Critica a "Una mucca salverà il mondo"

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AlanAdler

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da AlanAdler » mar lug 29, 2008 10:03 pm

Daria ha scritto:Boh, credo che tutto questo gli serva per continuare a mangiare animali senza avere sensi di colpa
ma no, questo è uno di quelli che studia come imbottire i maiali di farmaci, come far crescere pulcini in tre giorni con le ossa spezzate, come spremere una mucca...ti pare che abbia qualcosa di simile ai sensi di colpa? Tu Daria proveresti sensi di colpa per un motore con dentro ingranaggi?

“Che cosa è un animale? Dal punto di vista zootecnico un animale è una macchina che è impiegata per trasformare alcuni prodotti in altri più utili all’uomo. Una vacca da latte è una macchina alla quale si somministrano alimenti e dalla quale si ricava latte e carne a non voler considerare il resto (letame, pelle ecc.). In che cosa una macchina animale, una vacca, differisce da una macchina meccanica, un trattore? Entrambi hanno un costo, sono soggetti a guasti, la vacca si ammala e il trattore si rompe la biella, si consumano, la vacca invecchia, e quindi si devono rinnovare; entrambi reagiscono agli stimoli: premendo il bottone dell’avviamento il trattore si mette in moto, così la vacca entrando in sala di mungitura si dispone e scarica il latte.” (M. Codeluppi, Gestione allevamento vacche da latte - http://www.granlatte.it/documents/Lola/ ... uppi01.pdf )

gioman
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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da gioman » mar lug 29, 2008 10:08 pm

Trovo le teorie di clayco molto interessanti, in parte a me già note. Aggiungerei poi il problema di tutta la prosopopea sul terzomondismo.
Mi ha colpito il discorso sulle foreste mature che hanno un bilancio CO2 pari a zero...cioè in partica tagliare una foresta e lasciarla ricrescere sarebbe più utile a noi umani perchè assorbirebbe più CO2...(ovvio che non lo sto proponendo come soluzione...creerebbe ben altri problemi).
Su una cosa però sono molto scettico: Gli OGM...e non perchè penso che "facciano male", ma perchè mi infastidisce l'idea che delle industrie ricchissime si impossessino della "vita", e rendano milioni di contadini schiavi delle sementi prodotte.

Clayco
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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Clayco » gio lug 31, 2008 12:52 pm

Daria ha scritto:
pasionario ha scritto:Aiuto, ma che sta succedendo??
Boh, credo che tutto questo gli serva per continuare a mangiare animali senza avere sensi di colpa... :D
No!

Un conto è un divieto religioso (io sono ateo ma rispetto tutti i credi)

-come quello di una minoranza di sette indù che sono totalmente vegetariane ( per tutti gli indù vige invece il divieto alla carne bovina, ricordò però che l'India è il primo produttore al mondo di pollo da carne)

- altri divieti ci sono per l'ebraismo e l'islamismo nei confronti della carne suina.

Un conto è un discorso morale, cioè non si mangiano gli animali, perchè pensano e sognano come noi ( questo vale solo per i mammiferi, perchè i pesci e gli uccelli non hanno il telencefalo, non sognano, e non hanno nemmeno l'anima) che è accettabile e comprensibile ( non per i molluschi però che non hanno l'encefalo) basta però che i vegan e i vegetariani rispettino le libertà degli altri, che non hanno di queste remore.

Un altra cosa è accusare la zootecnia di essere la seconda causa mondiale di cambiamento climatico, e di essere la causa delle carestie delle derrate alimentari : SENZA NESSUN FONDAMENTO SCIENTIFICO!

Clayco
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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Clayco » gio lug 31, 2008 1:12 pm

AlanAdler ha scritto:
Daria ha scritto:Boh, credo che tutto questo gli serva per continuare a mangiare animali senza avere sensi di colpa
ma no, questo è uno di quelli che studia come imbottire i maiali di farmaci, come far crescere pulcini in tre giorni con le ossa spezzate, come spremere una mucca...ti pare che abbia qualcosa di simile ai sensi di colpa? Tu Daria proveresti sensi di colpa per un motore con dentro ingranaggi?

