Mi devo preoccupare?

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Luna8
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da Luna8 » dom dic 16, 2012 11:38 pm

Ciao Mita,

ho appena notato che la tua lunga risposta mi è sfuggita! Ti ringrazio!

Tempo fa ho ascoltato la storia di un medico venuto in Eruropa dall'India, sposato qui, tre figli. Ha perso poi due dei figli per infarti e la moglie per cancro. Gli hanno chiesto come ha fatto a sopportare tutto questo, e lui ha risposto che l'ha aiutato la sua religione, l'induismo. In quel momento ho capito quanto sia importante quello in cui crediamo. Se credi che dopo la morte finisca tutto, chiaro che ti attacchi alla vita. Se invece credi che dopo la vita terrena si passi a una vita celeste, è già più facile lasciar andare ... Diciamo che io ci sono arrivata lungo il percorso della mia vita, non ci ho proprio "lavorato". Ci si può anche "lavorare", volendo. A me personalmente la filosofia indiana è simpatica. :) Ma l'immagine della vita ultraterrena è presente anche in altre filosofie, con o senza reincarnazione.

Un'amica mi ha detto che l'attaccamento alle persone corrisponde all'attaccamento alla vita. Quando muore qualcuno, soprattutto un apersona vicina, ci ricorda la notra mortalità. Non so se ti riconosci in quest'idea, visto che hai già visto la morte in faccia diverse volte e hai anche fatto l'esperienza di poterti abbandonare fra le sue braccia. In fondo ognuno ha la sua storia. Se vuoi, potresti riflettere in che cosa consiste concretamente quest'attaccamento. Che paure leghi alla morte dei tuo genitori? Già la consapevolezza può aiutare.

Per quanto riguarda le esperienze ospedaliere sono d'accordo che spesso non sono molto belle. Pensare all'inutilità della sofferenza, però, sicuramente non ti alza il morale. Se soffrire sia inutile o meno non possiamo saperlo. O almeno direi che niente è inutile. Ogni cosa ha la sua ragione. Magari non ci piace, d'accordo ... Sì, siamo impotenti in un certo senso ma siamo anche potenti. Essere presenti, confortanti, è già un grande contributo, anche per alleviare la sofferenza, almeno per un momento.

Anch'io mi ritrovo in deficit di riposo volendo fare troppe cose. Però prima o poi il corpo mi constringe al riposo. :) :(
Mi sto rendendo conto che facciamo una vita troppo stressante, abbiamo troppi compiti, troppo poco tempo per noi stessi. Visto che tutta la società "funziona" così, è proprio difficile cambiare ... a volte mi viene voglia di mollare tutto e scappare.

Mi hanno fatto piacere i diversi contributi sull’igiene dentale. Anch’io ho sentito dire che gli acidi ammorbidiscono lo smalto, e proprio per questo è meglio non usare nemmeno lo scovolino, che è come un spazzolino piccolo. Secondo me basta sciacquarsi la bocca e se usi il bicarbonato, quello alcalinizza immediatamente la bocca. Ma lo smalto rimane morbido ancora per un po’. C’è chi dice per un quarto d’ora, chi per mezz’ora, chi per 2 ore ... vai a sapere chi ha ragione … Io uso il filo e lo scovolino dopo i pasti (ma non immediatamente dopo) perchè mi danno fastidio i resti fra i denti.

Anche a me succede di sentire ruvida la superficie dei denti dopo averli spazzolati. Ma se li strofino con un piccolo panno la superficie diventa liscia. È che lo spazzolino non è proprio adatto per pulire i denti. Ho letto un libro di un dentista che diceva che la carie viene negli spazi che non si possono spazzolare, cioè fra i denti. Confermo. E lì con lo spazzolino non ci arrivi. Per questo consigliava il filo e lo scovolino. Comunque continuo a usare anche lo spazzolino la sera. Le foglie di salvia penso che siano ottime. Anche i bastoncini di liquirizia potrebbero sostituire lo spazzolino. Si usava prima che esistessero gli spazzolini.

> Forse abbiamo avuto bisogno di lavarci i denti
> quando ci siamo allontanati dal nostro cibo d’elezione.

Penso proprio di sì. Anche per questo mi intristisce quando gli animali devono mangiare lo scatolame fatto apposta per loro, che non è assolutamente il loro cibo d’elezione. :( :( :(

Ho letto che la qualità dei denti si eredita, quindi anche chi inizia la vita col “cibo d’elezione” umano è già vittima della degenerazione dei suoi antenati. :(

> Ritengo che non sia corretto affermare che la frutta rovina i denti.

