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fobik
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Messaggio da fobik » ven lug 01, 2005 10:56 am

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Contro la depressione che fa seguito a una catastrofe, l'antidoto è affrontare la paura stessa, condividendola con altre persone perché, dicono gli esperti, “la paura è un sentimento che più si evita, più si ingigantisce. Invece parlarne con gli specialisti può ridurre la cosiddetta sindrome dell'evitamento”. E' la ricetta per affrontare la depressione e l'ansia che di solito seguono le sciagure di questi ultimi anni causate dal sistema in cui viviamo. “La paura da evento catastrofico – dicono gli psichiatri - dura dalle 6 alle 8 settimane, in cui la persona rivivrà quell'accadimento, entrerà in uno stato che viene chiamato di iperattivazione, che potrà essere progressivamente ridotto attraverso colloqui con specialisti, gruppi di auto-aiuto e poi l'ausilio di farmaci ad hoc”. I tragici eventi di questi ultimi anni, grazie alla televisione, rimbalzano quasi in diretta in tutto il mondo, BABILONIA gli eventi stessi e i due tipi di disturbo conseguenti: il primo, meno grave, è un disturbo di adattamento che porta a emotività o ansia; il secondo, più grave, provoca disturbi del sonno e della concentrazione, irritabilità, senso di perdita di riconoscimento anche dei propri luoghi e tendenzialmente un evitamento di tutte le situazioni che in qualche modo possono direttamente o indirettamente ricordare l'evento (non si sale su un aereo, non si prende la metropolitana o il treno). In entrambi i casi la terapia è una sola: affrontare e condividere la paura per recuperare la precedente situazione emotiva e affettiva. Sfogare le proprie ansie, scambiare opinioni con parenti e amici, discute di questi argomenti aiuterà tutti a “esorcizzarli”, ci farà riscoprire il valore della solidarietà e dell’affetto e farà sentire tutti un po’ meno soli davanti a un nemico senza volto e per questo ancora più temibile.

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