Lo zolfo è tossico?

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emmaarn
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Lo zolfo è tossico?

Messaggio da emmaarn » sab giu 17, 2006 4:00 pm

è vero che lo zolfo inalato è tossico? Per esempio quello che si usa nelle terme per le "cure termali"?
Me lo ha detto un medico...e mi ha messo la pulce nell'orecchio, anche perchè sin da bambina mi sono sempre sottoposta a dei cicli di inalazione (aerosol) di acqua solfurea presso le terme...voi ne sapete qualcosa?E poi, fa male usare le saponette allo zolfo?
grazie Emma...

emmaarn
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Messaggio da emmaarn » mar giu 20, 2006 6:21 pm

Beh?!! Nessuno riesce a togliermi questo dubbio che mi ha spiazzata??!! : )))) Non voglio morire senza saperlo...

Laura12
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Messaggio da Laura12 » mar giu 20, 2006 7:55 pm

Ehm, Emma questo è un forum sulla biodegradabilità; è un punto di riferimento saldo perchè non si fanno molti off topic, e quello che hai proposto tu lo è ;-).
Prova a porre la domanda sul forum di medicina naturale, ciao :-).

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Gaton
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Messaggio da Gaton » mar giu 20, 2006 8:13 pm

emmaarn ha scritto:Beh?!! Nessuno riesce a togliermi questo dubbio che mi ha spiazzata??!! : )))) Non voglio morire senza saperlo...
Tranquilla
giusto 2 parole sulle acqu soluree

Sono denominate solfuree le acque che possiedono una quantità pari o superiore ad 1 mg di H2S (acido solfidrico) per litro.
Nelle acque solfuree lo zolfo si trova in forma bivalente a differenza delle solfate dove è esavalente. L'idrogeno solforato può trovarsi in soluzione libero o combinato in base all'equilibrio
H2S = H+ + HS-

