Corpi anomali
Corpi anomali
Ciao a tutti, premetto che non ho mai praticato il naturismo ma che come idea mi attira molto. In particolare trovo molto belle le descrizioni del vostro primo approccio al naturismo, di come in breve tempo il corpo nudo diventi un particolare quasi trascurabile, non ci si focalizzi più su certi difetti e si riesca a vedere l'altra persona per quello che è più che per il suo aspetto esteriore. La mia domanda è: vi è mai capitato di vedere persone nude con evidenti difetti fisici, o menomazioni, o malattie della pelle o altro di evidente e accorgervi di soffermarvi a guardarle? Come reagireste se vi trovaste di fronte al corpo nudo di una persona transessuale, cioè per esempio a una persona evidentemente donna, con seno e forme femminili, ma con un pene? O viceversa a una persona dal fisico e dall'apparenza indiscutibilmente maschile, ma con organi genitali femminili?
Ve lo chiedo perchè io sono in percorso di transizione sessuale, e questa sarebbe la mia situazione una volta terminato l'iter. Spero di riuscire a raggiungere un equilibrio tale con il mio corpo da convincermi a provare il naturismo (come vorrei), ma mi angoscia l'idea di essere osservato perchè "animale raro" o fenomeno strano.
Ve lo chiedo perchè io sono in percorso di transizione sessuale, e questa sarebbe la mia situazione una volta terminato l'iter. Spero di riuscire a raggiungere un equilibrio tale con il mio corpo da convincermi a provare il naturismo (come vorrei), ma mi angoscia l'idea di essere osservato perchè "animale raro" o fenomeno strano.
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massimo candellone
- Messaggi: 42
- Iscritto il: dom apr 10, 2005 10:15 pm
Ciao,
ben sapendo che la questione merita una risposta ben più articolata, che sicuramente qualche frequentatore del forum vorrà provare a darti, mi limito a confermare che, in un ambienta naturista, evidenti difetti fisici, menomazioni, malattie della pelle, persone transessuali, si sentirebbero sicuramente meno giudicate e osservate rispetto a un ambiente non naturista, e quindi più a proprio agio.
Ti faccio un esempio: sto facendo molta fatica a ricordare se mi sono mai trovato, e in quali occasioni, con persone che presentano qualcuna di queste caratteristiche fisiche. Sicuramente ne avrò viste, le avrò anche guardate (più o meno come guardo chiunque), ma non ho "registrato" nulla di così particolare da ricordare.
Saluti.
massimo
ben sapendo che la questione merita una risposta ben più articolata, che sicuramente qualche frequentatore del forum vorrà provare a darti, mi limito a confermare che, in un ambienta naturista, evidenti difetti fisici, menomazioni, malattie della pelle, persone transessuali, si sentirebbero sicuramente meno giudicate e osservate rispetto a un ambiente non naturista, e quindi più a proprio agio.
Ti faccio un esempio: sto facendo molta fatica a ricordare se mi sono mai trovato, e in quali occasioni, con persone che presentano qualcuna di queste caratteristiche fisiche. Sicuramente ne avrò viste, le avrò anche guardate (più o meno come guardo chiunque), ma non ho "registrato" nulla di così particolare da ricordare.
Saluti.
massimo
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Giulio_nat
- Messaggi: 6
- Iscritto il: mer mag 11, 2005 5:34 pm
- Località: Modena
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Re: Corpi anomali
Pratico naturismo da più di 15 anni e per me il naturismo è anche - e soprattutto - spogliarsi degli abiti mentali prima ancora che dei vestiti. Quindi, confermando quando già detto da Eroe e Massimo, posso dirti che l'ambiente naturista dovrebbe essere il più adatto per chiunque per sentirsi a proprio agio. Per esperienza personale nei posti naturisti "doc" ho sempre riscontrato tanta serenità e rilassatezza... quindi Alex... ti aspettiamo! :)
Ciao Giulio
Ciao Giulio
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Antonella Sagone
- Messaggi: 1252
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
conn molta sincerità ti rispondo che forse sarei incuriosita e vorrei guardare per capire... e magari cercherei di non essere indisponente in questo, come mi succede se vedo una persona con una anomalia vistosa, perdonami ma per certi versi sono curiosa come un bambino e mi piace osservare le persone, le loro peculiarità e anche guardare il viso per capire la loro storia. Fa tutto parte del normale cercare di sapere di più su una persona, e penso che "guardare da un'altra parte" quando si vede qualcosa di insolito o non immediatamente classificabile sia forse una forma di discrezione, ma non sia molto naturale negli esseri umani.