“Che cosa è un animale? Dal punto di vista zootecnico un animale è una macchina che è impiegata per trasformare alcuni prodotti in altri più utili all’uomo. Una vacca da latte è una macchina alla quale si somministrano alimenti e dalla quale si ricava latte e carne a non voler considerare il resto (letame, pelle ecc.). In che cosa una macchina animale, una vacca, differisce da una macchina meccanica, un trattore? Entrambi hanno un costo, sono soggetti a guasti, la vacca si ammala e il trattore si rompe la biella, si consumano, la vacca invecchia, e quindi si devono rinnovare; entrambi reagiscono agli stimoli: premendo il bottone dell’avviamento il trattore si mette in moto, così la vacca entrando in sala di mungitura si dispone e scarica il latte.” (M. Codeluppi, Gestione allevamento vacche da latte - http://www.granlatte.it/documents/Lola/ ... uppi01.pdf )

Ti stupirai Alan ma sono d'accordo con te. Quando si girano gli allevamenti per indicare le nuove norme sul benessere animale, il coro degli allevatori è sempre lo stesso, sono tutte spese inutili volute dalle commissioni ue dove gli ambientalisti sono in maggioranza ecc.

invece chi le applica e tratta bene gli animali ( aggiungo io, e applica anche rigidamente le norme di biosicurezza) ottiene risultati zootecnici ed economici molto più alti. C'è una nuova scienza che è l'etologia applicate alla zootecnia che ci sta aiutando molto a rispettare le esigenze degli animali. Ho visto filmati di stalle di vacche in USA con delle piscine circolari, la faces delle lattifere esprimeva proprio goduria. In Brasile ho visto le docce per le scrofe ecc.

Sui maiali essendo io un esperto ti comunico che gli antibiotici sono vietati, si possono usare solo in terapia, il meno possibile perchè costano come l'oro, ( e il settore è in crisi perchè subisce la speculazione della grande distribuzione) e per il suino padano ( prosciutto di Parma) le analisi sui mangimi e sulle carni sono molto accurate,(da noi saranno venuti decine di volte) ad ogni caracassa positiva agli antibiotici, cioè dove non si è rispettato il tempo di sospensione, scatta la denuncia penale ( il servizio asl italiano per il controllo carni è considerato il migliore in UE secondo solo agli USA)..ed è giusto che sia così!

Aggiungo: capisco che essendo vegan non appreziate la zootecnia, ma voglio ricordare che la zootecnia industriale è l'unico sistema per rendere accessibili a molti le proteine animali ( anche ai vegetariani) altrimenti a pannaggio dei soli ricchi ( odegli allevatori) come prima del 1960.

Clayco
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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Clayco » gio lug 31, 2008 1:21 pm

gioman ha scritto:Trovo le teorie di clayco molto interessanti, in parte a me già note. Aggiungerei poi il problema di tutta la prosopopea sul terzomondismo.
Mi ha colpito il discorso sulle foreste mature che hanno un bilancio CO2 pari a zero...cioè in partica tagliare una foresta e lasciarla ricrescere sarebbe più utile a noi umani perchè assorbirebbe più CO2...(ovvio che non lo sto proponendo come soluzione...creerebbe ben altri problemi).
Su una cosa però sono molto scettico: Gli OGM...e non perchè penso che "facciano male", ma perchè mi infastidisce l'idea che delle industrie ricchissime si impossessino della "vita", e rendano milioni di contadini schiavi delle sementi prodotte.
ma quali schiavi? nessuno obbliga gli agricoltori a comprare un tipo di seme , lo si fa solo per convenienza.
Non bisogna confondere il problema della biosicurezza o della tossicità ( inesistente, senza alcun fondamento scientifico) con il monopolio che non si combatte con il divieto ma con la concorrenza.
In UE si consumano milioni di tonnellate di OGM,(ne sono ammessi al consumo 17) ma non si possono seminare, ( già questo non ha senso) però gli americani hanno il monopolio ( due o tre ditte) del seme ad es il mays ibrido ( che è sempre un ogm cioè modificato geneticamente altrimenti produrrebbe 5 volte meno) ma non con la tecnica dell'ingiegneria genetica, ma con incroci ineesti o radiazioni gamma, x, nucleari,ecc

