acido lipoico

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Moderatore: Erica Congiu

clorofiller

Messaggio da clorofiller » gio feb 09, 2006 12:44 pm

Premessa - le informazioni sull'acido lipoico di cui dispongono sono riferite ad aspetti biochimici sull'uso sistemico della sostanza; purtroppo non sono a conoscenza di studi sull'assorbimento transcutaneo dell'acido lipoico;


Confermo che l'acido lipoico è una molecola anfipatica (NB non antipatica); in altre parole c'è una parte della molecola dell'acido lipoico che è solubile in acqua (regione polare idrofila) e un'altra parte della molecola dell'acido lipoico che è insolubile in acqua (regione apolare idrofobica).

"Because this molecule is soluble in both aqueous and lipid portions of the cell, its biological functions are not limited solely to one environment."
"alfa-Lipoic acid is both water and fat soluble, and therefore, is widely distributed in plants and animals in both cellular membranes and cytosol"

Wada, H., Shintani, D. & Ohlrogge, J. (1997) Why do mitochondria synthesize fatty acids? Evidence for involvement in lipoic acid production. Proc.Natl. Acad. Sci. U.S.A. 94: 1591–1596.


L'acido lipoico non agisce da solo ma in sinergia con la sua forma ridotta il dihydrolipoic acid (DHLA); l'acido lipoico si trasforma nella sua forma ridotta attraverso due possibili meccanismi:
"In most cells containing mitochondria, ALA is reduced by an NADH-dependent reaction with lipoamide dehydrogenase to form DHLA. In cells that lack mitochondria ALA can be reduced to DHLA via NADPH with glutathione and thioredoxin reductases."
(5)Biewenga, G. P., Haenen, G.R.M.M. & Bast, A. (1997) The pharmacology of the antioxidant lipoic acid. Gen. Pharmacol. 29: 315–331.

Sempre gli stessi autori hanno ipotizzato che l'acido lipoico, nello svolgere attività antiossidante in vivo, non agisce in sinergia solo con il DHLA, ma anche con bisnorlipoic acid, beta-hydroxybisnorlipoic acid, tetranorlipoic acid , questi acidi sono i principali metaboliti identificati dell'acido lipoico;

L'acido lipoico insieme alla sua forma ridotta, dihydrolipoic acid (DHLA), svolgono un'intensa azione antiossidante; le loro funzioni sono:
1) funzione "scavenger" delle specie reattive dell'ossigeno funzionando da accettore di elettroni, grazie al suo ponte disolfuro (i disolfuri e la loro forma ridotta sono i gruppi riducenti)
2) rigenerazione di altre sostanze antiossidanti esogene e endogene come la vitamina C, la vitamina E e il glutathione
3) capacità chelante dei metalli (previene l'azione pro-ossidante dei metalli)
4) funzione riparatrice ("reparation of oxidized proteins")

Queste funzioni sono il risultato della sinergia tra acido lipoico e la sua forma ridotta DHLA; ma per ciascuna funzione è possibile precisare che:

a) Entrambi l'acido lipoico e il DHLA sono scavenger delle specie reattive dell'ossigeno (hydroxyl radicals, singlet oxygen, hydrogen peroxide, hypochlorous acid, peroxynitrite and nitric oxide, peroxyl and superoxide radicals), per questo da alcuni autori sono stati definiti "one of the most powerful biological antioxidant systems"(Moini, H., Tirosh, O., Park, Y. C., Cho, K.-J. & Packer, L. (2002) R-lipoic acid action on cell redox status, the insulin receptor, and glucose uptake in 3T3–L1 adipocytes. Arch. Biochem. Biophys. 397: 384–391.)

b) In situazioni particolari è stata osservata un'attività pro-ossidante; in questi casi l'acido lipoico può agire come antiossidante contrastando l'attività pro-ossidante prodotta dal DHLA

c) Solo il DHLA ha la capacità di rigenerare gli antiossidanti endogeni come la vitamina C, E e il glutathione; nello specifico il DHLA rigenera indirettamente vitamina E attraverso la rigenerazione della vitamina C (ci sono degli schemi che possono aiutare a capire il meccanismo)

d) Entrambi l'acido lipoico e il DHLA hanno la capacità di prevenire l'attività pro-ossidante dei metalli (rame, ferro e altri metalli di transizione):
-l'acido lipoico ha mostrato "to provide antiooxidant activity by chelating Fe(2+) e Cu(2+)"
-il DHLA "can do so by chelating Cd(2+)"


Inoltre in uno studio recente si è osservato che l'acido lipoico inibisce il danno ossidativo, accelerando la guarigione delle ferite recidivanti in pazienti sottoposti a ossigeno terapia iperbarica.
L'ossigeno terapia iperbarica, infatti, rappresenta un modello di studio in cui si ha una iper-produzione di sostanze reattive dell'ossigeno in vivo, che fungendo da messaggeri cellulari, promuovono la cicatrizzazione ma, che in assenza di un adeguato sistema di difesa antiossidante, possono anche indurre un danno ossidativo a membrane e DNA.
In questo studio l'intenzione è stata di verificare l'efficacia dell'acido lipoico nel prevenire il danno ossidativo indotto dalla ossigeno terapia iperbarica, valutando il danno ossidativo del DNA, la capacità antiossidante plasmatica (TAC), i livelli di perossidi lipidici plasmatici(LPO) e di interleuchina-6.
I risultati hanno mostrato che l'acido lipoico riduce sia l'ossidazione lipidica che il danno ossidativo al DNA indotto dall'esposizione all'ossigeno. L'acido lipoico esercita la sua capacità antiossidante interagendo direttamente con i radicali liberi o attraverso il riciclo della vitamina E aumentando la capacità antiossidante plasmatica. Inoltre, la supplementazione con acido lipoico inibisce la produzione di citochine pro-infiammatorie quale l'interleuchina-6.

