I vegetariani/animalisti della domenica

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wide receiver
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Messaggio da wide receiver » mer dic 14, 2005 10:00 am

yasodanandana ha scritto: se con una presa di posizione faccio in modo che qualcuno mangi una bistecca in piu'...... quella bistecca la sto mangiando io. E quindi sono pure io un "non-vegetariano" anche se la carne non la ingerisco...
(a volte per ottenere scopi di maggior importanza, si puo' anche dire qualche bugia..)
Questo vale anche per una NON presa di posizione. Ammesso e non concesso che una mia inflessibilità sul termine 'veg*ano' sia fonte di disturbo per Pinco Pallino, vegetariano non del tutto convinto, e questi decida quindi di tornare alla cotoletta, potrei anche ipotizzare uno scenario differente. Pinco Pallino, vegetariano non del tutto convinto, aspira a essere definito tale. Legge su un forum che, anche se ogni tanto affondasse i denti in un pezzettino di pollo o di trota, avrebbe comunque ben diritto a considerarsi vegetariano e quindi: 'ma sì, tanto non lo faccio mica tutti i giorni...' Non è una situazione più inverosimile rispetto a quella da te prospettata e quindi i rischi insiti nella presa di posizione 'rigida', esistono anche in quella 'morbida'. A parità di rischio per gli animali, tra le due scelgo quella che mi soddisfa maggiormente, che consente anche maggiore chiarezza e minori disagi a chi è davvero convinto della scelta vegetariana/vegana.


yasodanandana ha scritto:io moderatamente mi dispiaccio pure del fatto che mi sembra di vedere che sentimenti "compassionevoli" verso gli animali costituiscono, in molti di noi, la quasi esclusiva motivazione ad essere "veg". Invece ci sarebbe piu' sicurezza di durata nel tempo se fosse preponderante il piacere, il gusto... molto piu' anche delle ragioni di salute.
Il vegetarianesimo/veganesimo non puo' essere confinato solo fra gente particolarmente riflessiva, spirituale, sobria, culturale, consapevole, ecologica ecc... ma deve allargarsi anche alla massa (=io) che in genere e' sbracata, caciarona, menefreghista, ignorante e plagiata dall'informazione TV.

Ovvero...
il non ritorno nell'onnivorismo e' garantito se noi impariamo a mangiare con piu' gusto e godimento degli onnivori o di quando (eventualmente) lo eravamo. Ci vuole l'unto, il fritto, il sugo, la scorpacciata, la festa, la varieta', il casino, la risata e la colica imminente, se no ci saranno sempre un sacco di veg della domenica o gente che dopo qualche anno, magari subendo le pressioni di chi ha intorno, ritorna al "massacro-ma-saporito"..

il tutto per dire che siamo deboli e che abbiamo bisogno di ben altro che della convinzione per diventare vegetariani 7 gg su sette e rimanerci finche morte non ci separi... (dal piatto di pastasciutta))
Concordo con te che il gusto sia importante in un'ottica 'promozionale' (mi si consenta il termine) del vegetarianesimo. Ancora è radicata l'idea che un veg* mangi con poca varietà e senza soddisfazione, per cui sarebbe senz'altro utile sfatare questo pregiudizio. Io stesso, quando invito conoscenti, passo parecchio tempo ai fornelli alla ricerca di un menu gradevole per tutti. Me compreso, ovviamente :)

Tuttavia ho qualche dubbio sul fatto che il sapore possa costituire un grimaldello efficace a svellere definitivamente le abitudini onnivore. Pur ammettendo che il nostro amico Pinco Pallino preferisca di gran lunga la cucina made by yasodanandana a quella della suocera, non significa che quando sarà dalla suocera rifiuti l'arrosto sognando le tue profumatissime, untissime, speziatissime, prelibate patate al forno. Magari le sognerà pure, però masticando il tacchino.

Concludo discostandomi assolutamente dal concetto secondo cui la motivazione del palato costituisca una garanzia di maggior durata rispetto a quella dell'empatìa verso gli animali. Ti assicuro che io mai e poi mai tornerei a mangiar carne (con annessi e connessi), anche se fossi condannato a mangiare scondito fino alla mia dipartita da questa valle di lacrime. E metterei la mano sul fuoco anche per altre persone incontrate in Promiseland e che ultimamente sto conoscendo un po' meglio.
Se per te quella del gusto è la motivazione principale, preferirei che ti limitassi a parlare per te e non al plurale, come ad esempio nella tua ultima frase.
Per me la convinzione è più che sufficiente, fidati.