Sono d’accordo. Non è la frutta, sono piuttosto i pasti e le spazzolature troppo frequenti o la mancanza d’igiene.

> Potrebbe servire, per riequilibrare il ph della bocca,
> masticare a fine pasto delle foglie Verdi
> per “lavare” i denti con la clorofilla che dovrebbe essere alcalina?
> Io talvolta lo faccio e la sensazione in bocca mi sembra meno sgradevole.

Penso che tu abbia ragione. Ne ho già sentito parlare. Ci sono dei crudisti che consigliano di mangiare la frutta sempre con delle foglie verdi.

> Ma sarà proprio vero che lo smalto non si rigenera?
> Siete a conoscenza di ricerche e studi a proposito?

Non sono a conoscenza di nessuna ricerca in proposito ma sono convinta che lo smalto, come ogni tessuto corporeo, si rigeneri.

Sull’ananas ho scritto da un’altra parte.
Ti è capitato più volte che ti si gonfiasse il palato? È stata forse una reazione allergica?
Te lo chiedo perchè a me succede con le pere che mi fanno produrre dei gas in grandi quantità e suppongo di essere in qualche modo allergica. Proverò anche quest’anno, non le escludo completamente. Credo che con il crudismo totale queste reazioni possano sparire con il tempo. Comunque sopravvivo anche senza pere …


Ciao Runner,

Che cosa avrà di particolare il sale marino celtico? Non sarà semplicemente sale marino atlantico?

Per quanto riguarda gli omega, Graham dice che ci sono anche nella frutta e nella verdura. Sì, i semi di lino ne sono ricchi, e si possono macinare e mettere nell’insalata. Visto che sono oleosi, niente aggiunta di avocado o d’olio. Devo dire, però, che non mi piacciono particolarmente. Quindi ne consumo pochi. Penso che se ne avessi bisogno mi attirerebbero. Graham mi ha tranquillizzato parecchio.

Vi ringrazio per i link di Patenaude. Molto utili!

Grazie, Arbor, per la spiegazione sui ritmi circadiani. Quello che scrivi lo “sapevo” già ma non sapevo che si chiamasse così. In un mio libro di yoga ho una figura dell’orologio degli organi, anche questi sarebbero ritmi circadiani, suppongo. Ne conoscete altri?

Un salutone
Luna

arbor
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da arbor » lun dic 17, 2012 9:14 am

Per chi, come me, crede che saremo solo un piccolo cumulo di polvere senza memoria né coscienza, funzionale al disegno dell’universo quanto lo può essere un granello di polvere rispetto alla massa terrestre, la perdita di chi ci è caro è una ferita che non si potrà mai rimarginare, in quanto definitiva e senza possibilità di ritorno. Saremo tutti mucchietti di polvere, sparsi per l’universo, capace ognuno di dare il suo piccolo contributo in quanto mucchietto di polvere, privo di ogni ricordo di vita precedente, anche se pronto a entrare in qualche nuovo progetto di vita, tuttavia senza alcuna relazione (che non sia la materiale appartenenza in quanto atomi di polvere) coi precedenti. Di qui la “disperazione” di chi non ha fede, che non ha altro rimedio al dolore per la perdita se non quello, per nulla consolatorio, di farsene una ragione: la ragione delle dure leggi (sed lex) dell’universo.
Ciao, Arbor

mita
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da mita » ven dic 28, 2012 10:53 pm

Grazie, Luna, per il tuo post del 16 dicembre e per le tue riflessioni sull’attaccamento e sulla morte. Io probabilmente non credo nella vita ultraterrena anche se, a differenza di Arbor, non la escludo.
Anch’io provo simpatia per la filosofia indiana e mi piacerebbe ci fosse veramente la reincarnazione per riuscire u n giorno negli aspetti in cui ho realizzato solo fallimento, ma l’unica cosa certa è solo questa vita che abbiamo e che dovremmo cercare di vivere al meglio.
Per quanto riguarda i denti, mi fa piacere che tu ritenga che lo smalto, come ogni altro tessuto, si possa rigenerare. Ma chissà quanto tempo gli occorre! E intanto, chi, come me, ha perso lo smalto, ha indubbiamente un blocco nel sorriso. Dovrei seguire il suggerimento di Arbor e correre dal dentista per ricostruirlo artificialmente. In realtà l’avevo già fatto circa 4 anni fa per gli incisivi superiori che erano troppo malmessi, ma non ha tenuto. L’ultimo rattoppo si è staccato circa un mese fa e ora non so se ritentare.
Che tipo di panno usi per lucidare i denti?
Per quanto riguarda l’ananas ho provato ad aumentare la quantità e non ho più avuto fastidi. Prima però l’ho lasciato maturare, come fai tu.
Un abbraccio.
Mita

Luna8
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da Luna8 » ven dic 28, 2012 11:32 pm

Ciao Mita,

sono assolutamente d'accordo con te che si faccia bene a vivere questa vita il meglio possibile, che sia l'unica o meno. Io credo che abbiamo un'anima che vive oltre la vita terrena. Quello che diventerà polvere, come dice Arbor, o terra, come dico io, sarà solo il corpo. Non escludo comunque che la verità possa essere un'altra. In fondo non importa.

