Ciao a tutti!
Ho letto gia' qualche anno fa di quest'erba che sembra possedere una notevole quantita' di principi e azioni farmacologiche.
Quella che a me interessava e' quella ansiolitica e antistressogena.
Poi non la ho provata, anche e soprattutto per questa grande quantita' di principi attivi che possono poi anche scatenare effetti secondari di vario genere, o almeno io penso cosi'.
Ho cercato in internet trovando parecchi studi ma, come al solito, in internet e' difficile stabilire quali siano studi validi o quali porcherie.
Ho comunque visto che se ne fa grande uso nei preparati indiani e in particolare mi aveva attratto uno di questi che mi pare piuttosto diffuso a livello di distribuzione che si chiama relax map.
questo preparato oltre alla withania contiene varie altre erbe anche queste con spettri d'azione piuttosto ampi, che vanno dall'azione anti infiammatoria, all'azione antiasmatica, anti-tumorale ecc...
ufh quando vedo queste cose di solito evito...
qualcuno di voi ha provato l'erba o il preparato?
avete conoscienze maggiori?
Grazie
Andrea
Withania somnifera
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Marco Valussi
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Re: Withania somnifera
Ciao Andrea, ecoti un estratto dalla monografia infoerbe (off-line al momento) sull aWithania somnifera.emris ha scritto:Ciao a tutti!
Ho letto gia' qualche anno fa di quest'erba che sembra possedere una notevole quantita' di principi e azioni farmacologiche.
qualcuno di voi ha provato l'erba o il preparato?
avete conoscienze maggiori?
Grazie
Andrea
Farmacologia
Nonostante la lunga tradizione di utilizzo di questa pianta, ben documentata in India, in Africa e da pochi anni anche nel mondo occidentale, sono ancora molto scarsi gli studi clinici umani. La maggior parte dei dati provengono da studi in vitro o su modelli animali e di conseguenza sono di limitato interesse per un utilizzo fitoterapico, o quantomeno devono essere analizzati per distinguere quelli rilevanti da quelli non rilevanti.
Azione adattogena
L'azione adattogena e anabolica è stata analizzata in tre studi clinici. In uno studio in doppio cieco (Venkatraghavan et al 1980) sono stati somministrati 2 g di radice di Withania somnifera (Ws) al giorno, per 60 giorni, a bambini compresi tra gli 8 e i 12 anni. I bambini nel gruppo verum hanno mostrato un aumento del peso corporeo, della emoglobina eritrocitaria e della forza di presa delle mani.
In uno studio successivo Seshadri e collaboratori (Seshadri et al 1986) hanno investigato l'efficacia di una formulazione contenente Ws in bambini normali di entrambi i sessi di età compresa tra gli 8 e i 10 anni. Le loro conclusioni sono che Ws aumenta il peso corporeo, la concentrazione totale di proteine, MHC e HCHC.
In un altro studio 140 uomini di età compresa tra i 50 e i 59 anni hanno assunto radice di Ws per più di un anno. I risultati significativi sui 101 soggetti che finirono lo studio furono: aumento dell'emoglobina, del numero di eritrociti, della melanina nei capelli, della statura da seduti; diminuzione del colesterolo ematico e dell'ESR. La capacità sessuale, variabile non controllata, è aumentata nel 71.4% dei soggetti (Kuppurajan et al 1980).
La presenza di colina nella radice (Duke, 1987) è interessante per l'importanza di quest'ultima come precursore dell'acetilcolina (in presenza di acido pantotenico). La riduzione dei livelli di acetilcolina (come avviene nel normale processo di invecchiamento) può causare perdita di memoria, difficoltà a mantenere la concentrazione, insonnia e cattiva coordinazione muscolare (Lavon 1973).
Glutammato e glicina, presenti nella foglia, agiscono a livello del SNC; il primo è il neurotrasmettitore eccitatorio più comune nei mammiferi mentre la seconda , oltre a modulare l'azione del recettore per il glutammato è, insieme con il GABA, uno dei più importanti neurotrasmettitori inibitori nei mammiferi (Kingsley 1996). La loro presenza può essere considerata interessante visti i complessi meccanismi neuroendocrini legati all'effetto adattogeno.
La presenza di triptofano è anch’essa interessante, poiché esso è importante per il bilancio dell'azoto ed è il precursore della 5-HTP e quindi della serotonina, sostanza che gioca un ruolo importante a livello dei centri emotivi e motivazionali del cervello e una sua deficienza è associata a depressione, ossessioni, ansia, aumentata sensibilità al dolore cronico, disturbi emotivi, cognitivi e del sonno (Takahashi et al 1975).
Vari studi hanno mostrato un effetto antistress e antifatica su modelli animali.
