Spazi verdi o niente spazio?

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un reduce
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Messaggio da un reduce » mer nov 30, 2005 6:29 pm

wide receiver ha scritto: Essendoci una richiesta decrescente dei loro prodotti, ci sarebbe una normale conversione verso altre professioni.
Per un contadino che è abituato ad essere indipendente e libero, sarà ben difficile volerlo convertire ad un'altra professione, magari dipendente.
Comunque, giusto per non far prendere una piega non voluta al discorso, cioè quello di un mondo vegan che al momento non è ancora visibile sugli schermi radar, vorrei riportare la discussione sulla pura salvaguardia dei territori verdi oggi in mano alle famiglie dei contadini.

Cosa potremmo fare per far si che quei territori verdi restino tali?
Se i contadini si trovassero sempre più in situazioni di indigenza e fossero costretti a vendere a degli speculatori (cosa che accade soprattutto dalle vostre parti) quale potrebbe essere la soluzione per far si che tutto rimanga così com'è? Da intendersi in relazione allo spettro dei colori.

Il problema non fa parte di un lontano futuro, ma del momento attuale.

Hellhammer
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Messaggio da Hellhammer » mer nov 30, 2005 6:38 pm

ma se è attuale allora non parliamo di un mondo veganizzato, o no..?!

wide receiver
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Messaggio da wide receiver » mer nov 30, 2005 7:57 pm

un reduce ha scritto:
wide receiver ha scritto: Essendoci una richiesta decrescente dei loro prodotti, ci sarebbe una normale conversione verso altre professioni.
Per un contadino che è abituato ad essere indipendente e libero, sarà ben difficile volerlo convertire ad un'altra professione, magari dipendente.
Comunque, giusto per non far prendere una piega non voluta al discorso, cioè quello di un mondo vegan che al momento non è ancora visibile sugli schermi radar, vorrei riportare la discussione sulla pura salvaguardia dei territori verdi oggi in mano alle famiglie dei contadini.

Cosa potremmo fare per far si che quei territori verdi restino tali?
Se i contadini si trovassero sempre più in situazioni di indigenza e fossero costretti a vendere a degli speculatori (cosa che accade soprattutto dalle vostre parti) quale potrebbe essere la soluzione per far si che tutto rimanga così com'è? Da intendersi in relazione allo spettro dei colori.

Il problema non fa parte di un lontano futuro, ma del momento attuale.
dipingere le fabbriche di verde?

comunque io non mi riferivo al singolo contadino, ma alla figura professionale del contadino, che andrebbe via via riducendosi quantitativamente

un reduce
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Messaggio da un reduce » mer nov 30, 2005 8:05 pm

Hellhammer ha scritto:ma se è attuale allora non parliamo di un mondo veganizzato, o no..?!
hellhammer, a me interessa soprattutto la salvaguardia dello spazio verde.
Per un mondo vegan c'è sempre tempo. Certo sarebbe bello se fosse così a partire da domattina, ma temo sia cosa impossibile.

Del mio post iniziale togliamo pure la frase "se tutti quanti fossero vegan"che in effetti rende la cosa un po' confusa.

Per ora accontentiamoci di preservare gli spazi verdi che al momento sono in massima parte nelle mani dei contadini, i quali sono alle prese con difficoltà di ogni genere, prima fra le quali la concorrenza dei prodotti vegetali provenienti dai mercati esteri.

Nippo
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Messaggio da Nippo » mer nov 30, 2005 8:56 pm

un reduce ha scritto: ...a me interessa soprattutto la salvaguardia dello spazio verde...
Perchè?
Quello "spazio verde" che sono in realtà "campi di carne e latte" fanno solo danni ed sono in continua crescita!
Non filtrano l'aria, inquinano, creano desertificazione, estinzione e scomparsa di specie animali selvatiche locali...
lo" spazio verde" è una natura artificiale creata dall'uomo e ha molti più lati negativi (specialmente nelle proporzioni che ha raggiunto oggi) che il mero positivo, la loro "bellezza"

Gli spazi verdi stanno soffocando la terra ed è urgentissimo il rimboschimento globale!
L'uomo deve ridare alla natura i propri spazi!