Non pulisco regolarmente i denti con un panno. Uso un semplice fazzolettino, uno di quelli di una volta quando non c'erano ancora quelli di carta. :)

Un salutone
Luna

arbor
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da arbor » lun dic 31, 2012 1:22 pm

Certo che, di questo passo, Mita, siamo tutti più o meno “probabilmente” credenti. Anch’io che mi auguro e spero di potermi un giorno riabbracciare con tutte le persone care della mia vita. Anche se non credo proprio che basti il nostro desiderio, o il nostro credo, a dare sostanza alle nostre fervide fantasie, se queste mancano di qualsiasi fondamento. Comunque sono anch’io d’accordo con Luna, che ci crediamo o no in fondo poco importa: di qua, le cose non cambiano di una virgola; di là, potrà esserci una lieta sorpresa per chi non se l’aspettava, oppure neanche il tempo di ricredersi per chi fosse rimasto deluso di aver creduto.

Luna8
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da Luna8 » mar gen 01, 2013 11:43 am

Buno anno a tutti!

Arbor, siamo sicuramente tutti credenti perchè in qualcosa crediamo, anzi, crediamo in ben più cose di quelle di cui siamo consapevoli. Mi hai capito male. Il mio "non importa" non si riferiva a che cosa crediamo ma se quello che crediamo corrisponde alla "realtà" o meno. Quello che crediamo, al contrario, ha un'importanza fondamentale perchè è la lente attraverso la quale vediamo il mondo e ha la facoltà di cambiare totalmente l'ottica, il modo di percepire il mondo, la vita, la realtà. Il bicchiere è lì, ed è fondamentalmente diverso se lo prendi mezzo vuoto o mezzo pieno. Eppure è la stessa "realtà". Una volta che ne sei consapevole puoi decidere come vederlo e non sei piu in balia delle tue emozioni, ne diventi padrone e sei veramente libero.

Così, abbracciando le persone care della mia vita nel pensiero non devo aspettare il giorno che forse non verrà e sono subito soddisfatta. Io credo che lo sentano, che siano sulla terra, sotto terra o altrove. Poi se lo sentono o no, non importa. Quello che importa è che credere in questo mi solleva, mi rende felice e in questa felicità sono in grado di affrontare meglio le cose e persone di ogni giorno, e perfino di "contagiare" le altre persone. Preferisco questo che deprimermi ricordandomi di tutto quello che non ho o ho "perso". Anche se "di là" rimanessi delusa, non importa. Per me è più importante come si sta nel presente, appunto perchè il futuro non lo conosciamo - e va benissimo così - e sapere che si può influenzare il presente in modo da stare meglio.

Non so se ti arriva il messaggio. Ci ho provato. :) In ogni caso, ognuno è liberissimo di prendere o lasciare quello che vuole.

Ancora una domanda. Scrivi:
"non credo proprio che basti il nostro desiderio, o il nostro credo, a dare sostanza alle nostre fervide fantasie, se queste mancano di qualsiasi fondamento."

Come riconosci se le tue fervide fantasie hanno un fondamento o no?

Un salutone
Luna

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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da arbor » mar gen 01, 2013 5:27 pm

Posso essere d’accordo con te, Luna: in un certo qual modo, allora, siamo tutti credenti, anche se non nel senso che generalmente si intende con questo termine.
Certo, Luna, ci si può accontentare di un fondamento quale che sia: ma credo che sotto sotto ognuno di noi attribuisca un grado maggiore o minore di credibilità ai vari punti di vista. Io personalmente tendo ad essere piuttosto selettivo: se mi manca qualche valida prova, sono propenso a credere che si tratti di una fantasia. Naturalmente mi posso sbagliare e dunque ricredere, ma fino ad allora resto scettico. So che questo modo di atteggiarsi ha i suoi svantaggi, ma sempre inferiori, credo, al vantaggio dell’uso del raziocinio, che resta una conquista preziosa del genere homo.
Buon anno, Arbor

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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da flib » mar gen 01, 2013 9:09 pm

Ciao Arbor, hai mai provato a pensare a cosa ti è successo in 50 anni pensando in maniera "razionale". Probabilmente la stessa cosa che è successa a me in 40 anni.
Tu stesso hai sperimentato proprio ultimamente, sulla tua pelle, che le "valide prove" devono essere le nostre prove. Non si può pensare che quello che ci raccontano sia vero o falso a prescindere. Allo stesso modo i nostri ragionamenti "razionali" sono guidati da quanto abbiamo appreso fin dall'infanzia, ma quindi possono essere completamente errati perchè viziati da concetti che ci hanno inculcato fin dall'infanzia e che noi, anche inconsciamente, consideriamo verità assoluta.