AlanAdler

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da AlanAdler » gio lug 31, 2008 2:06 pm

senti Clayco, secondo me sei completamente fuori pista sul discorso etico (davvero credi che filosoficamente parlando noi prima di mangiare un animale ci chiediamo se questo sogni o abbia un'anima?), scientifico e su cosa significhi il benessere *etologico* animale (dal punto di vista dell'animale, non di chi lo mangia...). Poi, per favore, non venire a dirci qui dentro che gli antibiotici sono vietati e che si possono usare solo in terapia...lo sappiamo benissimo che sono vietati gli antibiotici se non necessari, fatto sta che negli allevamenti intensivi (e in dose minore in quelli non intensivi) sono *sempre* necessari a causa delle condizioni estreme di vita e della scarsa igiene. Davvero vuoi farci credere che i polli di Amadori ad esempio non vengano imbottiti di farmaci e chissà quali altre schifezze chimiche? Poi dovrei pensare che sei troppo innocente pur essendo nell'ambiente, se non sai che (anche in Italia) esiste un vasto mercato di sostanze chimico-farmacologiche illegali che promuovono la crescita dell'animale e il suo rendimento, sostanze che nessun laboratorio convenzionale è in grado di rintracciare perchè ancora sconosciute. L'unico modo per venirne a capo sono indagini che colgano gli allevatori con le mani nel sacco, come a volte avviene.

pasionario
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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da pasionario » gio lug 31, 2008 2:17 pm

Clayco ha scritto:
Aggiungo: capisco che essendo vegan non appreziate la zootecnia, ma voglio ricordare che la zootecnia industriale è l'unico sistema per rendere accessibili a molti le proteine animali ( anche ai vegetariani) altrimenti a pannaggio dei soli ricchi ( odegli allevatori) come prima del 1960.
A parte le altre cose assurde che hai scritto, mi soffermo su questa. Moh non ci verrai a dire della "nobiltà" delle proteine animali, che sono indispensabili, ecc ecc... quando immagino tu sappia benissimo che legumi e cereali posseggono tutto lo spettro amminoacidico e non hanno nulla da invidiare alle proteine di derivazione animale.

Daria

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Daria » gio lug 31, 2008 5:58 pm

Clayco ha scritto:Un altra cosa è accusare la zootecnia di essere la seconda causa mondiale di cambiamento climatico, e di essere la causa delle carestie delle derrate alimentari : SENZA NESSUN FONDAMENTO SCIENTIFICO!
Infatti è proprio così Clayco!
Anche se ti da fastidio sentirlo dire (e leggere) sempre più spesso, gli allevamenti sono una delle cause maggiori di inquinamento della terra, dell'acqua, di disboscamento...
I dati scentifici ci sono e da parecchio tempo e ce ne saranno sempre di più, alcuni dei quali ti sono stati anche segnalati ma, è proprio vero che non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.

Sono stata anche io figlia di contadini allevatori... lo era mio padre e prima di lui suo padre...
Da piccola, ho visto con i miei occhi come venivano trattati gli animali nelle stalle e i maiali nei porcili e ho visto anche la fine che facevano... ed è da allora che è iniziato questo mio "cammino". Da allora ho inziato a rifiutare la carne e subito dopo, crescendo, ho incominciato a documentarmi e a studiare queste cose.
E le sto' studiando tutt'ora, il mio "cammino" non si è certo concluso... tutto il mio tempo libero lo dedico a questa causa...

Ti auguro che un giorno anche tu possa capire... forse non tu ma i tuoi figli o i figli dei tuoi figli.

Non ci sono tante soluzioni, dobbiamo cambiare le nostre abitudini alimentari, ridurre drasticamente il consumo di carne e di prodotti animali, se vogliamo dare un futuro alla terra ai nostri figli e ai figli degli animali...

Daria

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Daria » gio lug 31, 2008 7:16 pm

Giusto per capire di quale articolo stiamo discutendo:
http://www.promiseland.it/view.php?id=2494

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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da robo » ven ago 01, 2008 1:36 am

Scusa, Clayco, ma c’è un problema di fondo. Tu parli dell’animale come un prodotto, noi parliamo dell’animale come un essere vivente e senziente. Da un punto di vista alimentare, probabilmente, un cucciolo d’uomo è un alimento completo. Se poi autoprodotto, cioè il proprio figlio, sei anche al sicuro da un punto di vista allergetico. Ma io non me la sento di mangiare un mio figlio. E tra il mio figlio e il figlio di una mucca, non capisco che differenza c’è. A meno che io non decida che sono superiore alla mucca per chissà quale motivo. Ma devi spiegarmi questo motivo.

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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Stella10 » ven ago 01, 2008 7:20 am

Aggiungo che non ci sarebbe nessunissima differenza tra il cadavere di un uomo e il cadavere di un animale, qualcuno mi spieghi coma fa a pensare che un cadavere possa essere un alimento completo, gli onnivori si cibano di cose morte e che producono qualcosa che si chiama cadaverina, questo è quello che va sottolineato!!!!

