Famiglia

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cumulo_nembo
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Famiglia

Messaggio da cumulo_nembo » mar giu 06, 2006 12:00 pm

<<Di fronte ai continui attacchi alla famiglia, il dicastero vaticano ribadisce che solo "l'amore tra uomo e donna e' fondamento del matrimonio e questo della famiglia umana che trasmette la vita ai figli e li educa per la vita sociale.>> [fonte: repubblica.it]

Ora mi chiedo: Cosa è "famiglia"? E' l'unione di due persone che si amano e si giurano fedeltà, amore, si promettono di prendersi cura l'uno dell'altro, di rispettarsi ed aiutarsi reciprocamente? Oppure è famiglia due persone che stanno insieme, sfornano figli ai quali poi non hanno tempo da dedicare, litigano, si insultano e a volte si picchiano?
Cosa voglio dire?
Voglio dire che la tanta "decantata" "famiglia" NON E' formata da un uomo e una donna con al seguito figli, la "famiglia" è l'unione di due persone che si amano e vogliono costruirsi un futuro insieme, di qualunque sesso esse siano.

Claudio56
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famiglia

Messaggio da Claudio56 » gio giu 08, 2006 5:49 pm

Aboliamo il termine "famiglia"!! Oppure allarghiamo il suo significato.
Famiglia è tutto ma è anche niente. Famiglia è amore, condivisione, sostegno, rispetto, unione, progressione, tradizione, e potrei continuare. Tutti aspetti che nascono nel rapporto tra le persone, due, tre, quattro, di più, con vincoli di sangue o meno, con contratti di matrimonio o meno, insomma che vogliano stare insieme e condividere un percorso della vita, tutta o in parte non importa.
Famiglia e anche negazione, violenza, soprafazione, sessismo, razzismo, machismo ma anche feminismo, degradazione, odio, rancore, separazione, abruttimento, e anche qui potrei continuare. Anche questi aspetti nascono all'interno di un rapporto tra persone analogo a quanto sopra.
Tutto questo non ha nulla a che vedere con quello che va predicando la nomenclatura religiosa da sempre. Loro si riempiono la bocca di parole di cui non hanno mai sperimentato la loro realtà, anzi, proprio il contrario visto che la loro "famiglia" è fatta di un Padre e una Madre con fratelli e sorelle senza alcun legame di sangue. Teorizzano semplicemente, cosi come di sola teoria è fatta tutta l'impalcatura che li sostiene da 2000 e più anni.
Personalmente non me ne frega nulla ne di quello che dicono ne di parole come famiglia e matrimonio. Quello che voglio è che un Paese che si considera Civile garantisca diritti di minima a persone che condividono la loro vita, in qualunque forma loro abbiano scelto di farlo e con qualunque risultato relazionale (che vada bene o che vada male, basta che vada a loro).
Questo e nient'altro. Intanto ho stilato il mio testamento, anche biologico, dove dichiaro quali sono i miei desideri in caso di malattia e di morte cosi vincolo tutti quelli che mi stanno attorno.
E attendo i PACS (o come cavolo li volgliamo chiamare) cosi da poter consolidare i miei desideri anche con un timbro "legale".

equalmarriage
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bah

Messaggio da equalmarriage » gio giu 08, 2006 10:23 pm

Io invece non mi accontento dei Pacs...
penso che un Paese x definirsi rispettoso della dignità e i diritti della persona, e quindi definirsi civile, deve piantarla di escludere a priori i gay dal matrimonio, istituzione che peraltro è il simbolo universale e istantaneamente compreso di fusione e amore. Nn accetto che mi si presenti una qualche unione registrata contentino di nuova concezione come la risoluzione ai problemi dei gay, xché non lo è. E /se mi permettete/ io voglio sposarmi... non "sposarmi": c'è una bella differenza tra l'essere un partner registrato, quindi un marito non veramente marito, e l'essere invece sposo, coniuge, marito, unito in matrimonio.