Vivere con una dieta fruttariana, o prevalentemente tale, è un esempio lampante.
Fino a 4 anni fa non avrei mai pensato si potesse vivere di sola frutta, ma, soprattutto, senza carne, pasta, pane, etc. Probabilmente anche tu la pensazi allo stesso modo. :)

Sempre in quel periodo mi definifo "ateo"; una parola che oggi ritengo stupida e che serve a relegare, classificare, le persone che non credono in qualcosa.

La società ci impone queste etichette e noi siamo spesso contenti di usarle.

Ora non sono nè "credente" nè "ateo"; o meglio non mi identifico in queste due etichette che spesso hanno connotati religiosi e servono solo a creare discussioni, dissidi tra gli appartenenti all'uno o all'altro gruppo.

Diciamo che prima davo per falso quello che non potevo provare fosse vero. Adesso invece penso che tutto può essere vero salvo prova contraria. Una piccola, ma sostanziale differenza :wink:

La lettura di alcuni testi, ed alcune esperienze personali "rilette" alla luce delle nuove conoscenze, mi ha convinto che noi abbiamo dei poteri enormi, ma non li sappiamo usare o comunque non ne conosciamo nemmeno l'esistenza. L'istruzione che ci viene data fin dalla più tenera età è uno degli strumenti utilizzati per toglierci questi "superpoteri".
La dieta fruttariana, oltre a consentire al nostro organismo di ripulirsi, risanarsi e rigenerarsi, può anche "ridarci" alcuni di questi poteri.
Buon Anno! :)

mita
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da mita » mer gen 02, 2013 1:31 am

Ciao Arbor,
grazie degli auguri “calorosi”. Non sai quanto li ho apprezzati. Nel nuovo anno spero proprio di riuscire a risolvere almeno il problema del riscaldamento.
Recentemente, per ingrassare, mi consigliavi verdure cotte, condite con un filo d’olio: Cosa intendi con filo d’olio? Se non si usano altri grassi, quanto olio è consentito?
Da qualche parte avevo letto che un cucchiaino d’olio fornisce il fabbisogno calorico giornaliero per quanto riguarda i grassi. Possibile? Un cucchiaino è talmente poco che non si riesce a condire un bel niente. A parte gli sgarri vergognosi e ripetuti di questi giorni, nell’ultimo mese i grassi li avevo molto limitati. Un 50 grammi di avocado a sere alterne ed un’unica insalata condita con pochissimo olio allungato in un po’ d’acqua, ma penso che fossero comunque almeno due se non tre cucchiaini.
Certi giorni, per evitare l’olio, ho preferito mangiare foglie verdi accompaganate alle banane e ai cachi, perché l’insalata senza olio mi piace poco e non sempre la gradisco col succo di limone. I pomodori secchi frullati, quelli che trovo io, hanno un sapore forte, che soffoca quello dell’insalata.
Sono in crisi anche coi condimenti. Se riuscissi a mangiare solo frutta tutto sarebbe risolto.
Buon Anno anche a te coi progressi col metodo Matevo.
Buon Anno a tutti.
Un abbraccio.
Mita

P.S. Da me le lucertole non si stiracchiano, ma sono già ben sveglie, perché loro non sgarrano.

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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da arbor » mer gen 02, 2013 8:35 am

Cara Mita, ti posto un paio di ricette per i condimenti di Marco:

Ciao a tutti… potrei consigliare come condimento un tritato di abbondante prezzemolo e basilico, 2 pomodorini secchi, lasciati a desalare una mezzoretta, uno o 2 cipollotti, con tanto di foglie, un quarto ( o mezzo) avocado, e il succo di mezzo limone.

O, in alternativa, un frullato di pomodori saporiti, 2 pomodorini secchi (come sopra), 3 o 4 olive greche (non sono tostate e sono squisite) lasciate in ammollo per qualche giorno a “desalare”, un gambo di sedano e il succo di mezzo limone. L’avocado lo aggiungo dopo a parte.





