Lezione sull'allattamento? NI...
Lezione sull'allattamento? NI...
Allora... sono andata a chiedere al prof. che si occupa dei corsi opzionali di pediatria se si può organizzare un corso sull'allattamento. La risposta, dopo antipatica paternale, è stata, in pratica: NI. Cioè: devo reperire IO un gruppo di colleghi interessati se voglio il corso, il numero di crediti che ci viene riconosciuto per il corso è infimo (ergo, non verrà nessuno :-(( ), soprattutto la mia sensazione è che il prof non ha capito cosa intendevo, un corso per sensibilizzare i futuri medici alla tematica allattamento al seno, insomma il corso lo fa lui e non un consulente sull'allattamento e così non so se verterà sulla lattazione e come favorirla o su come favorire le case farmaceutiche (voglio esse' ottimista, ma la vedo buia), tra l'altro qui a Pisa l'interesse/sostegno all'allattamento è praticamente ZERO in ospedale il che dimostra quanto ne sanno poco... e quanto sono indietro come mentalità. Per dire il tipo di atteggiamento del prof, quando ha saputo che ho una bimba piccola: "Be', ma se lei vuole sapere qualcosa sull'allattamento puo' venire qui in studio una volta e glie lo spiego in mezzora.." Avrei voluto rispondergli GRAZIE, MA SONO SICURA CHE NE SO PIU' DI TE SULL'ARGOMENTO, NON ERA PER QUELLO! Mi sono dovuta mordere la lingua perché sennò mi gioco qualsiasi possibilità..
La mia unica speranza per ora è che uno specializzando di pediatria ha detto che loro sarebbero interessati (e meno male) visto che a quanto pare non glie ne parlano mai..
.. tutto questo anche per dire che
A) se un pediatra di allattamento non ne capisce 'na mazza non stupitevi e non scandalizzatevi, e non pigliatevela con lui, perché magari viene da un luogo dove gli insegnano che sicuramente sa già tutto ciò che deve sapere sull'argomento, cioè praticamente niente
B) il prossimo che mi parla di pappa scodellata all'università potrei arrivare sull'orlo di una crisi di nervi ;-)
vi farò sapere. Io non mi arrendo, ancora
baci
Neeta
La mia unica speranza per ora è che uno specializzando di pediatria ha detto che loro sarebbero interessati (e meno male) visto che a quanto pare non glie ne parlano mai..
.. tutto questo anche per dire che
A) se un pediatra di allattamento non ne capisce 'na mazza non stupitevi e non scandalizzatevi, e non pigliatevela con lui, perché magari viene da un luogo dove gli insegnano che sicuramente sa già tutto ciò che deve sapere sull'argomento, cioè praticamente niente
B) il prossimo che mi parla di pappa scodellata all'università potrei arrivare sull'orlo di una crisi di nervi ;-)
vi farò sapere. Io non mi arrendo, ancora
baci
Neeta
Neeta io e te siamo in polemica. ma sono sicura che è solo per incomprensione. Quindi mi spiego meglio: non volglio causarti nessuna crisi di nervi, ma quello che intendevo dire sull'università e che non si può pretendere che nell'università si trovi tutto quello che uno cerca. L'università è un metodo, uno stile di pensiero....Non ti insegna un mestiere! Se non c'è un corso sull'allattamento, è encomiabile quello che stai facendo e speriamo che in futoro ci sarà, ma per ora io mi incavolo eccome se un pediatra ne sa poco di allattamento, perchè Antonella non è una pediatra, ma ne sa moltissimo e così pure quelle della Leche. Quindi gli strumenti per informarsi ci sono e se un pediatra vuole informarsi benissimo sull'allattamento lo può fare senza dover cambiare continente. Se c'è un vuoto nell'università allora che si fà? Ci si lamenta e non ci si informa, o ci si arrangia? Io sono una libera professionista e mi arrangio. Mio fratello è un libero professionista e si arrangia. Mia sorella insegna e si arrangia. E i medici no? Ma come? Se qualcosa non vela insegna l'università vii non siete tenuti a saperla? Ma cosa stai dicendo? Forse ti sei spiegata male! E poi dall'università si esce, ma il mondo va avanti e bisogna tenersi aggiornati soprattutto in questo campo! E' un vostro dovere!
manuela
manuela
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Antonella Sagone
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- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
per darsi da fare ad informarsi, bisogna sapere di non sapere.