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Claudio56
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matrimonio gay...

Messaggio da Claudio56 » lun giu 12, 2006 9:55 pm

Equalmarriage, capisco benissimo i tuoi sentimenti in merito e li condivido pienamente. Solo che... personalmente il matrimonio è una istituzione che non mi interessa affatto. Non mi sposerei nemmeno se fosse possibile farlo ora. Non ho bisogno di un certificato per sentirmi marito sposo coniuge o qualunque altro nome vogliamo darci/gli.
Invece voglio, assolutamente voglio, che la MIA unione, anche se non registrata da nessuno, abbia il valore che IO gli do, abbia i diritti civili che merita, sia riconosciuta per il solo fatto che IO la riconosco. Riconosco il MIO partner e pertanto tutti lo devono riconoscere. La considero una legge naturale, IO scelgo, e sono scelto, pertanto esistiamo. Questo è il riconoscimento che voglio. E a questo si deve accompagnare tutto quello che la società civile prevede per l'unione di due persone, due tre quattro, non me ne frega, ognuno faccia quello che vuole. Importante è che la mia scelta venga rispettata. Se la attuale società ha bisogno di un "certificato", di un "matrimonio" o di un "patrimonio" (guarda che scherzi fanno le parole, una prettamente legata al mondo femminile, alle emozioni, ai sentimenti; l'altra legata al mondo maschile, ai soldi, ai possedimenti... che pena..) - (intendevo scherzosamente patrimonio l'unione tra due uomini) va bene, datemi quella cosa li e non rompete più. A me non serve, serve solo a loro!
Non considero i PACS come un contentino che la società ci da, ma solo il primo passo per arrivare a un pieno riconoscimento. Totale e incondizionato.

equalmarriage
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Bah, Claudio

Messaggio da equalmarriage » mar giu 13, 2006 9:07 am

Il punto non è di cosa te desideri o no usufruire, ma il fatto che te, come ogni altro gay italiano, sei escluso a priori da questa istituzione che tra l'altro, ci piaccia o no, anche per la sua esistenza millenaria è globalmente e istantaneamente associata ai concetti di fusione, amore, famiglia... è il simbolo di fusione amore e famiglia... come nessun'altra unione registrata può essere; non è un certificato ma una istituzione giuridica e sociale, senza la quale te puoi anche fantasticare in qualche modo di essere sposato, marito, coniuge, unito in matrimonio, ma ben sapendo però che questo non è affatto vero (si è sposi solo quando si è sposi), senza la quale la tua relazione non può avere lo stesso rispetto sociale che hanno le relazioni uomo-donna (te, il tuo partner, e la tua relazione, infatti venite marchiati in quanto indegni anche solo di ipotizzare di entrare nel simbolo di fusione amore e famiglia, e perciò venite marchiati di serie b; e questo ti riguarda, nn riguarda "altri"). Solo potendo scegliere l'istituzione matrimonio si ha la parità; ogni cosa diversa è apartheid e per sua natura inferiore, perciò omofobica e incitante al omofobia.

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Claudio56
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parità???

