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24-1-2005
Una metanalisi su consumo di latte e rischio di fratture: bassa utilità
per il case-finding (ricerca dei casi)
Kanis JA, Johansson H, Oden A, De Laet C, Johnell O, Eisman JA,
McCloskey E, Mellstrom D, Pols H, Reeve J, Silman A, Tenenhouse A.
Centro di Collaborazione dell’OMS per le Malattie Metaboliche dell’Osso,
Università di Sheffield Medical School, Beech Hill Road, S10 2RX,
Sheffield, UK.
Originale: Kanis JA, Johansson H, Oden A, De Laet C, Johnell O, Eisman
JA, McCloskey E, Mellstrom D, Pols H, Reeve J, Silman A, Tenenhouse A A
meta-analysis of milk intake and fracture risk: low utility for case
finding, Osteoporos Int. 2004 Oct 21; [Epub ahead of print]
Un basso consumo di latte è largamente considerato un fattore di rischio
di fratture future. Lo scopo di questo studio è quello di quantificare
questo rischio a livello internazionale e di analizzare gli effetti di
età, sesso e la densità ossea (Bone Mineral Density) su questo rischio.
Abbiamo studiato 39.563 uomini e donne (il 69% del gruppo erano donne)
appartenenti a sei coorti (gruppi di soggetti, NdT) di studi prospettici
(inclusi EVOS/EPOS, CaMos, DOES, Rotterdam Study, Sheffield Study) e ad
una coorte di Gothenburg. Queste coorti sono state seguite per 152.000
anni-persona. L'effetto dell'assunzione di calcio, valutata come
assunzione di latte, sul rischio di frattura di tutti i tipi, di
frattura osteoporotica e di sola frattura di femore, è stato esaminato
usando la distribuzione di Poisson per ciascun sesso e per ogni coorte.
Le altre co-variabili esaminate sono state l'età e la densità ossea. I
risultati dei diversi studi sono stati poi combinati usando i weighted
beta-coefficients (beta coefficienti pesati).
Una bassa assunzione di calcio (inferiore a 1 bicchiere di latte al
giorno) non è risultata associata con un significativo aumento di
fratture di tutti i tipi, di fratture osteoporotiche e di fratture di
femore. Non sono emerse differenze nel tasso di rischio tra uomini e
donne. Quando entrambi i sessi sono stati valutati assieme, si è
osservato un lieve ma non significativo aumento del rischio di fratture
osteoporotiche e di femore. Si è pure osservato un lieve aumento del
rischio di fratture osteoporotiche con l'età, che è risultato
significativo dall'età di 80 anni (RR=1.15; 95% CI=1.02-1.30) in su.
Questa associazione, dopo aggiustamento per la densità ossea, non si è
però confermata statisticamente significativa. Non è stata osservata
alcuna significativa correlazione per ogni età tra consumo di latte e
rischio di fratture di femore.
Concludiamo che un basso consumo di latte (come autodichiarato dai
soggetti del campione studiato) non risulta associato con alcun serio
aumento nel rischio di frattura e che l'uso di questo indicatore di
rischio è poco-nulla utile per il case-finding (ricerca dei casi).
Commento
Il numero di ottobre 2004 del Giornale Internazionale dell’Osteoporosi,
pubblica uno studio su “Consumo di latte e rischio di fratture” condotto
alla scuola di Medicina dell’Università di Sheffield, Regno Unito, per
conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
I ricercatori hanno studiato 28.300 donne e 12.200 uomini, per un totale
di 39.563 pari a 152.000 anni-persona, ed hanno concluso che “una bassa
assunzione di calcio (inferiore a 1 bicchiere di latte al giorno) non è
risultata associata con un significativo aumento di fratture di tutti i
tipi, di fratture osteoporotiche e di fratture di femore”, concludendo
che “un basso consumo di latte (come autodichiarato dai soggetti del
campione studiato) non risulta associato con alcun serio aumento nel
rischio di frattura e che l'uso di questo indicatore di rischio è
poco-nulla utile per il case-finding (ricerca dei casi)”.
Questa nuova pubblicazione è in accordo con precedenti analoghi studi,
che hanno concluso:
"L’assunzione di calcio non si dimostra protettiva nella prevenzione
delle fratture dell’osso. Infatti, le popolazioni con i più elevati
consumi di calcio hanno presentato più elevati tassi di frattura
rispetto a quelle con assunzioni ci calcio più modeste.” Calif Tissue
Int 1992;50
"Non è stata rilevata alcuna correlazione significativa tra il consumo
di latte degli adolescenti ed il rischio di fratture in età adulta. I
dati indicano che una frequente assunzione di latte e più elevate
assunzioni di calcio con la dieta nelle donne di mezza età non
forniscono protezione nei confronti delle fratture del femore e
dell’avambraccio…le donne che consumano le maggiori quantità di calcio a
partire dai derivati del latte presentano un rischio significativamente
aumentato di fratture di femore, mentre nessun aumento del rischio è
stato osservato, per gli stessi introiti di calcio a partire da fonti
alimentari non-casearie. 12-year Harvard study of 78,000 women American
Journal of Public Health 1997;87