R. Alleva(1), E. Nasole(2), F. Di Donato(2), B. Borghi(1), M. Tomasetti(3)
1 Modulo Dipartimentale Ricerca, IRCCS Istituti Ortopedici Rizzoli, Bologna
2 Centro Iperbarico MDM, Bologna
3 Dipartimento di Patologia Molecolare e Terapie Innovative, Università Politecnica delle Marche, Ancona

clara
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Messaggio da clara » gio feb 09, 2006 12:51 pm

Mi state facendo venire la voglia di andare a ordinare l'alipure :-//

vittorio urbani

Messaggio da vittorio urbani » gio feb 09, 2006 1:05 pm

Etrusca etrusca,

un bel bacio non te lo leva nessuno! Bèh, perdonami se ripsondo solo ora ma devi sapere che ieri il mondo è impazzito e naturalmente non ti sei accorta di niente perchè ho svolto il mio lavoro...:-// C'è qualcuna che mi ha fatto un incantesimo per ieri?! No ditelo prima che ci si prepara...:-//

Ma dunque, dimmi tutto: quando l'acqua è sfreddata il lipoico che fine ha fatto? Si è separato o cosa? Io lo aggiungo alla crema O/A (cioè non grassa) e mi si scioglie subito.

Per clorofiller: anfifila forse era un termine più carino per Sua Maestà acido lipoico!:-) Grazie, prezioso, anche se a me premerebbe sapere qualcosa in più sull'assorbimento transcutaneo in preparati cosmeceutici... sì insomma, riguardo la possibiltà che si formi DHLA in quantità congrua come ho letto da qualche parte.

Buona giornata.

etrusca
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Messaggio da etrusca » gio feb 09, 2006 1:36 pm

acqua quasi limpida anche stamattina non separato niente vuoi rispondere sulle dosi? Oggi devo farmi l'olietto

vittorio urbani

Messaggio da vittorio urbani » gio feb 09, 2006 1:52 pm

...e te la vuoi cavare così? Due righe in cui ordini le dosi? Mai sentito parlare di blandire adeguatamente il maschio, ammaliarlo e distrarlo dall'attenzione di altri obiettivi morbidi e profumati...?:-)) E sia, facciamolo SM... ordini frustate e sculacciate!;-)

Celie a parte, dipende: se lo metti in un veicolo anidro, senza acqua e tutto olio, allora direi 5%; altrimenti, se fai una soluzione acquosa o crema leggera, direi 1%. Questa disparità di utilizzo perchè con la prima soluzione userai meno prodotto 'attivo' e quindi ti ci vuole tutto di più a parte la base oleosa; laddove, invece, indulgendo in un preparato acquoso, si tenderà ad usarne di più e quindi sarebbe opportuno andarci di cartina per non sprecare inutilmente tanto ben di dio.

Buona giornata. A presto, aaaaarg!;-)

etrusca
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Messaggio da etrusca » gio feb 09, 2006 1:56 pm

è pensare che io voglio farmi bella per te solo per te 1 gr 50 ml olio 25 mg 10 ml acqua

elena
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Messaggio da elena » gio feb 09, 2006 5:16 pm

Il lipoico io l'ho mescolato con un pochino d'olio e poi incorporato alla crema fatta, così mi sentivo più sicura di averlo ben disciolto.
:-) Elena

clorofiller

Messaggio da clorofiller » gio feb 09, 2006 6:26 pm

Ma ho passato la mattina a leggere e tradurre 4 pdf in inglese sull'acido lipoico e ho avuto tutta questa riconoscenza?? :(
(spero almeno di aver fatto salire il mio QI)

NB (può essere utile anche a chi sta spignattando con l'acido lipoico)

Avevo scritto che l'acido lipoico è una molecola anfipatica, con una parte che è solubile in acqua (regione polare idrofila) e con un'altra parte che è insolubile in acqua (regione apolare idrofobica).


L'acido carbossilico è la parte polare solubile in acqua, mentre la catena di CH2 è la parte apolare insolubile in acqua.

Anche la forma ridotta DHLA è una molecola anfipatica.

Mi dispiace ma x adesso non ho altre informazioni

X Clara se sei sana fai senza integrare con antiossidanti, frutta e verdura bastano per le difese antiossidanti;

etrusca
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Messaggio da etrusca » gio feb 09, 2006 7:34 pm

ma allora è buono o no? Io sul discorso tecnico ci ho capito proprio poco

etrusca
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Messaggio da etrusca » gio feb 09, 2006 7:58 pm

lipoico al 3% nell'olio decisamente irritante calerò le dosi è farò una prova allergica

clorofiller

Messaggio da clorofiller » ven feb 10, 2006 7:51 pm

etrusca scusami se ti ho creato confusione...