Sembra incredibile, ma è più che possibile che un operatore sanitario non lo sappia. Non glie lo dicono all'università, non lo informano le riviste per medici, o le associazioni di categoria (con rare eccezioni), ovviamente non le farmaceutiche, e non glie lo dicono... nemmeno le mamme!
Saperste quanto fiato ho perso per cercare di convincere le madri a tornare indietro a dire ai reparti di ostetricia le conseguenze delle loro azioni, scrivere lettere, non mentire al medico ecc...
è durissima!
e se non c'è il feedback, capita che il medico o l'ostetrica scopre questo mondo dell'allattamento "per caso", e ci rimane anche sinceramente male di aver sbagliato per anni, se è una persona di coscienza!
Questo non per assolvere quanti procedono con arroganza o malafede, senza ascoltare altri che gli informatori famaceutici: ma per rendere atto a chi non è proprio stato dotato di strumenti critici per guardare oltre il suo naso, e sono la maggioranza.
Antonella
Sembra incredibile, ma è più che possibile che un operatore sanitario non lo sappia. Non glie lo dicono all'università, non lo informano le riviste per medici, o le associazioni di categoria (con rare eccezioni), ovviamente non le farmaceutiche, e non glie lo dicono... nemmeno le mamme!
Saperste quanto fiato ho perso per cercare di convincere le madri a tornare indietro a dire ai reparti di ostetricia le conseguenze delle loro azioni, scrivere lettere, non mentire al medico ecc...
è durissima!
e se non c'è il feedback, capita che il medico o l'ostetrica scopre questo mondo dell'allattamento "per caso", e ci rimane anche sinceramente male di aver sbagliato per anni, se è una persona di coscienza!
Questo non per assolvere quanti procedono con arroganza o malafede, senza ascoltare altri che gli informatori famaceutici: ma per rendere atto a chi non è proprio stato dotato di strumenti critici per guardare oltre il suo naso, e sono la maggioranza.
Antonella
diciamo..
..che sostanzialmente la mia risposta ricalca quella di Antonella. In altri termini: a noi viene detto quotidianamente, e più o meno esplicitamente, da professori che si sentono diointerra che siamo nella migliore o una delle migliori università italiane (e meno male, sospiro io) e che quel che ci insegnano è quel che c'è da sapere. Nessuno qui mette in discussione il diointerra di turno, per primo il diointerra stesso. Passa sei + cinque anni così e poi mi racconti. Allevare ignoranti in alcuni campi non è reato, non si puo' dire tutto in aula, ci mancherebbe. Allevare ignoranti senza dubbi, che si sentono sapienti lo è, cavolo! E' uno dei motivi per cui apprezzo pochissimo l'università italiana, perché a mio parere è proprio il contrario: non forma un metodo ed un modo di pensare, ma l'opposto.
Per questo dico che non dovreste stupirvi, e tutto sommato nemmeno prendervela con loro, i medici o i miei colleghi. Perché su qualcosa ti aggiorni se sai o anche solo sospetti che esista, che ci sia qualcos'altro che non ti hanno detto, o se come me hai le tette (il 50% là dentro non ce le ha) e poi di fare pure una figlia in corso (siamo in tre là dentro ad esserci riprodotte sconsideratamente: io sono l'unica che allatta al seno). Ah, e se hai, immodestamente, un caratterino piuttosto ostico. Non la fare così facile sull'aggiornamento, perché nemmeno tu ti aggiorneresti su qualcosa di cui nemmeno sospetti l'esistenza..