Per quanto riguarda l’olio, un cucchiaio devono essere circa 130 calorie. Se a queste aggiungi il 5% di grassi mediamente contenuti in frutta e verdura, tu capisci che hai già raggiunto il 10% massimo consentito di calorie da grassi. Personalmente non uso mai l’olio per condire l’insalata, preferisco l’avocado o niente del tutto. Lo uso invece per condire la verdura cotta, che è il mio punto debole nella stagione fredda. Credo che la verdura cotta con un filo d’olio (un cucchiaio massimo, ma comunque saporitissimo e sufficiente a condire un chilo di verdura cotta, cui aggiungo in caso del prezzemolo conservato sotto sale – se ti interessa ti do la ricetta) aiuti a prendere un po’ di peso anche perché, nel mio caso almeno, mi fa mangiare un po’ di più di quanto riesca a mangiare limitandomi alla sola frutta e verdura cruda (sarà perché ne sono goloso).
Venendo ai tuoi sgarri, Mita, non è che ne vai soggetta perché non mangi abbastanza, e poi arrivi a cena con un arretrato di fame che ti induce all’abbuffata? Se si distribuiscono meglio le porzioni nel corso della giornata, a partire dalla colazione e poi a pranzo, forse certi appetiti serali diventano più controllabili.
Per quel che riguarda invece i tuoi sgarri per ragioni “sociali”, un po’ ti capisco, perché anch’io finisco sempre col cedere qualcosa, senza però esagerare, perché non credo di dovermi far perdonare nulla (o dimostrare qualcosa) (d)agli altri, come invece sembri voler fare tu. Mita, noi non siamo meno degli altri, anzi, quindi non facciamoci mettere nel sacco da loro, come diceva un famoso allenatore della Juve, piuttosto che siano loro a stupirsi che noi ad adeguarci alla loro stoltezza. Insistendo poi, le soluzioni si trovano anche, come dimostra il pranzo di natale di Luna.
Comunque adesso le feste sono finite, manca solo la Befana, e potrai finalmente dedicarti ai tuoi meravigliosi cachi: sei fortunatissima, i miei sono ormai finiti.
Un abbraccio Arbor

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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da arbor » mer gen 02, 2013 9:05 am

Certo Flib, razionale non equivale ad assoluto: abbiamo i nostri limiti e in quelli dobbiamo muoverci, però in quell’ambito, con razionalità.
Neanch’io mi sento credente né ateo: credo piuttosto nel dio di Spinoza e di Einstein, una sorta di dio immanente alla realtà che ci circonda e che le dà un ordine meraviglioso, di cui conosciamo solo una infinitesima frazione.
Semplicemente credo che ciò che non posso provare vero, possa essere sia vero che falso, dunque mi lascia scettico fino a prova conraria.
Penso anch’io che il nostro stile di vita possa restituirci gli enormi poteri di cui la natura sarebbe prodiga se l’accondiscendessimo; ma appena trascendiamo i limiti rigorosi impostici dalle leggi della natura, diventiamo fragili come un uccellino fra le grinfie del gatto. Il guaio è che siamo costantemente esposti a questo rischio, perché o siamo ignoranti di queste leggi oppure siamo stolti e ce ne dimentichiamo. Ma questa è purtroppo l’umana natura, guarda cosa abbiamo combinato, dalla scoperta del fuoco ai giorni nostri.
Buon anno anche a te, Arbor

Luna8
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da Luna8 » mer gen 02, 2013 9:39 am

Ciao a tutti e buon anno!

Grazie flib per il tuo intervento, leggendolo non ho potuto fare altro che annuire. :) Confermo!

Arbor, scrivi:
"Semplicemente credo che ciò che non posso provare vero, possa essere sia vero che falso, dunque mi lascia scettico fino a prova conraria."

Questo corrisponde a quello che penso anch'io e mi porta a concludere "so di non sapere"! :)
Aggiungo che la prova (anche quella contraria) dimostra solo il caso provato. In un'altra occasione la prova potrebbe essere diversa. Inoltre anche le prove vengono interpretate, e possono essere interpretate in modi molto diversi quindi hanno un elemento soggettivo.
In fondo sono minime le cose che possiamo provare, per esempio perchè non abbiamo accesso all'attrezzatura necessaria o non la sappiamo usare ...