Un estratto acquoso di radice è stato comparato ad un estratto acquoso di Panax ginseng (Pg) e a placebo. Tutte e due le piante hanno mostrato effetto antistress fisico (nuotata forzata) ed effetto anabolico (aumento peso corporeo), dove la Ws si è dimostrata più attiva del Pg (Grandhi et al 1994). Gli animali sottoposti a stress fisico hanno mostrato una migliore performance e un maggior endurance nel test del nuoto e una ridotta incidenza di ulcere gastriche indotte da aspirina e stress fisico. L'incidenza di ulcere si è ridotta di meno rispetto agli animali che hanno utilizzato il Pg, ma gli animali che hanno utilizzato Withania somniferum hanno guadagnato più peso (Singh et al 1982). Khandeparkar (Khandeparkar & Kulkarni 1981) ipotizza che l'effetto antifatica sia dovuto ad una influenza dell'estratto sui percorsi metabolici durante l'esercizio prolungato, influenza che favorirebbe l'ossidazione lipidica nel metabolismo muscolare inibendo l'utilizzazione di glicogeno muscolare. A differenza di altri adattogeni, ad esempio Pg, non sembra che l'attività adattogena di questa pianta sia totalmente ascrivibile ad una azione a livello dell'asse ipotalamo-pituitaria-surreni, quantomeno perché dopo la somministrazione il peso dei surreni risulta ridotto (Al-Hindawi et al 1992) ed il contenuto renale in acido ascorbico e cortisolo non cambia (Singh et al 1982).
Un estratto totale, acquoso e standardizzato è stato somministrato per via orale ad animali secondo dosaggi estrapolato da dosi umane. La pianta ha dimostrato di proteggere gli animali da stressori di vario tipo (biologici, fisici e chimici). La pianta ha invertito l'azione della cisplatina sullo svuotamento gastrico, si è dimostrata sicura in studi di tossicità sia acuta che cronica. Si suppone che il meccanismo d'azione includa una immunostimolazione (Rege et al 1999).
In un altro test simile, Ws è stata somministrata agli animali prima del test di stress (nuotata forzata in acqua fredda). Gli animali nel gruppo verum mostrano una miglior tolleranza allo stress (Archana et al 1999).
Ws e Pg sono stati somministrati in combinazione per 90 giorni oralmente agli animali, e sono stati osservati: aumento del peso, del consumo di cibo, del peso epatico e dell'ematopoiesi. Non è stata riscontrata tossicità (Aphale et al 1998).
Vi sono dati che indicano un possibile meccanismo immunomodulante: un estratto metanolico al 75% ha aumentato il numero di eritrociti, ridotto la leucopenia indotta da radiazioni gamma, aumentato in maniera significativa la cellularità del midollo spinale e ha normalizzato il rapporto tra eritrociti normocromatici e policromatici a seguito di irradiazione. Il meccanismo proposto è la stimolazione della proliferazione delle cellule (effetto anabolico eritropoietico) (Kuttan 1996). Due altri studi hanno mostrato l'azione dell'estratto di Ws sulla leucopenia e mielosoppressione indotte da fosfamide (Davis e Kuttan 1998), ciclofosfamina, azatioprina e prednisolone (Ziauddin et al 1996). L'estratto ha prevenuto la mielosoppressione, ha aumentato la concentrazione di emoglobina, il conteggio eritrocitario, il conteggio leucocitario, il conteggio piastrinico, ed il peso corporeo, e ridotto la tossicità della fosfamide.
L'attività adattogena e anabolica della pianta viene per ora attribuita agli steroidi lattonici presenti nella radice (sitoindosidi) e nelle foglie (withanolidi), visto che come gruppo sono anabolici, antidepressivi e immunostimolanti (Wagner 1995) e alcuni di essi migliorano la capacità di apprendimento e la memoria in modelli animali (sitoindosidi IX e X) ) (Ghosal et al 1989).
In conclusione, al momento non sembra possibile elucidare il meccanismo particolare della azione adattogena di questa pianta; questo non deve però stupire, vista appunto la caratteristica non specifica dell’azione adattogena: sembra probabile che il fitocomplesso, comprendente sia i withanolidi che importanti aminoacidi con attività neurale che nutrienti importanti per lo stato di nutrizione dell'organismo, sia responsabile dell'attività della pianta. Mentre è chiara la presenza di una influenza a livello ipotalamico-pituitario, è probabile che altri meccanismi siano all'opera, come ad esempio un effetto immunomodulante.