Messaggio da Claudio56 » gio giu 15, 2006 6:06 pm

No, no, e assolutamente NO! Equalmarriage.
non la voglio quella parità, lo capisci? Sono allo sfacello, vogliono chiudere in una parola, famiglia, un concetto che ha milioni, che dico, miliardi di sfumature!!!
Non voglio assolutamente essere buttato in quel calderone.
Lo statuto "sposati" a cui tu alludi, e l'enfasi con cui lo esponi che mi chiarisce bene la tua sofferenza e irritazione, ha secoli di percorso e in questi secoli si è sfasciato e ha sfasciato tutto quello che aveva attorno.
Ok, è vero che quando ti sposi vieni elevato ad un livello superiore che null'altro ti potrà dare, la Casta Superiore, anche a quella dei religiosi, preti e quant'altro. SEI SPOSATO! AVRAI TUTTO QUELLO CHE VUOI. SARAI RICONOSCIUTO OVUNQUE.
In verità basta anche convivere tra uomo e donna... guardati attorno...
Ma io non voglio questo tipo di riconoscimento. Sarebbe deprimente, non mi appartiene.
Tu scrivi:
"""anche per la sua esistenza millenaria è globalmente e istantaneamente associata ai concetti di fusione, amore, famiglia... è il simbolo di fusione amore e famiglia... come nessun'altra unione registrata può essere"""
Ma in realtà non è più nulla di questo, solo facciata, come il Palazzo dei Venti a Jodhpur, solo una bella facciata che nasconde... nulla!!
Vuoi una bella facciata? Una bella mascherina da indossare? Accomodati. Ma non avrai la mia partecipazione.
Tu scrivi:
""""non è un certificato ma una istituzione giuridica e sociale, senza la quale te puoi anche fantasticare in qualche modo di essere sposato, marito, coniuge, unito in matrimonio, ma ben sapendo però che questo non è affatto vero (si è sposi solo quando si è sposi)""""
Non voglio essere sposato. QUello che sono, e ti assicuro che lo so, è molto molto di più. Loro nemmeno se lo immaginano. E forse nemmeno tu.
E continui:
"""""te, il tuo partner, e la tua relazione, infatti venite marchiati in quanto indegni anche solo di ipotizzare di entrare nel simbolo di fusione amore e famiglia, e perciò venite marchiati di serie b; e questo ti riguarda, nn riguarda "altri"""""
No, no, non mi importa quello che sono per loro. Conta solo quello che sono per me.

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Messaggio da alFaris » gio giu 15, 2006 7:48 pm

Essalamu Elikah!

... accettate un commento di un "traditore"? ;-)

sono d'accordo con claudio

c> Ma io non voglio questo tipo di riconoscimento. Sarebbe deprimente,
c> non mi appartiene.

sarà perché sono un tecnico e quindi m'interessa il lato _pratico_ delle cose... ma per quanto mi riguarda guardo soltanto al fatto che sia dato a me quel che a tutti gli altri è dato... che poi agli occhî dei cittadini sono di serie b o c m'interessa poco - anzi meglio così... meno male che vi credete migliori magari così mi guarderete altezzosi e schifati - e mi eviterete...

quanto poi al fatto che

e> (si è sposi solo quando si è sposi)

buon pro faccia a chi vuole avere un'etichetta appiccicata sulla schiena... io di mio sono anarchico sicché

e> non è un certificato ma una istituzione giuridica e sociale

ancor più fastidio mi danno le "istituzioni"... che come giustamente scrive ancora claudio

c> Ma in realtà non è più nulla di questo, solo facciata, come il Palazzo dei
c> Venti a Jodhpur, solo una bella facciata che nasconde... nulla!!

ecco perché a me interessa essere semplicemente me stesso con il mio sentimento e (voglio fare il corretto) l'oggetto del sentimento - _chiunque_ esso sia...



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Claudio56
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matrimoni e... ordine

Messaggio da Claudio56 » ven giu 16, 2006 6:48 pm

(alFaris, perchè ti definisci traditore?)
Grazie... di condividere il mio pensiero...

Mi rendo conto ovviamente che non posso essere esaustivo in un discorso cosi complesso e difficile, ho cercato di esprimere i concetti principali del mio pensiero che comunque è molto contorto data la complessità della tematica che si abarbica dalla preistoria fino ai giorni nostri passando intimamente in ogni cultura e in ogni forma di civiltà, intrecciandosi a ogni credo religioso e comparendo in miliardi di sfumature diverse.
La nostra civiltà, intendendo quella di stampo cattolico, ha cercato nei secoli di dare un ordine precostituito a un aspetto della vita umana che non ha nulla per essere precostituito, quello delle relazioni. Siamo propensi per natura a essere polimorfi e perversi (e non lo dico io ma l'ha detto qualcuno di levatura ben più alta della mia). Vogliamo mettere ordine a questo? Ci si è provato e i risultati li vediamo. Vogliamo ripetere in eterno questo errore? Liberi di farlo.