in breve posso dirti che tutto quello che ho scritto indica le elevate capacità antiossidanti, osservate, dell'acido lipoico

però

-questi studi si riferiscono solo ed esclusivamente all'assunzione sistemica dell'acido lipoico: dieta, integratori, iniezioni..
questo non vuol dire che domani dovete andare tutti alla ricerca di integratori alimentari di acido lipoico... gli effetti positivi dell'acido lipoico sono stati osservati su pazienti che necessitavano di un'integrazione di antiossidanti come ad es chi è sottoposto a terapia iperbarica, o chi ha determinate patologie; se siete persone sane, frutta e verdura sono sufficienti per una buona scorta di antiossidanti

-per l'uso e l'efficacia dell'acido lipoico per uso topico non ho trovato un granchè: se vuoi ti posso mandare (è disponibile x tutti) un abstract di uno studio sull'assorbimento dell'acido lipoico nel derma (non lo inserisco nel forum perchè purtroppo fa riferimento a studi su topolini)

Ciao

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Gaton
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Messaggio da Gaton » dom feb 12, 2006 2:27 pm

Ciao a tutti come va è passato un po’ di tempo ma finalmente sono tornato a seguirvi per il momento se la cosa può interessare vi posto alcune notizie sull’acido a-lipopico


L’acido alfa lipoico possiede alcune particolari caratteristiche che lo rendono non solo straordinariamente efficace come antiossidante, ma anche assolutamente indispensabile al nostro organismo per contrastare i danni associati alla formazione di radicali liberi. Le peculiarità che lo rendono unico sono le seguenti:
a) Alta assorbibilità: essendo una molecola relativamente piccola, l’acido alfa lipoico può essere prontamente assorbito e trasportato attraverso le membrane cellulari dove può quindi esercitare la sua azione.
b) Versatilità: l’acido alfa lipoico mantiene la sua attività sia nei comparti cellulari acquosi (citoplasma) che in quelli lipidici (membrana cellulare).
Mantenimento del potere antiossidante in entrambe le forme: sebbene la forma ridotta (acido diidrossi lipoico) sia la più attiva
c) anche a quella ossidata sono associabili apprezzabili proprietà antiossidanti.
d) Ampio spettro d’azione: l’acido diidrossi lipoico è attivo contro numerose specie radicaliche (ad esempio: radicali di tipo perossil, idrossil e perossi-nitritico, oltre a superossidi ed idroperossidi).
e) Rafforza e completa la rete difensiva messa a punto dalle altre molecole antiossidanti. L’acido alfa lipoico nella forma ridotta (acido diidro lipoico) è in grado di donare il suo elettrone alle forme ossidate e quindi non più attive di glutatione (glutatione disulfide) e di vitamina C (acido deidroascorbico), rigenerandole a glutatione ridotto e ad acido ascorbico. A sua volta, la vitamina C in forma ridotta è in grado di riattivare la forma ossidata della vitamina E (cromanossil radicale) riducendola a tocoferolo (vitamina E attiva). A tutto questo processo può essere associato carattere di ciclicità. Dopo la donazione di un elettrone, l’acido diidro lipoico ritorna alla forma ossidata di acido lipoico. Dal momento che anche l’acido lipoico nella forma ossidata possiede proprietà antiossidanti, il ciclo di rigenerazione può proseguire nell’interesse della cellula.
f) Contenimento della fuoriuscita di radicali liberi originatisi in concomitanza di un metabolismo energetico spinto: la metabolizzazione dell’energia attraverso il ciclo di Krebs, quando è molto spinta, favorisce la formazione di radicali liberi. Anche se la maggior parte di questi radicali sono contenuti nell’ambito delle reazioni chimiche del metabolismo energetico, una piccola parte può fuoriuscire e condurre gradualmente al danneggiamento cellulare. La disponibilità di acido lipoico, sebbene aumenti la percorribilità del ciclo di Krebs ed il conseguente rendimento energetico, incrementa anche il contenimento dei radicali liberi in formazione nel corso dell’intero processo. In tal modo viene garantito un sufficiente effetto protettivo, anche in condizioni di elevato rendimento energetico.
1 MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO DEL GLUCOSIO
L’acido alfa lipoico non è in grado solo di incrementare l’efficienza dell’insulina, ma può migliorare anche il trasporto del glucosio all’interno delle cellule utilizzando vie indipendenti da quelle dell’insulina stessa. Tutto ciò, unitamente ad una migliore efficienza dell’utilizzazione del glucosio attraverso i normali processi metabolici, contribuisce alla normalizzazione del livello di glucosio nel sangue. In tal modo, la probabilità che si formino alcuni pericolosi composti di carattere radicalico, i cosiddetti AGEs (“Advanced Glycation End-products”) risulta sensibilmente ridotta. Tali prodotti si possono infatti generare a partire dalle proteine cellulari in seguito all’accumulo di elevati livelli di glucosio nel sangue. E’ ormai noto come le reazioni di glicosilazione e la formazione degli AGEs contribuiscano all’invecchiamento ed alla degenerazione cellulare. In loro presenza aumenta anche la predisposizione dell’organismo nei confronti di alcune patologie, in particolare modo di quelle che interessano l’apparato cardiovascolare.
L’acido alfa lipoico possiede inoltre la proprietà di ridurre la resistenza all’insulina, tipico fenomeno che concorre all’insorgenza di alcune patologie, quali il diabete e la cosiddetta “Sindrome X” (un disturbo collegato sempre alla resistenza insulinica ed, a seconda dei casi, anche ad altri fattori, quali ad esempio: l’intolleranza al glucosio, il sovrappeso, l’ipertensione arteriosa, la trigliceremia e l’ipercolesterolemia).
PER LA FUNZIONALITÀ NERVOSA
L’acido alfa lipoico è in grado di proteggere i nervi dal danneggiamento agendo su diversi fronti. In primo luogo, limitando i danni provocati dai radicali liberi, li preserva da una pericolosa degenerazione. Secondariamente, migliorando la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità. Inoltre, l’acido alfa lipoico esercita un’azione normalizzante nei confronti della sensibilità nervosa, riducendo in tal modo sia il dolore che la torpidità sensoriale.
