pensare che la maggior parte delle sofferenze vengano dal
> rivolgere la propria attenzione e i propri pensieri solo verso se stessi.
la persona che soffre di depressione ha soprattutto una mancanza _dentro_... si sente incompleta perché gli manca qualcosa (i rapporti umani gli affetti un lavoro appagante una famiglia felice)... il risultato è che questa condizione di malessere protratto sfocia alla fine in una situazione patologica...
quanto al motivo della mancanza ci possono essere varie situazioni... può esistere anche quel che dici tu (il desiderio di un lavoro appagante è una visione egocentrica del problema e talvolta verrebbe voglia di rispondere con l'esempio di chi vive il dramma della disoccupazione) ma in realtà solitamente il male di vivere è dato da un _ambiente_ negativo... anche sul posto di lavoro l'eccesso di competizione o l'arrivismo o il nepotismo possono condurre chi è già di proprio più sensibile a soffrire la propria condizione...
per questo motivo ti rispondo... tutte le malattie psicosomatiche hanno una componente interna dipendente dal singolo ma è indubbio che ci sia anche una situazione esterna che conduce a questa condizione... quindi in effetti talvolta può accadere anche quello che dici tu - ma mi raccomando! verifica ogni volta il singolo caso perché praticamente ognuno fa storia a sé...
grazie per il tuo intervento... e se vorrai venire di nuovo qui sarai il ben venuto...!
Ua Elikah Essalam! by alFaris
ciao edi... ben venuto...
il tuo intervento mi ha fatto ripensare a quante volte chi frequenta qui abbia lamentato il fatto di non essere capito da chi ascolta... senza volere tu hai dato nuovamente spunto a questa discussione :-) nondimeno trovo utile riprendere la discussione perché questo tuo punto di vista mi permette di vedere il problema dall'esterno...
> Mi viene da pensare che la maggior parte delle sofferenze vengano dal
> rivolgere la propria attenzione e i propri pensieri solo verso se stessi.
la persona che soffre di depressione ha soprattutto una mancanza _dentro_... si sente incompleta perché gli manca qualcosa (i rapporti umani gli affetti un lavoro appagante una famiglia felice)... il risultato è che questa condizione di malessere protratto sfocia alla fine in una situazione patologica...
quanto al motivo della mancanza ci possono essere varie situazioni... può esistere anche quel che dici tu (il desiderio di un lavoro appagante è una visione egocentrica del problema e talvolta verrebbe voglia di rispondere con l'esempio di chi vive il dramma della disoccupazione) ma in realtà solitamente il male di vivere è dato da un _ambiente_ negativo... anche sul posto di lavoro l'eccesso di competizione o l'arrivismo o il nepotismo possono condurre chi è già di proprio più sensibile a soffrire la propria condizione...
per questo motivo ti rispondo... tutte le malattie psicosomatiche hanno una componente interna dipendente dal singolo ma è indubbio che ci sia anche una situazione esterna che conduce a questa condizione... quindi in effetti talvolta può accadere anche quello che dici tu - ma mi raccomando! verifica ogni volta il singolo caso perché praticamente ognuno fa storia a sé...
grazie per il tuo intervento... e se vorrai venire di nuovo qui sarai il ben venuto...!
Ua Elikah Essalam! by alFaris
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credo che stiamo dicendo la stessa cosa, non si può aiutare veramente un altro se fare ciò significa dimenticare noi stessi...la mia frase finale è riferita a chi giudica bene chi si dedica agli altri e egoista chi decide di dedicarsi a se stessi....nessuno è migliore dell'altro ....[/quote]
Io credo che nessun uomo abbia il diritto o possa veramente giudicare un altro uomo : un egoista o un altuista.
Vi sono persone che all'apparrenza sembrano degli altruisti , ma se poi vai a scavare a fondo in quell'altruismo, scopri solo che si pone in essere per dare modo al soggetto di aumentare la propria autostima, la propria importanza, e da ciò ne deriva che la persona che viene aiutata si sente in dovere di adorare chi si prodiga verso di lei, sentendosi di conseguenza quasi umiliato per quell'aiuto.
Vi sono persone che pur sembrando egoisti , sono poi coloro che se incontrano chi chiede loro un piccolo aiuto, sembra strano, ma cessano di pensare a loro stessi e aiutano senza nulla pretendere per se stessi, e non pensando a se stessi, non pretendendo nè gratitudine nè ringraziamento, lo fanno, con gentilezza e affetto, perchè è giusto così, e se ne fregano se l'altro prende e se ne va.
