Perdenti agli angoli delle strade chiedono briciole senza risposta
nella notte vagano giustizieri in attesa di pire da accendere......
Oro e seta cercano i mercanti predatori senza tregua ne tempo
bene e male non hanno futuro, il mondo non cerca giustizia....
Orecchie sorde ed occhi chiusi, flebili lamenti di molti
nessun percettibile cambio di rotta, i sogni rimangono il nostro futuro
cambiare dipende da noi, le menti muovono le nostre mani........
Il destino non è scritto nei cieli ma solo nei nostri cuori.........
Si riaccendono fantasmagoriche luci.......
che guizzano da un ramo all’altro dell’abete.......
in uno sfarfallio di colori.........
Si rinnova la magia di un evento.......
Che è sempre unico: il Natale..................
Buon Natale ai bambini mutilati, alle donne violentate..........
Buon Natale ai feriti di tutto il mondo, ai torturati del Terzo Mondo.......
a chi la mia giustizia ha patìto, e la verità degli altri ha subìto........
Buon Natale agli scrittori ai giornalisti e ai predicatori
che con le loro sante parole ci riscaldano come dio vuole......
I re magi da lontano son venuti piano piano......
molti doni hanno portato, ma uno sol va ricordato........
quello vero che al mondo piace: la speranza della pace..................
Vi Voglio bene a Tutti e Vi Auguro dal progondo del mio cuore un anno pieno d'amore.......
Che il natale possa portare felicità,serenità...e e distrugga per sempre il dolore....
Un Abbrccio caloroso
ULISSE
Buon Natale a Tutti.
Se si distrugge il dolore come si fa dopo ad apprezzare ancora di più la gioia che lo segue quando il dolore passa?
Nel mondo nella vita, ci deve essere
il tempo di ridere , il tempo di piangere
il tempo della felicità, il tempo dell'infelicità, che fa capire ancora di più quanto e perchè in passato siamo stati felici
il tempo di ridere, il tempo di paingere
il tempo per amare , il tempo per odiare
il tempo del dolore, il tempo per dare, quando si incontra quel dolore, un bacio una carezza, che aiutino chi soffre a tornare a correre e a sorridere ancora...
Ti accorgi meglio di come brillano le stelle nel cielo, se la notte prima era piena di nuvole
Nel mondo nella vita, ci deve essere
il tempo di ridere , il tempo di piangere
il tempo della felicità, il tempo dell'infelicità, che fa capire ancora di più quanto e perchè in passato siamo stati felici
il tempo di ridere, il tempo di paingere
il tempo per amare , il tempo per odiare
il tempo del dolore, il tempo per dare, quando si incontra quel dolore, un bacio una carezza, che aiutino chi soffre a tornare a correre e a sorridere ancora...
Ti accorgi meglio di come brillano le stelle nel cielo, se la notte prima era piena di nuvole
La quiete dopo la tempesta.
Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Che rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L’ artigiano a mirar l’ umido cielo,
Con l’ opra in man, cantando,
Fassi in su l’uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell’ acqua
Della novella piova;
E l’ erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornliero.
Ecco il sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apri terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’ è, com’ or,la vita?
Quando con tanto amore
L’ uomo a’ suoi studi intende?
O torna all’opre? o cosa nova imprende?
Quando de’ mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’ affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’ affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D’ alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Che rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L’ artigiano a mirar l’ umido cielo,
Con l’ opra in man, cantando,
Fassi in su l’uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell’ acqua
Della novella piova;
E l’ erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornliero.
Ecco il sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apri terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’ è, com’ or,la vita?
Quando con tanto amore
L’ uomo a’ suoi studi intende?
O torna all’opre? o cosa nova imprende?
Quando de’ mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’ affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’ affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D’ alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.