Nel caso particolare della sciatalgia, ad esempio, sembra che la somministrazione di acido alfa lipoico possa aumentare nel nervo sciatico la presenza di alcune sostanze ad azione neurotropica, quali ad esempio il neuropeptide Y. Ciò migliorerebbe sensibilmente la funzionalità nervosa e diminuirebbe il dolore.
CONTRO LA CATARATTA
Da numerosi studi condotti su animali è emerso come la somministrazione di acido alfa lipoico possa ridurre il rischio della comparsa di cataratta. Questa patologia è molto spesso correlata ad elevati livelli di glucosio nel sangue ed alla sovraesposizione alla luce solare. Tali fattori infatti contribuiscono alla formazione di radicali liberi, i quali possono poi provocare danni alle proteine delle lenti dell’occhio e favorire la generazione degli AGEs.
Uno dei principali antiossidanti presenti nel fluido che circonda l’occhio è il glutatione. Come è già stato detto, l’acido alfa lipoico può contribuire alla rigenerazione del glutatione. Tutto ciò risulta di particolare importanza dal momento che la molecola del glutatione, a causa delle sue dimensioni, non è facilmente assorbibile a livello intestinale e quindi neppure prontamente assimilabile per via orale. C’è inoltre da sottolineare che l’acido alfa lipoico contiene zolfo, vale a dire uno dei più importanti componenti della molecola del glutatione. L’integrazione con acido alfa lipoico può dunque risultare di grande utilità per incrementare i livelli di glutatione nel nostro organismo, soprattutto nei distretti nei quali esso riveste particolare importanza.
2 ALTRO
L’ictus è una grave patologia alla base della quale si colloca la formazione di un coagulo che blocca il flusso di sangue in un vaso del cervello e conduce al parziale o totale soffocamento delle cellule nella zona interessata. Anche dopo che è stata rinstaurata la circolazione, data comunque l’avvenuta formazione di un ingente quantitativo di radicali liberi, le cellule possono continuare ad essere danneggiate. In questo caso, la disponibilità di acido alfa lipoico può risultare di vitale importanza per la minimizzazione dei danni.
Le applicazioni terapeutiche dell’acido alfa lipoico possono estendersi anche in altri campi, ad esempio nel trattamento degli avvelenamenti da funghi Amanita e Galeriana. Le tossine prodotte da questi funghi, infatti, sono in grado di inibire la normale funzionalità del fegato e di distruggere le cellule epatiche. L’estrema tossicità di tali composti può condurre a conseguenze gravissime che comprendono, in funzione della dose ingerita, anche il coma e la morte. Il trattamento più diffuso è rappresentato dal trapianto del fegato. Questa soluzione, per motivi di varia natura, non è sempre attuabile. L’azione benefica che può esercitare in questi casi l’acido alfa lipoico non sembra tanto diretta alla neutralizzazione delle tossine quanto piuttosto alla stimolazione della reattività delle cellule epatiche. Ciò è direttamente visibile dalla graduale normalizzazione di alcuni enzimi, quali ad esempio la SGPT.
L’azione epato-protettiva esercitata dall’acido alfa lipoico è di notevole interesse terapeutico, anche se necessita di ulteriori approfondimenti. Per queste ragioni, gli integratori a base di acido alfa lipoico potrebbero in futuro rappresentare un’ulteriore arma preventiva a nostra disposizione per la difesa nei confronti delle sostanze tossiche con le quali possiamo involontariamente venire a contatto tutti i giorni.
3 POSOLOGIA E TOSSICITÀ
L’acido alfa lipoico è solitamente presente in maggiori quantità nei tessuti che sono più ricchi di mitocondri, ovvero di quelli organelli cellulari nei quali avvengono la maggior parte delle reazioni deputate alla produzione di energia. In pratica, l’acido alfa lipoico è presente nelle foglie delle piante che contengono mitocondri e nei tessuti vegetali non fotosintetici, quali ad esempio i tuberi delle patate. Ne sono particolarmente ricchi anche i broccoli e gli spinaci. La maggiore fonte di acido lipoico rimane comunque la carne rossa e alcune frattaglie (in particolare modo il cuore).
Sebbene l’acido lipoico non rappresenti di per sé un costituente definibile come essenziale, dal momento che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo, esso si ritrova comunque in quantità abbastanza ridotte nel corpo umano. Sussistono inoltre problemi di biodisponibilità per l’acido lipoico contenuto negli alimenti in quanto esso è presente in forma complessata con la lipolisina e crea un insieme più grande e più difficilmente assorbibile.
Quanto fino ad ora osservato gioca dunque a favore dell’assunzione di acido alfa lipoico tramite integrazione. I dosaggi ottimali possono variare di molto in funzione delle caratteristiche individuali, dello stile di vita, dell’attività fisica, dell’esposizione ai raggi solari e della dieta.
La dose comunque normalmente consigliata a scopo genericamente preventivo nei confronti delle degenerazioni causate dai radicali liberi per i soggetti sani è di 50 mg/die, da assumersi preferibilmente in associazione con altri composti ad azione antiossidante (quali ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio, Coenzima Q10, etc..). Per l’attenuazione dei disturbi collegati all’intolleranza al glucosio ed alla Sindrome X sono invece suggeriti dai 100 ai 300 mg/die.
In presenza di soggetti diabetici, invece, sono consigliabili 600 mg/die, da assumersi però sotto stretto controllo medico. In tali casi infatti, la somministrazione di alte dosi di acido alfa lipoico può diminuire il fabbisogno di altri farmaci in grado di abbassare il livello di glucosio nel sangue.
Per quanto concerne la tossicità, possiamo affermare che l’assunzione giornaliera di 50 mg/die di acido alfa lipoico non è stata fino ad oggi collegata con alcun effetto collaterale specifico. Alcuni studi, che hanno coinvolto dosaggi da 100 a 600 mg/die per periodi dai tre ai sei mesi, hanno evidenziato una bassa tossicità sugli esseri umani. Per dosaggi molto più alti sono invece stati riportati, anche se solamente in casi sporadici, significativi decrementi della glicemia ed alcune reazioni allergiche a livello cutaneo. Altre ricerche hanno inoltre documentato l’assenza di potere mutageno, teratogeno o cancerogeno.