Non mi sento poi così in polemica, comunque, tu dici la tua ed io la mia. Esperieze diverse. L'energia per le polemiche la riservo per cercare di ottenere 'sto corso.. ;-))))
Neeta
Per questo dico che non dovreste stupirvi, e tutto sommato nemmeno prendervela con loro, i medici o i miei colleghi. Perché su qualcosa ti aggiorni se sai o anche solo sospetti che esista, che ci sia qualcos'altro che non ti hanno detto, o se come me hai le tette (il 50% là dentro non ce le ha) e poi di fare pure una figlia in corso (siamo in tre là dentro ad esserci riprodotte sconsideratamente: io sono l'unica che allatta al seno). Ah, e se hai, immodestamente, un caratterino piuttosto ostico. Non la fare così facile sull'aggiornamento, perché nemmeno tu ti aggiorneresti su qualcosa di cui nemmeno sospetti l'esistenza..
Non mi sento poi così in polemica, comunque, tu dici la tua ed io la mia. Esperieze diverse. L'energia per le polemiche la riservo per cercare di ottenere 'sto corso.. ;-))))
Neeta
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Antonella Sagone
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Formazione Medica Continua
Il problema è quello di una cultura della formazione, che manca non solo in Italia: da quello che leggo, tutto il mondo è paese, anche se alcune nazioni (es USA, Inghilterra) ci hanno fatto l'abitudine.
Il punto è che ancora si concepisce la formazione del medico come un processo finito, che avviene prima della laurea e che "riempie" lo studente con tutto quello che c'è da sapere per essere un buon medico: dopo di che il medico è "fatto" e può andare nel mondo a esercitare.
Sappiamo, almeno in teoria, che oggi non è più così: il medico si deve tenere aggiornato, accumulando periodicamente ore di formazione medica continua (ECM). Però il sistema di ECM a base di crediti, che in buona parte è usato anche all'estero, pure con sistemi integrativi interessanti di altro tipo, ha molti limiti: per quanto sia definita l'attribuzione dei crediti in base a criteri apparentemente maniacali, questi criteri sono da un lato reti a maglie fittissime, dall'altro hanno buchi da cui passerebbe un tonno gigante. Ad esempio, non c'è controllo sulla tipologia dell'argomento su cui il medico si va a formare: anche se ci sono più crediti se l'evento è "tagliato su misura" per il partecipante. E d'altronde, è meglio lo specialista che va a vedere solo gli aggiornamenti ECM che parlano ancora una volta della sua specialità, oppure quello che va a sentire proprio ciò di cui sa di meno, per essere un po' più "olistico", avere una visione più a tutto tondo?
La risposta non è facile. Inoltre, chi controlla la qualità effettiva della formazione? Attualmente, di fatto il punteggio dei crediti si basa sulla qualità dei docenti (vedi curriculum dei docenti, che per ogni evento formativo devono fornire alla commissione ECM che assegna i crediti all'evento) e sulle caratteristiche del corso (interattivo, con rapporto ottimale docenti-alunni, multimediale ecc). Un po' questo funziona, ma se poi al corso gli raccontano sempre le solite 4 balle? Chi verifica questo, cioè i criteri di evidenza degli argomenti trattati? Ci sono timidi tentativi, ma sono lasciati alla buona volontà dei formatori.
Io che faccio consulenza alle mamme e formazione agli operatori, vedo tutte e due le facce della medaglia. Anzi tutte e tre: operatori, utenza, formatori (bella la medaglia a tre facce, eh?!)
Al di là di questo, la cosa difficile è proprio mettere in testa alla gente (operatori, ma anche pazienti) che il medico è un professionista come tutti, che ha bisogno di aggiornarsi e impara ogni giorno, non è Zaratustra...
