Medicina dell'America perduta

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Phap
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Medicina dell'America perduta

Messaggio da Phap » ven gen 27, 2006 12:12 pm

Gli indiani d'America erano gran conoscitori delle piante
si nutrivano e si curavano
ora non è rimasto nulla nel nostro agire
che affoga nella chimica artificiale.

Vorrei sapere se esistono manuali
magari in una lingua che comprendo
delle tecniche di cura dei primitivi
che considero ancora la migliore!

Qualche buona anima a mai fatto l'azzardo di studiare una dieta mediterranea?
Una dieta basata sui frutti, foglie e tuberi delle nostre belle e profumate piante?

Marco Valussi
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Re: Medicina dell'America perduta

Messaggio da Marco Valussi » ven gen 27, 2006 3:39 pm

Phap ha scritto: Vorrei sapere se esistono manuali
magari in una lingua che comprendo
delle tecniche di cura dei primitivi
che considero ancora la migliore!
Premettendo che sarebbe preferibile evitare epiteti insultanti quali primitivi, esiste un bel testo sulla medicina botanica dei nativi nord-americani di Vogel, anche in traduzione italiana (anche se ridotta), ed in rete é possibile consultare il database di etnobotanica dei nativi nord-americani di Daniel Moerman, certamente uno dei più importanti studiosi di etnobotanica nord-americana. Per un approccio più ampio consiglierei di visitare il sito di Michael Moore (non il documentarista-regista), che troverai cercando SouthWest School of Botanical Medicine; dal sito si possono scaricare decine di testi anche sull'etnobotanica.
Mi azzarderei a dire che prima di studiare i rimedi nordamericani sarebbe interessante studiare i nostri rimedi mediterranei, per non esagerare come al solito in esterofilia.
Phap ha scritto:Qualche buona anima a mai fatto l'azzardo di studiare una dieta mediterranea?
Una dieta basata sui frutti, foglie e tuberi delle nostre belle e profumate piante?
Intedi se la dieta mediterranea é mai stata oggetto di studi? Si, e molto anche, da reperire facilmente in rete su PubMed.
ciao

Phap
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Messaggio da Phap » ven gen 27, 2006 7:02 pm

perchè la parola "primitivo" è insultante?

io sono primitivista è considero questa parola una "qualità"!

Tutto ciò che non è primitivo per me è contro il progresso interiore!

cmq...

Se ho ben capito le cure naturali mediterranee li posso trovare in PubMed

Phap
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Messaggio da Phap » ven gen 27, 2006 7:05 pm

Mettiamo che se decidessi di vivere isolato in una foresta, come potrei comportarmi davanti alla rottura di una gamba?
E' possibile evitare l'ospedale?

Sapete se esiste un manuale per imparare a nutrirsi in un bosco mediterraneo?

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » dom gen 29, 2006 7:12 pm

Phap ha scritto:perchè la parola "primitivo" è insultante?

io sono primitivista è considero questa parola una "qualità"!

Tutto ciò che non è primitivo per me è contro il progresso interiore!

cmq...

Se ho ben capito le cure naturali mediterranee li posso trovare in PubMed
Il problema non é se per te essere denominato primitivo non sia insultante, ma se lo sia per le popolazioni a cui ti riferisci, che non sono ne sono state prilmitive nell'accezione comunemente accettata della espressione, cioé meno evoluti o meno progrediti.