PROPRIETA’
Þ Come potente antiossidante, contrasta efficacemente i processi degenerativi radicalici
Þ Come regolatore del glucosio e dell’insulina previene l’insorgenza di alcune patologie e/o ne attenua i sintomi (diabete, Sindrome X, cataratta, ictus, etc)
Þ Incrementando l’efficienza del consumo di glucosio, aumenta l’energia disponibile
Þ Riduce la glicosilazione e la relativa formazione degli AGEs (responsabili dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare).
Þ Migliorando la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità.
Þ Esercita una funzione normalizzante nei confronti della sensibilità nervosa, riducendo in tal modo sia il dolore che la torpidità sensoriale (es. sciatalgia).
Come stimolante della funzionalità epatica, ne potenzia le capacità detossificanti.
ATTIVITÀ ANTIOSSIDANTE
Þ È facilmente assorbibile
Þ E’ versatile: è attivo sia in ambiente lipidico che acquoso
Þ Mantiene il potere antiossidante sia in forma ossidata che in forma ridotta
Þ E’ attivo contro numerose specie radicaliche
Þ Rafforza e completa la rete difensiva formata dalle altre molecole antiossidanti.
Þ Contiene la fuoriuscita di radicali liberi originatisi in occasione di un metabolismo energetico spinto.
CONTROLLO DELLA GLICEMIA
Þ Incrementa l’efficienza dell’insulina
Þ Riduce la resistenza all’insulina
Þ Riduce i livelli di glucosio nel sangue
Þ Riduce la formazione di AGEs
DOSE CONSIGLIATA
Þ Per i soggetti sani: 50 mg/die
Þ Per l’attenuazione dei disturbi collegati all’intolleranza al glucosio ed alla Sindrome X: dai 100 ai 300 mg/die.
Þ Per i soggetti diabetici: 600 mg/die, da assumersi sotto stretto controllo medico.
SINERGIE CON
Altri composti ad azione antiossidante (quali ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio, Coenzima Q10, etc..).


Ciao Gaton

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Messaggio da Gaton » dom feb 12, 2006 2:27 pm

Ciao a tutti come va è passato un po’ di tempo ma finalmente sono tornato a seguirvi per il momento se la cosa può interessare vi posto alcune notizie sull’acido a-lipopico