Allo stato attuale delle cose, le mamme hanno paura di fare domande precise al medico (peggio, di rimbeccarlo), per timore che "si offenda": e in effetti, qualche volta si offende (ma non così tanto come immaginano i pavidi pazienti).
se volete, ci sono vari articoli miei sull'argomento sul sito ECM di Yahoo!Salute; eccone qui uno:
http://it.health.yahoo.net/SezioniArtic ... =82&A=5859
Antonella
Il punto è che ancora si concepisce la formazione del medico come un processo finito, che avviene prima della laurea e che "riempie" lo studente con tutto quello che c'è da sapere per essere un buon medico: dopo di che il medico è "fatto" e può andare nel mondo a esercitare.
Sappiamo, almeno in teoria, che oggi non è più così: il medico si deve tenere aggiornato, accumulando periodicamente ore di formazione medica continua (ECM). Però il sistema di ECM a base di crediti, che in buona parte è usato anche all'estero, pure con sistemi integrativi interessanti di altro tipo, ha molti limiti: per quanto sia definita l'attribuzione dei crediti in base a criteri apparentemente maniacali, questi criteri sono da un lato reti a maglie fittissime, dall'altro hanno buchi da cui passerebbe un tonno gigante. Ad esempio, non c'è controllo sulla tipologia dell'argomento su cui il medico si va a formare: anche se ci sono più crediti se l'evento è "tagliato su misura" per il partecipante. E d'altronde, è meglio lo specialista che va a vedere solo gli aggiornamenti ECM che parlano ancora una volta della sua specialità, oppure quello che va a sentire proprio ciò di cui sa di meno, per essere un po' più "olistico", avere una visione più a tutto tondo?
La risposta non è facile. Inoltre, chi controlla la qualità effettiva della formazione? Attualmente, di fatto il punteggio dei crediti si basa sulla qualità dei docenti (vedi curriculum dei docenti, che per ogni evento formativo devono fornire alla commissione ECM che assegna i crediti all'evento) e sulle caratteristiche del corso (interattivo, con rapporto ottimale docenti-alunni, multimediale ecc). Un po' questo funziona, ma se poi al corso gli raccontano sempre le solite 4 balle? Chi verifica questo, cioè i criteri di evidenza degli argomenti trattati? Ci sono timidi tentativi, ma sono lasciati alla buona volontà dei formatori.
Io che faccio consulenza alle mamme e formazione agli operatori, vedo tutte e due le facce della medaglia. Anzi tutte e tre: operatori, utenza, formatori (bella la medaglia a tre facce, eh?!)

Al di là di questo, la cosa difficile è proprio mettere in testa alla gente (operatori, ma anche pazienti) che il medico è un professionista come tutti, che ha bisogno di aggiornarsi e impara ogni giorno, non è Zaratustra...
Allo stato attuale delle cose, le mamme hanno paura di fare domande precise al medico (peggio, di rimbeccarlo), per timore che "si offenda": e in effetti, qualche volta si offende (ma non così tanto come immaginano i pavidi pazienti).

ecco, il punto è tutto qui.Neeta ha scritto:Allevare ignoranti in alcuni campi non è reato, non si puo' dire tutto in aula, ci mancherebbe. Allevare ignoranti senza dubbi, che si sentono sapienti lo è, cavolo!
se volete, ci sono vari articoli miei sull'argomento sul sito ECM di Yahoo!Salute; eccone qui uno:
http://it.health.yahoo.net/SezioniArtic ... =82&A=5859
Antonella
Io sono una di quelle che con i medici ( e non solo con quelli lo avrete capito) fa polemica eccome. Se penso che mi abbiano detto una cretinata, torno indietro e glielo dico. Se penso che il loro modo di agire è scorretto, pure. Spero sempre che possa servire agli altri (io di solito ne ho già fatto le spese). La gente ha timore reverenziale dei medici. Ci credo! Hanno in mano la nostra salute! Però sono uomini pure loro e quindi sbagliano. L'importante è che sappiano di avere sbagliato, perchè possano non ripetere l'errore. Ma quanta prosopopea! A volte si credono proprio infallibili! Deve dare un bel senso di potere essere medici! E non ditemi di no! Comunque questa non è la sede adatta per questo tipo di polemica. Non ditemi però che un pediatra non conosce i vantaggi dell'allattamento al seno perchè mi viene da ridere.
manuela
manuela
potrei..
