Volevo ringraziarvi tutti e tutte per le belle parole, per le riflessioni e per quanto è venuto fuori.
Sto riuscendo a "fregarmene" un po' della casa. Vuol dire, parlando come Antonella, che siamo leggermente sotto lo zero per l'ordine e la pulizia, ma io sto meglio e quindi anche i bambini. E per ora questa è la cosa più importante. Qualche giorno fa qui su Promiseland (ma non so più su quale forum e in che contesto) qualcuno ha scritto la magica frase "dare importanza prima alle persone, poi alle cose". Per me è stata magica. Me la ripeto tutte le volte che vorrei prendere in braccio Federica e magari "non posso" o prenderla rende qualcosa più difficile o faticoso (tipo passare l'aspirapolvere o lavare l'insalata con una mano sola e con l'altra mano -sempre sola- reggere la bambina che pesa oltre 11 chili) ... e così, la guardo, le sorrido, spengo l'aspirapolvere e ... spalanco le braccia verso di lei. Ed è bellissimo vedere il suo musino che si allarga in un sorrisone, poi avvicina la guancia alla mia e dice "mimmina!"
Antonella, se ti riferisci a quanto ho scritto io, mi viene il dubbio di non essere stata chiara. Mio marito non mi ha mai detto niente. Anzi, quando ho detto alla signora che ci aiutava in casa di non venire più lui mi ha proposto immediatamente di cercarne un'altra, sono io che non ho voluto perchè, gli ho risposto, "ora lavoro di meno, ce la posso fare" ... che dura eh? o che pirla?Antonella Sagone ha scritto:fare il gioco di mettersi a misurare "quanto" faccio io e quanto fai tu, e cercare il pareggio, non ha senso ed è perdente.
nel momento in cui c'è bisogno di fare della contabilità del dare a avere di coppia, c'è già un problema antecedente.
Perché se il rapporto è amorevole, dovrebbe tollerare anche le situazioni asimmetriche. Quando io dò, ricevo; e viceversa. Se quel "poco" che tu fai e quel "tanto" che io faccio, ciascuno di noi nei limiti delle proprie possibilità, contribuisce a un risultato soddisfacente - il benessere della famiglia, che si può volere di più?
Se si comincia a farsi i conti addosso, allora è perché ciascuno di noi ha la percezione di dare più di quanto non vorrebbe, e di ricevere meno.
Non è il dare che è squilibrato e carente. Sono i bisogni che stanno "presentando il conto": sono bisogni inascoltati, e allora conviene vedere cosa c'è che chiede udienza e cercare insieme una soluzione, piuttosto che "rivendicarne" la colpa a chi ci sta di fronte...
E, andando a veder bene, lui è già uno di quelli che in casa collaborano, non mi lascia tutto il ... piacere, per fortuna, perciò anche per lui la vita non è che sia rose e fiori o, comunque, tanto meglio della mia: lavora un sacco fuori casa, la sera arriva (+/- per le 20.00), si cena e poco dopo mettiamo a letto i bambini (io mi corico con loro e lui spesso stende la roba che io ho messo in lavatrice al pomeriggio). Quello che ci manca (e credo di poter parlare anche per lui) è poter fare sport, per esempio, almeno una volta alla settimana, o anche solo le enegie per farmi uscire dal letto dopo che si sono addormentati i bambini e fare due chiacchiere noi due da soli senza gli altri due che corrono e saltano e ci costringono a urlare sopra le loro vocine per parlarci, o il tempo per leggerci un libro ... o, ora che ho il mio computer a casa (a proposito, grazie Irene) stare un po' su Promiseland ... a lui manca di sicuro la sua chitarra: poverino, tutte le volte che la prende per provare a vedere se trova una canzone gli ricordo che c'è da fare questo e quell'altro ... mi dispiace farlo, ma, a volte, sembra che non veda quello che c'è da fare in casa ... anche io sono stanca, almeno come lui, ma non mi concedo mai un attimo per fermarmi. Almeno lui ci prova :-) e, sicuramente, fa meglio di me.
Ciao. Scusate se è confuso, ma è lungo e non riesco a rileggere.
Gio