L'EUROPA IN STATO DI SHOCK DOPO LA VISITA ALLE DISCARICHE CAMPANE
30-04-2010
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Rifiuti, quando l'Europa scopre la Campania: Poco dialogo con i cittadini e ciclo basato su discariche e termovalorizzatori
Conclusa la visita della delegazione Ue: «Manca un ciclo integrato, non viene rispettata la gerarchia dei rifiuti»
Ci ha messo tutta l'abilità diplomatica di questo mondo, l'eurodeputata olandese Judith Merkies capo delegazione della Ue in visita in Campania, nell'ostentare ottimismo e al contempo dire che: 1) non vi è stata alcuna interlocuzione tra cittadinanza e istituzioni sulle politiche e sulla scelta dei siti per la gestione dello smaltimento dei rifiuti; 2) che lo smaltimento in Campania viene pianificato a suon di discariche e termovalorizzatori e che le istituzioni sono inclini a optare per queste soluzioni in maniera definitiva e non temporanea; 3) è una follia immaginare una seconda discarica nel parco nazionale del Vesuvio sito protetto dall'Unesco; 4) è grave come il sindaco di Terzigno (Domenico Auricchio, Pdl) non abbia mai avuto occasione di visitare la discarica presente sul territorio cittadino. Ma nonostante questo la Merkies ha spiegato come la Campania è patrimonio dei campani come di tutti i cittadini europei,e che la commissione lavorerà avendo come obiettivo la tutela del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale di tale regione.
Si è conclusa oggi la visita della delegazione della Commissione Petizioni del Parlamento europeo. Una visita le cui conseguenze verranno esposte tra un paio di mesi, quando le conclusioni definitive verranno prese dal Parlamento europeo. Judith Merkies che nella vita politica non è certo una conservatrice ha spiegato come: «Abbiamo potuto constatare un cambiamento dell'atmosfera politica che aiuterà a produrre quella svolta necessaria», e al contempo la commissione ha «verificato come abbiano legittime preoccupazioni i cittadini che hanno inviato le petizioni, rivolgendosi a noi, circa l'assenza di un ciclo dei rifiuti. Hanno pienamente ragione». Dopo aver di persona visitato i siti di Chiaiano, Taverna del Re, Ferrandelle, l'impianto di Acerra, Terzigno e Basso dell'Olmo nel Comune di Serre, la Merkies ha spiegato come in Campania «manca un ciclo integrato e che non viene rispettata la gerarchia dei rifiuti perché si utilizzano soltanto discariche e termovalorizzatori senza passare per i processi che riducono i rifiuti, che favoriscono la loro selezione e il riciclaggio, processi che favorirebbero un utilizzo complessivamente minore delle discariche che sono viste non come una soluzione temporanea, ma definitiva».
I cittadini come primi ispettori
Nota negativa, deficit in pratica democratica, la commissione ha preso atto «dell'assenza di dialogo tra i cittadini e le autorità, dialogo necessario anche fra i diversi livelli amministrativi» e «la mancanza di trasparenza, per cui si intravede una possibilità di miglioramento, considerando che per ora non c'è accesso alle discariche per l'opinione pubblica e per chi volesse verificare i dati», spiega ancora la Merkies. L'eurodeputata ha sollecitato l'accesso ai siti in quanto «così si favorisce il dialogo, anello mancante, e si instaura fiducia». Quella dei rifiuti della gestione dei rifiuti in Campania è una questione «politica, ma che trascende i ragionamenti partitici». «Il presidente Caldoro - ha concluso Merkies - è pienamente consapevole della situazione, della questione relativa alla conformità all'Europa e delle possibili sanzioni, ed ha affermato che farà del proprio meglio». Una regione la Campania che la Merkies ha ribadito come sia non solo dei cittadini campani, ma «è anche una regione dell'Unione europea e patrimonio mondiale che va mantenuto per voi e per noi».
Fonte agenziami.it
L'EUROPA IN STATO DI SHOCK DOPO LA VISITA ALLE DISCARICHE
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CAMPAGNA RIMBORSO CIP6
CIP 6 - CAMPAGNA DI RIMBORSO COLLETTIVA
In Italia, le aziende esercenti gli inceneritori di rifiuti rivendono l'energia elettrica prodotta a prezzo maggiorato in base all’applicazione del CIP6, considerando il processo di produzione come derivato da fonti rinnovabili. Questo perché in Italia per legge si è deciso di considerare l'incenerimento dei rifiuti come una fonte rinnovabile, al pari dell'energia eolica, geotermica, solare, ecc. L'Italia è l'unico Paese nel quale viene concesso l'incentivo anche alla produzione di energia elettrica tramite procedimenti quale ad esempio il carbone o la combustione dei rifiuti urbani negli inceneritori (c.d. termovalorizzazione).
La Commissione Europea, in data 20 novembre 2003 (e, cioè, solo undici anni dopo l'entrata in vigore della normativa italiana, quando era già stata largamente applicata e facendo riferimento a una direttiva del 2001, anch'essa decisamente successiva alla deliberazione del 1992), in merito al recepimento della normativa comunitaria in Italia, in riferimento all'inclusione della parte non biodegradabile dei rifiuti quale fonte di energia rinnovabile, si è, tuttavia, così espressa:
' La Commissione conferma che, ai sensi della definizione dell'articolo 2, lettera b) della direttiva 2001/77/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione
dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità (1), la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile..'
La Rete Ecologista Bolognese in collaborazione con l'Associazione Diritto al Futuro lancia anche a Bologna la campagna di Rimborso CIP6
Cosa occorre per chiedere il rimborso:
*Fotocopia ultima bolletta gestore energia elettrica
*Fotocopia documenti identità valido
Punti Raccolta:
7 maggio Piazza Nettuno- Assemblea Io ci Sto- ore 20.30
Non perdere questa opportunità, chiedi indietro il 7% versato dal 2003 ad oggi indebitamente su ogni bolletta.
Per informazioni:
http://www.retecologistabolognese.it
http://www.dirittoalfuturo.it/vertenza.html
In Italia, le aziende esercenti gli inceneritori di rifiuti rivendono l'energia elettrica prodotta a prezzo maggiorato in base all’applicazione del CIP6, considerando il processo di produzione come derivato da fonti rinnovabili. Questo perché in Italia per legge si è deciso di considerare l'incenerimento dei rifiuti come una fonte rinnovabile, al pari dell'energia eolica, geotermica, solare, ecc. L'Italia è l'unico Paese nel quale viene concesso l'incentivo anche alla produzione di energia elettrica tramite procedimenti quale ad esempio il carbone o la combustione dei rifiuti urbani negli inceneritori (c.d. termovalorizzazione).
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