Ciao

wide receiver
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Re: è domenica

Messaggio da wide receiver » mer dic 14, 2005 11:24 am

virgola ha scritto: No, lo so che le discussioni con gli onnivori non sono improntate alla semiotica ma all'etica (o all'economia, alla salute, ecc. tutte le questioni davvero importanti nella scelta veg*ana). Io ravviso semplicemente il rischio (forse, poi, sovrastimo questo rischio perchè fuorviato da una discussione che si incentra su questo aspetto). Ma il rischio, secondo te, c'è o non c'è?
No. Secondo me non c'è.
virgola ha scritto:
wide receiver ha scritto:
virgola ha scritto: E poi, a proposito di parole non negoziabili, l'esempio del prosciutto che per molti di una certa generazione non è carne ti mostra la complessità del problema.
E allora perchè renderlo ancora più complesso?
Non voglio renderlo più complesso. Ma perchè renderlo più semplice?
Perchè a mio avviso complessità non è sinonimo di ricchezza o di profondità. Perchè quando le parole sono semplici alla comprensione, ci si intende meglio, le persone sono più vicine e alcuni problemi non si presentano nemmeno. Si vive meglio.
virgola ha scritto: Il discorso è che a me interessa poco che un infermiere in quanto tale debba sapere il significato di una categoria NON MEDICA (che ha a che fare con l'alimentazione, tanto quanto - permettimi la forzatura - l'ebraismo e l'islamismo che vietano il maiale). Sul piano pratico, sarebbe auspicabile che sapesse il significato di parole come "carne", "latticini", o anche "carboidrati", "proteine", ecc. A questa stregua, le varie confessioni islamiche potrebbero auspicare che i medici siano informati sulle sfumature religiose riguardanti la macellazione dell'agnello nelle mille interpretazioni del corano (chi non mangia il maiale, chi non mangia neppure la carne macellata alla maniera europea, ecc.). Fermo restando che a nessuno è vietato di augurarsi qualcosa.
L'infermiere non si occupa solo di questioni strettamente mediche, ma di molte altre, tra cui quella alimentare. L'opzione veg* è una tematica alimentare, di conseguenza a me interessa che l'infermiere ne sappia qualcosa. Così come sarebbe opportuno che sapesse anche qualcosa sulle usanze alimentari degli appartenenti ad altre religioni. Perchè no?
Certo, mica sto dicendo che questa sia la priorità assoluta, ci mancherebbe altro. Ma conoscere anche questi aspetti sarebbe indiscutibilmente un miglioramento.
virgola ha scritto: Ecco però (altrettanto improbabile, secondo me) la descrizione opposta:

- mi definisco vegano anche se ogni tanto sgarro
- altri vegani mi fanno notare che non è poi tanto corretta la mia autodefinizione
- in conseguenza di ciò gli altri vegani mi stanno antipatici
- la cosa non mi tocca minimamente e non ho nessun cedimento perchè la mia convinzione è pura, irreversibile e fondata su presupposti completamente razionali.
Questo non è improbabile, ma impossibile, in quanto i punti 1 e 4 fanno scintille, rileggili bene.
Tuttavia non sarebbe invece improbabile con qualche aggiustamento, cioè (mi limito al quarto passaggio, anche se preferisco scinderlo in due opzioni):
- la cosa non mi tocca: continuo a consumare alcuni alimenti animali con moderazione
- la cosa mi tocca: prendo in considerazione la possibilità di eliminare del tutto alcuni alimenti, senza deroghe

Considerando queste due possibilità i casi sono:
1) La puntualizzazione dei vegani non ha cambiato nulla
2) La puntualizzazione dei vegani ha stimolato una riflessione

Quindi non c'è il rischio che la puntualizzazione dei vegani comporti ripercussioni negative.