Il pH è determinante perché l'equilibrio sia spostato in una delle due direzioni: se la soluzione è acida si sposta verso sinistra liberando gas, se è alcalina prevarrà invece la quota dissociata.
In Italia le acque minerali solfuree hanno quasi sempre pH < 8.
L'H2S è un gas che tende a volatilizzare e viene costantemente perso dall'acqua in assenza di adeguate precauzioni, con l'aumentare della temperatura i gas tendono infatti a perdersi.
Le acque solfuree andrebbero preferibilmente utilizzate sul posto con apparecchi direttamente alimentati dalla sorgente. I processi di imbottigliamento, stoccaggio, conservazione, apertura dei contenitori e immissione nelle apparecchiature per l'utilizzo comportano necessariamente una perdita di gas che sarà tanto minore quanto più saranno perfezionate le tecniche utilizzate.
Le acque solfuree possono contenere, oltre ai composti dello zolfo bivalente, anche altri elementi in quantità apprezzabile e tra questi i solfati, l'anidride carbonica, cloruri e sodio, ioduri e bromuri, bicarbonati, calcio, etc.
Muffe
Data la tossicità cellulare dell'H2S solo i solfobatteri e poche altre specie di microorganismi possono vivere nelle acque solfuree. I solfobatteri sono in grado di ossidare l'anidride solforosa a zolfo in seguito ad acido solforico e di ridurre i solfati a solfuri. In genere quest'ultimo processo avviene a temperature di circa 37°C.
Colonie di solfobatteri, alghe e protozoi possono dare origine in prossimità della sorgente ed in particolari condizioni di temperatura ed illuminazione a complesse vegetazioni denominate "muffe". Il termine in realtà è improprio in quanto le alghe prevalgono nettamente e sono costituite soprattutto da Leptotricee, Oscillarie, Beggiatoe e Bacteriacee.
Se le vegetazioni sono particolarmente rigogliose, i blocchi di muffe denominati "placente" possono essere utilizzati in terapia per applicazioni esterne come i fanghi.
Azioni biologiche
Le acque solfuree sono tra le più studiate e di conseguenza si ha una maggiore conoscenza delle azioni biologiche.
I composti solfurei vengono assorbiti dall'organismo sia con metodiche crenoterapiche interne (bibita, aerosol, irrigazioni, etc.) che esterne (fango, bagno, etc.). In ogni caso la via elettiva di eliminazione dell'H2S è il polmone ed esiste inoltre uno spiccato organotropismo per le strutture articolari. Questo spiega l'indicazione in terapia delle patologie di questi distretti corporei.
L'assorbimento attraverso la cute, le mucose delle vie respiratorie, vaginali e l'apparato gastroenterico è stato provato ed ampiamente documentato.
Azione sul sistema neurovegetativo
Le acque solfuree stimolano il sistema nervoso parasimpatico. Il risultato è una cospicua vasodilatazione capillare con aumento della permeabilità vasale (evidente soprattutto a livello polmonare) riduzione della pressione arteriosa sistemica, bradipnea e bradicardia.
Azione sui meccanismi di difesa ed antiinfiammatoria
Sembra che le acque solfuree siano in grado di stimolare l'organismo a difendersi sia nei confronti degli stimoli infiammatori endogeni che degli agenti proinfiammatori esterni.
Lo stimolo sul sistema reticolo-endoteliale comporta un'esaltazione della reattività istogena ed umorale che si traduce in un'azione antiinfiammatoria.
Interessanti osservazioni sono state compiute sul potenziamento della produzione anticorpale. Si è osservato un aumento significativo a livello mucoso di IgA secretorie e delle IgG e IgM circolanti.
Numerosi altri studi hanno evidenziato l'attività antiflogistica delle acque solfuree descrivendone l'azione antijaluronidasica, la depressione del metabolismo dell'acido condroitinsolforico esaltato in condizioni di flogosi, la regolazione della sintesi di prostaglandine, etc.
Azione antitossica
Questa azione è probabilmente in relazione con la stimolazione del SRE. Esiste tuttavia un meccanismo diretto.
Sono state accertate azioni antitossiche su diverse sostanze organiche e metalli, tra i quali ricordiamo il piombo, il bismuto, il fosforo, le tossine botulinica e difterica.
Azione sul fegato.
I composti dello zolfo vengono metabolizzati ed utilizzati a livello epatico.
E' stato dimostrato che le acque solfuree sono in grado di proteggere la cellula epatica dalla degenerazione grassa indotta da tetracloruro di carbonio (CCl4), arsenico, fosforo e dalla necrosi indotta dal fenolo.
Esiste anche un'azione delle acque solfuree sul metabolismo protidico evidenziata dalla riduzione dell'azotemia.
Si è osservato inoltre un miglioramento dei quadri disprotidemici ed un aumento dell'attività protrombinica.
Riguardo il metabolismo glucidico osserviamo un aumento del glicogeno epatico e riduzione della glicemia. In sintesi possiamo affermare che le acque solfuree imprimono uno stimolo al trofismo ed all'attività delle cellule epatiche.
E' discussa la teoria secondo la quale a livello pancreatico le acque solfuree promuovono la secrezione di insulina. Alla base delle azioni sul metabolismo probabilmente è la stimolazione vagale in quanto la vagotomia e la somministrazione di atropina sono in grado di annullarle.
Azione sulla muscolatura liscia e sulla secrezione digestiva
Soprattutto per la stimolazione parasimpatica le acque solfuree possono indurre broncocostrizione, aumentano la motilità intestinale, la secrezione gastrica, la coleresi e la motilità delle vie biliari. Nei casi in cui siano presenti patologie ipercinetiche, l'acqua solfurea può provocare spasmi e favorire l'incuneamento di calcoli nelle vie biliari.
Azione sulle mucose e sul muco
L'H2S provoca intensa vasodilatazione con aumento della pervietà capillare nella sottomucosa. A livello polmonare si genera un edema che, interessando la mucosa, ne provoca l'esfoliazione e la conseguente rigenerazione dell'epitelio. Contemporaneamente, per le azioni fluidificanti specifiche ed aspecifiche, si ha un aumento dell'escreato.
La stimolazione vagale comporta un aumento della secrezione sierosa bronchiale. Tuttavia esiste un'attività mucolitica più diretta: l'H2S riduce i ponti disolfurici delle mucoproteine fibrillari scomponendo le fibre mucoproteiche.
Recentemente studi su animali da esperimento sottoposti ad inalazioni di sostanze tossiche hanno evidenziato il ruolo protettivo sulla mucosa e sulla produzione di surfactante di numerose acque minerali comprese le sulfuree.
Azione sull'apparato locomotore
Le acque solfuree esercitano a livello delle strutture para e periarticolari numerose azioni. Rivolgiamo l'attenzione soprattutto sugli effetti trofici nei confronti della cartilagine e dei tessuti connettivi.
Nelle patologie articolari croniche è documentata una perdita del 30% circa di zolfo legata ad una diminuzione dell'acido condroitinsolforico nelle cartilagini. Essendo provato l'organotropismo per le cartilagini dell'H2S somministrato con metodiche crenoterapiche si può supporre che l'utilizzo di acque solfuree agisca come terapia integrativa. Resta tuttavia il dubbio che la quota di H2S assorbita con le metodiche crenoterapiche attraverso la cute sia troppo esigua.
E' tuttavia ipotizzato che lo zolfo agisca come oligoelemento attivando processi enzimatici che possono rendere ragione degli effetti terapeutici delle acque solfuree sulle cartilagini articolari.
Da molti prospettata ma poco studiata è l'azione di inibizione che le acque solfuree esercitano sui processi fibrotici.
In vitro l'H2S è in grado di attivare le collagenasi, enzimi che aggrediscono le fibre di collagene e le rendono digeribili da parte delle proteasi.
Un sistema di attivatori ed inibitori controlla il processo di aggregazione delle fibre collagene. Diverse patologie che interessano il tessuto connettivo comportano una alterazione dell'equilibrio con risultati che possono essere destruenti o evolventi in fibrosi.
Numerosi Autori ritengono che la crenoterapia solfurea sia in grado di "attenuare le reazioni connettivali eccessive" contrastando processi fibrotici abnormi.
Azioni sulla cute
A livello cutaneo le acque solfuree esercitano essenzialmente azioni plastiche ed antiseborroiche. E' noto che a pH cutaneo acido l'H2S stimoli la proliferazione dello strato spinoso esercitando una azione cheratoplastica.
Sullo strato corneo lo zolfo possiede proprietà esfolianti e cheratolitiche, accentuate in ambiente alcalino quando l'elemento si trova soprattutto sotto forma di SH-. Il bisolfuro è infatti in grado di ridurre, e quindi di scindere, i ponti disolfuro della cistina liberando le due molecole di cisteina.
Anche parte dell'azione antiseborroica sembra legata a questo meccanismo che sarebbe in grado di contrastare il processo di differenziazione delle cellule sebacee. L'azione antiseborroica è legata anche alle proprietà esfolianti e detergenti, in quanto nello strato corneo si raccoglie una grande quantità di lipidi, nonché antimicrobiche.
Azione antisettica
Le proprietà batteriostatiche ed antimicotiche dell'H2S sembrano riconducibili al potere riducente. L'acido solfidrico tende ad ossidarsi con formazione di solfati e zolfo allo stato nascente sottraendo ossigeno ai microorganismi. Probabilmente l'azione germicida è da attribuire alla formazione di acido pentationico da parte di alcuni batteri e/o processi enzimatici.