Azione antiinfiammatoria
Alcuni dei costituenti della pianta possiedono attività antiifiammatorie: il beta-sitosterolo è un antiprostadenomico, riduce cioé l'infiammazione e l'ingrossamento della prostata (Duke 1987); la withaferina A è immunosoppressiva (su linfociti B e T), antiartritica ed antiinfiammatoria (MediHerb 1992), ed in una comparazione con cortisolo ha avuto effetti comparabili associati ad un aumento di peso (Seti 1970; al-Hindawi et al 1992). Il withanolide E è immunosopressivo (linf. B e T).
La somministrazione orale di 100 mg/kg di Ws simultanea alla somministrazione ev di lipopolisaccaridi da Klebsiella pneumonie e peptidoglicani da Staphylococcus aureus ha prevenuto l'aumento della perossidazione lipidica tipica in animali sottoposti al soprascritto stress (dose comparabile 7 grammi nomo). Effetto antiperossidante, parte di un più ampio effetto antistress adattogeno (Dhuley 1998a).
Un estratto metanolico delle parti aeree di Ws ha esercitato una azione antiinfiammatoria-antigranulomatosa comparabile a 5 mg/kg di idrocortisone sodio succinato. Responsabili sono gli steroidi, ed in particolare Withaferina A (al-Hindawi et al 1992). Non c'è stata riduzione del peso di timo e milza (ma c'è stata diminuzione del peso dei surreni). La somministrazione di Ws ha ridotto l'incorporazione di 35S nel tessuto granulomatoso, ha avuto un effetto anticoppietta sulla fosforilazione ossidativa a livello del tessuto granulomatoso, ha influenzato l'attività dell'ATPase e ha ridotto l'attività della succinato deidrogenase nei mitocondri del tessuto granulomatoso (Begum & Sadique 1987)
Somministrazione di sitoindosidi VII-X e withaferina A ip (10 e 20 mg/kg) hanno diminuito la concentrazione di superossido dismutase (SOD), catalase (CAT) e glutatione perossidase (GPX) a livello cerebrale, in maniera comparabile a 2 mg/kg/giorno di deprenyl. Questa attività antiossidante può spiegare almeno in parte gli effetti antiinfiammatori, antistress, antietà, immunomodulanti e cognitivi già riscontrati per la pianta (Bhattacharya et al 1997).
Si suppone che i withanolidi siano responsabili di questa attività attraverso la loro azione sull'asse pituitario-surrenale, ma è chiaro che un altro meccanismo è almeno altrettanto importante. E' stato osservato, infatti, che varie preparazioni di questa pianta possiedono attività antiinfiammatoria ed allo stesso tempo influenzano il metabolismo epatico delle proteine (Anabalagan & Sadique 1981a; Sadique & Josep 1981; Anabalagan & Sadique 1981b; Anabalagan & Sadique 1985). Sono infatti stati osservati cali delle APP ed al contempo un aumento delle proteine totali (in particolare albumina). In particolare, la Ws influenza la sintesi di 2-glicoproteina, APP, prealbumina, 2-macroglobulina. Dato che negli stati infiammatori si osserva un aumento delle APP e una diminuzione dell'albumina (Urban et al 1979; Jamieson et al 1975), e vista la funzione fondamentale delle APP nell’attivazione dei meccanismi immunitari ed infiammatori, in particolare nell'attivazione della cascata del complemento (Romagnani et al 1995), è ipotizzabile che la Ws agisca come antiinfiammatorio intervenendo proprio sul metabolismo epatico delle proteine.
Azione antimitotica/antineoplastica
La foglia della pianta è stata utilizzata per trattare i tumori della pelle. L'interesse dei ricercatori si è quindi concentrato sulle possibili attività antitumorali-neoplastiche della pianta. La withaferina A (WA) ed i withanolidi D ed E (WnD, WnE) hanno attività antimitotica, antineoplastica e antitumorale in vitro e su modelli animali. L'estratto di radice (95% etanolo) è efficace su tumori in modelli animali ed è meno tossico dei withanolidi isolati.
Molto studiati sono gli effetti antitumorali e radiosensibilizzanti della WA, vista come una molecola potenzialmente utile nel radiotrattamento dei tumori (Ganasoundari et al 1997; Devi et al 1996; Sharad et al 1996; Devi et al 1992; Devi et al 1993; Devi et al 1995).
Visto che gli studi sono ancora limitati alla molecola isolata, utilizzata in modelli animali con somministrazione infradermica o intraperitoneale, è ancora prematuro trarre delle conclusioni su un possibile utilizzo orale nelle patologie neoplastiche nell'uomo, vista anche la mancanza di dati tradizionali (l'unico utilizzo supportato dalla tradizione è l'utilizzo esterno su tumori della pelle).
Se l'azione antitumorale diretta dovrà aspettare per essere confermata, l'attività adattogena della Ws la rende comunque un possibile contributo alla terapia antitumorale, viste le azioni anaboliche, antistress e innalzanti il tasso leucocitario.