Mi permetto, Virgola, di prendere spunto da quanto hai scritto nel tuo esempio, anche se poi abbandono l'esempio stesso, per puntualizzare che su quel 'presupposti completamente razionali' non ci siamo. Per il vegano medio (le eccezioni ci sono sempre, per carità) è la componente emotiva lo stimolo principale a non aver cedimenti. In realtà poi è improprio anche l'utilizzo di 'cedimento', in quanto questo presuppone l'esistenza di una 'tentazione', che in realtà per la maggior parte di noi non esiste più.
virgola ha scritto: Una ricostruzione più plausibile (con mille varianti) è:
- mi definisco vegano anche se ogni tanto sgarro
- altri vegani mi fanno notare che non è poi tanto corretta la mia autodefinizione
- in conseguenza di ciò alcuni degli altri vegani mi stanno antipatici, altri meno perchè oltre a questa loro pignoleria linguistica dicono cose condivisibili e interessanti, perchè in parte mi piace mettermi in discussione (in parte no!), perchè alcuni lo dicono in modo simpatico e altri meno, perchè alcuni li vedo di persona e hanno un bell'aspetto o un buon odore o mi ricordano qualcuno che mi è simpatico / antipatico, ecc.
- mi vengono dei dubbi, rifletto, mi scoraggio / mi sento incoraggiato, faccio qualche strappo in più / divento "intransigente", penso che i vegani sono matti / penso che alcuni vegani sono matti / penso che hanno ragione, ecc. ecc. ecc. ecc.
Allora non è la pignoleria (come la chiami tu, anche se a me non piace l'accezione negativa che solitamente accompagna questo sostantivo) linguistica in sè a causare eventualmente dei ripensamenti, ma il modo di esercitarla.
Posso anche contemplare l'esistenza di persone che, invece di riflettere sulla bontà delle idee, si concentrano maggiormente sul modo in cui esse vengono presentate o sulla simpatia/antipatia di chi le propugna. Credo però che questo modo di relazionarsi con se stessi vada superato e discussioni come questa possono essere utili in questo senso.
virgola ha scritto: Qui torniamo alla grossa divergenza cosmologica (!!!) fra me e te, mi pare. Non voglio feticizzare l'ambiguità dicendo che è un valore in sè, ma sono tentato. Il linguaggio è grigio, e non ci si può fare granchè (anche se in certi settori, come la matematica, forse, qualcosa si fa...). Di più: perchè combattere l'equivoco, la confusione, il dubbio? La realtà è equivoca, confusa, dubbia; il linguaggio ne è lo specchio, e la chiarezza lo impoverisce. Bisogna però ammettere che anch'io farei il tuo stesso ragionamento in certi casi, pretendendo definizioni certe e condivise.
Per inciso, anch'io considero molto positive 8 pagine sull'argomento, anche se c'è polemica (civile, beninteso), anche se non sono più sicuro di parlare di veganesimo...
Infatti, penso che su questo punto non ci avvicineremo mai.
Non fraintendermi, io sono un sostenitore del dubbio. Quello delle idee, però. Vedo il dubbio come un importante stimolo al progresso interiore di ognuno. Al limite anche la confusione potrebbe essere positiva. L'equivoco no, invece.
Per quanto riguarda invece la comunicazione tra persone, aspiro alla massima chiarezza possibile del significato dei termini. Vedrei come uno spreco di tempo ed energie i continui tentativi di spiegare e capire cosa si intende davvero con un certo vocabolo. Tutto ciò va poi a detrimento dei contenuti.

Ormai le pagine sono diventate nove.

Un saluto

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » mer dic 14, 2005 4:45 pm

virgola:

Inoltre, contro-obiezione pratica: meglio uno sbracato vegano che uno sbracato non vegano, soprattutto dal punto di vista degli animali che si salvano.
––yes!!!!.. vegetariano e' sempre meglio.. qualsiasi siano i suoi sentimenti e motivazioni


Comunque, attenzione a non adeguarsi al livello (basso) della società "plagiata dalla TV" pur di conquistare parti di essa a idee o pratiche parziali
---non capisco il perche'..... se tutti diventano veg perche' lo dice Maria de Filippi a me va benissimo :-)

ienamente d'accordo. Io adoro (dopo 11 anni che non la mangio, salvo strappi) la carne in tutte le sue forme eppure non mi manca perchè trovo godimento anche nei cibi vegetali. Però, anche qui, attenzione a non adeguarci al modello di godimento dei carnivori
---- e perche' no? un carnivoro puo' mangiare dietetico, frugale, minimale oppure strafogarsi e godersela.. perche' un veg no?

wide:

A parità di rischio per gli animali, tra le due scelgo quella che mi soddisfa maggiormente, che consente anche maggiore chiarezza e minori disagi a chi è davvero convinto della scelta vegetariana/vegana.
--concordo sul fatto che in qualche caso la chiarezza del modello sia uno stimolo a migliorare. Ma allora accetterei un'esortazione a trovare una giusta via di mezzo, ad personam... non "siccome tanto si puo' far danni in tutti i modi io scelgo il modo che mi gratifica"

Concordo con te che il gusto sia importante in un'ottica 'promozionale' (mi si consenta il termine) del vegetarianesimo.
--fondamentale, irrinunciabile.... e' un delitto che ancora non lo sia, anche per demerito della maggior parte dei veg

Tuttavia ho qualche dubbio sul fatto che il sapore possa costituire un grimaldello efficace a svellere definitivamente le abitudini onnivore.
--tutto fa brodo... La mia esperienza, addirittura, e' che i vegetariani, se la prendono per il "verso giusto", ovvero quello (anche) del gusto... spesso diventano dei raffinati, dei cultori del cibo. Io personalmente, oltre che avere avversione per tali "cibi", una cena con bistcchina e un matrimonio con quattro pollastri ustionati mi sembra oggettivamente piu' triste del mio regime alimentare sia giornaliero che "festivo". Per me non c'e' matrimonio o ricorrenza carnivora che tenga, io partecipo a feste dove si arriva con facilita' a 100 portate...

Se per te quella del gusto è la motivazione principale, preferirei che ti limitassi a parlare per te e non al plurale, come ad esempio nella tua ultima frase.
--a me va benissimo essere considerato il fanalino di coda dei vegetariani e mi va bene pure che tu pensi che mangio vegetariano perche' qualche vegetariana "me la da"... quindi non mi metto a dire che non e' vero e ad elencare ragioni piu' nobili.. va benissimo :-)

Per me la convinzione è più che sufficiente, fidati.
--io mi fido..... e' la natura umana, incoerente di default, che della nostra fiducia se ne frega. Meglio non azzardarsi mai a fare previsioni di questo tipo... ovvero... mai dire mai...

Quindi e' meglio crescere nei nostri ideali senza rifiutare alcuna motivazione che possa aiutarci a mantenerli, e lo stesso per gli altri con i quali vorremmo condividerli..

Alex81
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Messaggio da Alex81 » mer dic 14, 2005 4:51 pm

yasodanandana ha scritto:Per me non c'e' matrimonio o ricorrenza carnivora che tenga, io partecipo a feste dove si arriva con facilita' a 100 portate...
Sarebbe bello far passare un concetto di maggiore sobrietà e di riduzione dello spreco ove possibile, insieme a quello del rispetto degli animali.
Personalmente faccio fatica a capire questi "eccessi", anche se si parla di soli cibi vegetali...

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » mer dic 14, 2005 5:08 pm

Alex81 ha scritto:
yasodanandana ha scritto:Per me non c'e' matrimonio o ricorrenza carnivora che tenga, io partecipo a feste dove si arriva con facilita' a 100 portate...
Sarebbe bello far passare un concetto di maggiore sobrietà e di riduzione dello spreco ove possibile
non c'e' spreco... tu togli di mezzo l'allevamento intensivo e di vegetali, frutti ce n'e' a bizzeffe per tutti..

il cibo e' anche festa e piacere... se vuoi fare il penitente va benissimo, ma, in questo caso si sappia che non sei un vegetariano, ma sei un vegetariano penitente

(in questo caso la precisione sulla terminologia mi sembra fondamentale)

:-)

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Messaggio da virgola » gio dic 15, 2005 9:12 am