L’acido alfa lipoico possiede alcune particolari caratteristiche che lo rendono non solo straordinariamente efficace come antiossidante, ma anche assolutamente indispensabile al nostro organismo per contrastare i danni associati alla formazione di radicali liberi. Le peculiarità che lo rendono unico sono le seguenti:
a) Alta assorbibilità: essendo una molecola relativamente piccola, l’acido alfa lipoico può essere prontamente assorbito e trasportato attraverso le membrane cellulari dove può quindi esercitare la sua azione.
b) Versatilità: l’acido alfa lipoico mantiene la sua attività sia nei comparti cellulari acquosi (citoplasma) che in quelli lipidici (membrana cellulare).
Mantenimento del potere antiossidante in entrambe le forme: sebbene la forma ridotta (acido diidrossi lipoico) sia la più attiva
c) anche a quella ossidata sono associabili apprezzabili proprietà antiossidanti.
d) Ampio spettro d’azione: l’acido diidrossi lipoico è attivo contro numerose specie radicaliche (ad esempio: radicali di tipo perossil, idrossil e perossi-nitritico, oltre a superossidi ed idroperossidi).
e) Rafforza e completa la rete difensiva messa a punto dalle altre molecole antiossidanti. L’acido alfa lipoico nella forma ridotta (acido diidro lipoico) è in grado di donare il suo elettrone alle forme ossidate e quindi non più attive di glutatione (glutatione disulfide) e di vitamina C (acido deidroascorbico), rigenerandole a glutatione ridotto e ad acido ascorbico. A sua volta, la vitamina C in forma ridotta è in grado di riattivare la forma ossidata della vitamina E (cromanossil radicale) riducendola a tocoferolo (vitamina E attiva). A tutto questo processo può essere associato carattere di ciclicità. Dopo la donazione di un elettrone, l’acido diidro lipoico ritorna alla forma ossidata di acido lipoico. Dal momento che anche l’acido lipoico nella forma ossidata possiede proprietà antiossidanti, il ciclo di rigenerazione può proseguire nell’interesse della cellula.
f) Contenimento della fuoriuscita di radicali liberi originatisi in concomitanza di un metabolismo energetico spinto: la metabolizzazione dell’energia attraverso il ciclo di Krebs, quando è molto spinta, favorisce la formazione di radicali liberi. Anche se la maggior parte di questi radicali sono contenuti nell’ambito delle reazioni chimiche del metabolismo energetico, una piccola parte può fuoriuscire e condurre gradualmente al danneggiamento cellulare. La disponibilità di acido lipoico, sebbene aumenti la percorribilità del ciclo di Krebs ed il conseguente rendimento energetico, incrementa anche il contenimento dei radicali liberi in formazione nel corso dell’intero processo. In tal modo viene garantito un sufficiente effetto protettivo, anche in condizioni di elevato rendimento energetico.
1 MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO DEL GLUCOSIO
L’acido alfa lipoico non è in grado solo di incrementare l’efficienza dell’insulina, ma può migliorare anche il trasporto del glucosio all’interno delle cellule utilizzando vie indipendenti da quelle dell’insulina stessa. Tutto ciò, unitamente ad una migliore efficienza dell’utilizzazione del glucosio attraverso i normali processi metabolici, contribuisce alla normalizzazione del livello di glucosio nel sangue. In tal modo, la probabilità che si formino alcuni pericolosi composti di carattere radicalico, i cosiddetti AGEs (“Advanced Glycation End-products”) risulta sensibilmente ridotta. Tali prodotti si possono infatti generare a partire dalle proteine cellulari in seguito all’accumulo di elevati livelli di glucosio nel sangue. E’ ormai noto come le reazioni di glicosilazione e la formazione degli AGEs contribuiscano all’invecchiamento ed alla degenerazione cellulare. In loro presenza aumenta anche la predisposizione dell’organismo nei confronti di alcune patologie, in particolare modo di quelle che interessano l’apparato cardiovascolare.
L’acido alfa lipoico possiede inoltre la proprietà di ridurre la resistenza all’insulina, tipico fenomeno che concorre all’insorgenza di alcune patologie, quali il diabete e la cosiddetta “Sindrome X” (un disturbo collegato sempre alla resistenza insulinica ed, a seconda dei casi, anche ad altri fattori, quali ad esempio: l’intolleranza al glucosio, il sovrappeso, l’ipertensione arteriosa, la trigliceremia e l’ipercolesterolemia).
PER LA FUNZIONALITÀ NERVOSA
L’acido alfa lipoico è in grado di proteggere i nervi dal danneggiamento agendo su diversi fronti. In primo luogo, limitando i danni provocati dai radicali liberi, li preserva da una pericolosa degenerazione. Secondariamente, migliorando la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità. Inoltre, l’acido alfa lipoico esercita un’azione normalizzante nei confronti della sensibilità nervosa, riducendo in tal modo sia il dolore che la torpidità sensoriale.
Nel caso particolare della sciatalgia, ad esempio, sembra che la somministrazione di acido alfa lipoico possa aumentare nel nervo sciatico la presenza di alcune sostanze ad azione neurotropica, quali ad esempio il neuropeptide Y. Ciò migliorerebbe sensibilmente la funzionalità nervosa e diminuirebbe il dolore.
CONTRO LA CATARATTA
Da numerosi studi condotti su animali è emerso come la somministrazione di acido alfa lipoico possa ridurre il rischio della comparsa di cataratta. Questa patologia è molto spesso correlata ad elevati livelli di glucosio nel sangue ed alla sovraesposizione alla luce solare. Tali fattori infatti contribuiscono alla formazione di radicali liberi, i quali possono poi provocare danni alle proteine delle lenti dell’occhio e favorire la generazione degli AGEs.
Uno dei principali antiossidanti presenti nel fluido che circonda l’occhio è il glutatione. Come è già stato detto, l’acido alfa lipoico può contribuire alla rigenerazione del glutatione. Tutto ciò risulta di particolare importanza dal momento che la molecola del glutatione, a causa delle sue dimensioni, non è facilmente assorbibile a livello intestinale e quindi neppure prontamente assimilabile per via orale. C’è inoltre da sottolineare che l’acido alfa lipoico contiene zolfo, vale a dire uno dei più importanti componenti della molecola del glutatione. L’integrazione con acido alfa lipoico può dunque risultare di grande utilità per incrementare i livelli di glutatione nel nostro organismo, soprattutto nei distretti nei quali esso riveste particolare importanza.
2 ALTRO
L’ictus è una grave patologia alla base della quale si colloca la formazione di un coagulo che blocca il flusso di sangue in un vaso del cervello e conduce al parziale o totale soffocamento delle cellule nella zona interessata. Anche dopo che è stata rinstaurata la circolazione, data comunque l’avvenuta formazione di un ingente quantitativo di radicali liberi, le cellule possono continuare ad essere danneggiate. In questo caso, la disponibilità di acido alfa lipoico può risultare di vitale importanza per la minimizzazione dei danni.
Le applicazioni terapeutiche dell’acido alfa lipoico possono estendersi anche in altri campi, ad esempio nel trattamento degli avvelenamenti da funghi Amanita e Galeriana. Le tossine prodotte da questi funghi, infatti, sono in grado di inibire la normale funzionalità del fegato e di distruggere le cellule epatiche. L’estrema tossicità di tali composti può condurre a conseguenze gravissime che comprendono, in funzione della dose ingerita, anche il coma e la morte. Il trattamento più diffuso è rappresentato dal trapianto del fegato. Questa soluzione, per motivi di varia natura, non è sempre attuabile. L’azione benefica che può esercitare in questi casi l’acido alfa lipoico non sembra tanto diretta alla neutralizzazione delle tossine quanto piuttosto alla stimolazione della reattività delle cellule epatiche. Ciò è direttamente visibile dalla graduale normalizzazione di alcuni enzimi, quali ad esempio la SGPT.
L’azione epato-protettiva esercitata dall’acido alfa lipoico è di notevole interesse terapeutico, anche se necessita di ulteriori approfondimenti. Per queste ragioni, gli integratori a base di acido alfa lipoico potrebbero in futuro rappresentare un’ulteriore arma preventiva a nostra disposizione per la difesa nei confronti delle sostanze tossiche con le quali possiamo involontariamente venire a contatto tutti i giorni.
3 POSOLOGIA E TOSSICITÀ
L’acido alfa lipoico è solitamente presente in maggiori quantità nei tessuti che sono più ricchi di mitocondri, ovvero di quelli organelli cellulari nei quali avvengono la maggior parte delle reazioni deputate alla produzione di energia. In pratica, l’acido alfa lipoico è presente nelle foglie delle piante che contengono mitocondri e nei tessuti vegetali non fotosintetici, quali ad esempio i tuberi delle patate. Ne sono particolarmente ricchi anche i broccoli e gli spinaci. La maggiore fonte di acido lipoico rimane comunque la carne rossa e alcune frattaglie (in particolare modo il cuore).
Sebbene l’acido lipoico non rappresenti di per sé un costituente definibile come essenziale, dal momento che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo, esso si ritrova comunque in quantità abbastanza ridotte nel corpo umano. Sussistono inoltre problemi di biodisponibilità per l’acido lipoico contenuto negli alimenti in quanto esso è presente in forma complessata con la lipolisina e crea un insieme più grande e più difficilmente assorbibile.
Quanto fino ad ora osservato gioca dunque a favore dell’assunzione di acido alfa lipoico tramite integrazione. I dosaggi ottimali possono variare di molto in funzione delle caratteristiche individuali, dello stile di vita, dell’attività fisica, dell’esposizione ai raggi solari e della dieta.
La dose comunque normalmente consigliata a scopo genericamente preventivo nei confronti delle degenerazioni causate dai radicali liberi per i soggetti sani è di 50 mg/die, da assumersi preferibilmente in associazione con altri composti ad azione antiossidante (quali ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio, Coenzima Q10, etc..). Per l’attenuazione dei disturbi collegati all’intolleranza al glucosio ed alla Sindrome X sono invece suggeriti dai 100 ai 300 mg/die.
In presenza di soggetti diabetici, invece, sono consigliabili 600 mg/die, da assumersi però sotto stretto controllo medico. In tali casi infatti, la somministrazione di alte dosi di acido alfa lipoico può diminuire il fabbisogno di altri farmaci in grado di abbassare il livello di glucosio nel sangue.
Per quanto concerne la tossicità, possiamo affermare che l’assunzione giornaliera di 50 mg/die di acido alfa lipoico non è stata fino ad oggi collegata con alcun effetto collaterale specifico. Alcuni studi, che hanno coinvolto dosaggi da 100 a 600 mg/die per periodi dai tre ai sei mesi, hanno evidenziato una bassa tossicità sugli esseri umani. Per dosaggi molto più alti sono invece stati riportati, anche se solamente in casi sporadici, significativi decrementi della glicemia ed alcune reazioni allergiche a livello cutaneo. Altre ricerche hanno inoltre documentato l’assenza di potere mutageno, teratogeno o cancerogeno.