Penso che tutto dipenda da come guardi.
Una delle cose più belle che mi hanno insegnato i miei figli è stato proprio il modo semplice con cui si ponevano di fronte alla persona "anomala" che vedevano per strada: l'uomo ubriaco, il "matto", il mendicante senza le gambe, la persona esageratamente grassa...
gli piantavano gli occhi addosso, e poi guardavano me con aria interrogativa, oppure puntavano tranquillamente il dito e chiedevano: perché quel signore fa così? che cos'ha?
Ed è stato liberatorio per me poter dire semplicemente cosa aveva quella persona, trovare parole tranquille, non giudicanti ma neanche ipocrite, per descrivere certe condizioni.
Mi piacerebbe poter riuscire a fare lo stesso anche con i diretti interessati, cioè pormi con semplicità. Questo non significa essere insistente ma nemmeno "evitare" di guardare, dovrebbe semplicemente essere normale.
Tu poni una situazione, la tua, che è forse differente dagli esempi che ho fatto prima, perché non stiamo di fronte a una "patologia", uno stato insomma di sofferenza, ma semplicemente a una condizione fisica che non rientra negli schemi, ma che tu stai scegliendo e quindi in cui teoricamente dovresti trovarti a tuo agio più che, diciamo, nel corpo che avevi qualche anno fa. Allora forse chi guardava ti trovava più congruente, ma tu al contrario sentivi un'incongruenza più forte.
E allora il punto è forse: chi ti guarda adesso si chiede, ma è un uomo o una donna? insomma vuole metterti a forza in quegli schemi che stai fuggendo... e questo, anche se denota più un problema degli altri che non un tuo, è certamente fastidioso.
Forse quando avrai terminato il percorso di transizione, quando tu stesso ti sentirai coerente con ciò che appari, allora gli sguardi o meno non saranno più un problema; prima di quel momento, su una spiaggia naturista credo che troveresti, al di là del fatto di essere o meno "guardato", il massimo rispetto possibile in un consesso umano, proprio perché un naturista è già abituato a guardare le persone "in sé" e non per ciò che appaiono....
Antonella
Penso che tutto dipenda da come guardi.
Una delle cose più belle che mi hanno insegnato i miei figli è stato proprio il modo semplice con cui si ponevano di fronte alla persona "anomala" che vedevano per strada: l'uomo ubriaco, il "matto", il mendicante senza le gambe, la persona esageratamente grassa...
gli piantavano gli occhi addosso, e poi guardavano me con aria interrogativa, oppure puntavano tranquillamente il dito e chiedevano: perché quel signore fa così? che cos'ha?
Ed è stato liberatorio per me poter dire semplicemente cosa aveva quella persona, trovare parole tranquille, non giudicanti ma neanche ipocrite, per descrivere certe condizioni.
Mi piacerebbe poter riuscire a fare lo stesso anche con i diretti interessati, cioè pormi con semplicità. Questo non significa essere insistente ma nemmeno "evitare" di guardare, dovrebbe semplicemente essere normale.
Tu poni una situazione, la tua, che è forse differente dagli esempi che ho fatto prima, perché non stiamo di fronte a una "patologia", uno stato insomma di sofferenza, ma semplicemente a una condizione fisica che non rientra negli schemi, ma che tu stai scegliendo e quindi in cui teoricamente dovresti trovarti a tuo agio più che, diciamo, nel corpo che avevi qualche anno fa. Allora forse chi guardava ti trovava più congruente, ma tu al contrario sentivi un'incongruenza più forte.