yasodanandana ha scritto:
virgola ha scritto: Comunque, attenzione a non adeguarsi al livello (basso) della società "plagiata dalla TV" pur di conquistare parti di essa a idee o pratiche parziali
---non capisco il perche'..... se tutti diventano veg perche' lo dice Maria de Filippi a me va benissimo :-)
Ecco. Io invece non sono sicuro che mi vada benissimo. Capisco la motivazione pragmatica: 1 solo onnivoro che mangiasse 1 bistecca alla settimana e grazie a Maria De Filippi diventasse vegetariano da lì in poi salverebbe un paio di mucche all'anno. Ma se la gente diventa vegana perchè lo dice la De Filippi, a mio parere si tratta di imbecilli (vegani, d'accordo) che continueranno a fare una marea di idizie dannose agli animali, alle persone e alle piante (per sintetizzare). Tra le altre cose, la moda (in questo caso la parola è appropriata) passerà e loro ricominceranno con la carne. Mi rendo conto che adesso sono più schematico di quanto non lo sembri wide receiver da come l'ho dipinto io, ma è per dare un'idea. Però, un'opinione certa non me la sono fatta, la motivazione pragmatica mi tenta comunque. Anche perchè le cose non sono così semplici: per es., intanto che la moda passa, il vegano convertito dalla TV potrebbe aver preso lo spunto per informarsi, discutere con qualcuno, insomma prendere coscienza, e così via. Per concludere su questo, secondo me stiamo comunque parlando di qualcosa di quasi impossibile: la TV non è adatta per parlare di cose serie e complesse come la liberazione animale, la filosofia medievale, l'ultima legge finanziaria, ecc. Non ne ha il tempo, non ne ha i tempi, non ne ha il linguaggio. Infatti, per fare una discussione seria e interessante che non si limiti a slogan o canzonette, siamo qui a 9 pagine (facciamo di tutto per arrivare a 10...).
yasodanandana ha scritto: il cibo e' anche festa e piacere... se vuoi fare il penitente va benissimo, ma, in questo caso si sappia che non sei un vegetariano, ma sei un vegetariano penitente
Pienamente d'accordo. Il cibo è festa e piacere e deve esserlo per gli onnivori così come per i vegani. Anzi, mi piace pensare di ricercare il piacere senza causare sofferenza a uomini o animali. Ma il problema è CHE COSA SIA il piacere, che forme abbia. Il piacere del cibo che ci hanno "insegnato" (a scuola, in TV, ecc.) è solo un tipo di piacere gastronomico, cioè quello che domina in occidente negli ultimi due secoli o forse negli ultimi decenni, ed il piacere di una società consumista, egoista (in senso negativo), spettacolare, e - dulcis in fundo - carnivora. Alcune facce del piacere che tu citi le preesistono, e forse ci vengono, per mille vie, dal paleolitico: festa, risate, colori dei cibi, ecc. ecc. Altri mi paiono più sospetti, ripeto: le coliche, il fritto, il pesante, la quantità, e in un certo senso anche la varietà a tutti i costi.
yasodanandana ha scritto:
virgola ha scritto: pienamente d'accordo. Io adoro (dopo 11 anni che non la mangio, salvo strappi) la carne in tutte le sue forme eppure non mi manca perchè trovo godimento anche nei cibi vegetali. Però, anche qui, attenzione a non adeguarci al modello di godimento dei carnivori
---- e perche' no? un carnivoro puo' mangiare dietetico, frugale, minimale oppure strafogarsi e godersela.. perche' un veg no?
Qui ribadisco quanto sopra. Certo che un vegano può fare tutto quello che fanno i carnivori ma in versione vegana... Però se un vegano (evidentemente non convertito dalla De Filippi) è consapevole anche di altre cose, magari porta avanti un modello di godimento in cui strafogarsi e godersela non vadano necessariamente a braccetto. Il che ci porta al concetto di sobrietà espresso da Alex81.

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Messaggio da yasodanandana » gio dic 15, 2005 10:12 am

Ma se la gente diventa vegana perchè lo dice la De Filippi, a mio parere si tratta di imbecilli (vegani, d'accordo) che continueranno a fare una marea di idizie dannose agli animali, alle persone e alle piante (per sintetizzare)
••due risposte...
a)chissenefrega... nel senso che una limitazione dei danni c'e' comunque stata.. e questo ci interessa.. Io, come mucca, sono interessata al fatto che tu non mi uccida, molto meno al fatto che tu lo faccia per riflessione, per moda, per dieta o perche' ti faccio schifo..
b)tutti partiamo con motivazioni che hanno a che vedere con la gratificazione. Quando facciamo qualcosa di eroico o di alternativo o di impegnato, godiamo di questo... quindi, da un certo punto di vista, non siamo differentissimi da chi possa godere ad essere veg perche' di moda. E poi e' il bene che ci cambia le motivazioni mentre lo compiamo fino a farle diventare "pure", non noi che assumiamo immediatamente motivazioni valide... Quindi bisogna agire positivamente, poi tale agire ci purifichera'. Se pretendiamo di essere spinti da motivazioni "pure" prima di cominciare a fare, non riusciremmo a fare niente...

intanto che la moda passa, il vegano convertito dalla TV potrebbe aver preso lo spunto per informarsi, discutere con qualcuno, insomma prendere coscienza, e così via
••infatti..

