Dopo il bell'articolo sul Venerdì riguardante gli strani modi di cibarsi di animali all'estero (topi fritti, formiche al cioccolato, vodka di scorpione, cervello di scimmia ecc.), dopo i volumi sulla cucina italiana dedicati alla SELVAGGINA (orrore), al PESCE, alle CARNI ROSSE e alle UOVA-SALUMI-FORMAGGI... Oggi appare un articolo sul quotidiano che riporta uno "studio" naturalmente USA dell'associazione medici. L'argomento è udite udite: il consumo di carne e grassi animali non fa poi così male!!
Per raggiungere questo DISINTERESSATO risultato hanno speso la bellezza di 400 milioni di dollari (sic) e l'hanno condotto x circa 8 anni su 50.000 donne, notando alla fine che l'incidenza di tumori era più o meno (parole testuali) simile all'incidenza riuscontrata in donne che avevano smesso i grassi animali. A parte che il periodo di 8 anni non è sufficiente per valutare la genesi di un tumore (alcuni impiegano decenni x svilupparsi), ma non si considerano nemmeno gli aspetti genetici, di vita e soprattutto di alimentazione precedente di queste donne..insomma un vero disastro!
Ma ciò che conta è l'effetto mass-mediatico: consumate carne e suoi derivati...non fa mica così male come dicono!
:((
Repubblica e consumo di carne...
-
pasionario
- Messaggi: 845
- Iscritto il: ven lug 01, 2005 12:13 pm
- Località: MDR
-
StefaniaVegan
- Messaggi: 373
- Iscritto il: mer ott 12, 2005 8:16 am
- Località: Vigevano (PV)
- Contatta:
-
Fox_Mulder
- Messaggi: 994
- Iscritto il: ven ott 15, 2004 11:34 pm
- Località: Il paese dei puffi...
- Contatta:
non c'è bisogno di indagare i finanziamenti, è semplicemente un comune errore metodologico degli studi epidemiologici condotti solo nei paesi ricchi.
Mi spiego, questi studi tra cui rientra anche questo di sicuro, confrontano gruppi di popolazione...che hanno la stessa alimentazione. I risultati di questo studio sono ovvi e inutili almeno per due motivi:
- abbassare il livello di grassi non vuole dire consumare più frutta e verdura. tane persone pensano di consumare una dieta povera di grassi solo perchè hanno rimpiazziato le carni rosse con quelle bianche, e comprano prodotti caseari a basso contenuto di grasso. E' la più grande fregatura della storia, perchè le percentuali di grasso si basano sul peso del prodotto (100g) e non sulle calorie prodotte dai grassi.
Ehm per chiarire meglio, prendiamo il latte a 4% di grassi. Vuol dire che su 100g di latte, 4g sono composti da grasso. Ma 100g di latte hanno 70calorie. Ogni grammo di grassi produce 9 calorie, quindi 4 x 9 = 36 diviso 70 = 0,51. Il latte a 4% di grassi ha il 51% delle sue calorie provenienti dai grassi.
Questa è la più grande presa in giro a danno dei consumatori nella storia del mercato. Prima o poi la approfondirò in un articolo. Tornaimo allo studio
- il secondo semplice errore è che non ha senso paragonare gruppi di persone che seguono la stessa alimentazione basata sui prodotti animali e variando un po' il contenuto di grassi. Non ha senso, e i risultati sono ovvi senza spendere soldi a fare degli studi del genere.
Non ci sono differenze significative variando la percentuale di grassi assunti con la dieta.
I veri studi epidemiologici confrontano alimentazioni diverse, come il china project ha fatto tra la dieta occidentale e la dieta rurale cinese.
I veri studi epidemiologici mostrano come una dieta che limiti al massimo o elimini i prodotti animali a favore di vegetali, legumi cereali, noci e frutta ha un effetto fortemente protettivo nei confronti di quasi tutti i tipi di cancro.