Buona serata e pensieri positivi

Gaton

Lola
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Messaggio da Lola » mar giu 20, 2006 9:56 pm

Gaton, ci ho provato, eh, ma non ce l'ho proprio fatta... trooooppo lungo!!!! Immagine
Non potevi fare un riassunto, tipo: sì, è tossico, no, non è tossico, oppure sì, ma è la dose che fa il veleno? Immagine

Lola

lakura
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Località: UK

Messaggio da lakura » mer giu 21, 2006 8:56 am

ragazzi, vicino casa mia c'e' una fonte termale di acqua sulfurea e... fa bene!!! Il punto sta nel non superare una certa concentrazione di gas (appunto, la misura fa la cura e il veleno....), tant'e' che le piscine saranno sempre all'aperto e mai al chiuso (anche se d'inverno ci fanno i corsi di nuoto, non possono coprirle). Ma gli aerosol con l'acqua non fanno male, anzi! Ne fanno due, in uno c'e' il classico aerosol con mascherina ecc ecc ecc, nell'altro ti "spruzzano" vapore in faccia (il vapore e' goduriosissimo). Se riesci a leggere tutto il messaggione, mi pare che da una parte ne parli delle concentrazioni

ciao ciao

emmaarn
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Iscritto il: mar giu 06, 2006 8:57 pm

Messaggio da emmaarn » mer giu 21, 2006 11:09 am

Gaton, ti ringrazio davvero tanto, adesso me lo stampo e lo leggo con attenzione...!!!!

Per Laura: perchè è un off-topic, lo zolfo, ho letto su un altro forum di questo sito è usato in agricoltura...

Laura12
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Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 am

Messaggio da Laura12 » mer giu 21, 2006 3:42 pm

emmaarn ha scritto: Per Laura: perchè è un off-topic, lo zolfo, ho letto su un altro forum di questo sito è usato in agricoltura...
Ciao Emma, hai ragione, quando si decide un approccio ecologico e "naturale" alla vita è ovvio che si decida di applicarlo in tutti gli ambiti ed attività. e i quesiti si accavallano su tutti gli argomenti.
In internet si sa, c'è tutto e il suo contario, informazione seria e cialtronerie, molto difficile orientarsi.
Questo forum di Fabrizio Zago è un vero faro per serietà e competenza del moderatore e dei tanti esperti che ci scrivono, e a mio parere soprattutto perchè è "monotematico": cosmesi, detergenza, loro biodegradabilità ed eco-compatibilità; non ci si consente ;-) troppa dispersione su altri argomenti che inevitabilmente si intrinsecano a questo, per evitare dispersione e aprire "falle" su tesi a volte tanto suggestive ma così poco scientifiche che rischiano di sminuire certezze invece acclarate!
Questo lo dico in generale eh, senza affatto sminuire il bell'intervento di Gaton che ho letto trasversalmente (che lungo!), e che leggerò approfonditamente stasera.

Emma ti assicuro che concentrandosi solo sull'argomento del forum ci sono tantissime cose da dire, io sono arrivata 4 anni fa e sono ancora qua che voglio sapere e imparare. Ciao.

emmaarn
Messaggi: 523
Iscritto il: mar giu 06, 2006 8:57 pm

Messaggio da emmaarn » lun giu 26, 2006 7:47 am

Si Laura, tu hai ragione...ma io volevo sapere se lo zolfo fosse tossico, in generale e poi dato che uso le saponette allo zolfo per la detergenza delle mani, mi è venuto lo scrupolo di chiedere al forum....credo che centri questo argomento....o no?! ;-))


Complimenti a Gaton...

Ciao Emma

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