Mita, un cucchiaio è più di un cucchiaino e anche di due e per il mio consumo calorico totale corrisponde alla mia razione giornaliera di grassi aggiunti. Il filino d'olio effettivamente è difficile da quantificare, per questo lo misuro col cucchiaio e ne ho uno un po' più piccolo di quelli "normali". Anch'io prima mettevo più olio, almeno il doppio (e le insalate erano più piccole), e pensavo che un cucchiaio non bastasse. Invece adesso basta. Anzi, a volte condisco l'insalata senza grassi con il succo d'arancia e il prezzemolo. Anche quando la condisco con il pomodoro frullato e qualche erba, prezzemolo o basilico, non ci metto sempre l'olio. A volte ci metto 1/3 di avocado e lo trovo sufficiente. Penso che ci vogliano alcuni giorni di pazienza per abituarsi. Poi bisogna vedere come si reagisce, piuttosto che mangiare senza gusto magari è meglio diminuire progressivamente le quantità. A volte mi capita che l'insalata non mi piaccia tanto, allora ci metto un pizzico di sale o un cucchiaino di salsa di soia e va già molto meglio. Sono quantità minime e non giornaliere, un compromesso che a me sembra accettabile. Non voglio essere troppo rigida.

Anche a me piacciono le foglie verdi con le banane. Arrotolo le banane nelle foglie verdi, in genere lattuga o pan di zucchero. Le foglie interne di lattuga preferisco mangiarle da sole. Sono talmente deliziose che mi dispiacerebbe tagliarle e mescolarle con altro. Nemmeno io apprezzo molto i pomodori secchi. Non li uso per niente.

Un salutone
Luna

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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da mita » ven gen 04, 2013 1:37 am

Grazie, Arbor, per le precisazioni sulla quantità di olio da non superare. Sono contenta che si tratti di un cucchiaio e non di un cucchiaino, perché vuol dire che attualmente ci sto in quella quantità e piano piano potrò ancora diminuirlo. E pensare che da bambina l’olio non mi piaceva, sarà anche perché i miei usavano un olio di oliva di infima qualità, se non addirittura qualche oliaccio di semi sicuramente non spremuto a freddo. Ricordo che in seconda elementare un giorno la maestra ci aveva tenuto una lezione proprio sull’olio e io, al solo sentirne parlare, avevo avuto, per tutto il tempo della lezione, una fortissima nausea e per poco non avevo vomitato. Me lo sentivo viscido e ripugnante in bocca e non ce la facevo proprio più. Ora invece trovo che tutto, con un filino d’olio, acquista sapore e sarà dura eliminarlo del tutto. Al momento riesco invece ad astenermi dai semi oleosi con facilità e preferisco eliminare quelli conservando un minimo di olio. Quando ero tornata a casa dopo l’incidente, dato che da mia sorella avevo “patito” per una costante scarsità di insalata, mi ero buttata sulle insalate in modo compulsivo, condendole tutte con olio extrav. d’oliva spremuto a freddo bio, buonissimo. Ad un certo punto mi ero accorta che vuotavo le bottiglie d’olio troppo frequentemente, quasi fossi un’ alcolista, mentre ora non ricordo più quando l’ho iniziata.
Sono molto curiosa della tua ricetta del prezzemolo sotto sale e ti sarò grata se avrai voglia di mandarmela. Ma poi, occorre dissalarlo? Grazie anche delle ricette di Marco che avevo già letto quando le avevi suggerite a Ingrid, ma non le ho ancora messe in pratica del tutto, perché, quando ho bisogno dell’avocado, non lo trovo mai maturo.
Ancora una cosa che non c’entra ma che da tanto ti volevo dire. E’ molto buffo che per scaldare il letto da voi un tempo si usasse la “monaca” (mi sembra di ricordare). Pensa che da noi, invece, si usava il “prèivi”, vale a dire “il prete”. Sempre e comunque in ambito ecclesiastico!!!
Un abbraccio.
Mita
P.S.
Me lo stavo di nuovo scordando. Volevo dirti che , su un settimanale locale in edicola l’11 dicembre, è apparsa la notizia che Davide Bertinetto ha percorso a piedi la distanza di 70km tra Revello e la basilica di Superga di Torino in poco meno di 10 ore. Nell’articolo non c’era però alcun accenno al suo regime alimentare. Si limitava a definirlo quale titolare, con la moglie, della palestra Tempio del Fitness a Revello. L’avventura di Davide è avvenuta domenica 2 dicembre, con partenza verso le 6, buio pesto e alcuni gradi sotto zero. Eccezionale! Prima o poi dovremmo proprio conoscerlo per carpire qualche suo segreto.

arbor
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da arbor » ven gen 04, 2013 7:22 am