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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Clayco » dom ago 03, 2008 1:59 pm

Daria ha scritto:
Clayco ha scritto:Un altra cosa è accusare la zootecnia di essere la seconda causa mondiale di cambiamento climatico, e di essere la causa delle carestie delle derrate alimentari : SENZA NESSUN FONDAMENTO SCIENTIFICO!
Infatti è proprio così Clayco!
Anche se ti da fastidio sentirlo dire (e leggere) sempre più spesso, gli allevamenti sono una delle cause maggiori di inquinamento della terra, dell'acqua, di disboscamento...
I dati scentifici ci sono e da parecchio tempo e ce ne saranno sempre di più, alcuni dei quali ti sono stati anche segnalati ma, è proprio vero che non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.

Sono stata anche io figlia di contadini allevatori... lo era mio padre e prima di lui suo padre...
Da piccola, ho visto con i miei occhi come venivano trattati gli animali nelle stalle e i maiali nei porcili e ho visto anche la fine che facevano... ed è da allora che è iniziato questo mio "cammino". Da allora ho inziato a rifiutare la carne e subito dopo, crescendo, ho incominciato a documentarmi e a studiare queste cose.
E le sto' studiando tutt'ora, il mio "cammino" non si è certo concluso... tutto il mio tempo libero lo dedico a questa causa...

Ti auguro che un giorno anche tu possa capire... forse non tu ma i tuoi figli o i figli dei tuoi figli.


Non ci sono tante soluzioni, dobbiamo cambiare le nostre abitudini alimentari, ridurre drasticamente il consumo di carne e di prodotti animali, se vogliamo dare un futuro alla terra ai nostri figli e ai figli degli animali...

"I dati scentifici ci sono e da parecchio tempo e ce ne saranno sempre di più, alcuni dei quali ti sono stati anche segnalati "

innanzitutto grazie per la discussione:

I dati che mi hai segnalato sono già stati commentati, nel rapporto FAO ci sono gli stessi errori di concetto che fa Rifkin; fanno i calcoli senza fare i bilanci tra emissioni e captazioni, e senza fare i confronti tra diete vegetariane e con carne.
Sono fortemente contrario al disboscamento, ma andate a dirlo a quelli dell'ipcc che invece lo permettono a Brasile e Indonesia, senz aobbligo di reimpianto.

il problema delle derrate va risolto con la meccanizzazione dell'agricoltura che in 2 /3 del mondo è ancora primordiale, questo moltiplicherebbe la produzione. Resta il problema della crescita demografica.

Vietare la carne non risolve nulla : nessuna mitigazione sul riscaldamento globale, e nessun aumento di derrate a disposizione.
Vietare totalmente la zootecnia anche anche la produzione di latte e uova, forse aumenta la disponibilità di derrate alimentari...ma non di molto: visto che tu lo affermi, sai dirmi di quanto?
Da un ettaro di silomays si producono 150-300 ql di ss, da un ettaro a soya o a pisello a fagiolo o quant'altro si arriva al max a 30qli.
Posto che una bella insalata di silomays non è proponibile alle persone normali, dove sarebbe il vantaggio della dieta vegan in termini di minor fabbisogno di superficie coltiva / procapite?

Mi interessa discutere solo di questi due argomenti, perchè dal punto di vista morale, è ovvio che resteremo su posizioni opposte: per me è naturale che l'uomo si cibi anche di carne, essendo cacciatore, pescatore, raccoglitore, da sempre, e ritengo la zootecnia moderna rispettosa degli animali, poi c'è sempre un margine di miglioramento, ricordo che ultimamente, contrariamente al passato, stanno avendo successo le linee di uova da galline allevate all'aperto, e non in gabbia. Questo perchè effettivamente la sensibilità degli utenti sta crescendo, e sono disposti a spendere di più...anche il doppio ( finora questi esperimenti di mercato sono falliti)

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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da mammafelice » dom ago 03, 2008 2:45 pm