Per concludere su questo, secondo me stiamo comunque parlando di qualcosa di quasi impossibile: la TV non è adatta per parlare di cose serie
••e' proprio quello il "nostro" problema... ovvero il presentare il vegetarianesimo come una cosa che puo' essere solo "seria". Invece no... il vegetarianesimo deve essere estetico, figo, colorato, vario, eccitante, allegro, musicale, festoso..
(e per me gia' ci stiamo avvicinando... ovvero certe cose in pubblicita' e nella comunicazione in genere non puoi piu' farle vedere.. la carne fa schifo, non e' attraente.. deve essere venduta da mac donald a forza di palloncini e regalini ai malcapitati bimbi e dall'industria dei surgelati impanata da cosi' tanti strati di copertura che "essa" non si vede piu' e che, quasi, non se ne sente piu' il sapore.
Io ho cominciato nel lontano 1984 (7 luglio!!!)... da allora la faccenda e' cambiata da cosi' a cosi'.... in confronto stiamo in paradiso. Facciamo il passo di renderci conto che "VEG" e' pure "FIGO" e si andra' avanti ancora di piu'..

Alcune facce del piacere che tu citi le preesistono, e forse ci vengono, per mille vie, dal paleolitico: festa, risate, colori dei cibi, ecc. ecc. Altri mi paiono più sospetti, ripeto: le coliche, il fritto, il pesante, la quantità, e in un certo senso anche la varietà a tutti i costi.
•••in questo momento non stiamo parlando del legittimo proposito di far cambiare alla gente il concetto di piacere.. ma stiamo parlando del fatto se tutti i piaceri "alimentari", che qualcuno potra' giudicare inferiori o grossolani, sono contenuto o meno nel vegetarianesimo o l'onnivorismo ne ha qualcuno in piu'.
La risposta e' no.. il vegetarianesimo e' fatto in modo da addirittura amplificare il piacere, dato che il carnivorismo intorpidisce il gusto. Quindi tu non sara' ben disposta verso quelli che tu chiami "piaceri sospetti"... rimane pero' il fatto che tali piaceri sono disponibili. Quindi chi vorra' passare la cena di natale a rischiare le coronarie, bonta' sua, sappia che lo puo' fare senza massacrare... mi telefona e gli dico come.. :-)


Però se un vegano (evidentemente non convertito dalla De Filippi) è consapevole anche di altre cose, magari porta avanti un modello di godimento in cui strafogarsi e godersela non vadano necessariamente a braccetto.
••magari si.. oppure no... l'importante e' che si sappia che uno se la puo' vivere come vuole... non solo secondo un certo parametro mentale di piacere, per il quale si gode piu' dell'idea di stare mangiando veg, che del sapore del cibo..

il fatto oggettivo e' che le piu' grandi e antiche culture vegetariane, o dove il vegetarianesimo sia lo standard, il must.. coincidono con immensi messaggi dal punto di vista morale e spirituale... e coincidono con un modo di vivere l'alimentazione in modo assolutamente festoso.. dove e' quasi immorale mangiare cio' che non e' pienamente soddisfacente nel gusto..

e questi durano da migliaia di anni...

ovvero.. ognuno faccia come vuole... ma io mi aprirei di piu' all'idea del piacere del mangiare di per se.. non mediato dall'idea che va bene cosi' perche' facciamo del bene

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Messaggio da virgola » gio dic 15, 2005 11:42 am