PROPRIETA’
Þ Come potente antiossidante, contrasta efficacemente i processi degenerativi radicalici
Þ Come regolatore del glucosio e dell’insulina previene l’insorgenza di alcune patologie e/o ne attenua i sintomi (diabete, Sindrome X, cataratta, ictus, etc)
Þ Incrementando l’efficienza del consumo di glucosio, aumenta l’energia disponibile
Þ Riduce la glicosilazione e la relativa formazione degli AGEs (responsabili dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare).
Þ Migliorando la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità.
Þ Esercita una funzione normalizzante nei confronti della sensibilità nervosa, riducendo in tal modo sia il dolore che la torpidità sensoriale (es. sciatalgia).
Come stimolante della funzionalità epatica, ne potenzia le capacità detossificanti.
ATTIVITÀ ANTIOSSIDANTE
Þ È facilmente assorbibile
Þ E’ versatile: è attivo sia in ambiente lipidico che acquoso
Þ Mantiene il potere antiossidante sia in forma ossidata che in forma ridotta
Þ E’ attivo contro numerose specie radicaliche
Þ Rafforza e completa la rete difensiva formata dalle altre molecole antiossidanti.
Þ Contiene la fuoriuscita di radicali liberi originatisi in occasione di un metabolismo energetico spinto.
CONTROLLO DELLA GLICEMIA
Þ Incrementa l’efficienza dell’insulina
Þ Riduce la resistenza all’insulina
Þ Riduce i livelli di glucosio nel sangue
Þ Riduce la formazione di AGEs
DOSE CONSIGLIATA
Þ Per i soggetti sani: 50 mg/die
Þ Per l’attenuazione dei disturbi collegati all’intolleranza al glucosio ed alla Sindrome X: dai 100 ai 300 mg/die.
Þ Per i soggetti diabetici: 600 mg/die, da assumersi sotto stretto controllo medico.
SINERGIE CON
Altri composti ad azione antiossidante (quali ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio, Coenzima Q10, etc..).