Caro Clayco,
senza dilungarci su aspetti etici che credo tu non capisca (altrimenti non faresti il tuo lavoro), hai detto che affermare che il consumo di carne danneggia l'ambiente non ha fondamento scientifico. Ebbene riporto titolo e abstarct di uno dei più recenti lavori di ricerca sull'argomento, da cui si evince che la carne è il "prodotto" più energivoro in assoluto, sia come combustibili fossili, acqua, quindi impatto ambientale. Ridurre il consumo di carne è più efficace per ridurre la propria impronta ecologica che non l'acquistare locale (tanto pubblicizzato adesso, anche da ristoranti e agriturismi che cucinano carne).
Questo studio non è della FAO nè di una qualche associazione animalista. Se ti interessa posso riportarlo anche per intero, ma credo sarebbe troppo lungo da postare...
Sono stanca di sentire che i vegetariani non rispettano gli onnivori: tutti gli essere umani (e animali aggiungo io) hanno il diritto alla vita, alla salute e all'istruzione. I miei genitori ed altre persone che adoro, stimo ed amo sono "carnivori". Ma questo non vuol dire che io non possa pensare che sbaglino o che io non abbia il diritto (e il dovere) di cercare, anche se gentilmente, di convincerli a cambiare.
So che può essere difficile da capire, ma per chi rispetta gli animali, questi hanno gli stessi diritti di un essere umano. E' come se tu, contrario alla violenza sulle donne (per fare un esempio) sapessi che molte persone invece picchiano le donne. Tieni presente che in altri tempi e/o culture era comune. Se tu fossi uno dei pochi a credere nei pari diritti delle donne, rispetteresti tutti, ma cercheresti comunque di convincere il maggior numero di personare della gravità della violenza sulle donne e ti augureresti che un giorno questa non esista più e sia perseguibile penalmente. Giusto?
Non so se il mio esempio è stato molto chiaro, ma spero ugualmente di essere riuscita almeno in parte a spiegare cosa intendo.
Intanto eccoti l'articolo:

Food-Miles and the Relative Climate
Impacts of Food Choices in the
United States
C H R I S T O P H E R L . W E B E R * A N D
H . S C O T T M A T T H E W S
Department of Civil and Environmental Engineering and
Department of Engineering and Public Policy, Carnegie
Mellon University, Pittsburgh, Pennsylvania 15213
Received November 28, 2007. Revised manuscript received
March 4, 2008. Accepted March 14, 2008.
Despite significant recent public concern and media attention
to the environmental impacts of food, few studies in the
United States have systematically compared the life-cycle
greenhouse gas (GHG) emissions associated with food production
against long-distance distribution, aka “food-miles.” We find
that although food is transported long distances in general (1640
km delivery and 6760 km life-cycle supply chain on average)
the GHG emissions associated with food are dominated by the
production phase, contributing 83% of the average U.S.
household’s 8.1 t CO2e/yr footprint for food consumption.
Transportation as a whole represents only 11% of life-cycle
GHG emissions, and final delivery from producer to retail
contributes only 4%. Different food groups exhibit a large range
inGHG-intensity;onaverage,redmeatisaround150%moreGHGintensive
than chicken or fish. Thus, we suggest that dietary
shift can be a more effective means of lowering an average
household’s food-related climate footprint than “buying local.”
Shifting less than one day per week’s worth of calories
from red meat and dairy products to chicken, fish, eggs, or a
vegetable-based diet achieves more GHG reduction than buying
all locally sourced food.

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Stella10
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Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Stella10 » dom ago 03, 2008 2:51 pm

Caro Clayco invece mi dispiace proprio dirlo ma l'unico argomento di cui dovremmo proprio parlare quà con te è quello etico-morale quello da cui, mi sembra di capire, svincoli e stai lontano come fosse la peste.... perchè per il resto è tempo perso tu riporti studi e ricerche contro , noi ne portiamo altre a favore e viceversa...si potrebbe parlare così fino all'infinito,tu a cercare di convincere i veg e noi a cercare di difenderci da chi come te è ancora convinto che l'uomo è cacciatore ecc.....tempo perso almeno per quanto mi riguarda. Mi auguro e ti auguro di diventare al più presto uno di quegli utenti che come dici tu stanno crescendo in consapevolezza e sensibilità. Saluti

Daria

Re: Critica a "Una mucca salverà il mondo"