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Messaggio da alFaris » ven giu 16, 2006 11:30 pm

Essalamu Elikah!

> (alFaris, perchè ti definisci traditore?)

perché lo sono...! :-) perché ho sempre detestate le categorie qualunque fosse il termine di definizione... e così come mi danno fastidio le istituzioni dello stato (ho già scritto che sono anarchico?) altresì detesto i ghetti e le limitazioni che dei ghetti si servono...

per esempio - qui sono un traditore perché pur essendo uomo maschio eterosessuale sono contrario al matrimonio inteso come istituzione che rende due esseri umani qualcosa in più che innamorati... per quanto mi riguarda quei due esseri umani sono già il tutto proprio perché innamorati e il riconoscimento (eventuale) da parte dell'istituzione è solo un misero attributo di cui io (e mi pare di capire anche tu) posso fare ampiamente a meno...!

ps altrove sono un traditore per altri motivi... ma ;-) vorrei evitare di andare fuori dall'argomento di questa conferenza...



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NO, Claudio

Messaggio da equalmarriage » sab giu 17, 2006 1:38 am

Claudio... solo l'eliminazione della discriminazione che subiamo può essere parità, e la discriminazione che subiamo è anche e soprattutto l'esclusione A PRIORI da quella che è l'istituzione (laica o religiosa, a seconda delle volontà individuali) simbolo universale e istantaneo di fusione amore e famiglia.

Non c'entra alcuna maschera... c'entra la fine della discriminazione anti-gay.

Non vuoi essere sposato? E che c'entra? E chi ti vuole obbligare?? Stai andando fuori tema.

Bada inoltre che in quanto persona marchiata come di serie b sei una persona oggetto di violenza e umiliazione di stato; se a te questo non fa ne caldo ne freddo, e mi pare strano, è un problema tuo... se permetti, a me il fatto di essere degradato a inferiore e il fatto che altri come me siano degradati a inferiori e che quindi lo stato legittimi e alimenti i pregiudizi anti-omosessuali che ogni giorno provocano derisioni, violenze verbali o fisiche, a volte anche omicidi e suicidi, non mi sta affatto bene!

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Messaggio da alFaris » lun giu 19, 2006 1:25 pm

Essalamu Elikah!

> in quanto persona marchiata come di serie b

scusa... ma tu credi davvero che un eventuale riconoscimento da parte dello stato ti renderebbe sic et simpliciter cittadino di serie a? se così fosse :-) sei un idealista più matto di me! tanto per fare un parallelo... guarda la situazione del mondo del lavoro... soubrettine e fustini di varia natura sono contesi e strapagati mentre la scuola e la sanità languiscono tra sfascio e abbandono... perché? perché la scuola pubblica è la scuola del popolo e la sanità pubblica è la sanità dei vecchî quindi possono crepare tutti quanti...

ancora... le donne sono sistematicamente pagate meno degli uomini pur svolgendo le stesse mansioni e nel malaugurato caso in cui si sposano sono messe sotto torchio nel tentativo di espellerle (non sia mai scopino e facciano un figlio)... per contro - sai bene che anche i padri possono ottenere il congedo parentale... t'immagini che cosa si deve sentir dire un uomo che decida per questa possibilità? eppure c'è una "legge dello stato" che garantisce...

ecco perché il matrimonio m'interessa poco e niente... a me interessano le garanzie sancite da un contratto legalmente riconosciuto d'accordo tra me e la mia compagna (avercela! ma questo è un altro discorso)... _esigo_ che ciò che resta di me sia consegnato alla mia compagna _esigo_ che sia interpellata qualora un malanno mi renda privo di coscienza _esigo_ che possa subentrare nel contratto del telefono dell'acqua della luce (la mia casa è di proprietà ma nel caso così non fosse stato) nel contratto di locazione...

