test su animali: spiegatemelo come avessi 3 anni!

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barbara3
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test su animali: spiegatemelo come avessi 3 anni!

Messaggio da barbara3 » lun gen 09, 2006 9:33 pm

Io ho le idee davvero confuse, chiedo scusa se torno sull'argomento.

Allora.

A parte le sostanze chimiche.

Ma le sostanze vegetali come oli, oli essenziali, burri, estratti secchi... sono testate anche loro?

E le polveri minerali come zinc oxide, titanium dioxide, e gli ossidi ferrosi? E le argille?

Grazie!
Ultima modifica di barbara3 il gio gen 12, 2006 11:56 am, modificato 1 volta in totale.

kham
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Messaggio da kham » lun gen 09, 2006 11:30 pm

mi hai letto nel pensiero?!?
quoto la domanda

ri-grazie

konekina
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Messaggio da konekina » mar gen 10, 2006 2:50 pm

gli estratti secchi di sicuro lo sono stati (immagino),per verificare l'efficacia dei principi attivi...e onestamente credo tutto,oli compresi,siano stati testati almeno una volta........
comunque se ne era parlato qui viewtopic.php?t=12674&start=30 forse tu barbarella era in vacanza ;)

Lola
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Messaggio da Lola » mar gen 10, 2006 4:07 pm

Gli OE sicuro non solo sono stati testati in passato tantissimo (magari non dal produttore, ma da chi sta facendo studi sull'efficacia e tossicità) ma sono continuamente a rischio test.
Immagino invece (ma è solo una mia idea) che oli e burri vegetali ormai li lascino stare.

Lola

konekina
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Messaggio da konekina » mer gen 11, 2006 8:21 pm

cara lola,io leggevo un vecchio di libro di valnet che era pieno di dati di sperimentazione animale sugli O.E. .........
pensavo che almeno gli oli essenziali la scampassero,e invece no.......
quindi onestamente,ormai non credo più che esista qualcosa di non testato......

rossi
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Messaggio da rossi » gio gen 12, 2006 9:32 am

Non fustigatemi, vi prego... è da quando ho letto la lunga e preziosa indagine di Lola che ho dei fortissimi dubbi, legati soprattutto al fatto che la Lav è un organismo troppo grande e troppo importante per potersi permettere di aderire ad uno standard (già esistente, di livello europeo e stabilito dall'ECEAE) la cui falsità ne infangasse il nome e l'operato. Dopo settimane e settimane di riflessione sono andata a rileggere il testo del suddetto standard e quel che se ne dice sul sito dell'Icea. Doppia sorpresa:
• nello standard non viene presa in considerazione la positive list (lista degli ingredienti già sul mercato prima del 1976). Vi riporto quello che ho letto nel documento Lav alla sezione 'domande comuni in merito allo standard' scaricato dal loro sito (infolav.org):
“D Perché non abbiamo adottato il 1976 come data massima?
R Con il tradizionale criterio della data massima, le compagnie si limitavano ad usare ingredienti sviluppati prima della Direttiva del 1976 che richiedeva sperimentazione su animali per tutti i nuovi ingredienti. Comunque, per richiedere alle compagnie di aderire al criterio del 1976, non è stato dato nessun incentivo. Sarebbe stato troppo dispendioso per qualsiasi Società riformulare tutte le loro linee di prodotti in modo da incontrare le esigenze del criterio 1976. Dobbiamo ricordare che le Società non hanno controllo sulle sperimentazioni condotte in passato, ma possono avere una forte influenza sul futuro. Tutte le Società che vogliono adottare lo Standard Internazionale devono essere compagnie che hanno incrementato la domanda di materie prime che non vengono testate su
animali dai fornitori. E’ importante ricordare che l’efficacia di ogni politica dipende dal monitoraggio che ogni Società svolge sui suoi fornitori. Le Società che usano vecchi ed affermati ingredienti devono essere avvertite del fatto che i fornitori potrebbero ritestare queste sostanze su animali ed è quindi vitale il loro monitoraggio. Questa parte cruciale dello Standard Internazionale non fu inclusa nel criterio del 1976. Le associazioni animaliste sperano di promuovere le aziende “1976” come le compagnie pioniere di questa campagna che continueranno a sostenere e riconoscendo le Società che sono subentrate più tardi”.
• sul sito dell'Icea (icea.info) si dichiara che lo standard Lav impegna le aziende aderenti ad “utilizzare solo le materie prime già in commercio e ad impiegare nuove molecole solo se verificate con test alternativi, quando saranno disponibili”.
So di avere grossi problemi con l'Alzheimer, ma io ricordo che quando la Lav aveva aderito allo standard si era parlato di ingredienti testati prima del 1976, anzi dovrei avere ancora a casa il loro giornalino che ne parlava ampiamente.
Ipotizzando che mi sia sbagliata a leggere ed interpretare (anche se sono convinta di aver letto giusto, e mi pare che tutti qui avessero capito lo stesso), devo però dire che se lo standard si limita a fare il possibile per non creare nuove molecole testate sugli animali (e le nuove introdotte devono essere sperimentate con metodi alternativi, quando disponibili – quando???), il discorso si regge in piedi e anzi non è così malvagio, anche perchè penso che oltre al testato tout-court qui si stia parlando anche e soprattutto di sensibilizzare l'opinione pubblica. L'unico dubbio che ho è legato alla data di introduzione dei test alternativi e alla loro snella validazione legale.