Azione analgesica
Anche in questo caso gli unici studi conosciuti sono su modelli animali. Si suppone che l'azione sia a livello dei recettori oppioidergici.
Azione antinfettiva.
La withaferina A e l'estratto di foglia di Ws è attiva contro batteri gram-positivi e aerobi e contro funghi, ma è inattiva contro gram-negativi ed anaerobi. In particolare è attiva contro il Micrococcus pyogenes var. aureus, inibisce parzialmente la glucosio-6-fosfato-deidrogenasi del Bacillus subtilis ed inibisce il virus Ranikhett. La sua attività antibiotica è dovuta alla presenza di un anello lattone insaturo. Un withanolide proveniente da W. Coagulans si è dimostrato attivo contro vari funghi potenzialmente patogeni in vitro (Choudhary 1995).
I tannini presenti sono battericidi e viricidi.
L'effetto antiinfettivo potrebbe essere dovuto ad una azione indiretta immunomodulante; in particolare, due studi su modelli animali suggeriscono una attivazione della immunità non specifica, in particolare della chemiotassi (produzione di IL-1 e TNF) (Dhuley 1997) e della funzione macrofagica (Dhuley 1998b).
Azione nervina sedativa
Singh e collaboratori (Singh et al 1977) hanno studiato l'azione di Ws su pazienti sofferenti di nevrosi ansiosa. I pazienti mostrano riduzione dei vari livelli di ansia e dei livelli di cortisolo ematico e catecolamine urinarie. La whitanina e altri alcaloidi sono risultati depressivi del SNC in modelli animali (Malhotra et al 1961).
D'altro canto, in uno studio su modelli animali, dosi ripetute ed elevate di Ws (100 mg/kg) hanno attenuato lo sviluppo della tolleranza agli effetti analgesici della morfina e sembrano aver ridotto lo sviluppo di dipendenza (Kulkarni et al 1997).
Metha e collaboratori (Metha et al 1991) suggeriscono che la leggera azione sedativa della radice sia dovuta ad una interazione con i recettori GABA, con antagonismo competitivo.
Schliebs e collaboratori (Schliebs et al 1997) hanno studiato gli effetti stimolanti sulle funzioni cognitive e sulla memoria della Ws nel contesto dei sofferenti di Alzheimer.
Essi sono arrivati a conclusioni molto differenti circa le interazioni della Ws a livello neurale:
1. l'estratto non ha modificato il legame ai recettori GABA-A o benzodiazepinici, né ai sottotipi di recettori NMDA o AMPA per il glutammato in alcuna zona corticale o subcorticale studiata;
2. l'estratto ha mostrato effetti differenziali sull’attività della acetilcolinesterase: aumentata a livello del globo pallido e del setto laterale, e diminuita a livello della banda verticale diagonale. Contemporaneamente si è notato un aumento del legame con i sottotipi di recettori muscarinici M1 e M2 a livello corticale.
La conclusione degli autori è che l'attività della Ws e dei sitoindosidi VII-X e della withaferin-A sia dovuta ad una interferenza con il flusso di trasduzione dei segnali colinergici a livello corticale e basale.
La somniferina (radice) ha proprietà ipnotiche e sedative (Duke 1992).
Il triptofano viene utilizzato nel trattamento della depressione. La glicina, come abbiamo visto sopra, è un neurotrasmettitore inibente l'eccitazione neurale.
I sitoindosidi VII e VIII mostrano attività antideprtessiva in modelli animali.
Azione ipotensiva e antispasmodica
Gli alcaloidi presenti nella pianta sono ipotensivi, bradicardici e stimolanti respiratori.
Studi clinici
1. Aumenta emoglobina, albumina e ferro ematici, peso e forza in bambini 8-12
2. Aumenta emoglobina, conteggio eritrocitario, melanina dei capelli e riduce colesterolo ed ESR in adulti 50-59
3. Migliora il sonno, l'attentività, la reattività e la performance fisica in alpinisti in attività per 29 giorni ad elevate altitudini
4. Abbassa la glicemia in pazienti con NIDD
5. Abbassa il colesterolo totale, LDL, VLDL ed i trigliceridi in soggetti ipercolesterolemici
Re: Withania somnifera
Ciao MarcoMarco Valussi ha scritto: Ciao Andrea, ecoti un estratto dalla monografia infoerbe (off-line al momento) sull aWithania somnifera.
Farmacologia
Nonostante la lunga tradizione di utilizzo di questa pianta, ben documentata in India, in Africa e da pochi anni anche nel mondo
..
avevo visto questa monografia ma non ho le competenze per tirare le somme :)
Comunque infoerbe e' veramente un sito fatto bene.
Grazie ancora
Andrea