Messaggio da Daria » dom ago 03, 2008 5:35 pm

Clayco ha scritto:[Vietare la carne non risolve nulla : nessuna mitigazione sul riscaldamento globale, e nessun aumento di derrate a disposizione.
Vietare totalmente la zootecnia anche anche la produzione di latte e uova, forse aumenta la disponibilità di derrate alimentari...ma non di molto: visto che tu lo affermi, sai dirmi di quanto?
Da un ettaro di silomays si producono 150-300 ql di ss, da un ettaro a soya o a pisello a fagiolo o quant'altro si arriva al max a 30qli.
Posto che una bella insalata di silomays non è proponibile alle persone normali, dove sarebbe il vantaggio della dieta vegan in termini di minor fabbisogno di superficie coltiva / procapite?
Sono sempre di più gli studiosi che confermano con articoli ben circostanziati, sia su riviste tecnico-scientifiche divulgative , che uno dei modi più potenti di proteggere l’ambiente è quello di cambiare modo di mangiare, tornando a modelli più tradizionali e diminuendo quindi drasticamente il consumo di carne e altri alimenti di origine animale (come latte e uova), la cui produzione è estremamente dispendiosa in termini di risorse (terreni, energia, acqua) e di inquinanti emessi (gas serra, sostanze chimiche, deiezioni ad alto potere contaminante).

Concentreremo l’attenzione su un aspetto specifico dell’impatto sull’ambiente della produzione (e consumo) di cibo: quello legato alle emissioni di gas serra. Questo perché, se oggi è abbastanza diffusa la conoscenza del problema dell’effetto serra e delle sue devastanti conseguenze sul clima e sulla vita di tutti noi, non è altrettanto noto l’enorme impatto che ha sul problema dell’effetto serra la produzione di alimenti di origine animale.

Da dove deriva l’impatto della produzione alimentare sull’ambiente?

Per comprendere i motivi dell’impatto sull’ambiente in generale e sull’effetto serra in particolare, occorre notare che gli animali d’allevamento sono “fabbriche di proteine alla rovescia”. Gli animali d’allevamento consumano infatti molte più calorie, ricavate dai mangimi vegetali, di quante ne producano sotto forma di carne, latte e uova: come “macchine” (così sono ormai considerati nella moderna zootecnia, anche se macchine di certo non sono) che convertono proteine vegetali in proteine animali, sono del tutto inefficienti. Il rapporto di conversione da mangimi per gli animali a “cibo” per gli umani varia da 1:30 a 1:4, a seconda della specie animale.

Vale a dire:

per ogni kg di carne che si ricava da un animale, lo stesso animale deve mangiare mediamente 15 kg di vegetali, appositamente coltivati.
Questo causa uno spreco abnorme di terreni fertili, energia, acqua, sostanze chimiche. Per quanto riguarda l’energia, le calorie di combustibile fossile spese per produrre 1 caloria di proteine dal grano sono pari a 2,2. Per i cibi animali ne servono invece molte di più, in media 25, ma in particolare 40 per la carne bovina, 39 per le uova, 14 per il latte, 14 per la carne di maiale.
(Pimentel2003)

Diminuire quanto, diminuire come?

Se è piuttosto chiaro, anche se difficile da “digerire” perché le abitudini sono difficili da cambiare, che il consumo di alimenti animali va diminuito, forse non è così chiaro di “quanto”.
Secondo l’articolo del Lancet, per sperare in una situazione sostenibile, si dovrebbe tendere a un tetto massimo di 90 g al giorno pro capite, il che significa diminuire del 60% (quindi più che dimezzare) gli attuali consumi medi in occidente. Ma è logica conseguenza che la risposta al “quanto” diminuire sia: il più possibile. Oltre ai già citati effetti positivi sull’ambiente, non vanno trascurati quelli sulla salute: secondo l’Annuario statistico italiano 2007 dell’Istat, le maggiori cause di morte in Italia sono le malattie cardiache e i tumori. Solo questi due fattori, sono la causa di quasi tre quarti delle morti che avvengono in Italia ogni anno. Eppure, sono anche i fattori più facilmente prevenibili con uno stile di vita corretto, la cui componente principale è una corretta alimentazione.

L’alimentazione ottimale per prevenire queste malattie è quella a base vegetale. Maggiore sarà la contrazione dei consumi di alimenti animali, maggiore sarà il “guadagno” per tutti: una dieta più sana, migliore qualità dell’aria, maggiore disponibilità di acqua, una razionalizzazione dell’uso dell’energia e della produzione di cibo. I poteri pubblici mostrano un’eccessiva cautela, quando si tratta di opporsi alle lobby agricole e agroalimentari. Ma su questo fronte, il singolo cittadino ha un grande potere: può decidere lui stesso cosa mangiare, non serve che glielo indichino le istituzioni.
Sta a noi, dunque, far cambiare le cose.

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