E allora il punto è forse: chi ti guarda adesso si chiede, ma è un uomo o una donna? insomma vuole metterti a forza in quegli schemi che stai fuggendo... e questo, anche se denota più un problema degli altri che non un tuo, è certamente fastidioso.
Forse quando avrai terminato il percorso di transizione, quando tu stesso ti sentirai coerente con ciò che appari, allora gli sguardi o meno non saranno più un problema; prima di quel momento, su una spiaggia naturista credo che troveresti, al di là del fatto di essere o meno "guardato", il massimo rispetto possibile in un consesso umano, proprio perché un naturista è già abituato a guardare le persone "in sé" e non per ciò che appaiono....
Antonella
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IlariaVegan
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Anch'io ho qualche freno sul naturismo, anche se mi attira moltissimo.
Ciò che più mi frena è la pessima considerazione che ho del mio corpo.
Ok, ciò che conta è l'aspetto interiore ecc. ecc., ma credo anche che un minimo di autostima anche a livello esteriore ci voglia... almeno un minimo... e io non l'ho proprio...
Oggettivamente ho un fisico orrendo... soffro di valgismo, sono piena zeppa di cellulite, ho un sedere che va da milano a napoli... e anche se so che non devo preoccuparmi del "contenitore" che racchiude cio che sono veramente nel profondo, mi faccio investire dai complessi e mi blocco. Finchè sono vestita non penso ai miei difetti fisici, ormai ho superato la fase "mi faccio schifo sempre e comunque" e ho imparato ad accettarmi... ma forse non del tutto... o, almeno, non riesco a pensare di mostrarmi nella mia nudità (per me brutta e inguardabile...)
Voi come avete fatto a superare i primi ostacoli?
Ciò che più mi frena è la pessima considerazione che ho del mio corpo.
Ok, ciò che conta è l'aspetto interiore ecc. ecc., ma credo anche che un minimo di autostima anche a livello esteriore ci voglia... almeno un minimo... e io non l'ho proprio...
Oggettivamente ho un fisico orrendo... soffro di valgismo, sono piena zeppa di cellulite, ho un sedere che va da milano a napoli... e anche se so che non devo preoccuparmi del "contenitore" che racchiude cio che sono veramente nel profondo, mi faccio investire dai complessi e mi blocco. Finchè sono vestita non penso ai miei difetti fisici, ormai ho superato la fase "mi faccio schifo sempre e comunque" e ho imparato ad accettarmi... ma forse non del tutto... o, almeno, non riesco a pensare di mostrarmi nella mia nudità (per me brutta e inguardabile...)
Voi come avete fatto a superare i primi ostacoli?
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massimo candellone
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Ciao Ilaria.
Brevemente...
Il "recupero" di autostima che si prova spogliandosi in un ambiente naturista potrebbe essere proprio quella leva che riporterà un pò di pace fra la tua anima e il tuo corpo.
Dall'esterno può sembrare che per spogliarsi occorra essere in pace con se stessi, in realtà spogliandosi si recupera anche proprio quella pace. Purtroppo non c'è modo di insegnare questo tipo di sensazioni. Unico modo è consigliare di provare, in un ambiente e con persone veramente naturiste.
Buon lavoro su te stessa.
massimo
Brevemente...
Il "recupero" di autostima che si prova spogliandosi in un ambiente naturista potrebbe essere proprio quella leva che riporterà un pò di pace fra la tua anima e il tuo corpo.
Dall'esterno può sembrare che per spogliarsi occorra essere in pace con se stessi, in realtà spogliandosi si recupera anche proprio quella pace. Purtroppo non c'è modo di insegnare questo tipo di sensazioni. Unico modo è consigliare di provare, in un ambiente e con persone veramente naturiste.