..dirti l'altra faccia della medaglia: da anche un bel senso di impotenza essere medici, oggi che l'utente spesso viene da te e pretende il miracolo risanatore che nessuno di noi è ancora in grado di fare. Anzi, a proposito della sicurezza: ma tu, malata, ti affideresti volentieri ad uno che vedi che è pieno di dubbi ed incertezze? La stragrande maggioranza dei pazienti *chiede* sicurezza e rassicurazione al medico, prima ancora della cura. Avere un certo atteggiamento è qualcosa che ti insegnano serve sia a te che al tuo paziente. Quindi, anche a me danno fastidio i diointerra, ma credimi, c'è gente che li vuole e li cerca, ne ha bisogno. Ed un minimo di sicurezza comunque lo devi avere, senno' meglio darsi all'ippica.
Fai benissimo a tornare indietro e protestare con i medici. Sfondi una porta aperta, con me. Io di solito mi incavolo con i miei che hanno paura anche a chiedere spiegazioni al sor dottore perché "si offende". 'azzi sua, è la mia signorile risposta. Se trovi una persona intelligente, farà bene anche a lui/lei. Ma non mi dire che nella tua professione, che non so qual'è, non conosci imbecilli che si sentono diointerra. Tutto il mondo è paese, il fatto è che quando si tratta di salute (nostra) abbiamo molte pretese di infallibilità. Non che non sia giusto, ma ogni tanto un po' di pacatezza aiuta. E credimi, non cambierà nulla se facciamo il muro contro muro.
Essere dottore dà un bel senso di potere? No, mi spiace, a me solo l'idea dà un grosso senso di responsabilità. La vita degli altri pesa.
Senza polemica
Neeta
Fai benissimo a tornare indietro e protestare con i medici. Sfondi una porta aperta, con me. Io di solito mi incavolo con i miei che hanno paura anche a chiedere spiegazioni al sor dottore perché "si offende". 'azzi sua, è la mia signorile risposta. Se trovi una persona intelligente, farà bene anche a lui/lei. Ma non mi dire che nella tua professione, che non so qual'è, non conosci imbecilli che si sentono diointerra. Tutto il mondo è paese, il fatto è che quando si tratta di salute (nostra) abbiamo molte pretese di infallibilità. Non che non sia giusto, ma ogni tanto un po' di pacatezza aiuta. E credimi, non cambierà nulla se facciamo il muro contro muro.
Essere dottore dà un bel senso di potere? No, mi spiace, a me solo l'idea dà un grosso senso di responsabilità. La vita degli altri pesa.
Senza polemica
Neeta
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Antonella Sagone
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non più di quanto ne dia essere maestre... o essere genitori...manuela ha scritto:Deve dare un bel senso di potere essere medici!
tutte le volte che c'è una relazione asimmetrica fra due persone, lì si può instaurare un gioco di potere (o anche, quel tipo di relazione può "attirare" chi è malato di desiderio di potere). Tutte noi abbiamo conosciuto, credo, l'arroganza e la prosopopea di certi medici, maestre, eccetera... Vogliamo parlare di certi miei colleghi psicologi? ...lasciamo perdere!

però ci sono anche persone assertive ma con un atteggiamento rispettoso, aperto, disponibile (anche ad imparare dai loro pazienti, alunni, figli...)
speriamo diventino sempre più numerose, ma tocca anche a noi come "pazienti" (anzi merglio come clienti) educarli all'apertura mentale.
Antonella