se poi questo bello spiedino di _diritti_ fosse ottenuta tramite il matrimonio ben venga (a parte che da ateo mi rifiuterei di giurare... io _prometto_ non giuro)... ma per quanto mi riguarda a me interessano i _fatti_ - non le chiacchiere... quelle so bene che continueranno ora e sempre e quella dell'omosessualità o della transessualità è solo una volgare e patetica scusa... puoi essere additato anche perché testimone di geova perché negro o perché anarchico... o perché sostengo che più di un pezzo di carne intriso d'ormoni mi manca un affetto... e tu credi che mi possa davvero interessare diventare cittadino di serie a? messo allo stesso livello di questa lurida pedonaglia di quarta classe?!



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Sorry, non condivido

Messaggio da equalmarriage » lun giu 19, 2006 3:48 pm

Uno Stato che la pianta di comunicare "i gay sono persone di seconda classe" e si mette a comunicare "avevano ragione gli attivisti gay, e torto i pregiudizi millenari: i gay sono allo stesso livello di tutte le altre persone" forse non risolverà subito tutto ma è una grande cosa, un colpo micidiale all'omofobia diffusa e alla credibilità di chi propaganda omofobia, quindi un qualcosa che mi aiuterebbe sin da subito a vivere in un ambiente sempre più privo di pregiudizio e fobia nei miei confronti, sempre più privo di gente che fa commentini battutine e che a volte mi insulta apertamente e rappresenta un pericolo all'incolumità mia dei miei amori e di miei eventuali futuri figli. Questo io lo ritengo molto molto (!) più importante di diritti materiali, anch'essi rilevanti per carità, riguardanti ad esempio eventuali situazioni di malattia o di morte come l'eredità (cosa mi metto a pensare a quando sono morto?? ritengo prioritario pensare a quando sono vivo, e alla qualità della mia vita quotidiana, alla incolumità fisica e psicologica mia e della mia famiglia! E che cacchio!)... diritti materiali che comunque con la conquista dell'accesso all'istituzione matrimonio avremo automaticamente e pienamente. Se a te poi va bene che lo Stato si allei col pregiudizio, quella brutta bestia che è e sarà complicata da sradicare del tutto, per carità rispetto questa tua posizione ma mi riservo di non condividerla assolutamente.

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Re: Sorry, non condivido

Messaggio da alFaris » mar giu 20, 2006 12:17 am

Essalamu Elikah!

per carità! nessun sorry... siamo qui per dialogare e per scambiare opinioni... hai pieno diritto di dissentire dalle mie idee...! anche perché siamo persone diverse con mentalità diverse e percorsi di vita diversi... come potremmo essere perfettamente congruenti? :-)

> Uno Stato che la pianta di comunicare

in questo paese ti aspetti ancora che lo stato _comunichi_? dove i preti si permettono d'intimare a un capo del governo "non sia mai che tocchi il sacrosanto matrimonio"? dove l'educazione civica è un fantasma e l'educazione alla legalità è una barzelletta snobbata perfino dai marmocchî delle elementari? boh - contento tu...

> forse non risolverà subito tutto ma è una grande cosa,

in questo paese l'unica cosa che (ancora) conta qualcosa è la corte costituzionale... l'_unica_ in grado di sostenere che la legge che rendeva praticamente immuni da procedimenti giudiziarî le cinque massime cariche dello stato era _incostituzionale_... avessimo aspettato i prodini staremmo ancora alla carta bianca...

