Questo é un non sequitor. Quando mai ho detto o suggerito che uno stile divulgativo sia in contraddizione con un contenuto valido, approfondito ecc.? Per fortuna ci sono molti autori di testi divulgativi che scrivono eccellenti libri. SJ Gould ha scrittodecine di testi divulgativi sull'evoluzione e sono tutti libri belli, scritti bene, validi, completi, ricchi in bibliografia, ecc. La differenza tra un testo divulgativo ed uno non divulgativo sta solo nel target di lettori. E' chiaro che se penso di scrivere un testo rivolto agli specialisti del mio settore lo scriverò in maniuera molto diversa di un testo che parla dello stesso argomento ma che si rivolge ad un pubblico magari colto ma non specilista. Quello che di solito succede, ed é successo anche con il testo di Duesberg, é che un testo divulgativo non può entrare in tutti i dettagli di speculazione teorica e di discussione sulla validità delle metodologie di raccolta e selezione dati, altrimenti nessuno lo leggerebbe e pochi lo capirebbero. la semplificazione é necessaria in un testo divulgativo, il difficile é non semplificare troppo naturalmente. Questo però significa che il testo divulgativo ha uno scopo -divulgare appunto - ma non può essere usato come base per una discussione specialistica, anche se può fornire spunti. Il testo di Duesberg, come ho spiegato qualche post fa, opera delle scelte di metodologia (potulmati di Koch) senza spiegarle. Se noi mettiamo in dubbio la validità di queste scelte, mettiamo in dubbio la maggior parte del castello probatorio di Duesberg.pasionario ha scritto: io non chiamerei "stile divulgativo" un libro ricco ed approfondito di quasi 400 pagine con ricchissimi riferimenti bibliografici a studi e ricerche che supportano le conclusioni di Duseberg.
Anche questo é un non sequitur, perché il tuo argomentare suggerisce che ci siano due famiglie di testi e dati, quelli "contro" la teoria virale dell'AIDS che userebbero dati reali, basati su pazienti, e quelli "pro" la teoria virale dell'AIDS, basati solo su dati di laboratorio o su animali. Purtroppo la tua ipotesi di partenza é falsa, quindi il tuo ragionamento non parte. Come ho già scritto alcuni post fa, sono proprio i dati clinici (cioé su pazienti REALI, come dici tu) ed i dati epidemiologici (cioé su masse di individui REALI) che smentiscono parte dell'ipotesi Duesberg. Ti invito caldamente, visto che mi pare che tu sia veramente interessato all'argomento, a lasciare da parte i pregiudizi, a fare visita alla tua locale biblioteca universitaria ed a provare a leggere gli articoli che critichi, perché dal tipo di critica mi pare (mi pare) che tu non li abbia mai letti, e che tu li conosca solo per sentito dire (o per averne letto di seconda mano da testi che li criticano). Per avere una opinione critica é necessario leggere le fonti originali, non solo quelle di una parte.pasionario ha scritto:Sopprattutto valuterei con attenzione il fatto che esistono altri libri, altre pubblicazioni come quella di Christine Maggiore, che ha raccolto testimonianze di numerosissimi pazienti o meglio EX-PAZIENTI (tra cui lei in prima persona)..quindi casi REALI, concreti. Certo non mettono in discussione l'INTEGRITA' (è ironico) degli studi in laboratorio o sulle scimmie, ma devono come minimo far riflettere, e non poco, vista la sofferenza -attuale- e la morte - anni 80 e 90- di migliaia di "pazienti" sottoposti a "cure" devastanti per il fisico e la mente.
E chi sarebbe, nel contesto di questo forum, la persona che ha zittito le voci controcorrente? Qualcuno ha criticato dei ragionamenti, cosa affatto diversa, anzi in contrapposione con lo "zittire". Critica e censura sono agli antipodi.pasionario ha scritto:Mai mettere a zittire le voci controcorrente,
Naturalmente ti rendi conto che questo non é un argomento valido, a meno che tu non voglia suggerire che dal fatto che ci sono stati casi nei quali la natura iatrogena di una malattia é stata scambiata (artatamente o meno) per natura virale discenda il fatto che tutte le malattie per le quali viene invocata una natura virale siano in realtà di natura iatrogena. Questo é scorretto sia dal punto di vista della logica formale, un classico esempio di logica fallace, oltre che essere insostenibile anche dal punto di vista sostanziale (dovremmo quindi dire che tutte le malattie virali sono iatrogene? E se no, come immaginare un criterio formale che le distingua?)pasionario ha scritto: soprattutto quando:
1) esistono casi eccellenti in passato di gravissime malattie iatrogene (cioè provocate dal farmaco dato per la "cura"), come lo SMON che causo' la morte di decine di migliaia di giapponesi negli anni 60. Si pensava per decenni ad un virus (e tutta la ricerca confluiva su quell'ipotesi, zittendo tutte le voci fuori dal coro..) quando poi si scoprì che era causata da un farmaco. Curiose coincidenze ;)
E questo é un alro discorso che posso senza dubbio sostenere anche senza sostenere la tesi Duesberg. E' sempre doveroso disvelare gli interessi economici che stanno alla base delle dispute in materia sanitaria, e dovremmo essere più vigili sulla iatrogenesi e sull'"invenzione" di malattie inesistenti. L'esempio del colesterolo é illuminante da questo punto di vista. Ma anche questo non può essere usato come argomento. IL fatto che le case farmaceutiche facciano soldi sulle malattie, e che cerchino in tutti i modi di creare la psicosi della malattia nelle persone non é una ragione sufficiente per decretare che l'HIV sia una invenzione. Al massimo può essere uno sprone per una sempre più attenta analisi dei dati, ma é proprio questa analisi che da ormai dieci anni indica che la tesi Duesberg é valida in alcuni suoi principi ispiratori (HIV non é causa sufficiente di AIDS) ma non nelel sue conclusioni (HIV non é causa di AIDS, e AIDS non é una malattia virale né una malattia in senso stretto).pasionario ha scritto: 2) gli ingentissimi guadagni ed interessi economici e politici creano uno scudo che si chiude a riccio su un'unica teoria. Perche' non sostenere ad esempio la ricerca a lungo termine sugli effetti dell'assunzione di droghe? Basterebbe anche una piccola percentuale di quello generosamente assegnato ogni anno per la ricerca "classica" di un vaccino che in 23 anni ancora non esiste...