ciao Paolo, forse ho capito o letto male.
Io pensavo intendessi dire che la parte xlam non ha ponti termici ed invece la parte a tralicio si. Se verifica solo il concetto del ponte termico come non uniformità della dispersione del calore è corretto. Io volevo solo sottolineare che i ponti termici fanno parte del calcolo della dispersione di una casa e quindi non si può additare alla parete a tralicio un "difetto" che effettivamente non influisce. Non influisce perchè quello che comunemente chiamiamo un porte termico è un elemento che, essendo meno isolante, crea un disagio, minore comfort o difetti nella costruzione (muffe ad esempio).
Considerare il telaio della struttura un ponte termico nel senso lato è corretto: ma per lo stesso concetto lo sono anche le finestre, le soglie, i cassonetti, il solaio.
Per vederlo da un altro punto di vista su una finestra il telaio è un ponte termico in riferimento al vetro (che di solito è più isolante) ... secondo me non è corretto scrivere così.
Probabilmente si riduce tutto a come nel senso comune si definisce ponte termico.
Per il blower test io la vedo in modo un pò differente (forse ... a questo punto

): è importante verificare quanta aria esce perchè quel tipo di case sono calcolate sul minimo della dispersione compresa la apertura delle porte e delle finestre oltre alla permeabilità della struttura. Per capirci se uno faccio di tutto per isolare la casa per farla vivere solo con gli apporti interni ed esterni e poi però la costruisco malamente lasciando delle fessure tutto il mio impegno (economico) se ne va all'aria. Questo è il motivo per cui consiglierei a chi si vuol fare una casa del genere di affidarsi solo a chi lo ha già fatto e lo sa fare (una impresa locale, anche con la miglior direzioni lavori e i migliori materiali, non è in grado di realizzarla).
Per finire io non ritengo che le case passive sia la soluzione e il punto di arrivo della architettura perchè non immagino una vita fatta con le finestre sempre chiuse. Preferisco, come dice Paolo, una casa ben orientata, ben pensata, anche ben isolata ... perchè la differenza tra laboratorio e vita vita reale è molta.
Per continuare il discorso di Uterzi ci sono almeno due cose da considerare:
- la qualità dell'azienda che costruisce: io credo fermamente che le aziende grandi che hanno un sistema costruttivo standardizzato riducono la possibilità di errori in cantiere al minimo /nulla. Questo perchè a monte della posa in opera esiste lo studio di tecniche e soluzioni che invece le piccole aziende non possono fare allo stesso modo per la mancanza di capacità (finanziarie, tempo e anche di personale).
- il laboratorio è diverso dalla realtà: come per tutti gli studi si basa la teoria su dei concetti fissi e non variabili come la vita normale. Il tipico esempio è l'impianto di ricircolo dell'aria in cui i guadagni si fanno perchè non sia prono mai le finestre, cosa che nella vita normale non si fa. Un altro esempio è lo stile di vita che cambia da persona a persona e si basa sulla statistica: ma magari io vivo fuori casa tutto il giorno e quindi, con alcuni impianti, mi conviene spegnere il riscaldamento, non si tiene conto delle stufe, non dei bambini, degli anziani che vogliono vivere di più al caldo, delle donne che amano l'aria fresca o degli uomini che si sdraiano sul divano con almeno 23°, ecc.
Qual'è il grande vantaggio del laboratorio: confronta, per verificare
alcuni aspetti, le varie soluzioni con dei principi uguali per tutti: io posso verificare la dispersione termica tra 2 pareti ma non uso gli stessi parametri per verificarne il comfort.
La conseguenza è che non esiste una struttura ideale uguale per tutti ma solo molte soluzioni con vantaggi e svantaggi: ognuno deve, in base alle proprie caratteristiche, scegliere la soluzione in cui lui
ritiene che i vantaggi superino gli svantaggi.
ciao Luigi