> mi aiuterebbe sin da subito a vivere in un ambiente sempre più privo di
> pregiudizio e fobia nei miei confronti, sempre più privo di gente che fa
> commentini battutine e che a volte mi insulta apertamente

ripeto - la condizione della donna è ancora quella di moglie - infermiera - madre - maestra - sarta - bambinaia - cuoca - suora - lavandaia - venditrice di mazzolini di lavanda... che cosa ci ha fatto con il matrimonio? assolutamente _nulla_... se i suoi diritti fossero stati scritti nero-su-bianco avrebbe potuto dire _no_! o così o ti combatto nel nome del diritto...

credi davvero che il giorno in cui sarà trascritto il nome tuo e del tuo amore finiranno commentini battutine e insulti? ci vorranno _secoli_ prima che i trogloditi faranno un passo avanti verso la civiltà e fino a quel giorno qualsiasi cosa succeda costoro ripeteranno la stessa vessazione di sempre...

> Questo io lo ritengo molto molto (!) più importante di diritti materiali,

può darsi che tu abbia ragione... io sono assai poco convinto...

> riguardanti ad esempio eventuali situazioni di malattia o di morte come
> l'eredità (cosa mi metto a pensare a quando sono morto?? ritengo
> prioritario pensare a quando sono vivo, e alla qualità della mia vita
> quotidiana, alla incolumità fisica e psicologica mia e della mia famiglia!

be' :-) questa te la potevi risparmiare... io ho messo insieme una serie di diritti tra i quali anche l'eredità nel caso dovessi morire (perché far finta che la morte non esiste? un giorno la dovrò affrontare quindi tanto vale pensarci fin da subito) ma se ricordi bene anche il subentro nei contratti o l'interpellazione in caso d'incoscienza... mi sono fermato per motivi di spazio ma avrei sicuramente continuato riguardo il diritto di scegliere il bene comune per il figlio e tante altre cose...

> diritti materiali che comunque con la conquista dell'accesso
> all'istituzione matrimonio avremo automaticamente e pienamente.

torno a dire... si è visto con il congedo parentale che cosa n'è venuto fuori... a questo punto sarei più felice se le donne avessero il buon diritto di lavorare e tirarsi su i proprî figlî _senza_ l'incombente presenza a fianco...

> Se a te poi va bene che lo Stato si allei col pregiudizio

per quanto mi riguarda lo stato fu - è - sarà il mio peggiore avversario... ma anche in questo caso rischio di andare fuori argomento... è per questo che distinguo molto precisamente tra istituzione e diritto... il diritto è qualcosa di sostanziale e perfettamente quantificabile (non sempre ma almeno un certo tot di denaro è quello ed è perfettamente identificabile)... al contrario le istituzioni sono idee fluttuanti che oggi ci sono domani cambiano dopodomani scompaiono...

preferisco i fatti alle parole...

ps sono tornato per aggiungere un chiarimento... tutto quello che ho scritto fin qui significa che qualora nei _fatti_ fosse approvato il matrimonio per le persone dello stesso sesso ne sarei felice... adesso sto solo discutendo di massimi sistemi e mondi ideali - mi guarderei bene dal contestare l'apertura del matrimonio nel senso che tu intendi... solo che con l'istituzione del matrimonio sarei poco fiducioso in un eventuale riscontro pratico...



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equalmarriage
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Non è affatto così