Ciao Gaton

elena
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Messaggio da elena » lun feb 13, 2006 3:43 pm

WOW Gaton! Io sto usando il lipoico in una crema da circa due settimane e devo dire che la pelle è più liscia e tonica.
Per curiosità, da dove viene estratto il lipoico che si utilizza in cosmetica?(dimmi dalle piante ti prego!!!).
Ciao Elena:-)
complimenti anche a clorofiller che si è fatto tutta la traduzione!

esseAemme
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Acido Alfa lipoico

Messaggio da esseAemme » lun feb 13, 2006 5:24 pm

Salve,

ho letto che questo thread, e allora ho pensato di postare l'inci di un prodotto che uso con acido alpha lipoico (contiene 5% thioctic Acid):

Aqua, Dimethyl Sulfone, Thioctic Acid, Glycerin, Paraffinum Liquidum, Isohexadecane, PEG-30 Dipolyhydroxystearate, Diethylhexyl Adipate, Glycyrrhetinic Acid, Sodium Hydroxide, Caprylic/Capric Triglyceride, Silica Dimethyl Silylate, Methylparaben, Propylparaben.

AQUA
Dimethyl Sulfone ?  è MSM Zolfo ???? (non c’è in biodizionario)
METILSOLFONILMETANO SOLVENTI

Thioctic Acid ? (non c’è in biodizionario) acido alpha lipoico ?
2VERDI GLYCERIN denaturante / umettante / solvente
1ROSSO PARAFFINUM LIQUIDUM antistatico / emolliente / solvente
Isohexadecane ? (non c’è in biodizionario) ISOESADECANO emolliente/solvente

1 ROSSO PEG-30 DIPOLYHYDROXYSTEARATE emulsionante
Diethylhexyl Adipate ? (non c’è in biodizionario)
1 VERDE ALLANTOIN GLYCYRRHETINIC ACID additivo biologico
2VERDI SODIUM HYDROXIDE agente tampone / denaturante
2VERDI CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE emolliente / solvente
1GIALLO SILICA DIMETHYL SILYLATE DIMETILSILILATO DI BIOSSIDO DI SILICIO
antischiuma / emolliente / viscosizzante
1VERDE METHYLPARABEN conservante
Propylparaben ? (non c’è in biodizionario) p-IDROSSIBENZOATO DI PROPILE conservante

Inoltre, mi sapreste dire che relazione c'è con MSM Zolfo.

Ho fatto una ricerchina e ho trovato queste info:

FONTE: http://www.anagen.net/zolfomsm.htm
Che relazione ha MSM con acido alpha lipoico ?
Diversi esperimenti hanno dimostrato che tutti i tipi di affezioni dermatologiche, spesso legate ad allergie, rispondono positivamente ad un regime dietetico integrato con MSM. E' dimostrato che la somministrazione di MSM per via orale è efficace contro l'acne, la rosacea a la pelle secca, squamosa o irritata. Se applicato localmente, sotto forma di gel o lozione, l'MSM è utile nel trattamento di disturbi della pelle quali acne, psoriasi, eczema, dermatite, forfora, scabbia, eritema da pannolino e varie infezioni micotiche. Anche le cicatrici causate da operazioni e bruciature danno risultati positivi all'applicazione topica: quelle recenti possono guarire in modo talmente perfetto da risultare praticamente invisibili, e anche con quelle vecchie si possono ottenere notevoli miglioramenti.

Lo zolfo è un elemento molto diffuso nel mondo naturale visto che lo riscontriamo in ogni cellula animale e vegetale, rappresenta lo 0,25% del peso del corpo umano.
Viene chiamato il “minerale della bellezza” del mondo naturale perché rende i capelli lucidi e soffici e la carnagione chiara e giovane.
L’odore tipico del capello bruciato è dato dal suo contenuto di zolfo.
Lo zolfo insieme alle proteine determina l’ondulazione permanente dei capelli.
Troviamo questo minerale anche nelle unghie, nella pelliccia, nelle piume e nella pelle.
Lo zolfo è contenuto nelle vitamine del complesso B tiamina e biotina: la quantità maggiore è contenuta negli aminoacidi metionina, cistina e cisteina.
Lo zolfo disinfetta il sangue e combatte i batteri.
Nel fegato, lo zolfo stimola la produzione della bile e disintossica l’acido solforico e altre sostanze tossiche, tra le quali anche le sostanze inquinanti e le radiazioni.

Lo zolfo partecipa alla sintesi del collagene.


Ciao e buona serata,
Samantha

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