La ricetta del prezzemolo sotto sale vale anche per qualsiasi erba aromatica, anche più di una contemporaneamente (prezzemolo compreso), che si voglia conservare in frigo sotto sale, da usare come una sorta di dado all’occorrenza (per la zuppa, ‘la minestra di verdure, le verdure cotte di ogni tipo, insomma per ogni cosa che sia insipida a causa della cottura). Le aromatiche più comuni sono: prezzemolo, basilico, salvia, rosmarino, ecc. che si possono integrare, volendolo, con carote sedano e porro. Il tutto va lavato, asciugato e tritato finemente. Poniamo che il risultato sia un kg di tritato. Si tratterà a questo punto di aggiungere 200 grammi di sale marino integrale (grosso o fino) mescolando il tutto (io uso la mano) in uno scolapasta (se le nostre erbe sono ½ chilo il sale occorrente sarà ovviamente di 100 grammi). Si lascia riposare il tritato salato per una notte lasciando scolare, in un piatto sottostante allo scolapasta, l’acqua verdastra estratta dal sale dalle nostre erbe nel corso della notte. La mattina dopo si ripone il dado, cioè l’erba aromatica, tritata salata e scolata, in un vasetto che si conserva in frigorifero anche per mesi. Io lo trovo comodissimo, perché sempre pronto per l’uso; naturalmente non ne avrei bisogno, se potessi fare a meno delle verdure cotte, ma pazienza per il momento. (N.B. Non è necessario conservare il dado nell’olio, di cui si può benissimo fare a meno perché è il sale il vero conservante, mentre l’olio lo si può aggiungere fresco al momento dell’uso. Vedo che dell’olio sai già tutto, mi pareva strano che così non fosse)
Sapevo già di questa impresa di Davide Bertinetto, per avermi lui stesso inviato una mail. Impresa che per lui è la norma, visto che ogni settimana o 10 giorni si fa la sua corsa (chiamata in gergo trail mi pare) di 80-100 km, parte in piano parte in montagna parte di marcia parte di corsa. Un bel motorino alimentato rigorosamente di sola frutta, con digiuno mensile di un giorno circa, non c’è che dire. Ho cominciato ad andare in palestra, l’istruttore mi sta facendo resistenza sull’avvio del metodo Matevo, preferisce il suo metodo (ad un certo punto si è pappato qualche cucchiaiata di una polverina, mi ha detto che erano proteine, dentro di me l’ho compatito), staremo a vedere. Da questo punto di vista sei piazzata meglio tu, visto che puoi frequentare la palestra di Davide. Intanto però potresti iniziare a casa tua con piegamenti sulle gambe, sulle braccia e addominali: si tratta di esercizi fondamentali, insieme alla parte aerobica (passeggiata, di marcia o di corsa, in pianura o in montagna o anche a casa propria saltellando e facendo finta di correre, o in bicicletta).
Complimenti per i tuoi pranzi all’aria aperta e al sole soprattutto (di primavera, quasi): ciò che qui succede davvero di rado in inverno, perché quando sopra c’è il sole, sotto, qui nella bassa, c’è la nebbia e pare nuvolo. Perciò davvero raramente potrei pranzare ai raggi del sole nella stagione fredda.
Un abbraccio, Arbor

mita
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Re: Mi devo preoccupare?