yasodanandana ha scritto:Quindi bisogna agire positivamente, poi tale agire ci purifichera'. Se pretendiamo di essere spinti da motivazioni "pure" prima di cominciare a fare, non riusciremmo a fare niente...
D'accordo. Nessuno pretende motivazioni pure: io stesso ho difeso, in una degli scambi con Wide Receiver, la complessità delle motivazioni, la loro parziale irrazionalità, ecc. Però la De Filippi mi sembra una motivazione completamente "impura"... anche se ha una sua validità negli effetti immediati (mucche salvate, lo riconosco).
yasodanandana ha scritto:Per concludere su questo, secondo me stiamo comunque parlando di qualcosa di quasi impossibile: la TV non è adatta per parlare di cose serie
••e' proprio quello il "nostro" problema... ovvero il presentare il vegetarianesimo come una cosa che puo' essere solo "seria". Invece no... il vegetarianesimo deve essere estetico, figo, colorato, vario, eccitante, allegro, musicale, festoso..
(e per me gia' ci stiamo avvicinando... ovvero certe cose in pubblicita' e nella comunicazione in genere non puoi piu' farle vedere.. la carne fa schifo, non e' attraente.. deve essere venduta da mac donald a forza di palloncini e regalini ai malcapitati bimbi e dall'industria dei surgelati impanata da cosi' tanti strati di copertura che "essa" non si vede piu' e che, quasi, non se ne sente piu' il sapore.
Io ho cominciato nel lontano 1984 (7 luglio!!!)... da allora la faccenda e' cambiata da cosi' a cosi'.... in confronto stiamo in paradiso. Facciamo il passo di renderci conto che "VEG" e' pure "FIGO" e si andra' avanti ancora di piu'..
Scusa, secondo me scambi "serio" con "serioso" (le parole sono importanti...). Il veganesimo è una cosa seria, non è uno scherzo. Naturalmente, non significa che sia necessariamente una rottura di palle o un sacrificio continuo, che non assuma aspetti ludici, "leggeri", festosi, che potrebbero persino costituirne l'essenza. Capisco tutti i ragionamenti sul linguaggio pubblicitario e sulle immagini, però sul piano delle parole resta il fatto che la partita, in tv, è persa. A meno che non si voglia presentare il veganesimo come una moda, sforzandosi di ammantarla di simpatia. Rifiutarsi di presentarla come una moda non significa presentarla come una cosa tediosa, però. Semplicemente, per parlare degli aspetti etici del non mangiare animali ci vuole tempo. Per parlare degli aspetti nutrizionali, idem. Non parliamo poi di quelli economici. Prendendo l'esempio degli aspetti nutrizionali, la cosa è confermata da qualsiasi trasmissione in cui ci sia anche un solo professore "onnivorista" (anche impreparato, non importa), che ha sempre gioco facile a smontare i tentativi di argomentare (sotttolineo la parola "tentativi") usando qualche battutina, qualche aneddoto, qualche slogan, qualche falsità detta con la dovuta convinzione. Si tratta di cose complesse e i mezzi per parlarne sono altri. E se le energie usate per portare i contenuti vegani in tv fossero usate per convincere a non guardarla, non sarebbe meglio? Ne guadagnerebbe la "causa" animalista, ma - in generale - qualsiasi altra tesi o battaglia seria e documentata tu voglia portare avanti. Per fare un esempio, un'ora di tempo dedicata a "veganizzare" la tv nella migliore delle ipotesi ottiene qualche successo sul fronte animalista. Un'ora di tempo dedicata a "detelevisivizzare" la società porta maggiori vantaggi sul fronte animalista e in più porta vantaggi - che so - sul fronte NO-Tav (esempio attuale: se hai dato un'occhiata a qualche dibattito TV sulla TAV, non credo ti sia capitato di veder discutere le ragioni pro/contro, gli studi fatti e non fatti dai tecnici, ecc ecc., e dubito ti capiterà in futuro).
yasodanandana ha scritto:Quindi chi vorra' passare la cena di natale a rischiare le coronarie, bonta' sua, sappia che lo puo' fare senza massacrare... mi telefona e gli dico come.. :-)
Sì, certo, ma chiedi troppo: se mi telefona non gli dico come (mi rallegro di aver contribuito a salvare una mucca e poi incoraggio un vegano un po' pirla a rovinarsi le coronarie?). Gli dico: "è bello che ti rovini le coronarie senza ammazzare animali, però sappi che uno dei vantaggi della dieta vegan è che è più facile divertirsi e mangiare con piacere senza farsi del male". (anche se un po' di schifezze ogni tanto fanno bene!)
yasodanandana ha scritto:l'importante e' che si sappia che uno se la puo' vivere come vuole... non solo secondo un certo parametro mentale di piacere, per il quale si gode piu' dell'idea di stare mangiando veg, che del sapore del cibo..
Ma non è quello il parametro di piacere che io propongo! Quello non è piacere, è rinuncia, sono d'accordo con te. Dico solo che non è detto che piacere nel mangiare = grandi quantità di cibo; cibo buono = cibo fritto; cibo buono = cibo pesante; cibo buono = sapori forti; sazietà = essere strapieni; e così via. Tu saprai meglio di me che l'abitudine, per es., è un fattore importantissimo: quanta della nostra concezione di piacere è influenzata dall'assuefazione (personale e di generazioni) agli zuccheri raffinati, al sale raffinato, dalla perdita di sapore delle verdure industriali, per fare qualche esempio?