commento a margine: proprio sul sito dell'Icea leggevo ieri che la Coop ha aderito allo standard Lav del non testato per la sua linea cosmetica... oddio, tanto di cappello, ma se la formulazione non è cambiata (parlo della linea essere detergenza corpo, bagnodoccia per la precisione), per me se li possono anche tenere...

A conclusione del tutto, vi dò il permesso di testare su di me nuove molecole per aver ritirato in ballo la questione Lav
:-)

Lola
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Messaggio da Lola » gio gen 12, 2006 10:08 am

Sarò scema ma la risposta alla prima domanda non l'ho capita. Mi sembra un discorso intricato e pure contraddittorio, in cui l'unica cosa che emerge chiara è che se avessero adottato il criterio del 1976 non avrebebro praticamente trovato ditte da promuovere perchè nessuna avrebbe aderito allo standard. Allora hanno dovuto accontentarsi.
Tra parentesi moltissime sostanze usate fino al 1976 adesso non vengono usate più o perchè se ne è dimostrata la pericolosità (penso a moltissimi coloranti) o perchè non sono così belli da usare pur non essendo pericolosi (penso ad esempio al sistema di emulsionare le creme con dei saponi). Infatti spesso non trovavo, io che ho anche tentato un incrocio tra biodizionario e "positive list", corrispondenze.

Che il discorso si regga in piedi (quello del "evitiamo le nuove molecole che vengono sicuramente ritestate") è vero, e vale soprattutto a livello di movimento di opinione: finchè ci saranno tante pressioni per evitare i test animali forse alla fine ce la faremo, qualcosa si è ottenuto, almeno impegni legislativi ad abolirla prima o poi.

Ma questo discorso purtroppo non sta in piedi alla luce della realtà dei fatti, cosa che gli antivivisezionisti fanno finta di non vedere nella loro ossessione di trovare almeno qualche prodotto cruelty free:

- molte ditte fanno dichiarazioni menzognere (poco da fare, è vero, eclatante il caso del Body Shop che usa un ingrediente entrato sul mercato tre anni fa);
- chi non fa test può farlo perchè qualche altra ditta li fa al posto suo, si mantiene un'immagine "pulita" ma è solo una facciata; la legge i test li richiede, chi li fa poco importa, basta che i risultati ci siano;
- niente mi garantisce che non vengano fatti test su un ingrediente od un altro, ogni nuova emergenza anche su ingredienti vecchi (tipo le bufale di cancerogenicità dell'alluminio cloroidrato o quella di SLES e SLS, oppure l'emergenza di allergie ad alcuni componenti degli OE) porta subito ad altre sperimentazioni;
- molti ingredienti entrano sul mercato sotto "mentite spoglie", come diceva Paracelso, cioè vengono registrate come sostanze ad uso farmacologico o chimico (quindi regolarmente sperimentate per garantire la salute pubblica) e poi passano ad uso cosmetico;
- infine tutto verrà ritestato (ma proprio tutto, anche le cose vecchissime) entro un paio d'anni, per fornire nuovi profili tossicologici delle varie sostanze in uso.

Quindi, non fosse altro che per l'ultimo punto da me citato, certe ditte che dichiarano di produrre cruelty free potrebbero già oggi chiudere i battenti, perchè di fatto usano prodotti che non sono stati sperimentati trent'anni fa, ma che vengono sperimentati ADESSO.

Lola

paracelso
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Messaggio da paracelso » gio gen 12, 2006 10:34 am

x Rossi
scusa ma mi viene da ridere.....non so se hai riportato bene , ma c'è qualcosa che non funziona.
Ma chi l'ha scritta la specifica? GODOT ?
Quando c'era una data limite, era un pasticcio, senza è anche peggio.

Senza fare della H,H,HDEMIA filosofica (citare il teatro dell'assurdo fa sempre fare bella figura )
"utilizzare solo le materie prime già in commercio e ad impiegare nuove molecole solo se verificate con test alternativi, quando saranno disponibili"
NON VUOL DIRE ASSOLUTAMENTE NULLA.

1- Se uso una materia prima che compro , questa è già in commercio. ( punto )
2- I test alternativi saranno disponibili ufficialmente solo dopo il 2013 ...quindi le nuove materie prime , sempre quelle che non compro !!!! , anche se testate su animali , le posso utilizzare o non le posso utilizzare indifferentemente( qui per chi si diletta in antinomie passo da GODOT a GODEL ), visto che i test non sono disponibili...

Per non essere solo demolitivo , proporrei una soluzione , non ipocrita , al cruelty free nel cosmetico .
Si possono fregiare del marchio, solo le aziende che hanno investito un x, sarebbe carina una percentuale del fatturato, in enti di ricerca che stanno sviluppanto test alternativi ai test sugli animali.
Ultima modifica di paracelso il gio gen 12, 2006 1:22 pm, modificato 1 volta in totale.

barbara3
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Messaggio da barbara3 » gio gen 12, 2006 11:00 am

paracelso ha scritto: Si possono fregiare del marchio, solo le aziende che hanno investito un x, sarebbe carina una percentuale del fatturato, in enti di ricerca che stanno sviluppanto test alternativi ai test sugli animali.
condivido...

Ma quindi in soldoni: tutte le aziende che vendono qualunque tipo di prodotto, qui e in europa, mettendo il simbolino "Vegan", mentono sapendo di mentolo!
Anche se vendono prodotti fatti soltanto di vegetali come quelli che ho scritto nel mio post iniziale...

rossi
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Messaggio da rossi » gio gen 12, 2006 11:25 am

Fortunatamente esistono posti come questo in cui si può parlare e chiarirsi le idee...
:-)
Grazie! Concordo pienamente con Paracelso, sarebbe la cosa migliore da fare.
X Barbara: penso che la dicitura Vegan si riferisca soltanto al fatto che gli ingredienti contenuti non sono di origine animale, senza tener conto della sperimentazione.
Però sarebbe divertente, se non fosse tragico: pensate, poter comprare un prodotto scegliendo all'interno delle certificazioni Icea in base all'appartenenza al discutibile standard Lav (che prevede ingredienti inquinanti - parlo con gli inci alla mano, eh) oppure in base al principio della bioecologicità. Niente male per un organismo che dovrebbe garantire la certificazione etica ed ambientale, non etica O ambientale.