Messaggio da mita » sab gen 05, 2013 2:21 am

Grazie, Arbor, per la ricetta del prezzemolo sotto sale nonché per la tua costante sollecitudine a rispondere a tutti su questo bellissimo forum. Da te non ci si sente mai abbandonati ed è una sensazione rassicurante, specialmente per chi, come me, muove i primi passi in questo entusiasmante percorso. E una seconda volta! Quando dici che vale per tutte le erbe aromatiche anche mischiate mi ha fatto pensare alla ricetta del fior d’agosto che si prepara a fine estate da queste parti. Si utilizza però una quantità maggiore di sale perché si ripone in barattoli e si conserva fuori del frigo, possibilmente in luogo fresco, come in cantina, anche per un intero anno, praticamente da un’estate all’altra. Diversi anni fa lo preparavo e lo utilizzavo appunto come dado per insaporire minestre, cereali e verdure. Poi, un po’ perché non avevo tempo in quanto era parecchio laborioso, dal momento che si tritava tutto con la mezzaluna, un po’ perché lo trovavo troppo salato, ho smesso di farlo, ma c’è una mia amica a cui l’avevo fatto assaggiare che mi aveva chiesto la ricetta e continua a prepararlo. Ultimamente ha iniziato ad eliminare la carne e a diminuire i cereali. Mi ha invitata a capodanno con altri amici, tra cui il ricercatore a cui ti ho accennato e ci ha preparato una cena vegana (che poi è slittata in un tripudio di formaggi di cui sono riuscita a non sentire l’odore: il mio naso è diventato molto abile a porre dei filtri). Ha preparato anche le lenticchie e quando le ha scoperchiate mi è arrivato un profumo intenso, che invogliava ad assaggiare e, ahimè, anche a mangiare. Il segreto ho scoperto che era il fior d’agosto, di cui mi ero quasi dimenticata. Ti assicuro che quelle lenticchie hanno avuto successo anche con gli onnivori, che hanno comunque lamentato l’assenza di accompagnamento con cotechino.
Semmai, al fondo di questo post trascrivo la ricetta del fior d’agosto, con le dosi precise degli ingredienti e magari potrà servire a qualcuno nella fase di transizione, insieme alla tua ricetta.
In questi giorni di clima diurno abbastanza mite ho visto che il mio prezzemolo ha dei ciuffi che non sono gelati e ne voglio preparare un po’, per dare un po’ di sapore alla piccola percentuale di cotto delle serate invernali e andare col pensiero a te che vivi nella bassa e non ti puoi godere giornate come quelle che ci sono qui, col cielo terso, che permette di vedere tutto l’arco alpino innevato, con riflessi rosa e d’oro, in cui troneggia il Monviso. Da dove abito io purtroppo le montagne non si vedono, ma in questi giorni le ho viste mentre andavo dal mio amico ricercatore, in pianura, dove la nebbia, molto fitta un tempo, ultimamente si è abbastanza diradata. Quand’ero bambina abitavo da quelle parti, in pianura e ricordo certe volte in cui, quando andavo alle elementari, avevo paura ad attraversare la strada talmente la nebbia era fitta. Negli ultimi anni non è più così.

Caro Arbor, ho riflettuto su quanto mi avevi scritto nel precedente post, quello del 2 gennaio (dovrei citare la parte, ma non sono capace). Credo che tu abbia ragione. E’ un po’ come se dovessi farmi perdonare qualcosa e nello stesso tempo dimostrare qualcosa agli altri. Da quando sono venuta ad abitare qui le cose hanno iniziato ad andare a modo loro e io non sono riuscita a gestire tutto un complesso di situazioni che trovavo troppo pesanti. Non ho mai avuto molta autostima, ma da allora mi son sentita, a differenza delle mie sorelle e di mio fratello, veramente una fallita, a tutti i livelli, sia dal lato economico che affettivo che di semplice gestione della vita pratica e loro, in un certo senso, hanno rincarato la dose. Sarà sicuramente anche per scherzo, ma per alcuni nipoti, ad es., io passo come la zia scema. Divertente, certo, ma ci vedo anche un lato no. E ora, di fronte al mio ennesimo cambiamento di dieta (due sorelle hanno fatto la scelta vegetariana insieme a me e da allora non l’hanno mai messa in discussione. Sono convinte di essere nel giusto e vorrebbero che io mi ravvedessi), vedendomi così scheletrica, mi mettono in guardia dai pericoli di una dieta a detta loro così sbilanciata. Una addirittura, sia pur inconsapevolmente, riesce a farmi sentire in colpa nei confronti di mia madre, che non comprende la mia scelta e si preoccupa. Col mio comportamento “fanatico” e “rigido” sto appesantendo gli ultimi giorni dei miei che avevano già avuto un duro colpo per via del mio incidente. E via di questo passo! Non so se rendo l’idea. E visto che col crudismo avevo già fallito una volta, non capiscono perché io mi ostini a riprovare. Io non dico più niente, tanto non vogliono sentir ragioni. Confido solo di arrotondarmi un po’ con la DEA. Questo sarà più convincente di qualsiasi discorso.
Grazie alla DEA, indubbiamente, ogni tanto comincio a vedere il bicchiere mezzo pieno, come se finalmente riuscissi a sollevarmi un po’ dalle macerie in cui la mia vita è franata.

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Grazie DEA, grazie Marco, il tuo libro mi è utilissimo.
E soprattutto, grazie Arbor.
Un forte abbraccio.
Mita


FIOR D’ AGOSTO


1 kg di cipolle 2 hg di aglio
1 kg di pomodori 1 hg di prezzemolo
1 kg di sale marino integrale 1hg di rosmarino
7 hg di carote 1 hg di basilico
8 hg di sedano olio evo qb

Tritare verdure e aromi crudi sul tagliere con la mezzaluna.
Versare il trito in una terrina, incorporarvi il sale e mescolare bene.
Lasciar riposare 12 ore, quindi sistemare in barattoli di vetro con coperchio ermetico comprimendo bene, aggiungendo un filo d’olio in superficie.
Conservare in luogo fresco.
Usare a piccole dosi per insaporire verdure cotte, cereali, minestre, ecc.

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