Ciao ^^
Fox
Questo è proprio uno studio del cavolo.
Mi spiego, questi studi tra cui rientra anche questo di sicuro, confrontano gruppi di popolazione...che hanno la stessa alimentazione. I risultati di questo studio sono ovvi e inutili almeno per due motivi:
- abbassare il livello di grassi non vuole dire consumare più frutta e verdura. tane persone pensano di consumare una dieta povera di grassi solo perchè hanno rimpiazziato le carni rosse con quelle bianche, e comprano prodotti caseari a basso contenuto di grasso. E' la più grande fregatura della storia, perchè le percentuali di grasso si basano sul peso del prodotto (100g) e non sulle calorie prodotte dai grassi.
Ehm per chiarire meglio, prendiamo il latte a 4% di grassi. Vuol dire che su 100g di latte, 4g sono composti da grasso. Ma 100g di latte hanno 70calorie. Ogni grammo di grassi produce 9 calorie, quindi 4 x 9 = 36 diviso 70 = 0,51. Il latte a 4% di grassi ha il 51% delle sue calorie provenienti dai grassi.
Questa è la più grande presa in giro a danno dei consumatori nella storia del mercato. Prima o poi la approfondirò in un articolo. Tornaimo allo studio
- il secondo semplice errore è che non ha senso paragonare gruppi di persone che seguono la stessa alimentazione basata sui prodotti animali e variando un po' il contenuto di grassi. Non ha senso, e i risultati sono ovvi senza spendere soldi a fare degli studi del genere.
Non ci sono differenze significative variando la percentuale di grassi assunti con la dieta.
I veri studi epidemiologici confrontano alimentazioni diverse, come il china project ha fatto tra la dieta occidentale e la dieta rurale cinese.
I veri studi epidemiologici mostrano come una dieta che limiti al massimo o elimini i prodotti animali a favore di vegetali, legumi cereali, noci e frutta ha un effetto fortemente protettivo nei confronti di quasi tutti i tipi di cancro.
Ciao ^^
Fox
Questo è proprio uno studio del cavolo.
-
Fox_Mulder
- Messaggi: 994
- Iscritto il: ven ott 15, 2004 11:34 pm
- Località: Il paese dei puffi...
- Contatta:
Questo studio "del cavolo" sta avendo un impatto mediatico assurdo. Propongo di tenere un elenco di tutti i media che lo stanno riportando, io per ora h otrovato questi:
Per fortuna le scienze hanno aggiunto un commento significativo:
http://www.lescienze.it/index.php3?id=11834
Dieta, contrordine dagli Stati Uniti meno grassi non salvano la vita
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni ... ssook.html
Per fortuna le scienze hanno aggiunto un commento significativo:
Ridurre i grassi non basta. Lo afferma uno studio che ha seguito 50.000 donne per otto anniPurtroppo soltanto in uno di tali comunicati viene chiaramente sottolineato il fatto che l’indagine aveva di mira gli effetti di una mera restrizione complessiva del consumo di grassi, senza alcuna distinzione fra saturi e insaturi. E proprio per questo uno dei ricercatori che ha partecipato alla ricerca sottolinea che "i risultati di questo studio non modificano affatto le raccomandazioni relative alla prevenzione delle malattie”, e in partcolare che l’introito di grassi saturi non dovrebbe superare il 10 per cento delle calorie complessivamente assunte. Altrimenti detto: è importante non eccedere nel consumo di grassi, ma ciò non basta se non si sta attenti al tipo di grassi che si consumano. Per quanto rivolta agli addetti ai lavori, da una così prestigiosa rivista scientifica ci si poteva aspettare una maggiore attenzione anche nella stesura di comunicati che possono essere ripresi dalla grande stampa.
http://www.lescienze.it/index.php3?id=11834
Dieta, contrordine dagli Stati Uniti meno grassi non salvano la vita
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni ... ssook.html