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da dmc_it_2004 » sab gen 21, 2006 12:55 pm
Non si possono omologare campi magnetici ed elettrici che esistono dall'origine del nostro pianeta, e con i quali tutti gli esseri viventi si sono evoluti, ad emissioni prodotte dalle attività umane, con caratteristiche sostanzialmente diverse, che operano su frequenze bioattive e che vengono utilizzate da pochi decenni.
L'autorevole Time ha definito il fenomeno che stiamo vivendo come "il più grande esperimento biologico nella storia dell'umanità".
Saranno tutti scemi anche loro, evidentemente.
In particolare, per quanto riguarda le emissioni dei cellulari e delle stazioni radio-base per telefonia cellulare (ma solo a titolo esemplificativo e specifico su una questione), riporto un breve estratto della Relazione (Considerazioni Conclusive) del Prof. Levis, già ordinario di "Citologia e mutagenesi ambientale" all'Università di Padova:
"Trattamenti sperimentali di animali da laboratorio e di volontari umani con MO alle frequenze tipiche della telefonia cellulare (400, 950, 1.800, 2.450 MHz) dimostrano l’induzione di una varietà di effetti biologici, tra i quali i più significativi sono i seguenti (3.2, 3.5, 3.6, 3.7, 3.9, 3.10, 3.13, 6.3).
• Alterazioni della permeabilità della barriera emato-encefalica; della funzionalità dei recettori e dei neurotrasmettitori cerebrali; della morfologia e della biochimica dei neuroni centrali; del flusso sanguigno cerebrale;
• modificazioni della conduzione nervosa nel cranio; dell’attività bioelettrica del cervello;
• cambiamenti della risposta ai farmaci che agiscono sul sistema nervoso; delle risposte a condizioni di stress; dell’apprendimento e della memoria;
• induzione di danni al DNA, accumulo di radicali liberi, accelerazione del processo di apoptosi (morte cellulare programmata) nelle cellule cerebrali;
• effetti sulla moltiplicazione cellulare;
• inibizione della sintesi della melatonina.
2) E’ stato dimostrato (3.3,3.7, 3.9, 3.13, 7.1, 7.2, 7.3, 7.4) che gli effetti sopra indicati:
• possono essere indotti specificatamente da determinate frequenze nell’ambito delle MO usate nella telefonia cellulare;
• più in generale, variano quantitativamente col variare delle frequenze di irradiazione EM;
• sono cumulativi, permangono per un certo tempo anche cessata l’irradiazione; e, dopo irradiazioni ripetute, possono diventare irreversibili;
• possono essere indotti a intensità EM estremamente basse, inferiori anche di 2-3 ordini di grandezza ai valori di SAR suggeriti dall’ICNIRP/OMS/CE (0.08 W/Kg, corrispondenti a 27, 41 e 58 V/m rispettivamente a 400, 950 e 1.800 MHz), e inferiori anche 1-2 ordini di 97
grandezza ai limiti di esposizione (20 V/m) e ai valori di cautela (6 V/m) previsti dalla legislazione italiana;
• comunque sono dimostrabili a intensità EM talmente basse da non indurre alcun rialzo termico misurabile nei tessuti irradiati;
• risentono della “forma” dell’onda EM, in particolare della modulazione o pulsazione dei segnali (frequenze) usati nella telefonia cellulare, perché queste generano, accanto alle MO “portanti”, frequenze estremamente basse (ELF), alcune delle quali sono particolarmente “bioattive” perché sono coincidenti o estremamente simili alle frequenze biologiche che svolgono ruoli essenziali a livello del cervello, del sistema nervoso centrale e periferico, del cuore, dei muscoli, delle membrane cellulari, dell’equilibrio ionico, del metabolismo cellulare, in definitiva dell’equilibrio omeostatico di ciascun essere vivente. [...]"
La trattazione (con ampio riferimento ai tanti studi e perizie, compresi i nostri Ispesl, Istituto Superiore della sanità, Cnr, ecc.) prende in considerazione campi a bassa frequenza (elettrodotti), radio frequenza e microonde (emittenti radio-televisive, cellulari e loro ripetitori, impianti radar), mettendo in evidenza in modo inequivocabile rischi per la salute per valori di molto inferiori a quelli indicati dalla legislazione vigente.
Ultima citazione, e credo che questa la dica lunga e contraddica la tua iniziale affermazione sulla sovrapponibilità concettuale di campi eletttrici/magnetici "naturali" e di origine umana:
Per le emissioni ELF (nota: extremely low frequencies - elettrodotti, corrente di rete a 50 Hz) la legge italiana pone dei limiti che, secondo l’Istituto Superiore della Sanità, “non rivestono alcun significato preventivo riguardo alla patologia neoplastica, e vanno riferiti solo agli effetti acuti dell’esposizione.”