Forse non ho capito bene, pensavo parmlassi di dieta mediterranea, non di piante medicinali mediterranee. Comunque in ambedue i casi troverai molto su PumMed ma naturalmente molto anche nei vari testi di erboristeria e di storia della medicina. Sul sito http://www.infoerbe.it ci sono monografie anche su piante mediterranee.
ciao
marco

riboeri
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Messaggio da riboeri » dom gen 29, 2006 10:15 pm

Phap ha scritto:Mettiamo che se decidessi di vivere isolato in una foresta, come potrei comportarmi davanti alla rottura di una gamba?
E' possibile evitare l'ospedale?
Le ossa si sono sempre aggiustate da sole. Il problema è che ci vuole del tempo. E per questo tempo, se vuoi che il risultato della "riparazione" sia funzionale devi startene con la gamba immobilizzata (con gli apparecchi gessati è molto pratico farlo, con bastoni e fasce un po' meno...), dopo aver "ridotto" la frattura, ovvero sistemato al meglio i capi ossei, nel caso si fossero spostati (cosa abbastanza difficile da fare da soli). Inoltre certi tipi di frattura hanno molti problemi a guarire e quindi invece di ottenere un callo solido si potrebbe formare una pseudoartrosi, che minerebbe la stabilità dell'arto (oltre a risultare alquanto dolorosa). In ogni caso dovresti trovare qualcuno che si preoccupasse di fare quello che facevi tu per tutto questo tempo (uno-due-tre mesi, dipende...)... questo può essere uno dei motivi che ha spinto l'uomo a vivere in piccoli gruppi. Se uno si fa male gli altri possono aiutarlo.
Verificate tutte queste ipotesi l'ospedale è certamente possibile evitarlo. Chiaramente il risultato non è sempre ottimale...

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » lun gen 30, 2006 1:06 pm

riboeri ha scritto:
Phap ha scritto:Mettiamo che se decidessi di vivere isolato in una foresta, come potrei comportarmi davanti alla rottura di una gamba?
E' possibile evitare l'ospedale?
Le ossa si sono sempre aggiustate da sole. Il problema è che ci vuole del tempo. E per questo tempo, se vuoi che il risultato della "riparazione" sia funzionale devi startene con la gamba immobilizzata (con gli apparecchi gessati è molto pratico farlo, con bastoni e fasce un po' meno...), dopo aver "ridotto" la frattura, ovvero sistemato al meglio i capi ossei, nel caso si fossero spostati (cosa abbastanza difficile da fare da soli). Inoltre certi tipi di frattura hanno molti problemi a guarire e quindi invece di ottenere un callo solido si potrebbe formare una pseudoartrosi, che minerebbe la stabilità dell'arto (oltre a risultare alquanto dolorosa). In ogni caso dovresti trovare qualcuno che si preoccupasse di fare quello che facevi tu per tutto questo tempo (uno-due-tre mesi, dipende...)... questo può essere uno dei motivi che ha spinto l'uomo a vivere in piccoli gruppi. Se uno si fa male gli altri possono aiutarlo.
Verificate tutte queste ipotesi l'ospedale è certamente possibile evitarlo. Chiaramente il risultato non è sempre ottimale...
E naturalmente stiamo parlando di fratture composte senza lacerazioni o perforazioni dei tessuti, perché in questi casi il rischio non sarebbe limitato ad una non perfetta allineatura dei capi ossei o ad una meno che perfetta formazione del callo osseo.

riboeri
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Messaggio da riboeri » lun gen 30, 2006 4:21 pm

Marco Valussi ha scritto:E naturalmente stiamo parlando di fratture composte senza lacerazioni o perforazioni dei tessuti, perché in questi casi il rischio non sarebbe limitato ad una non perfetta allineatura dei capi ossei o ad una meno che perfetta formazione del callo osseo.
Ogni frattura anche composta e senza lesioni dei tessuti molli comporta un rischio (ad esempio embolia da midollo osseo). Se il focolaio di frattura è esposto il rischio di infezione è sicuramente elevato, anche se non so se sia più elevato in un bosco o in un ospedale... Chiaramente è buona cosa lavare la ferita il meglio possibile per rimuovere tutti i corpi estranei. A questo punto in ospedale in genere si fa una bella terapia antibiotica (anche se a volte si ingessa il tutto lasciando la ferita infetta bella chiusa e scoprendo che c'era solo quando l'odore di marcio infastidisce il paziente... ma questa è malasanità!)... in un bosco non saprei... il problema secondo me è comunque quello di essere soli...

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