Nature: "Sperimentare sugli animali è fare 'cattiva scienza'"
La più autorevole rivista scientifica ha pubblicato un lungo articolo di critica al metodo di sperimentazione animale.
Nature, considerata ovunque la più autorevole rivista scientifica, ha pubblicato il 10/11/05 un lungo articolo di critica al metodo di sperimentazione animale, in quanto non predittivo per l'uomo. L'articolo, di Alison Abbott, si riferisce in particolare alle prove di tossicologia che oggi in Europa, con il progetto REACH per la regolamentazione di decine di migliaia di sostanze chimiche immesse nell'ambiente, verranno richieste alle aziende chimiche. Tali prove potrebbero richiedere l'uso di molte decine di milioni di animali da laboratorio.
Abbott riporta le parole di Thomas Hartung, direttore di ECVAM (European Center for Validation of Animal Alternative) e capo del IHCP (Istitute for Health and Consumer Protection) del European Commission Joint Research Centre di Ispra, che definisce i test di tossicità su animali, compiuti per decenni, semplicemente "cattiva scienza" e che ritiene REACH sia, se verranno ,modificati i metodi di sperimentazione, "una opportunità per la tossicologia di diventare infine una scienza rispettabile".
Dopo quasi due secoli di censura per ogni critica al "modello animale". Nature ha così dato il via ad una vera e propria rivoluzione scientifica: l' articolo di Abbott, riportato anche in editoriale, mette infine in discussione il modo in cui, in tutto il mondo, vengono testati anche i farmaci (che non a caso producono così spesso effetti letali), e dà una spallata al sistema di potere e di profitto delle industrie chimico-farmaceutiche.
[Nature] Sperimentare sugli animali è fare 'cattiva scienza'
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GattaMatta
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