Hellhammer
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Messaggio da Hellhammer » mer nov 30, 2005 9:25 pm

ok reduce, leviamo da parte il mondo veganizzato

però secondo me hai una visione romantica del contadino. o forse i contadini delle tue parti sono diversi dai miei locali. perchè qua si usa stremare i terreni in monocultura intensiva tutto il santo anno senza riposo, riempirlo di serre per far crescere i pomodori il primo gennaio, disserbarlo tanto che forse sarebbe meno doloroso metterci su un ennesima casa, sfruttare monodopera indo-pakistana per 12 ore al giorno, convertire l'ulivo a kiwi perchè siamo alla giusta latitudine e la regione lazio ci paga per farlo etc etc...

non lo so, non vedo il contadino come il santo protettore del verde francamente. forse ho sbagliato posto dove insediarmi...

un reduce
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Messaggio da un reduce » mer nov 30, 2005 10:20 pm

Nippo hai assolutamente ragione.

Vedi, io partivo dal presupposto del male minore. Da quando ho lasciato la Svizzera italiana in direzione oltralpe, mi sono reso conto che qui le cose hanno tutto un altro aspetto.

Se da un lato agogno al divieto assoluto di costruire selvaggiamente ognisortadiporcheriapurchéfacciasoldi.....
dall'altro comprendo che solo con i prati verdi e le margheritine non risolviamo granché il problema ambientale. Questo si chiama per l'appunto il male minore.

Quindi anch'io come te sarei per il rimboschimento.
E questo sarebbe l'ideale, almeno in regioni a forte scarsità di boschi e foreste.

La realtà invece ci vede confrontati con tutta una serie di problemi economici con i quali i contadini devono convivere.
Ora, siccome i terreni sono i loro e sono loro che utilizzandoli ci permettono di ammirare questa favolosa natura in ogni momento dell'anno, sarai daccordo che se togli loro dalle mani gli stessi terreni, dei privati ci costruiranno sopra qualcosa che non ha nulla a che fare né con le bellezze naturali nè con un ecosistema che filtri l'aria, comunque in questi luoghi piuttosto pulita.

L'hai detta giusta Hellhammer. Qui l'agricoltura non è così intensiva come dalle vostre parti. I terreni vengono fatti riposare ed esiste un giro rotativo fatto in modo intelligente. Inoltre non necessariamente vengono coltivati tutti gli anni gli stessi prodotti. Le serre ci sono, ma in misura minore che altrove.

Non è che tu hai sbagliato posto...anche in molte zone del sud della Francia le cose stanno esattamente come lì da voi.

Anche qui, se vogliamo vedere la cosa dal punto di vista del male minore, direi che preferisco le serre e l'agricoltura intensiva, anche se non è una cosa giusta, soprattutto dal profilo umano, visto che come dici tu la manodopera viene importata con la solita storia dello sfruttamento, al quale si aggiungono soprusi di ogni sorta, neanche fossimo più ai tempi del vecchio Kuntakinte.
Dico, preferisco questo sistema alla vendita dei terreni per farne degli stabilimenti bancari, assicurativi, garage, ipermercati o magari qualche filiale di case farmaceutiche, perché è chiaro che farebbero quella fine lì.

Resta però il fatto che questi terreni verdi innanzitutto CI SONO, ed in un secondo tempo RENDONO ECONOMICAMENTE, poiché, anche se chi li lavora utilizza comunemente macchine agricole, alla fine ne ricava una certa somma vendendo i prodotti della lavorazione sul mercato.

E con questo denaro vengono mantenute intere famiglie.

Quindi abbiamo una salvaguardia del patrimonio più o meno in sintionia con l'indipendenza finanziaria.

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