konekina
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Messaggio da konekina » gio gen 12, 2006 6:19 pm

forse barbara intendeva il simbolino del coniglietto "cruelty free" ;)

barbara3
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Messaggio da barbara3 » gio gen 12, 2006 6:23 pm

rossi ha scritto: X Barbara: penso che la dicitura Vegan si riferisca soltanto al fatto che gli ingredienti contenuti non sono di origine animale, senza tener conto della sperimentazione.
beh ma allora è pura ipocrisia! è come dire: cari vegani, qui di derivato da bestiole non c'è nulla! Però le bestiole ci sono servite ad appurare che non abbiate danno dal prodotto.
Non credo che un vegan sarebbe contento.

Comunque, ricapitoliamo.

Io sono un produttore di burro di karitè.
Faccio tutti i miei test e concludo che non c'è pericolo per l'uomo.
Dunque comincio a distribuire il karitè che produco.

Allora.

Una volta che è stato fatto un test sul karitè, c'è bisogno di rifarlo? Insomma, 'ste aziende produttrici perpetuano i test sulla stessa sostanza in saecula saeculorum?
O basta una volta?

E' questo che non mi è chiaro!

konekina
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Messaggio da konekina » gio gen 12, 2006 7:37 pm

aspetta,vegan vuol dire che il prodotto non contiene derivati animali.cruelty free è invece il discorso della sperimentazione.poi vegan e cruelty free dovrebbero andare a braccetto,vero...però il discorso del cruelty free è quello che è.

una volta fatti i test la materia prima può non essere ritestata per anni o invece esserlo poco dopo..dipende,dubito che esistano certezze...perchè a uno potrebbe interessare fare una nuova ricerca per capire se la sostanza ha delle nuove proprietà ad esempio;oppure capita che sorgano nuovi dubbi sulla sua sicurezza (come il discorso della cancerogenicità del sls) e così bisogna fare dei controlli più approfonditi.

comunque è abbastanza inutile cavillare su questo:tanto sarà _tutto_ ritestato per il REACH,quindi........

paracelso
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Messaggio da paracelso » gio gen 12, 2006 7:52 pm

cara Barbara

perdonami l'approccio alla Popper non proprio adatto alla tua attuale età ( 3 anni ), ma il test sul karitè verrà fatto proprio perchè tu cerchi una crema al Karitè.:-)
Le uniche materie prime che non saranno testate sono quelle che non interesseranno il mercato e più una materia prima interesserà, più sarà testata.

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Riky
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Messaggio da Riky » gio gen 12, 2006 7:55 pm

barbara3 ha scritto: Io sono un produttore di burro di karitè.
Faccio tutti i miei test e concludo che non c'è pericolo per l'uomo.
Dunque comincio a distribuire il karitè che produco.

Allora.

Una volta che è stato fatto un test sul karitè, c'è bisogno di rifarlo? Insomma, 'ste aziende produttrici perpetuano i test sulla stessa sostanza in saecula saeculorum?
O basta una volta?

E' questo che non mi è chiaro!
E io sono l'azienda - più è grande, più è multinazionale, più questo è probabile- XXY, e voglio utilizzare il burro di karitè. Ma voglio dimostrare che è antirughe, voglio dimostrare che protegge dal sole.
Allora prendo il burro di karitè puro (o l'acido glicirretico da liquirizia, o una qualsiasi sostanzavegetale); e con l-ingrediente puro faccio dei bei test per dimostrare, per esempio, che il burro di karitè incrementa la produzione di collagene nel ratto, o protegge dai danni da radiazioni solari, o....

Il fatto è questo: nel momento in cui un ingrediente vegetale qualsiasi è interessante per l'azienda, i lavori si fanno in primis su animale.
Sono piena di lavori scientifici. Bestie ci sono sempre.


E quoto, straquoto riquoto Paracelso sui soldi da investire per test alternativi.

ciao
Riky

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