Buon lavoro su te stessa.
massimo
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IlariaVegan
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Ciao Antonella, ti rispondo un po' in ritardo perchè mi sono preso una pausa per riflettere sull'argomento. Queste sono le mie conclusioni:
C'è poi un altro aspetto che mi disturba: nella vita di tutti i giorni, una volta terminata la transizione, puoi vivere in modalità "stealth" se ti va. Nel senso che in mezzo agli altri sei invisibile, nessuno sa della tua condizione di transessuale. Puoi scegliere a chi dirlo e come dirlo, se ti va parlarne, se hai abbastanza confidenza con l'altra persona. Da nudo, invece, la intera storia biologica è scritta sul tuo corpo e non mi piace l'idea che qualunque sconosciuto possa sapere di me una cosa così intima senza che sia io a decidere di dirglielo. Non lo so, penso che per lanciarmi nel naturismo dovrei prima acquisire una fiducia e sicurezza in me stesso che per ora vedo come decisamente utopica...
Appunto... la curiosità è normale, però bisognerebbe anche mettersi nei panni di chi, essendo "anomalo", è suo malgrado vittima perenne di questi sguardi incuriositi. Anche il raccontare la propria storia dovrebbe essere un'azione volontaria, non un obbligo perchè gli altri sono curiosi e ti riempiono di domande (anzi: FAQ). Uff!Antonella Sagone ha scritto:conn molta sincerità ti rispondo che forse sarei incuriosita e vorrei guardare per capire... e magari cercherei di non essere indisponente in questo, come mi succede se vedo una persona con una anomalia vistosa, perdonami ma per certi versi sono curiosa come un bambino e mi piace osservare le persone, le loro peculiarità e anche guardare il viso per capire la loro storia. Fa tutto parte del normale cercare di sapere di più su una persona, e penso che "guardare da un'altra parte" quando si vede qualcosa di insolito o non immediatamente classificabile sia forse una forma di discrezione, ma non sia molto naturale negli esseri umani.
Esatto :)Antonella Sagone ha scritto:Tu poni una situazione, la tua, che è forse differente dagli esempi che ho fatto prima, perché non stiamo di fronte a una "patologia", uno stato insomma di sofferenza, ma semplicemente a una condizione fisica che non rientra negli schemi, ma che tu stai scegliendo e quindi in cui teoricamente dovresti trovarti a tuo agio più che, diciamo, nel corpo che avevi qualche anno fa. Allora forse chi guardava ti trovava più congruente, ma tu al contrario sentivi un'incongruenza più forte.
Sì... è fastidioso. Perchè se uno guardandoti si chiede se sei un uomo o una donna solo perchè hai genitali "diversi" dal sesso a cui sembri appartenere, ti ferisce nella tua identità. Molti transessuali non si operano ai genitali per mille motivi diversi (tecniche chirurgiche insoddisfacenti, paura di perdere la sensibilità ecc.) e non perchè gli piace l'idea di avere un corpo che è una via di mezzo. Eppure alcuni di loro - non è il mio caso - si sentono davvero al 100% uomini o al 100% donne. Ed è triste vedere che anche in un ambiente che si pensa più aperto come quello naturista alla fine i tuoi genitali sono così importanti e determinanti per "inquadrarti" in qualche modo...Antonella Sagone ha scritto:E allora il punto è forse: chi ti guarda adesso si chiede, ma è un uomo o una donna? insomma vuole metterti a forza in quegli schemi che stai fuggendo... e questo, anche se denota più un problema degli altri che non un tuo, è certamente fastidioso.
C'è poi un altro aspetto che mi disturba: nella vita di tutti i giorni, una volta terminata la transizione, puoi vivere in modalità "stealth" se ti va. Nel senso che in mezzo agli altri sei invisibile, nessuno sa della tua condizione di transessuale. Puoi scegliere a chi dirlo e come dirlo, se ti va parlarne, se hai abbastanza confidenza con l'altra persona. Da nudo, invece, la intera storia biologica è scritta sul tuo corpo e non mi piace l'idea che qualunque sconosciuto possa sapere di me una cosa così intima senza che sia io a decidere di dirglielo. Non lo so, penso che per lanciarmi nel naturismo dovrei prima acquisire una fiducia e sicurezza in me stesso che per ora vedo come decisamente utopica...