E proprio qui mi chiedo : come, cosa significa veramente altruismo e egoismo? e cosa si intende veramente per dimenticare noi stessi? non è forse vero che per aiutare veramente senza far pesare il nostro aiuto bisogna dimenticare di noi, tutte quei bisogni che ci portano a essere : arrivisti, presuntuosi,permalosi, arroganti, prepotenti, pieni di rabbia quando non veniamo capiti , premiati, lodati? non è forse vero che perchè un aiuto arrivi al cuore altrui, bisognrebbe vestirci di umiltà , e con sincerità ringraziare chi ci da modo di aiutarlo, e non essere noi a voler essere ringraziati perchè abbiamo aiutato?...Se pensiamo a come noi stressi voremmo essere aiutati sarà più facile capire queste mie domande e il loro significato....infondo aiutare gratuitamente chi ha bisogno non è uno dei primi doveri di ognuno di noi? e non è forse vero che dovremmo aiutare come noi vorremmo essere aiutati? non è forse vero che chi ci aiuta ,voremmo ci piacerebbe stesse sempre al nostro pari, e non un gradino più su ?
Per similitudine pensiamo a questo. Quando eravamo a scuola cosa preferivamo che il nsotro insegnate ci trasmetesse le nozioni, con semplicità , e cordialità , quasi fingendosi ignorante come noi, o ce le trasmetesse con suberbia facendoci pesare come un macigno che lui sapeva e noi no ?
Ripeto è giusto aiutando gli altri far loro pesare la nostra bravura, è giusto porgli sempre in essere il nostro modo di far notare come noi siamo capaci di dedicarci a loro?
Mi vengono spontanee queste domande pensando che l'unico vero valido aiuto della mia vita l'ho avuto da una persona che da tutti era definito un pessimo amico, un egoista, mentre non ho avuto il minimo aiuto valido da coloro che a detta della gente erano definiti : buoni amici , altruisti...
credo che stiamo dicendo la stessa cosa, non si può aiutare veramente un altro se fare ciò significa dimenticare noi stessi...la mia frase finale è riferita a chi giudica bene chi si dedica agli altri e egoista chi decide di dedicarsi a se stessi....nessuno è migliore dell'altro ....[/quote]
Io credo che nessun uomo abbia il diritto o possa veramente giudicare un altro uomo : un egoista o un altuista.
Vi sono persone che all'apparrenza sembrano degli altruisti , ma se poi vai a scavare a fondo in quell'altruismo, scopri solo che si pone in essere per dare modo al soggetto di aumentare la propria autostima, la propria importanza, e da ciò ne deriva che la persona che viene aiutata si sente in dovere di adorare chi si prodiga verso di lei, sentendosi di conseguenza quasi umiliato per quell'aiuto.
Vi sono persone che pur sembrando egoisti , sono poi coloro che se incontrano chi chiede loro un piccolo aiuto, sembra strano, ma cessano di pensare a loro stessi e aiutano senza nulla pretendere per se stessi, e non pensando a se stessi, non pretendendo nè gratitudine nè ringraziamento, lo fanno, con gentilezza e affetto, perchè è giusto così, e se ne fregano se l'altro prende e se ne va.
E proprio qui mi chiedo : come, cosa significa veramente altruismo e egoismo? e cosa si intende veramente per dimenticare noi stessi? non è forse vero che per aiutare veramente senza far pesare il nostro aiuto bisogna dimenticare di noi, tutte quei bisogni che ci portano a essere : arrivisti, presuntuosi,permalosi, arroganti, prepotenti, pieni di rabbia quando non veniamo capiti , premiati, lodati? non è forse vero che perchè un aiuto arrivi al cuore altrui, bisognrebbe vestirci di umiltà , e con sincerità ringraziare chi ci da modo di aiutarlo, e non essere noi a voler essere ringraziati perchè abbiamo aiutato?...Se pensiamo a come noi stressi voremmo essere aiutati sarà più facile capire queste mie domande e il loro significato....infondo aiutare gratuitamente chi ha bisogno non è uno dei primi doveri di ognuno di noi? e non è forse vero che dovremmo aiutare come noi vorremmo essere aiutati? non è forse vero che chi ci aiuta ,voremmo ci piacerebbe stesse sempre al nostro pari, e non un gradino più su ?
Per similitudine pensiamo a questo. Quando eravamo a scuola cosa preferivamo che il nsotro insegnate ci trasmetesse le nozioni, con semplicità , e cordialità , quasi fingendosi ignorante come noi, o ce le trasmetesse con suberbia facendoci pesare come un macigno che lui sapeva e noi no ?
Ripeto è giusto aiutando gli altri far loro pesare la nostra bravura, è giusto porgli sempre in essere il nostro modo di far notare come noi siamo capaci di dedicarci a loro?
Mi vengono spontanee queste domande pensando che l'unico vero valido aiuto della mia vita l'ho avuto da una persona che da tutti era definito un pessimo amico, un egoista, mentre non ho avuto il minimo aiuto valido da coloro che a detta della gente erano definiti : buoni amici , altruisti...