Messaggio da equalmarriage » mar giu 20, 2006 11:52 am

Che te ne prenda atto o meno, le norme che regolano la vita della collettività comunicano; per cui quelle fondate su pregiudizi e fobie legittimano e alimentano pregiudizi e fobie. Eliminarle quindi è un qualcosa di molto positivo che si riflette nella società tutta.
A proposito di donne, io invece trovo che rispetto ai tempi di mia nonna le cose siano molto migliorate... nella società generale e anche nei rapporti di coppia di varie persone che conosco, di vari miei vicini di casa, dei miei genitori, e recentemente anche quello dei miei nonni: sono molto paritari; una mia cugina piccola è determinata a fare da grande la poliziotta e a tutti sta assolutamente bene; eccetera. Certo, c'è ancora da fare... una situazione millenaria ci vuole del tempo per cambiarla moltissimo o del tutto (anche se comunque tutto va sempre più veloce anche grazie alle tecnologie e quindi ai nuovi modi sempre più istantanei per comunicare aprirsi al mondo scambiarsi idee apprendere e aggiornarsi)... ma questo non è affatto un buon motivo per dire che gli attivisti per la parità uomo-donna degli scorsi decenni hanno fatto un lavoro giuridicamente o socialmente inutile nel pretendere il diritto delle donne a votare, l'eguaglianza dei coniugi di fronte alla legge, il diritto di abortire, il diritto di entrare nell'esercito, eccetera. Anzi. Molte volte mi rendo proprio conto che se non ci fossero state varie conquiste legislative, ad esempio quella dell'eguaglianza dei coniugi o quella di abortire o quella delle forze armate, la mentalità generale, inclusa quella mia probabilmente, sarebbe di gran lunga più arretrata... poichè sarei cresciuto in una collettività che in ogni istante mi comunicava un'idea unica, stereotipata e inferiorizzata, di essere umano femminile.

In questo senso, laddove parlo di cambiamento parlo di cose concrete e epocali... a proposito, vuoi sapere quando i miei nonni hanno cominciato ad accettare pienamente la mia omosessualità? Nel 2005: quando hanno visto che in vari paesi, ad esempio la Spagna, l'amore di un uomo verso un altro uomo è considerato allo stesso livello dell'amore di un uomo verso una donna e perciò incluso nel matrimonio, l'istituzione universalmente e istantaneamente compresa che riconosce agli occhi della legge e della società celebra e festeggia, l'amore, la coppia, gli elementi in perfetta comunione esistenziale, la fusione, la famiglia.

Continui a parlare di diritti materiali... ti ripeto che, in nome della serenità quotidiana e dell'incolumità psico-fisica mia del mio partner e dei miei eventuali futuri figli, preferisco dare priorità alla quotidianità del vivere in questa società e ai diritti immateriali a carattere sociale, relazionale e psicologico che derivano dal matrimonio stesso e soprattutto dal non essere più trattati dallo Stato come persone di seconda classe. In ogni caso, con la conquista dell'istituzione matrimonio tutti i diritti materiali che elenchi e che non elenchi li avremo automaticamente e pienamente.

Definire istituzione fluttuante o non sostanziale il matrimonio mi sembra assai ridicolo: è un'istituzione giuridica e sociale che, con delel variazioni, esiste da millenni (è nata all'epoca dei romani, figurati) ed è globale.

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Landre82
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Messaggio da Landre82 » mar giu 20, 2006 7:15 pm

Ciao a tutti/e
Son d' accordo quando si parla che l' amore va al di la del matrimonio e anche che bisognerebbe allargare il concetto di famiglia o di matrimonio ai gay .
Anch' io vorrei sposarmi un giorno..non me ne frega un cavolo del cognome , della cerimonia eccc... Vorrei solo che io e il mio partner avessimo gli stessi diritti e le stesse tutele che hanno tutti . Poter vedere i suoi esami se è in ospedale , poter percepire la sua pensione / eredità....lo so son ragionamenti che ora a me fanno un' pò rabbrividire perchè sembrano superficiali , ma cavolo , non è che voglia sposarmi x avere soldi ( il mio boy è + squattrinato di me : P ) ma è una questione di sicurezza...due persone costruiscono una vita assieme ..e se non c' è un organo legislativo che riconosca questa vita ... ti senti un' pò demotivato..cioè ...non so se mi spiego ..

Se un giorno in Italia sarà possibile avere queste tutele , sarò felicissimo..non me frega se si chiamerà matrimonio , pacs , culimonio , vagimonio o che altro .... l' importante è la questione di questi diritti..io non mi sento diverso dagli altri...anzi..vedendo tante coppie che trattano male i figli , si sposano solo xkè il partner è ricco e altro......

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