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Messaggio da yasodanandana » gio dic 15, 2005 12:10 pm

Però la De Filippi mi sembra una motivazione completamente "impura"...
••va bene.. conosco almeno un paio di bravi medici, amorevoli, brafi ed efficienti... che hanno scelto medicina all'universita' perche' ci andava pure una tale bella ragazza o perche' pensavano di fare, da medici, un sacco di soldi..

secondo me scambi "serio" con "serioso"
••l'ho fatto apposta.. cosi' siamo entrati nel discorso... :-)

per il resto io non ho l'impressione negativa che hai tu rispetto allo stato della presenza del vegetarianesimo nella comunicazione.. e lo faccio, ovviamente, in relativo rispetto a quello che vedevo cinque, dieci o venti anni fa...

se poi tu vuoi promuovere lo spegnimento della TV.. a me puo' pure andare bene, anzi lo trovo irrilevante.. nel senso che se la TV, per quel poco che rimarra' ancora accesa, mandasse qualche messaggio che magari nasce "sporco", ma che poi ha risultati "puliti"........ a me va bene... Poi, da spenta, ci saranno altri modi di comunicare.
Personalmente debbo dire che mi interessa piu' muovermi su altri piani, sia parlando di vegetarianesimo che di spirituaita'/moralita'.... ovvero se il mondo migliora, la televisione migliora o, se deve, si spegne senza fare sforzi "mirati" per farlo.
Detta ancora peggio.... se la mia mente vuole cacca, se mi togli la fonte di cacca con la quale mi alimento oggi, me ne inventero' un'altra domani... [:)]

Gli dico: "è bello che ti rovini le coronarie senza ammazzare animali, però sappi che uno dei vantaggi della dieta vegan è che è più facile divertirsi e mangiare con piacere senza farsi del male"
••no.. no... io non glielo dico.... la cena di natale deve essere "pericolosa" :-D....... la "precisineria" si predica per i giorni feriali...

Dico solo che non è detto che piacere nel mangiare = grandi quantità di cibo; cibo buono = cibo fritto; cibo buono = cibo pesante; cibo buono = sapori forti; sazietà = essere strapieni; e così via.
••il problema e' che per me, nel relativo, che la gente sia vegetariana e' importante diecimila.... e tutto il resto di quello che dici tu e' importante 0.000000000001. Quindi, intanto che si diffonda l'idea che tutti i tipi di piacere culinario sono sperimentabili nella dieta vegetariana.. (d'altra parte e' vero.. le cucine di alcune culture vegetariane sono considerate fra le piu' gustose nel mondo), poi saranno cavoli di chi vuol introdurre piaceri bolliti, dietetici, cotti al vapore, crudisti, salutari ecc. ecc...

quanta della nostra concezione di piacere è influenzata dall'assuefazione (personale e di generazioni) agli zuccheri raffinati, al sale raffinato, dalla perdita di sapore delle verdure industriali, per fare qualche esempio?
••il "saporito" non e' stato introdotto ne dal carnivorismo ne' dall'industriallizzazione della produzione di alimentari. Le culture che hanno vegetali che danno gusto anche a guardarli crescere sul campo... li mangiano sia crudi che fritti in pastella.

(conosco anche ricette (da me mai praticate!!) dove le cose vengono fritte DUE volte... :-) :-) ...... e sono ricette che come minimo hanno centinaia di anni)

Daniele
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Messaggio da Daniele » gio dic 15, 2005 12:28 pm

yasodanandana ha scritto:(conosco anche ricette (da me mai praticate!!) dove le cose vengono fritte DUE volte... :-) :-) ...... e sono ricette che come minimo hanno centinaia di anni)
Fritte due volte? Mi passi qualche ricetta?:p Immagine

virgola
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fritto

Messaggio da virgola » gio dic 15, 2005 12:34 pm

passala anche a me. Non friggo mai, e se friggo 2 volte magari fa media...

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