Consumi energetici

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arma&darma
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Consumi energetici

Messaggio da arma&darma » lun nov 13, 2006 11:03 pm

Salve a tutti,
sono una ragazza diplomata in interior designer vorrei partecipare ad un concorso d'architettura ecosostenibile il quale richiede di progettare una "comunità" completamente auto sufficente dal punto di vista energetico che contenga tra le 1000 e le 50.000 persone completa di infrastrutture.
Mi chiedevo: una comunità del genere quanto consumo energetico annuo ha?
E se un sistema fotovoltaico riesca ha soddisfarlo?
Se potete darmi qualche raguaglio o dove trovare delle informazioni ve ne sarei grata.
grazie ciao

Diva73
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Messaggio da Diva73 » ven nov 17, 2006 3:33 pm

Ma vuoi fare tutto con il fotovoltaico?? Cerca magari di integrare vari sistemi, altrimenti ti occorre una superficie enorme.. non capisco per 1000 o 50000?? progetterai una singola unità e poi vai in aggregazione altrimenti come fai a stabilire un fabbisogno

arma&darma
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Messaggio da arma&darma » lun nov 20, 2006 11:30 pm

si progetterò una singola unità da mille persone compresa di servizi, per poi aggregarle fino ad arrivare alle cinquantamila persone.

gianlodi
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Messaggio da gianlodi » sab giu 23, 2007 7:58 pm

credo che la soluzione sia in edifici Passivi (sotto i 10Kw/mq anno) il riscaldamento avviene con la ventilazione controllata elettrica
alimentata dai fotovoltaici

comunque autoprodurre completamente l'energia per 50.000 Persone
(scusa se mi permetto) tramite fotovoltaico mi sembra per ora utopia
e poi parliamo di residenze?

dotting
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Messaggio da dotting » dom giu 24, 2007 6:45 am

Infatti, per quello che non se l'è filata nessuno.

ciquta

Messaggio da ciquta » ven giu 29, 2007 9:44 am

Se ognuna di queste 50000 persone vive sotto tetti coperti di pannelli non è affatto impossibile (tantomeno se si tiene conto che i consumi di una ecocomunità non sono certo quelli medi), la cosa assurda semmai è che l'utilizzo di una sola fonte energetica è sconsigliabile per mille motivi.

Nel contesto di una rete energetica continentale le discontinuità create dall'intermittenza di funzionamento di alcune fonti rinnovabili vengono smorzate, mentre i piccoli contesti chiusi risentono molto di queste discontinuità e devono pertanto preoccuparsi di diversificare adeguatamente la produzione di energia.


Come fronteggiare questo problema?

1) Affidarsi ad un mix di fonti energetiche che preveda una percentuale adeguata di fonti rinnovabili in grado di produrre energia con continuità o addirittura "on demand": esempi? Ne avevo parlato qui:
viewtopic.php?t=21063

2) Affidarsi a sistemi di stoccaggio dell'energia. Esempi? Calore (vedi progetto Archimede), Energia potenziale (acqua in bacini in quota), Idrogeno (ma questo non è molto conveniente dal punto di vista energetico), batterie (costoso), etc...


La fonte rinnovabile che ad oggi permette la produzione del maggior quantitativo di energia al minor prezzo è sicuramente quella eolica. Ma cosa convenga fare dipende dalle caratteristiche del territorio.

Le comunità autosufficienti di oggi infatti combinano sole o vento con l'idroelettrico:
http://www.ecoblog.it/post/3523/energia ... n-svizzera

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